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	<title>Commenti a: Un enzima per recuperare la memoria</title>
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		<title>Di: DoZ</title>
		<link>http://www.dozarte.com/wordpress/2006/08/28/un-enzima-per-recuperare-la-memoria/#comment-32259</link>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 07:31:03 +0000</pubDate>
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		<description>Minuscole &#039;navicelle armate&#039; in viaggio nel cervello, per andare dritte al &#039;cuore&#039; dell&#039;Alzheimer individuando e distruggendo le lesioni in tempi utili. Contro la grave malattia neurodegenerativa, che solo nella Penisola colpisce oltre 500 mila persone con piu&#039; di 70 mila nuovi casi all&#039;anno, e&#039; partito sotto l&#039;egida dell&#039;Italia il progetto europeo Nad (Nanoparticles for therapy and diagnosis of Alzheimer disease). Sostenuta dal Settimo Programma Quadro dell&#039;Ue con un finanziamento pari a 14,6 milioni di euro in 5 anni, la ricerca coinvolge 19 partner in tutto il Vecchio Continente ed e&#039; guidata dall&#039;universita&#039; degli Studi di Milano-Bicocca. All&#039;ateneo capofila - che ha presentato l&#039;iniziativa nella propria sede - vanno 3,8 milioni per le varie attivita&#039; di organizzazione e di coordinamento.
La missione e&#039; realizzare nanoparticelle (delle dimensioni di un miliardesimo di metro) in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, &#039;armatura&#039; protettiva dei tessuti cerebrali. Alle &#039;nano-navicelle&#039; verranno legate speciali molecole, capaci di riconoscere (diagnosi) e di neutralizzare (terapia) le placche amiloidi che si depositano nel cervello colpito dall&#039;Alzheimer. Si tratta dunque di un programma di &#039;teranostica&#039; (diagnostica abbinata a terapia), riferisce una nota della Bicocca. L&#039;efficacia delle nanoparticelle sara&#039; verificata su modelli animali della patologia (ratti transgenici), e se i dati preclinici saranno positivi si potra&#039; passare alla sperimentazione sull&#039;uomo.
fonte: http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=236927</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Minuscole &#8216;navicelle armate&#8217; in viaggio nel cervello, per andare dritte al &#8216;cuore&#8217; dell&#8217;Alzheimer individuando e distruggendo le lesioni in tempi utili. Contro la grave malattia neurodegenerativa, che solo nella Penisola colpisce oltre 500 mila persone con piu&#8217; di 70 mila nuovi casi all&#8217;anno, e&#8217; partito sotto l&#8217;egida dell&#8217;Italia il progetto europeo Nad (Nanoparticles for therapy and diagnosis of Alzheimer disease). Sostenuta dal Settimo Programma Quadro dell&#8217;Ue con un finanziamento pari a 14,6 milioni di euro in 5 anni, la ricerca coinvolge 19 partner in tutto il Vecchio Continente ed e&#8217; guidata dall&#8217;universita&#8217; degli Studi di Milano-Bicocca. All&#8217;ateneo capofila &#8211; che ha presentato l&#8217;iniziativa nella propria sede &#8211; vanno 3,8 milioni per le varie attivita&#8217; di organizzazione e di coordinamento.<br />
La missione e&#8217; realizzare nanoparticelle (delle dimensioni di un miliardesimo di metro) in grado di attraversare la barriera emato-encefalica, &#8216;armatura&#8217; protettiva dei tessuti cerebrali. Alle &#8216;nano-navicelle&#8217; verranno legate speciali molecole, capaci di riconoscere (diagnosi) e di neutralizzare (terapia) le placche amiloidi che si depositano nel cervello colpito dall&#8217;Alzheimer. Si tratta dunque di un programma di &#8216;teranostica&#8217; (diagnostica abbinata a terapia), riferisce una nota della Bicocca. L&#8217;efficacia delle nanoparticelle sara&#8217; verificata su modelli animali della patologia (ratti transgenici), e se i dati preclinici saranno positivi si potra&#8217; passare alla sperimentazione sull&#8217;uomo.<br />
fonte: <a href="http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=236927" rel="nofollow">http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=236927</a></p>
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