Quando ti rubano la password…

linkedin violato

Cari miei, è successo ancora!
Qualcuno ha fatto breccia nel database degli account di un sito molto usato, ed ha rubato indirizzi email e relative password di accesso!

La notizia più recente riguarda LinkedIn, a cui sono stati sottratti i dati relativi a oltre 164 milioni di utenti. Fra questi ci sono pure io! …e potresti esserci anche tu!

Il fatto purtroppo è addirittura vecchio di 4 anni, essendo successo nel 2012!

Pochi giorni dopo la notizie del furto di credenziali da Linkedin, è stata pubblicata quella relativa al furto di password di utenti MySpace!
In questo caso il furto era del 2008 – anche se i dati sono stati resti pubblici sono nel 2016 – e riguarda quasi 360 MILIONI di utenti, facendo di questo ‘data-breach’ il più grosso in termini di utenti coinvolti!

…ma come difendersi da questi eventi?

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Idee per una vita migliore /5

L’altro giorno un mio collega ha ricevuto la busta paga.
Allegata alla busta paga c’era un depliant che più o meno diceva così: “Dona il tuo 5×1000 alla fondazione del tuo titolare”.

Non sto a spiegarvi, ma fidatevi se vi dico che non ne ha bisogno; anche l’ultimo degli operai pensava fosse più saggio donare questo 5×1000 a qualche onlus di ricerca medica.

Si discuteva quindi su come i padroni pensino sempre e soprattutto al proprio profitto, a dispetto di pochi imprenditori illuminati che, andando oltre il proprio scopo personale, sono riusciti a creare aziende dove anche i dipendenti avevano piacere di lavorare, perché erano trattati meglio di semplici muli da soma.

Non si pensava a gente come Steve Jobs, che ha fatto i soldi sfruttando le competenze altrui e la manodopera cinese a basso costo, ma piuttosto di persone come Olivetti, tanto per dirne una.

Qualcuno che partecipava alla discussione ha poi buttato là la storia di Ong come FSC o PEFC, che si occupano di certificare la provenienza di prodotti di origine vegetale (carta e cartone) in una filiera che abbia a cuore il rispetto della natura.

Da qui l’ideona…

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Automator: copia data e ora

Automator: data e ora

Problema: in azienda arrivano continuamente nuovi prodotti da codificare, e bisognava trovare un sistema, usabile da chiunque, per generare nuovi codici, univoci, con un buon margine di sicurezza.

Soluzione: usare come codice il “momento” in cui esso viene creato.

Quindi, sfruttando il timestamp unix e Automator, ho creato una piccola app che, quando avviata, copia negli appunti la data e l’ora in cui l’app è stata avviata, nel formato aammgghhmmss (anno, mese, giorno, ore, minuti, secondi).

Esempio: questo articolo avrebbe il codice 160510205055.

In questo modo abbiamo anche dei codici “parlanti”, che possono essere letti anche da un umano per scoprire il momento in cui il lavoro è stato svolto.

In questo modo è abbastanza sicuro che chiunque avvia questa app, ovunque si trovi, non lo faccia contemporaneamente ad un altro collega (almeno non nello stesso preciso secondo), e questo crea un buon margine per essere sicuri di non usare un codice più d’una volta.

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Il tecnico che ignorava

tecnico ignorante

L’altro giorno un mio collega fa un giorno di formazione in azienda.

Si tratta di una giornata in cui un tecnico super pagato, che lavora per la multinazionale che produce il software, viene in azienda e passa la giornata con lui, a sua totale disposizione.

L’azienda di questo collega usa i software di questa multinazionale; si tratta di programmi molto costosi (varie migliaia di euro/cad.) è a volte così complessi che “probabilmente non esiste nessuno che sappia usarli al 100%” (parola di docente).

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File CXF

Capita di ricevere file in formato CXF, Color Exchange Format, un formato egistrato da xRite per la comunicazione di informazioni su inchiostri di stampa personalizzati.

Perché, vi chiederete, non continuare come sempre a comunicarsi i valori di un colore come si è sempre fatto, cioè tramite coordinate CMYK, RGB o Lab?

Perché in questi valori mancano indicazioni essenziali per un inchiostro da stampa, come le proprietà fisiche (e non colorimetriche): per esempio la capacità coprente!
Un inchiostro può essere piuttosto opaco . come i Pantone metallici – oppure poco opaco, come i più semplici colori di quadricromia.

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