Imparare a riconoscere i farmaci generici è un modo per risparmiare

Il farmaco generico è definito come imitazione di un prodotto originale privo di protezione brevettuale; quest’ultima caratteristica permette la produzione del generico a qualsiasi impresa.
In linea teorica, il generico viene messo in commercio senza un marchio commerciale definito, ma sotto la cosiddetta Denominazione Comune Internazionale (DCI).

Di fatto, nelle realtà di mercato internazionali esistono tre categorie di farmaci generici:
– generici branded, ovvero copie di specialità farmaceutiche recanti un proprio marchio distintivo;
– generici semibranded commercializzati sotto la DCI seguita dal nome del produttore;
– generici “puri”, o unbranded.

Nel passaggio dalla specialità coperta da brevetto, prodotta quindi dalla sola azienda innovatrice, al farmaco generico, prodotto potenzialmente da un numero illimitato di imprese, muta radicalmente la struttura del mercato di riferimento. Il “monopolio” che permetteva all’azienda farmaceutica innovatrice di recuperare, tramite prezzi elevati, gli investimenti effettuati in ricerca e sviluppo, viene sostituito da un mercato concorrenziale in cui le aziende si concentrano sui processi produttivi più efficienti per offrire il farmaco generico ai prezzi più competitivi sul mercato.

La previsione di un importante sviluppo del mercato dei farmaci generici comporta altresì un radicale mutamento nell’attività delle singole aziende innovatrici. I prodotti maturi, per i quali la copertura brevettuale è venuta meno, perdono d’importanza all’interno del portafoglio prodotti dell’azienda, essendo commercializzati da una pluralità di soggetti a prezzi presumibilmente più bassi. L’azienda innovatrice è quindi portata a lanciare sul mercato prodotti che rendano obsoleti quelli per cui è scaduta la protezione brevettuale.

fonte: http://www.generici.com/definito.htm

Questione di Etichetta è un progetto del Movimento consumatori.
L’obiettivo è di creare maggiore consapevolezza nel consumatore che assume i farmaci.

Il 37% degli incidenti domestici è determinato da un uso improprio dei farmaci.
Insegnare a leggere attentamente le avvertenze scritte sui farmaci, adottare misure di corretta conservazione aiuta a evitare incidenti spiacevoli.

Gli strumenti adottati:

  • motore di ricerca per verificare la presenza dei farmaci generici e il loro prezzo aggiornato, sul sito www.movimentoconsumatori.it;
  • Numero Verde 800774770 al quale rispondono farmacisti su tutti i quesiti relativi a modi corretti di assunzione, effetti collaterali ed eventuali segnalazioni;
  • guida per l’uso corretto dei farmaci che si può richiedere presso le sedi del MC.

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3 pensieri su “Imparare a riconoscere i farmaci generici è un modo per risparmiare”

  1. UE – ITALIA: Accordo sui farmaci generici: vietati gli sconti extra
    “Abbiamo lavorato molto, ma ieri sera abbiamo portato a casa un buon risultato. Al tavolo della farmaceutica e’ stato raggiunto un accordo” sul recupero dei fondi provenienti dai super-sconti praticati dalle aziende a farmacisti e grossisti. E il documento conclusivo “e’ stato firmato da tutti”. Non nasconde la sua soddisfazione il sottosegretario al Welfare Ferrucio Fazio, comunicando l’intesa raggiunta ieri sera poco prima delle 22, a margine di un incontro all’ospedale Fatebenefratelli di Roma. “Non sono piu’ ammessi extra-sconti. I generici sono rinegoziati dall’Aifa. Si aumentera’ con norma di legge la quota di spettanza di ‘non branded’ nella filiera di 8 punti percentuali, distribuiti all’interno della filiera secondo regole di mercato”. E ancora: “Si riduce del 7% il prezzo al pubblico dei prodotti equivalenti ‘unbranded’ inseriti nelle liste di trasparenza Aifa. Pero’ e’ consentita anche eventualmente la rinegoziazione del prezzo”. Per fare recuperare gli extra-sconti praticati nel 2008 “si incrementa di una quota media dell’1,4%, distribuita nella filiera, lo sconto a favore del Servizio sanitario nazionale, trattenuto da quest’ultimo per 12 mesi”. A questo punto il ministero elaborera’ una valutazione di impatto economico dell’accordo, “ma ho l’impressione che le Regioni siano soddisfatte. Abbiamo lavorato molto: era un tavolo difficile e si dovevano conciliare le esigenze di regioni, industrie e farmacie. Non e’ stato facile – ammette – ma c’e’ stato molto senso di responsabilita’ da parte di tutto il tavolo. Un atteggiamento che mi auguro continui nei prossimi mesi”.
    fonte: http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=236807

  2. Sono comparsi in Farmacia da qualche anno, prima accolti con diffidenza ora con maggiore coscienza e conoscenza. Parliamo dei farmaci generici o equivalenti, sui quali cercheremo di fare chiarezza.

    COSA SONO ESATTAMENTE I FARMACI EQUIVALENTI?
    I farmaci equivalenti sono noti anche come “generici” ma la denominazione è stata cambiata con la legge 149 del 26 luglio 2005. Si tratta di specialità medicinali bio-equivalenti rispetto ad un prodotto il cui brevetto è scaduto.
    La bio-equivalenza è la capacità di un farmaco di agire sull’organismo nello stesso modo e con gli stessi effetti rispetto al relativo farmaco originale. Devono perciò possedere lo stesso dosaggio di principio attivo, assorbibile nella stessa quantità e velocità dall’organismo, non necessariamente possedendo la stessa forma farmaceutica (compresse, bustine, capsule).
    Quando un farmaco equivalente viene venduto in Farmacia significa che ha già superato positivamente tutti i test necessari per stabilirne la totale bio-equivalenza rispetto al medicinale di riferimento.
    Il farmaco equivalente è praticamente identico al corrispondente di marca, solo con un nome differente.

    COME VIENE STABILITO IL NOME DEL FARMACO EQUIVALENTE?
    I farmaci equivalenti, a differenza di quelli di riferimento, non hanno nomi di fantasia registrati, ma vengono commercializzati sotto il nome del principio attivo che contengono (es. l’acido acetilsalicilico è l’equivalente dell’Aspirina).
    Il nome è stabilito secondo la Denominazione Comune Internazionale definita dall’OMS ed è una contrazione del nome chimico accettata internazionalmente, seguita dal nome della casa produttrice.

    QUALI FARMACI POSSONO AVERE UN EQUIVALENTE?
    In Italia esistono farmaci equivalenti sia da banco (acquistabili senza prescrizione medica) che prescrivibili.
    Il medico può oggi prescrivere un farmaco indicandone il nome del prodotto originale, in modo da lasciare libero il paziente di scegliere se acquistare o meno un farmaco equivalente.
    Il farmacista può sostituire il medicinale prescritto con un prodotto equivalente a prezzo più basso, rimborsato dal SSN previa informazione del paziente.
    Se il paziente volesse la specialità medicinale eventualmente indicata dal medico invece del generico, pagherà la differenza.

    QUANTO SI PUÒ RISPARMIARE ACQUISTANDO GLI EQUIVALENTI?
    Per i farmaci equivalenti la legge stabilisce che il prezzo sia di almeno il 20% inferiore a quello del farmaco che possono sostituire.
    Per i farmaci di Classe A (mutuabili) il prezzo è stabilito in accordo con l’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco). Il prezzo dei farmaci di classe C (a pagamento) invece è stabilito direttamente dall’azienda produttrice e in alcuni casi raggiunge il 50% in meno rispetto al farmaco con marchio. Il sito http://www.equivalente.it ha calcolato che mediamente una famiglia italiana, acquistando solo farmaci equivalenti, potrebbe risparmiare circa 60 euro l’anno, consentendo un beneficio risparmio per le casse statali e quindi, conseguentemente, per le tasche dei cittadini.

    fonte: Optima Salute

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