Eliminare la muffa dai muri

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(English translationTłumaczenie polskie)

La muffa si crea in quegli angoli del muro dove si crea maggiormente la condensa, e cioè dove l’isolamento con l’esterno è minore, e questo accade soprattutto nei muri vecchi.

Il modo più efficace per far diminuire la crescita della muffa sui muri di casa è quindi fare in modo che la condensa non si formi, deumidificando l’ambiente oppure isolando questi muri.

Togliere l’umidità dalle stanze può essere fatto usando, piuttosto che quelle scatole di plastica che si riempiono con quei sali che attirano l’umidità, un deumidificatore elettrico o un condizionatore d’aria. Sta il fatto però che questi apparecchi dovrebbero rimanere in funzione tutto il santo giorno per assicurare l’effetto desiderato.

I muri possono essere isolati internamente (ad esempio con contro pareti in cartongesso) o esternamente (scelta consigliata) tramite coibentazione, ovvero un lavoraccio che può fare egregiamente un’impresa di pitture edili.

La coibentazione esterna di un’abitazione consiste solitamente nell’applicazione sulla superficie esterna di pannelli in materiale isolante (polistirolo) di vario spessore (suggerisco almeno 5 cm) su cui poi viene posato un leggero strato d’intonaco e la pittura idrorepellente; l’abbinata di polistirolo (alta isolamento termico) più pittura idrorepellente garantiscono un grande isolamento termico e allontanano la possibilità di infiltrazioni dall’esterno.

La pecca di questo tipo di intervento su abitazioni vecchie è che se non fatto “in toto” (pareti, solaio, interstizi vari) sicuramente rimarranno dei ponti termici dove la condensa andrà a formarsi, per cui potremmo vedere la muffa comparire in angoli dove prima non c’era!

L’isolamento dei muri per far sparire la muffa è ancora migliore se fatto dall’interno.

Mi spiego… la coibentazione esterna è ottima dal punto di vista dell’isolamento termico ma quella interna è migliore se la facciamo “solamente” per isolarci dalla muffa.

Eliminare la muffa dai muri , tutorial  , 41d5hzNdPUL. SY450 Se il proprio appartamento/abitazione lo permette – ha delle stanze abbastanza grandi – possiamo far costruire delle contro pareti con materiale adeguato (cartongesso, foratini+polistirolo, …) che dal punto di vista estetico funzioneranno sicuramente meglio della coibentazione esterna perché andranno a “separarci” dal problema direttamente dove si presenta.

Avremo a disposizione una “nuova parete” (cioè, la superficie della parete sarà nuova) dove non avrà mai attecchito prima la muffa, quindi sarà moooolto più difficile che lì ce ne cresca di nuova, cosa che invece potrebbe succedere con la coibentazione esterna, perché la parete che si affaccia all’interno è sempre la solita.

Se non si possono fare lavori di edilizia come questi, e magari vogliamo anche spendere poco, il miglior metodo antimuffa è quello di lavare i muri con la candeggina (che non faccia schiuma, senza saponi aggiunti) oppure – ancora meglio – con una soluzione di ipoclorito di sodio!

ATTENZIONE: solitamente la candeggina domestica è una soluzione al 5% di ipoclorito di sodio, quindi il soluto (l’ipoclorito) usato a concentrazioni più alte è ovviamente più potente, in tutti i sensi; se già l’inalazione dei fumi della candeggina può dare alla testa, figuriamo se più concentrata!

Eliminare la muffa dai muri , tutorial  , 41Bdg2SCKpL. SY450

Per via della loro azione ossidante, le soluzioni di ipoclorito di sodio sono usate principalmente come sbiancanti e disinfettanti. L’ipoclorito di sodio è un battericida, uno sporicida, un fungicida ed un virocida. L’ipoclorito di sodio in soluzione è utilizzato comunemente anche per la normale pulizia di superfici lavabili. La sua efficacia però è praticamente nulla sullo sporco. Infatti essa sbianca le superfici trattate dando l’illusione del pulito ma senza essere in grado di rimuoverlo.

La candeggina e le soluzioni di ipoclorito di sodio sono irritanti e caustiche, è bene pertanto maneggiarle usando un paio di guanti di gomma e aver cura di evitare il contatto con gli occhi. Non devono inoltre essere mescolate né all’acido cloridrico (acido muriatico per gli usi domestici) con cui sviluppano cloro, tossico, né all’ammoniaca con cui sviluppano clorammine, irritanti.

La candeggina uccide la muffa, che è un microorganismo vivente, e in più facilita lo sbiancamento delle macchie.

Ovviamente (e purtroppo!) la muffa è dura a morire: se la candeggina lavora bene in superficie, sicuramente bisognerà rifare il trattamento perché la muffa che vive all’interno dei muri non tarderà ad espandersi ancora fino a riemergere.

Addirittura c’è chi suggerisce di INCENDIARE i muri!!! Io non ho mai provato ma sulla carta sembrerebbe essere promettente, per il fatto che il fuoco disinfesta i muri dalla muffa in modo più radicale di quanto faccia già la candeggina; chi ha provato dice che l’accorgimento gli permette di non dover ridipingere per qualche anno addirittura.

Concludendo, le cose migliori che possiamo fare sono (in ordine)…

  1. contro pareti interne
  2. coibentazione esterna
  3. candeggina (per eliminare la muffa)
  4. deumidificatore/condizionatore (per limitarne la formazione)
  5. ricordarsi di arieggiare le stanze!
Eliminare la muffa dai muri , tutorial  , casa sana e senza allergie 45737
Onde elettromagnetiche, colle e vernici, detergenti, acari, batteri, polveri sottili e muffe, per non dimenticare gli insetti e gli animali domestici: le sostanze responsabili della maggior parte delle allergie vivono con noi, in casa nostra, e spesso non ce ne accorgiamo.

Controcorrente

Secondo una teoria tutta la colpa del proliferare della muffa in ambienti casalinghi sarebbe da attribuirsi alla scarsa ventilazione, ossia allo scarso ricambio d’aria all’interno delle stanze; quindi sarebbero da preferire le vecchie abitazioni con gli infissi che lasciavano passare gli spifferi d’aria, anziché gli infissi moderni che chiudono gli ambienti in maniera stagna, impedendo la fuoriuscita dell’aria umida dalle case.

L’attività umana di 4 individui all’interno di un’abitazione può produrre mediamente 11 litri di vapore acqueo al giorno che va a disperdersi nell’aria presente all’interno della casa. Quando l’aria è troppo umida questa si condensa sulla superficie dei materiali freddi (muri, soffitti) e si trasforma rapidamente in acqua che resta incastrata all’interno dei pori delle pareti.

Se fate attenzione noterete che la muffa si accumula soprattutto nelle zone dove la convezione di aria è minore, ossia negli angoli delle stanze, nelle zone di giuntura fra soffitto e pareti, vicino ai bordi delle finestre e dietro ai mobili.

Addirittura vengono indicati come fasulli i problemi legati ai cosiddetti ponti termici ossia le zone di pareti o soffitto, collegando la formazione di muffa agli angoli solamente al minimo ricambio d’aria che vi è in quelle zone.

La cosa migliore da sapere è comunque che solo il ricambio di aria fresca può essere d’aiuto contro l’eccessivo aumento dell’umidità all’interno della casa. Nell’aria umida i virus, i batteri e le spore si distribuiscono ovunque, alloggiando persino nelle particelle di polvere che galleggiano nell’aria.

Alcune muffe come Aspergillus, Trichoderma, Alternaria, Penicillium, Stachybotrys e Cladosporium sono tossiche, e producono allergeni e anche micotossine; queste possono causare malattie e vari problemi di salute. Un sacco di gente è allergica alla muffa, ed i sintomi sono la conseguenza di inalazione (ma anche contatto) con le spore di queste muffe tossiche.

I sintomi di affezione da muffa possono essere vari:

  • rossore, lacrimazione, sensibilità alla luce, mal di testa, dermatosi e dermatiti
  • irritazione a naso o gola, congestione delle vie respiratorie, dispnea, tosse, difficoltà a respirare, …fino a veri e propri attacchi d’asma
  • sintomi simili all’influenza, culminanti in polmonite
  • problemi di memoria e cambiamenti d’umore

Al giorno d’oggi più del 50% delle moderne abitazioni sono contaminate da muffa, anche non visibile ad occhio nudo. Pensando a questo ed ai sintomi più comuni descritti, si può essere portati a pensare che ogni persona soffra di qualche forma di intolleranza alla muffa.

Alcuni dei nomi scientifici dei funghi della muffa

Aspergillus nidulans, Aspergillus niger, Aspergillus versicolor, Aspergillus fumigatus, Aspergillus flavus, Penicillium chrysogenum, Penicillium expansum, Penicillium verrucosum, Penicillium viridicatum, Fusarium, Stachybotrys chartarum (atra), Acremonium, Alternaria, Aureobasidium, Basidiospores, Basidiomycetes, Poria incrassata, Botrytis, Chaetomium, Cladosporium, Trichoderma, Ulocladium.

L’Enciclopedia Treccani definisce muffa:

Fungo che forma un micelio abbondante e non molto compatto, di colore bianchiccio, verdognolo o nero, sulla superficie di organi vegetali o animali e dei più svariati materiali organici, su cui vive da saprofita, o, più di rado, da parassita. I prodotti del metabolismo di alcune m. inibiscono lo sviluppo di numerosi microrganismi (per es., Penicillium notatum, all’origine della scoperta della penicillina).

Eliminare la muffa dai muri , tutorial  , manuale imbianchino
Tutte le tecniche e i trucchi dei decoratori, dalla semplice imbiancatura alla realizzazione di più sofisticati contrasti cromatici con l’uso di apposite pitture fino alla posa della tappezzeria. Inoltre un’ampia selezione di vernici, prodotti ecologici, tempere, smalti, prodotti antimuffa, da scegliere in base alle superfici da trattare, alle caratteristiche dell’ambiente e agli effetti che si vogliono ottenere… (95 pagine)
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274 pensieri su “Eliminare la muffa dai muri”

  1. Bell’articolo!
    Io, personalmente, ho trovato utile l’uso di pannelli in polistirolo compresso accoppiati ad uno strato di alluminio isolante.
    Praticamente li ho applicati a tutta la parete e poi ci ho verniciato sopra del colore che volevo!
    Inoltre dopo ho anche scaricato la spesa come opera per risparmio energetico ;)

      1. Non so dove Gigi abbia trovato pannelli di polistirolo accoppiati ad alluminio, anche perché l’alluminio non è un isolante!
        Che ne sappia io, ce ne sono di altri materiali: legno, sughero, polistirolo, polistirene, lana di roccia e calcio silicato, tutti con spessori vari fino a 20 cm

    1. se non vuoi spendere molto ,un medoto garantito .fare due fori uno sopra e l’altro sotto la parete,ovviamente su parete esterna,coprire i due fori con delle griglie che si aprono e chiudono.dimensione del foro basta un diametro di 4 cm.Cosi la casa respira e ventilato e circola l’aria non formandosi piu’ la condensa.La condensa si forma perche’ l’abitazione e troppo coimbentata,come una busta di plastica chiusa ……….ok?non spendere soldi con prodotti !e inutile.ciao!

  2. L’umidità nelle murature è un problema che può colpire gli edifici nuovi, ma soprattutto quelli vecchi.
    La causa più comune è l’adescamento delle acque ipogee che, per forze eletetro-osmotiche o fenomeni di capillarità, risalgono lungo le murature.
    L’effetto è più o meno marcato in funzione al grado di porosità dei muri, alla quantità d’acqua nel suolo e alla ventilazione.

    In presenza di fenomeni evaporativi, i sali contenuti nell’acqua, cristallizzandosi, formano le tipiche macchie bianche in superficie oppure provocano spaccature, rigonfiamenti e scollature tra intonaco e muratura.

    L’innovativo sistema KalibraDRY – della ditta SKM – è un apparecchio elettronico alimentato a 220 volt, il cui funzionamento attiva un leggero campo elettromagnetico il quale, contrastando quello naturale, impedisce all’umidità la risalita capillare e l’aggressione dell’opera muraria.

    Si abbandonano così quei sistemi obsoleti che hanno costretto ad interventi più o meno traumatici sull’opera muraria, come il taglio dei muri, le iniezioni in resina siliconica, l’introduzione di aste in metallo nel muro, l’inserimento di elettrodi e di puntazze.

    L’apparecchiatura agisce sulla struttura degli edifici: laterizi, pietra, mattoni, tufo, muratura mista a cemento armato, ecc. Ogni apparecchio viene installato da personale specializzato e non necessita di manutenzione.

  3. Ho provato a comprare uno di quei prodotti anti-muffa che si trovano solitamente in ferramenta (ce ne sono da 4 euro fino a 10 euro) e sull’etichetta c’è scritto che contengono “5-15% di ipoclorito”, quindi sono un po’ più potenti della candeggina comune.
    In effetti sembra che funzionino meglio della varechina.

  4. ciao. io o sentito di un prodotto di boero(marca) idropittura termo isolante che a baze di vetro,devo eliminare muffa in bagno e stanza da letto puo essere efficace e non dannoza alla salute?grazie.

  5. Caro Gianni,
    il prodotto di cui parli si chiama CasaSana che (copio dal sito) riduce la formazione di condensa interna e le sue conseguenze (umidità, muffa, distacchi di pittura, ecc.). Ciò è reso possibile dalle microsfere di vetro cave presenti nel prodotto: un sistema multiplo (vetro-aria-vetro) che impedisce la dispersione del calore verso l’esterno.
    (Praticamente è un isolante termo-acustico)

    img_casasana.jpg

    L’azione preventiva antimuffa è rafforzata dalla presenza di un additivo fungicida ad ampio spettro di azione che impedisce nel tempo l’adesione delle spore fungine; rende più confortevoli gli ambienti perché li difende dal caldo, dal freddo, dal rumore, dalla condensa e dalla muffa.
    Prima di tutto bisogna togliere tutte le parti di vernice non aderenti, stuccare, poi dare una mano di fissativo al solvente per esterno, infine 2 o 3 mani di questa vernice.
    Dal punto di vista della salute non credo siano più o meno differenti di una normale vernice; comunque leggi l’etichetta per vedere se c’è qualche avvertenza particolare.

  6. quanto può costare un KalibraDRY e su quale sicurezza posso contare nella soluzione di un problema di muffa. grazie

      1. Ciao Francesco,
        grazie della segnalazione, ma invece di mandare altri messaggi ‘spammosi’ ti invito ad una gradita spiegazione più dettagliata del vostro apparecchio.

        1. ELETTROSMOSI IN RADIOFREQUENZA:

          Principio di funzionamento:
          L’elettrosmosi è stata scoperta dal Prof. F. REUSS già nel lontano 1806 a SAN PIETROBURGO, e il suo processo venne da Lui descritto nel 1809 (nel medesimo periodo, scoprì e studiò anche l’elettroforesi).
          Ci vollero circa cinquanta anni prima di poter giungere ad un modello teorico (G. QUINCKE, 1861) che fosse in grado di spiegare quantitativamente l’elettrosmosi e ciò fu possibile anche grazie agli studi di FARADAY, HELMOLTZ e molti altri.
          Il concetto chiave che aprì le porte a molti successivi studi di carattere elettrochimico fu quello di “doppio strato elettrico” e venne introdotto da HELMOLTZ nel medesimo periodo.
          L’importanza di quel modello è grande se si pensa che tutti i fenomeni elettrocinetici (elettrosmosi e potenziale di flusso, elettroforesi e potenziale di sedimentazione) vengono spiegati utilizzandolo come base di partenza.
          Da oltre 60 anni è stata utilizzata tra l’altro per la deumidificazione d’opere murarie umide.
          Per la deumidificazione d’opere murarie con elettrosmosi si dovevano, a suo tempo, inserire degli elettrodi sacrificali di varia natura nella parte superiore ed inferiore della muratura.
          Quando s’immetteva una tensione positiva al di sopra ed una tensione negativa al di sotto, l’acqua discendeva da sopra (plus) a sotto (minus), rendendo asciutte le murature trattate.
          Il problema principale era rappresentato dai tempi di funzionamento proprio degli elettrodi sacrificali che erano di breve durata, e il processo di corrosione elettro-chimica ne provocava avarie anticipate.
          Esistevano anche problemi con il flusso elettrico all’interno delle murature, in quanto si poteva operare solo con tensioni a basso voltaggio (da 1 a 12 Volt).
          In quasi tutti gli apparecchi operanti nel campo dell’elettricità si è assistito ad un progressivo “transfert” dalle tecnologie elettriche a quelle elettroniche, ed anche il settore della deumidificazione non è stato certo da meno.
          La tecnologia dell’elettrosmosi in radiofrequenza con radio-onde che operano nel campo delle onde lunghe emesse ad impulsi sfrutta un principio chimico-fisico naturale secondo il quale l’acqua ionizzata si muove dal polo positivo al polo negativo, e pertanto, l’acqua ionizzata presente nella muratura viene diretta dal polo positivo rappresentato dal muro stesso al polo negativo del terreno.
          Non è necessario alcun elettrodo sacrificale e viene così eliminato il punto debole di questa tecnologia.

          Come funziona:
          Si tratta di una tecnologia di recentissima introduzione che è stata presentata in ITALIA solo nel 1998 (inizialmente sviluppata in SVEZIA dove è stata preventivamente condotta una seria sperimentazione).
          Il sistema fonda il funzionamento sulla considerazione che all’origine della risalita capillare contribuiscono fattori di natura elettromagnetica.
          Si tratta di un sistema elettronico che, per mezzo di una centralina elettronica genera impulsi in radiofrequenza capaci, per la natura fisica dell’impulso, di dissolvere l’attrazione elettrostatica tra le molecole d’acqua e lo strato superficiale dei capillari: fenomeno alla base della capillarità.
          Ridotte le forze capillari ed annullata la forza ascensionale dell’acqua, l’umidità, privata della spinta verso l’alto, ridiscende nel terreno ed evapora.
          Il potenziale elettrico viene realizzato dalla centralina con l’emissione di un segnale debole ma costante, a frequenza di depolarizzazione, via radio.
          Il sistema è caratterizzato da un basso consumo energetico e dalla formazione di un campo elettrico anch’esso bassissimo.
          L’applicazione di una bassa forza di campo può anche influenzare il fenomeno della cristallizzazione dei sali, impedendo che questo avvenga in corrispondenza dell’intonaco o della pellicola pittorica.

          Tipi di problematiche risolvibili:
          La depolarizzazione elettromagnetica s’impiega nei casi di:
          - Umidità di risalita capillare;
          - Umidità nelle murature verticali a contatto con il terreno;
          - Umidità derivante da acqua dispersa accidentalmente nel terreno;
          - Umidità derivante da acqua proveniente dalla falda freatica;
          L’impianto può essere installato su tutti i tipi di strutture:
          - murature di mattoni pieni
          - murature miste mattoni-pietra
          - murature controterra
          - murature affrescate – ecc.
          Il sistema non necessita d’alcun opera muraria per cui l’impiego è favorito dalla mancanza di invasività o di modificazione del manufatto edilizio.

          Descrizione impianto:
          Deumidificazione muraria di locali, mediante impiego di tecnologia non distruttiva né invasiva [ in totale assenza d’opere murarie e d’interventi di tipo statico (taglio murature, ecc.) o chimico ( barriere chimiche con iniezioni di formulati idrofobizzanti, ecc.) – salvo poi eseguire, ad avvenuta deumidificazione dei locali, il rifacimento degli intonaci interni e/o esterni già degradati dall’umidità ], totalmente reversibile [ asportando la centralina elettronica si può ripristinare, in qualsiasi momento, la condizione iniziale dell’apparato murario, e ciò in totale conformità ai dettami dei principi di reversibilità degli interventi di restauro ], dell’elettrosmosi operante in radiofrequenza ad onde lunghe ad impulsi, senza utilizzo di cavi ed elettrodi, totalmente privo d’effetti collaterali sia per l’applicatore sia per gli occupanti [Potenza d’emissione: 4 milliW = circa un millesimo di un postazione di lavoro PC ].

          Dati Tecnici:
          1.B) – Dati Caratterestici:
          Lunghezza mm. 235 x Altezza 184 x Larghezza 120 – Peso kg. 1,30
          Grado di protezione = IP65
          Temperatura Funzionamento = – 20 °C – + 50 °C
          Involucro = in ABS
          2.B) – Consumi:
          La corrente assorbita è pari a 0,8 VA/ora, generando cosi un consumo annuo di soli 7,008 kW/anno
          (meno di 2 € all’anno)..
          3.B) – Assenza di tossicità:
          HYDROSECCO® dispone di una dichiarazione di conformità UE e corrisponde interamente alle norme:
          · EN 61000-6-3 + EN 61000-6-1 (residenziale)
          · EN 61000-6-4 + EN 61000-6-2 (industriale)
          · EN 55011 classe B/gruppo 2 (apparecchiatura)
          in conformità ai provvedimenti delle direttive EN 50081-1:1992 e EN 50082-1:1992 e
          · ÖNORM B 3355 (drenaggio dei muri umidi)
          in conformità ai provvedimenti della direttiva B 3355-1 (analisi delle costruzioni, sorveglianza
          e controllo), e
          B 3355-2 (stagnatura orizzontale, procedimenti elettrofisici).
          E’ stata testata la tolleranza elettromagnetica in base alle Direttive CE
          Potenza d’emissione = 4 milliWatt – circa un millesimo di una postazione di lavoro di un pc

          Tipi di centraline disponibili:
          1.C) – TIPI DI CENTRALINE:
          - HYDROSECCO® – AP 14 – Raggio ml. 14,00 (Ø campo sferico = ml. 28,00)

          Campagna di rilevamento del grado d’umidità’:
          Ad avvenuta istallazione verranno effettuate (spese di viaggio e trasferta da rimborsare), tre rilevazioni del tenore d’umidità dell’apparato murario, con impiego d’igrometro al Carburo di Calcio CM tipo GANN HYDROMAT CM-P ed eventualmente anche con impiego d’igrometro elettronico tipo GANN HYDROMETRE UNI, II con metodo ad ultrasuoni mediante sonda B50 e con metodo resistivo mediante elettrodi a spazzola M25, di cui:
          a) – Prima rilevazione –> al momento dell’installazione della centralina elettronica (al tempo T0);
          b) – Seconda rilevazione –> a distanza di circa sei mesi dall’installazione (al tempo T6);
          c) – Terza rilevazione –> a distanza di circa dodici mesi dall’installazione, in pari condizioni climatiche stagionali (al tempo T12);

          Garanzie:
          · Sugli Impianti:
          Per la realizzazione delle centraline elettroniche che verranno installate, si impiegano soltanto componenti elettronici d’altissima qualità, esenti da usura, ed esse verranno pertanto garantite per ben 5 anni dalla data d’installazione in sito.
          Tale periodo di garanzia può essere esteso a 10 anni, dietro pagamento di un piccolo supplemento, con prolungamento di ulteriori 5 anni della garanzia standard.
          Qualora entro tale periodo, venisse riscontrato un funzionamento difettoso dell’impianto, esso sarà gratuitamente sostituito con uno nuovo.
          A pagamento ultimato l’impianto diventa parte integrante dell’edificio in cui verrà installato e dovrà rimanere in sito per ottenere mantenere la deumidificazione dei locali.
          La durata di funzionamento dell’impianto si estende per 30 anni – L’adattatore è coperto da garanzia d’anni 2.
          Ci riserviamo di sostituire a nostre spese l’impianto installato con altri modelli più avanzati dal punto di vista tecnico.
          · Sulla Deumidificazione:
          Il prezzo pagato sarà interamente rimborsato qualora:
          a) – Entro 1 anno dall’installazione e messa in funzione dell’impianto, non sia stata raggiunta una percentuale media di riduzione dell’umidità ascensionale muraria d’almeno il 20% nei confronti della 1° misurazione di cui sopra;
          b) – Oppure, entro 2 anni dall’installazione e messa in funzione dell’impianto, non sia stata raggiunta una percentuale media di riduzione dell’umidità ascensionale muraria d’almeno il 40% nei confronti della 1° misurazione di cui sopra;

          Per poter formulare un offerta ci occorre acquisire:
          1) – una pianta quotata in scala 1:100 dell’immobile
          2) – fotografie delle zone umide riferite alla pianta (foto n° 01 –> posizione in pianta n° 01, ecc.)
          3) – h. umidità evidente
          4) – spessore murature
          5) – tipologia materiali costitutivi della muratura

    1. Ho trovato un’altra ditta che fa un preventivo da 60 a 100€ e monta in breve tempo un apparecchio simile a KalibraDRY, che ha un raggio massimo di 14 metri. Tutto in totale costa circa 2200€. Cercate su google Ecoosmosi. Mi sa che il prodotto è importato dalla Polonia e per questo il costo è così basso.

  7. domanda …ma una volta spruzzata la candeggina o prodotto simile, secondo voi si deve passare il muro con un panno oppure bisogna far agire il prodotto e non passare assolutamente il muro ?

  8. Caro Mario,
    io di solito, per eliminare la muffa, spruzzo il prodotto (candeggina o anti muffa che sia), se mi sembra il caso strofino e tampono con una spugna, ma soprattutto lascio là il prodotto e non ripasso più il muro.
    Sicuramente arieggio la stanza!

  9. Parlando di isolamento interno.
    Mi sono chiesto, se per non permettere alla muffa di riaffiorare, io spalmo la parete, internamente, con dei prodotti tipo bitume (quelli che usano per impermeabilizzare i balconi). E poi ovviamente ridipingo la parete del colore che voglio. Oppure spennello un impermeabilizzante tipo quelli che si danno anche sul cotto, o sulle pareti esterne -mentre io lo uso nelle pareti interne-.
    Sono cose che potrebbero funzionare, o faccio del lavoro inutile?
    Usare vernici come la cementite, o quelle sintetiche ad olio, può essere una soluzione valida? Ovviamente darle sul muro e poi una volta asciutto imbiancarle normalmente.
    La candeggina l’ho provata molte volte. Spruzzata, o data col pennello. Se ho avuto fortuna la cosa mi è durata qualche mese. Se il tempo andava sul brutto, mi è durata pochi giorni…
    Grazie, per un’eventuale risposta.

  10. …CHE PENSATE SE LE PARETI CON MUFFA VENGONO ISOLATE CON IL SUGHERO? POI RIPITTURATO.PENSO CHE SIA IL MIGLIOR ISOLANTE.
    GRAZIE X LA RISPOSTA
    MMMMM

    1. io sono un muratore e qualche volta abbiamo attaccato dei pannelli di sughero sui muri interni e legati tra loro con una rete plastica da intonaco, spalmandoci della colla H40 da mattonelle, poi fino e vernice

  11. Caro Franco, forse il sughero non sarà un granché come isolante, per il semplice fatto che sarà anche un ottimo substrato organico per l’attecchimento di nuova muffa.

    Caro Loris, anche a me la muffa ritorna sempre, anche dopo il “candeggio”, ma non so se semplicemente cambiando il materiale di superficie della parete (plastico o poroso) questo possa cambiare la situazione.
    Sicuramente – come scrivo nell’articolo – avrai una superficie “quasi” vergine dove la vecchia muffa faticherà a ripresentarsi, ma comunque potrà riapparire; credo però che avrai certamente più facilità a pulire una superficie non porosa.

    A tutti gli interessati, ho aggiornato l’articolo con una terza pagina di nuove informazioni.

  12. Io abito in un appartamento da ormai 20 anni e non ho mai avuto problemi con la muffa.
    Questa estate ho cambiato i serramenti di legno con serramenti in PVC con doppio vetro ( isolatissimi ). Quest’inverno per la prima volta mi è comparsa la muffa sulle pareti esposte .
    Prima senza saperlo avevo degli ottimi deumidificatori cioè i vetri dei vecchi serramenti su cui condensava tranquillamente tutta l’umidità che mi bastava asciugare ogni tanto. Adesso sui vetri non condensa piu’ nulla perché isolatissimi per condensare sui muri piu’ freddi.
    Oltre tutto l’ambiente adesso mi sembra anche piu’ freddo a pari temperatura sempre grazie all’umidità.
    Ho speso un sacco di soldi e mi sono ritrovato con un grosso problema e quindi faccio anch’io parte del vostro Club.
    (Scusate lo sfogo !! )

      1. No vi prego, quando leggo certe cose mi casca tutto… Macchè apri le finestre! Lascia stare Paolo, fatti installare un impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore! Risolvi il problema della condensa, aumenti di valore l’immobile perchè ne aumenta la classe energetica e con i soldi che risparmi di riscaldamento invernale ti ripaghi la spesa!!! Occhio che da ora si può fare la detrazione del 50% per i lavori di ristrutturazione!! Leggi il mio comment in fondo alla pagina, ciao

  13. Caro Paolo,
    ti ringrazio tantissimo per il tuo interessante commento, che conferma la teoria secondo cui la causa principale della sviluppo della muffa è il mancato ricambio d’aria ed il conseguente aumentare dell’umidità nelle stanze.
    Contrariamente al pensiero comune (anche il mio) l’isolamento non è il rimedio più efficace che si può attuare, si può invece pensare – da quel che dici – che un’ottimale aerazione venga prima.
    Addirittura ci segnali anche problemi relativi al riscaldamento!

    griglietteex5.jpg

    Effettivamente, se esistono in commercio accessori per gli infissi come le griglie di aerazione un motivo doveva esserci. ;)
    Quelle in figura sono della ditta 3elle.

    1. Se pensate di fare vera e propria ventilazione con quelle “grigliette” vi sbagliate di grosso! La ventilazione è proprio tutta un’altra cosa! Quello che mostrate è puro e semplice dispersione di energia termica verso l’esterno! Alla faccia del risparmio energetico, alla faccia dell’inquinamento e delle bollette del gas! Per non parlare dell’isolamento acustico che va a farsi benedire! Con la situazione ambientale che abbiamo al giorno d’oggi proposte come questa andrebbero MULTATE!!! Ma siamo in Italia…e va bene così…

  14. (una stupidaggine)
    anche in vaticano hanno problemi di muffa…
    vaticanoax9.jpg
    Questa sopra indica una visita dalla Santa Sede a queste pagine!
    Speriamo che abbiamo almeno gradito la grafica del sito ;)

  15. salve abito da qualche mese in un appartamento su due livelli che ha all’incirca 70 anni e ho effettuato la pitturazione in tutte le stanze.purtroppo dopo qualche mese nel bagno di servizio e in cucina che sono collocati al piano di sopra e’fuoriuscita della muffa.puo’ dipendere dal fatto che sono sprovvisto di caloriferi o perche sopra ho solo un terrazzino?vorrei tanto sapere come fare a eliminarla e trovare un rimedio per non farla piu’ apparire.al piano di sopra inoltre manca uno di quei fori per la fuori uscita dell’aria puo’ essere una delle cause?confido nella sua esperienza e spero di ricevere al piu’ presto una risposta grazie

    1. Caro gaetano lo vuoi un consiglio da un esperto nel settore che combatte con questi problemi da tanti anni?x cominciare voglio andare x gradi e cioe’ dirti quale e’ il metodo migliore in assoluto x poi arrivare all’alternativa piu’ economica.x poter far si che il probl. muffa non si ripresenti mai piu’ bisogna creare sulle pareti interessate un cappotto termico, meglio se fatto in tutta la stanza anche se per una questione di spazio non sempre e’ possibile. il capp. termico e’ un rivestimento ottenuto dall’accoppiamento di fogli in polistirene con fogli in cartongesso.x rivestire le pareti bisogna preparare un adesivo specifico e formare sul muro delle pallotte di materiale, applicare il rivestimento e battere sulla superficie dello stesso con una riga di 2m stando attenti a non ammaccarlo, battere in maniera uniforme con la riga serve a far aderire il rivest. alla colla. e quindi al muro , le pallotte bisogna farle almeno di 3cm di spessore in modio tale che una volta battuto rimanga un leggera areazione nella parte sottostante di almeno 1cm completare le pareti con lo stesso proced. sagomando le parti che andranno a rivestire la parete della finestra o balcone e una volta finito stendere sui giunti uno strato di garza x fognature e quindi stuccare in due passate aspettando che la prima sia asciutta. dopo aver portato a pari le superfici levigare uniformemente e pitturare con pittura desiderata.l’alternativa e’ questa: spruzzare senza strofinare della candeggina pura su tutte le pareti interessate ripetetre l’operazione dalle 2 alle 3 volte e vedrai che le macchie spariranno,compra un bidone di pittura termica antimuffa-anti-condensa a base di microsfere di vetro e applicala con piu’ passate sulle pareti.P.S. prima dispruzzare la candeg. con una spatola elimina tutta la pittura che ormai si e’ sfogliata e sotto anche se non vedrai delle macchie grosse spruzza comunque la candegg. spero di esserti stato di aiuto x ulteriori info … (scrivi qui!)

  16. Caro Gaetano,
    come hai potuto leggere, tra articolo e commenti i suggerimenti i le ipotesi ormai si sprecano: le cause come le soluzioni possono essere molte!
    Un consiglio per te: usa la pittura a calce (e non a base di calce!) – che è naturale, traspirante e “disinfettante” – per ritinteggiare e trova un modo di arieggiare il locale.

  17. A proposito di pittura a calce, io ho trovato delle informazioni interessanti…

    Utilizzare delle pitture di calce che impediscono per lungo tempo lo svilupparsi di muffe grazie alla loro alcalinità. Raccomandatevi che siano pitture a calce e non a base calce, in queste ultime la percentuale di calce potrebbe essere insufficiente e additivata con resine sintetiche al punto tale da peggiorare la situazione.

    Per chi si vuole dilettare nell’autoproduzione di una pittura a calce occorre
    procurarsi: Calce idrata o grassello di calce, Caseina, Borace, Terre colorate.
    Diluire la calce o il grassello in acqua fino ad ottenere un “latte di calce” di consistenza sciropposa, rapporto circa 50/50. Aggiungere la caseina sciolta precedentemente in acqua alla quale è stata aggiunta borace per un 5%. La percentuale di caseina non deve superare il 10 % del latte di calce onde evitare screpolature nella pittura. Aggiungere alla fine le terre colorate precedentemente sciolte in acqua. Mescolare accuratamente e lasciare riposare qualche tempo prima di applicare.

    fonte: http://www.peacelink.it/consumo/a/15541.html

    1. Caro Gigi, ho trovato un altro libro sull’argomento macchie:
      Senza Macchia
      La soluzione a portata di mano per tutti i disastri domestici – La soluzione a portatat di mano per tutti i disastri domestici
      senza-macchia.jpg

      - Come si toglie una cicca da masticare da una giacca di pelle?
      - Ho appoggiato una pentola bollente sul tavolo in cucina ed è rimasto un alone scuro… è possibile farlo sparire?
      - Il gatto ha “marcato” le tende nuove. Adesso hanno un odore terribile ed è rimasto anche un alone. Si può fare qualcosa?
      - Ero al bar e un signore mi ha rovesciato la birra sulle scarpe nuove di pelle. Come faccio a pulirle?
      - La mia bambina di tre anni si è divertita a disegnare sui mobili chiari della cucina con un pennarello nero indelebile… e adesso cosa faccio?
      - Stiamo imbiancando le pareti del bagno: come si può evitare che riaffiori nuovamente la muffa?
      (…)

  18. QUALCUNO NE SA DI PIù RIGURDO IL RIVESTIMENTO COL SUGHERO DATO CHE NE ABBISMO PROVATE DI TOTTE E DI PIù TRA VERNICE ANTISCAMBIO TERMICO, I VARI ANTIMUFFA ETC. ?

  19. Cara Monica,
    i materiali naturali, oltre a garantire un buon isolamento, hanno caratteristiche ecologiche e sanitarie che i loro “fratelli” sintetici non possiedono. In altre parole, molto spesso gli isolanti “verdi” hanno una marcia in più proprio perché necessitano di meno energia primaria per la produzione e/o estrazione delle materie prime, per la fabbricazione del prodotto, per il trasporto e il montaggio oltre ad essere quasi sempre più facilmente riciclabili (fonte: http://casaerisparmio.blogspot.com/2008/10/perch-risparmiare-energia.html )

    sughero-g.jpg

    C’è un prodotto della ditta Poliart che è pubblicizzato in questi termini: “I pannelli in sughero Poliart cedono l’umidità proveniente dalle pareti, aumentando la velocità di evaporazione e risanano l’ambiente.
    I pannelli in sughero risultano così imputrescibili e inattaccabili da muffe“.
    Non so cos’abbiano di diverso dagli altri pannelli di sughero che si trovano in commercio, ma se è vero quel che promettono…

  20. Sempre a proposito di isolamento e ventilazione, ho trovato delle informazioni interessanti che danno come vincente la scelta del sughero come materiale isolante…

    Le pareti esterne (compreso il tetto) devono essere permeabili al vapore e contemporaneamente isolanti.
    Non verificandosi tali condizioni è necessario ricorrere all’uso di barriere al vapore (sulla faccia interna calda della muratura) che impediscano all’umidità dell’aria esterna di penetrare nella parete e causare fenomeni di condensazione all’interno della stratificazione. In tal caso, però, (a parte ogni considerazione sulla loro effettiva funzionalità) le “barriere al vapore” portano alla conseguenza che occorrerà:
    1. eseguire una cunetta di scolo fra i due muri
    2. realizzare dei dispositivi di evacuazione (pisciotti) al piede della muratura per allontanare l’eventuale acqua di condensa
    3. aumentare la ventilazione interna per mantenere condizioni di benessere in equilibrio e abitabilità dell’ambiente interno, accettabile.

    Ma la cunetta ed i pisciotti non sempre vengono realizzati (anzi quasi mai) e aumentare la ventilazione interna (aprire le finestre) equivale anche ad incrementare la dispersione del calore ( e rifare calore costa sempre denaro).
    Alla luce di quanto sopra detto, è più pratico ed efficace costruire una semplice parete traspirante piuttosto che elaborate soluzioni macchinose quasi sempre di non facile soluzione !

    Sostanzialmente le tre soluzioni: A,B,C presentano un uguale isolamento:

    imm_man_23c.JPG

    …ma quale è quella che consente la traspirazione?

    Ricerche, studi e sperimentazioni hanno ormai individuato che se non si realizza un adeguato sistema di ventilazione al di sotto delle tegole si possono innescare violenti fenomeni di precoce “invecchiamento dei materiali”, quali la comparsa di funghi su listelli di supporto (con pericolo di marcescenza), la diminuzione di resistenza agli urti delle tegole e la possibilità di fenomeni di gelidità quando il materiale è imbibito d’acqua.
    Attorno alla tegola, di qualsiasi materiale essa sia, deve poter circolare aria: questo permette di evitare il ristagno di umido con i già citati effetti nocivi e diminuisce gli “shock termici” in quanto tende ad eliminare le differenze di temperatura tra il di sopra e il di sotto della tegola.

    Noi crediamo che con l’uso del sughero senza collante sia più comodo e pratico facilitare la “respirazione” del coperto, quasi che, come il sudore, si debbano espellere attraverso le strutture le tossine, piuttosto che bloccare questa umidità con guaine o artifici tecnici, probabilmente non sempre realizzati correttamente, quindi non duraturi ed alla fine quasi certamente di dubbia efficacia.

    fonte: http://web.tiscalinet.it/biodomus/sughero/progettare/igrometria.htm

  21. Salve e complimenti per la vasta amplietà di argomenti riguardanti la muffa
    Io avrei questo problema che già da un paio di anni mi preoccupa; ciò non è mai successo nei 20 anni precedenti, preciso che non sono mai state eseguite modifiche tipo: nuovi infissi o isolamenti ecc. , ho sempre avuto infissi in legno con normali vetri. Purtroppo non riesco a spiegarmi questo antipatico fenomeno. Potreste essermi d’aiuto con dei consigli pratici? Grazie

  22. Cara Monica, tu che chiedevi del sughero, c’è un libro anche per te…

    Guida agli Isolanti Naturali
    Prodotti, caratteristiche, tipologie d’impiego
    guida-isolanti-naturali.gif

    L’isolamento termico è un elemento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia per poter attuare misure di risparmio energetico ormai divenute inderogabili.
    L’utilizzo, in particolare, di materiali isolanti di origine naturale rende effettivo questo obiettivo, permette di ridurre enormemente le conseguenze negative sull’ambiente e sull’uomo in tutto il loro ciclo di vita limitando, inoltre, l’utilizzo di materie prime non rinnovabili. Gli isolanti naturali consentono, inoltre, di ottenere un notevole livello di benessere ambientale all’interno degli edifici grazie alle loro proprietà di isolamento termoacustico e di traspirabilità…

    Isolanti Si Isolanti No
    Indicazioni operative su come, perchè, quando e dove è indicato usare gli isolanti termici in edilizia
    isolanti-si.gif

    Se è vero che spendere energia inutile è profondamente stupido, è altrettanto certo che molte produzioni degli strumenti idonei ad evitare questo spreco portano con se una o più o meno alta percentuale di problemi.
    L’unica soluzione possibile è allora cercare sempre ad ogni occasione – in maniera colta e responsabile ma anche intuitiva e sensata – quella che in termini umani e ambientali costa meno, che incide meno sull’oggi e sul domani, è importante che il ritrovato atteggiameno ecologico non si trasformi in una nuova occasione di opuleto disprezzoper il delicato e complesso equilibrio dlla vita.

  23. grazie a tutti per i consigli,credo che opterò davvero per il sughero,naturalmente a primavera per ora credo che dovrò acquistare un piccolo deumidificatore per tamponare un pò il problema dato che ho trovato della condensa anche dentro l’armadio,e questa credete è stata la goccia, nel vero senso della parola,che ha fatto traboccare il vaso!!!!!!!!!

  24. …che disdetta! Anch’io ho passato il fine settimana a spostare un grosso armadio… stupidamente(!!!) messo contro una parete esterna esposta a nord! … e mi sono mezza intossicata con la candeggina.
    Deumidificatore? …a me non è bastato! Armadio irrimediabilmente compromesso e vestiti in parte attaccati dalla muffa… per cui, se vuoi un consiglio… sbrigati ad asciugarli! Io in parte li ho portati in lavanderia… in parte sono stesi dappertutto! da vero esaurimento!!!! Intanto chiamato il falegname per prese d’aria sui cassonetti ( ..ho infissi in PVC!) … muratore per paretina isolante… Ma quanto mi costerà?

  25. Cara Elizabeth, pensa che io ho avuto un problema simile coi pensili della cucina nuova: erano appoggiati sulla parete esterna a nord e le schiene si erano tutte ammuffite!
    La prima cosa che mi ha aiutato è stata mettere un isolante (pannellino in spugna) tra i mobili e la parete.

  26. Io ho passato la candeggina e la muffa è sparita. Da quando il muro si e’ ascigugato, però, è cominciata a cadere la vernice a tocchi da dutti i posti dove ho passato la varechina.
    Sembra quasi che la vernice si sia cotta e si stacchi. Inoltre vedo anche una specie di muffa bianca ricicciare dalle vecchie macchie nere… Come se la varechina abbia scolorito la muffa ma questa e’ ancora viva e vegeta.
    Da 5 giorni raccolgo kili di vernice sfarinata e tocchi di vernice staccata e precipitata sul pavimento sotto le macchie.
    Come la fermo?
    Ho paura a passare altre vernici, per evitare che caschino anche queste una volta asciugate.
    Aiuto…

    1. Caro Angelo, i sali contenuti nell’acqua, cristallizzandosi, formano le tipiche macchie bianche in superficie oppure provocano spaccature, rigonfiamenti e scollature sul muro; questo accade soprattutto quando si è usata una vernice non traspirante per dipingere i muri.
      La soluzione è grattare via la vecchia vernice e pitturare con un prodotto migliore!

  27. Ciao..Premetto che sono interessantissimi i tuoi argomenti e le tue risposte che mi danno varie idee in materia di muffa..Ora però vorrei porti una domanda..Ho ristrutturato una casa vecchia su due piani con alcuni muri in pietra misto mattoni che da anni non veniva riscaldata..ho effettuato tacconi di rasatura d’intonaco e parti di intonaco nuovo e al Piano terreno ho grattato via il vecchio intonaco e l’ho rifatto usando un intonaco anti umidità..ho sotituito tutti i serramenti in legno e quelli nuovi hanno vetri basso-emissivi..da dicembre vi abito e con l’accensione verso novembre del riscaldamento ho iniziato ad avere problemi di umidità esagerata e muffa al Piano 1° senza contare che asciugo i vetri continuamente perchè grondano di acqua..ma ciò che mi preoccupa di più è la muffa che non riesco ad eliminare e se ne forma sempre di nuova..Ha iniziato nella camera da letto dove non ho sostituito i serramenti vecchi ma ne ho sostituito solo i vetri mettendoli doppi..ed ora la muffa è anche in salotto dove ho tutti serramenti e vetri nuovi..Come posso fare? arieggio di più? uso prodotti anti muffa? e il riscaldamento è meglio tenerlo basso o alto come gradi?Ti sarei grato di una risposta perchè non vorrei buttare via i sacrifici fatti per i lavori per la muffa..grazie

    1. Caro Domenico, mi spiace darti il benvenuto nel nostro club! ;)
      Sicuramente una casa vecchia può dare più problemi per il fatto che magari i “funghi” sono radicati più profondamente nelle mura…
      Da quando hai acceso il riscaldamento hai problemi di muffa perché l’aria più calda (e umida) si condensa sulle superfici più fredde, creando micro gocce acqua che vanno ad insinuarsi nei pori e “nutre” la muffa.
      Il fatto che i vetri grondino significa che non sono ben isolati, poiché l’aria umida delle stanze condensa su di essi.
      Detto questo, e viste le considerazioni di articolo e commenti, le cause possono essere scarsa ventilazione (e/o anche acqua di risalita, dipende da quanto umido è il terreno circostante).
      Il mio consiglio è quello di far cambiare l’aria! In cucina e in bagno potresti mettere dei fori di aerazione, o ventole alle finestre (aspiratori da 12V, 10cm di diametro, dovrebbe bastare); comunque ricordati di aprirle ogni tanto!

      Un impianto di ventilazione controllata garantisce un ricambio d’aria costante all’interno dell’abitazione. Ciò rende superflua l’aerazione manuale, che spesso è eseguita in modo sbagliato (troppo o troppo poco) con conseguente peggioramento della qualità dell’aria e formazione di muffe (danni agli elementi costruttivi). Il rinnovo continuo dell’aria aiuta inoltre a ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti e di gas radon.
      fonte: http://www.centroconsumatori.it/40v26398d28202.html

  28. Buona sera, senza nulla togliere a tutte le soluzioni prospettate sinora, io vi vorrei segnalare come ho risolto il problema delle muffe nel mio bagno di servizio, con un intervento da due soldi.
    Ho pulito con uno straccio imbevuto d’acqua le tracce nere, poi ho pitturato la parte con vernice sintetica (ho usato un avanzo di pittura che avevano usato per rifinire le parti a vista di cemento armato dell’immobile in occasione del rifacimento delle facciate) , abbondando un pò nelle dimensioni dell’intervento rispetto alle chiazze di muffa. Una volta asciutta ho ridipinto con la idrolavabile bianca.
    Lo so , sembra un controsenso, ma ormai sono passati tre anni e della muffa nessuna traccia.
    Certo il mio intervento riguardava solo un angolo e non un’intera parete.
    Saluti a tutti.
    Oscar

  29. Per Doz:
    Cosa ne pensi dei sistemi ecoosmosi?
    In commercio alcune ditte propongono l’acquisto di questi sistemi.
    Realmente eliminano il fastio delle muffe?

    1. L’osmosi è quel “fenomeno consistente nel movimento di diffusione di due liquidi miscibili di diversa concentrazione, attraverso una membrana, semipermeabile o permeabile ai due mezzi.” Non capisco come questo possa aiutare nella lotta contro la muffa.
      Relativamente all’eco osmosi io personalmente ho trovato informazioni rarefatte:
      - una ditta che si chiama così (ma che ditta è se non mette la sua P.IVA in home page?) che vende un prodotto reclamizzato come anti-muffa – tal Elektro Aqua – che produce onde elettromagnetiche e quindi forse simile al Kalibra Dry;
      - un prodotto di un altra ditta norvegese che promette il riciclo dell’80% delle acque fognarie.
      Di eco-osmosi non avevo mai sentito parlare prima, ma da quel che leggo, pare sia una bella parola che attira gli incauti.
      Quindi: attenzione! ;) ciao!

  30. A PROPOSITO DELLA DITTA ECOOSMOSI CHE VENDE L’APPARECCHIO ELECTROAQUA IO L’HO COMPRATO GIà DA 2 ANNI E DEVO DIRE CHE MI HA RISOLTO IL PROBLEMA DELL’UMIDITà IN RISALITA.
    AVEVO DEI GROSSI PROBLEMI DI UMIDITà ED ORA NON CE LI HO PIù!!!!!
    ALLA FACCIA DI CHI NON HA LA p.iva NELL’HOME PAGE.

  31. Premetto che la stanza dei ragazzi si affaccia con due pareti da 60 cm. spessore all’esterno dell’attico- 4° p. ed avendo molta muffa all’angolo della parete vicino la finestra. Chiedo cortesemente se potrei risolvere il problema praticando dei fori sul cassonetto della tapparella in anticorodal e poi magari installando un deumidificatore, per prevenire umidità e muffa? Preciso che tale inconveniente si è presentato maggiormente quest’anno, poichè dall’autunno scorso, qui in Puglia piove quasi ininterrottamente ed ultimamente nevica tanto da rendere impossibile aprire sovente porte e finestre. Grazie anche di ulteriori consigli. Gianni V.

    1. L’anticorodal è una lega di alluminio, silicio e magnesio, particolarmente resistenti alla corrosione.
      Caro Gianni, sicuramente deumidificare ed areare sono due ottime soluzioni; se non puoi stimolare una ventilazione naturale penso sia giusto forzare il ricambio d’aria in qualche maniera.
      Come dicevo prima, praticare delle aperture può essere una buona idea (ma devono essere abbastanza larghe, e almeno due, in posti diversi della casa, sennò non c’è tiraggio); attento solamente a fare in modo di creare delle barriere che facciano passare l’aria ma non l’acqua.

      I vantaggi dell’areazione forzata
      Un ulteriore punto a favore degli impianti di areazione con scambiatore di calore è senz’altro il benessere all’interno dell’abitazione. Durante l’inverno infatti la normale areazione che si effettua aprendo le finestre non è sufficiente a garantire i volumi di aria fresca necessari ad una famiglia. Ogni persona all’interno di una casa ha bisogno di circa 10 m³ di aria fresca per ora, ma se si aggiungono altri fattori che contribuiscono a viziare l’aria (come la cucina, alcuni elettrodomestici…) si arriva facilmente a valori molto superiori. E senza un adeguato apporto di aria fresca ossigenata cala rapidamente la percezione di benessere all’interno della casa, e si può addirittura arrivare ad indebolire il sistema immunitario. In più, utilizzando il sistema di areazione di una casa passiva, l’aria all’interno è sempre filtrata da eventuali pollini o polveri pesanti, rendendo l’ambiente molto più gradevole per i soggetti allergici.
      fonte: http://www.casapassiva.com/case/casa_passiva/2_Lareazione_in_una_Casa_Passiva.php

    2. caro gianni v. anch’io sono pugliese e posso capire che in particolare quest’anno da noi i problemi di muffa relativi alla condensa sono peggiorati a causa dell’inverno rigido che conseguentemente al calore interno provoca un effetto chiamato ” escursione termica che a sua volta ha uno sfogo provocando dei ponti termici negli angoli piu’ freddi della casa con la comparsa della muffa.avendo una pluriennale esperienza nel settore se mi permetti ti consiglio di fare dei fori sul cassonetto della tapparella e poi all’angolo della parete interessata pratica con il trapano dei fori da8-10 in corrispondenza dell angolo dove si congiungono le pareti col soffitto, poi procurati due beccucci x silicone taglia la parte a punta x far si che si ricavi un foro piu’ grande e iseriscilo nei fori chiudendo eventuali sbavature con silicone acrilico prestando attenzione nel momento in cui li inserisci che i beccucci rimangano aperti e non vengano ostruiti da eventuali residui di intonaco. in questo modo darai piu’ sfogo a quei punti maggiormente attaccati dalla muffa. poi pulisci le macchie con straccio e candeggina in piu’ riprese tamponando e pitta con pittura sterile antimuffa. ti garantisco che tutto questo associato ad una buona ventilazione ti risolvera’ x sempre il problema.

      1. Caro Maestro Benny, potresti spiegarmi meglio la storia dei due fori per evitare l’accumularsi della condensa? Non ho capito bene la misura e l’uso dei beccucci…
        E poi… tu ne sai niente dei sali di boro di cui parla DoZ?
        Grazie!

        1. dopo aver praticato dei fori da 8-10 negli angoli piu’ esposti al problema prendi dei beccucci x silicone e partendo dalla parte finale del cono del beccuccio a salire di 3cm tagliali in modo tale che il foro si allarghi poi inserisci una piccola quantita’ di silicone acrilico nel foro praticato nel muro e successivamente inserisci i beccucci facendo attenzione che la parte a vista deve essere sempre quella col foro piu’ grande, con un cacciavite piccolo devi poi togliere all’interno dei beccucci applicati eventuali residui di silicone.
          quando pratichi i fori col trapano devi arrivare a bucare almeno un paio di sezioni di mattone, o dell’intercapedine. in questo modo darai modo alla parete di areaggiare direttamente dall’interno, io ho ottenuto dei risultati pazzeschi e definitivi. come sempre difronte al problema muffa la singola soluzione non basta bisogna far si’ che si applichino diverse misure di intervento come l’uso di pitture sterili un buon deumidificatore se il problema e’ consistente ecc. x qualsiasi domanda contattami scrivendo qui.

          1. Scusa, Maestro Benny, ma i fori da “8-10″ sono in centimentri o in millimetri?!
            …perché a me hanno sempre parlato di almeno 10-12 cm, ma se tu mi dici che dentro ci va il beccuccio del silicone… sono millimetri!
            Dici che bastano?

        2. i sali di boro svolgono ne piu’ ne meno la stessa azione della candeggina. il problema non e’ tanto con che cosa pulire la muffa ma piu’ tosto come intervenire successivamente……………….

  32. Ringrazio Doz e maestro BennY per i consigli e spiegazioni professionali,
    con la candeggina ho pulito tutto, (prima usavo lo smuffer, molto costoso) in seguito adotterò sicuramente il sistema di aerazione praticando i fori al cassonetto ed applicandovi una ghiera come quelle utilizzate in cucina per l’aerazione di eventuali fughe di gas. Difatti in cucina con questi due sistemi posti alla parete inferiore e superiore non è muffa o condensa.
    A presto e mille grazie ancora.
    Gianni V.

  33. Ormai la striscia di muffa si sta estendendo per tutta la parete.
    Prodotti come gli antisalnitro possono essere un rimedio migliore che usare la candeggina?
    E l’acido muriatico? L’amuchina?

    1. Un amico che fa il geometra – e pare saperne – mi ha consigliato i Sali Di Boro, che a suo dire sono più potenti della candeggina, oltre che molto meno tossici.
      Solitamente sono usati per trattare i legni intaccati da funghi e muffe, ma vanno benissimo anche per le pitture murarie: si possono usare sia per lavare i muri che mescolati con la pittura per ogni mano di vernice da dare alla parete.

    2. L’anti-salnitro, serve contro il salnitro: in natura si può trovare sotto forma di efflorescenze in ambienti umidi, quali cantine, grotte e stalle, dove è possibile l’azione dei batteri nitrificanti. Il questi casi il salnitro si presenta come una specie di lanugine bianca che si forma sulle superfici umide quali pareti, pavimenti, ecc. Durante la decomposizione di sostanze azotate, l’azoto viene liberato sotto forma di ammonio. La trasformazione di ammonio in nitrato (NITRIFICAZIONE) viene effettuata dai batteri nitrificanti.

      L’acido muriatico trova utilizzo anche nel campo delle pulizie, in svariate applicazioni:
      - pulizia di cantiere dopo la posa di pavimenti resistenti agli acidi per eliminare tracce di cemento e stucco
      - pulizia dei servizi igienici (eliminazione di residui calcarei)
      - pulizia di pietre
      Tuttavia il suo utilizzo è sempre sconsigliato visto il suo potere fortemente corrosivo ed è preferibile utilizzare detergenti acidi specificatamente studiati per tali impieghi

      L’Amuchina e un “semplice” disinfettante.

    1. L’argilla, oltre che essere usata anche come sostanza curativa dalle mille proprietà, è un materiale edile privo di sostanze sintetiche che regola in modo ottimale l’umidità nell’ambiente e migliora il comfort della casa; crea una gradevole sensazione di calore grazie alla capacità di restituzione del calore e non crea la base per la muffa nociva.
      Neutralizza gli odori, conserva le sostanze vegetali (come il legno), è antiallergica e assorbe e neutralizza gli allergeni.
      Non è combustibile, protegge dall’elettrosmog, non presenta radon, è adatta come intonaco abbinata con il sistema di riscaldamento a parete.

      Pare infatti che l’argilla stia rientrando nel campo dell’edilizia per le sue ottime caratteristiche: è un pessimo substrato per i micro-organismi (funghi e muffa) e dal punto di vista termico è ottima perché accumula e rilascia il calore lentamente (basta pensare a come funzionano le pentole in terracotta).

      Ho trovato un PDF pubblicitario di una ditta tedesca (in italiano) che comincia così: “Oggi un terzo della popolazione mondiale vive in case di argilla, e la maggior parte delle case costruite prima del 1950 con tramezzi e solai di argilla è ancora in piedi. La terra cruda sta vivendo un revival da quando è tornata ad essere usata per produrre materali da costruzione e prodotti finiti…”

      shibam05.jpg

      Questa qui sopra è Shibam, una antica città dello Yemen che – tutt’ora in piedi – è completamente costruita con l’argilla!

  34. “Gli antimuffa contenuti nelle vernici per interni sono completamente inutili negli ambienti riscaldati. Oggi esistono in commercio vernici e trattamenti ecologici che garantiscono la derivazione naturale dei componenti … Alcuni trattamenti possono anche essere preparati in maniera casalinga seguendo le indicazioni della tradizione. La calce, ad esempio, ha un forte effetto battericida; in passato veniva infatti usata regolarmente anche nelle stalle.”
    “I prodotti antimuffa sono superflui. Infatti, funghi e muffe si formano solo se l’umidità è elevata, cosa che non dovrebbe avvenire mai nei locali abitati. L’unica precauzione da adottare è quella di controllare l’aerazione delle stanze e dei mobili nelle parti posteriori.”
    tratto da Nuova Abitazione Ecologica
    nuovabitazionecologica.jpg

  35. Ho letto le caratteristiche di funzionamento del prodotto elettrico per umidita della Kalibradry e le caratteristiche del prodotto Elektro Aqua, e, da profano, mi sembra che il funzionamento sia lo stesso Mi puo’ aiutare in merito?
    Distinti saluti

    1. Caro Peter, anch’io, da quel che ho potuto leggere, credo che i due prodotti siano uguali: impediscono all’umidità di risalita di penetrare nei muri tramite dei campi elettro-magnetici.
      Poi, se ci sono altre differenze, non saprei…

  36. Ragazzi, una (relativamente) novità: dopo Kalibradry ed Elektro Aqua, ecco Aquapol, il dispoditivo che funziona allo stesso modo ma senza produrre onde elettromagnetiche.
    Si tratta di un oggetto che è nel mercato già dal 1985, e sfrutta dei principi fisici un po’ “discussi” per far sì che l’acqua, anziché andare verso l’alto per effetto della capillarità, vada verso il basso.
    Non mi dilungherò qui, ma il prodotto si basa su delle teorie originariamente sviluppate da Nikola Tesla che parlano di polarità dell’acqua ed energia libera; praticamente funziona da solo, senza bisogno di essere alimentato dalla corrente elettrica, e non ha nemmeno bisogno di manutenzione: basta installarlo!
    Da quello che ho capito guardando il sito, il prodotto viene costruito su misura a seconda delle dimensioni dell’area da deumidificare; sui prezzi nel sito non c’è scritto nulla, ma frugando in internet ho letto cifre tipo 6000 euro per abitazione da 110 metri quadri.
    Inoltre, sempre leggendo sul web, pare che l’apparecchio sia “magico”: cioè, non si riesce bene a capire come funziona (visto che lo appendi e basta) però funziona in modo egregio.

  37. Salve Doz,
    volevo sapere come mai alla data 2 gennaio dici che il sughero come isolante nn va bene….mentre l’8 gennaio dici il contrario…qual’è la verità?
    Avrei bisogno di isolare le pareti e sarei interessata.grazie ciao

    1. ciao viki,
      il fatto è che io non sono un esperto e mi baso su letture ed esperienze personali, quindi le opinioni possono mutare.
      Stando alle più recenti, il sughero pare essere un buon isolante.

  38. salve sono angelo,ho preso un locale in affitto da tre mesi. locale piano terra ed uno interrato, il proprietario ha fatto dei lavori di cartongesso adesso il locale interrato è pieno di muffa ei muri si sgretolano c’e solo una finestra di 50cmq .Vorrei sapere a chi rivolgermi per risolvere il problema visto che la muffa è anche nociva per la salute . grazie apresto

    1. Caro Angelo,
      a parte tutti i consigli e suggerimenti che già avrai potuto leggere in queste pagine, ultimamente mi ssta molto “prendendo” il dispositivo Aquapol, che promette miracoli.
      Purtroppo io non ho avuto modo di testarlo personalmente, ma avrei molto piacere nel sentire le testimonianze di qualcuno che l’ha installato ed usato.
      Anche nel sito di Edilizia 2000 c’è una pagina che parla di questo prodotto, ed in basso puoi trovare un sacco di documenti e referenze.

      Forse potrà interessare anche ad altri: visto che tra le referenze ci sono alcuni edifici non lontano da dove vivo, mi sono ripromesso di fare visita a chi l’ha già installato per sapere se è tutto vero.

      1. mi piacerebbe sapere se ha più contattato le persone che hanno installato l’Aquapol negli edifici vicini alla Sua residenza e quali sono le impressioni e i commenti in merito alla funzionalità dell’apparecchio.

  39. Aggiornamenti su Aquapol: sono riuscito a parlare con un venditore della zona che mi ha dato le seguenti informazioni…

    “Loro” vendono non solo il prodotto in sé, ma anche l’ispezione del locale da deumidificare da parte di un tecnico (in momenti diversi), la misurazione del problema e la garanzia di 20 anni sul risultato ottenuto.

    Il prezzo di vendita di tutto questo si basa principalmente su 3 fattori:
    1) l’altezza che l’umidità di risalita raggiunge nei muri
    2) lo spessore del muro
    3) i metri quadrati della superficie da “trattare”

    L’Aquapol agisce minimo su superfici dai 100 mq in su, e loro fanno il prezzo a partire da almeno 70 mq da sanare; il prezzo minimo che mi è stato detto si aggira “indicativamente” sui 4000 euro.

    Ovviamente su questo “prezzo minimo” gravano molto i costi fissi (il tecnico, l’apparecchio, ecc.); pare quindi giusto presumere che un apparecchio per 150 mq potrebbe costare – che so? – qualche centinaio di euro in più.

  40. salve , se possibile vorrei dei consigli su come togliere umidità (muffa) da pareti in cartongesso , in quanto o acquistato un0appartamento da circa 1 anno ed ora ci sono dei muri in cartongesso che creano umidità , con cosa potrei toglierla ?

    in attesa di una vostra risposta saluti

    Clara

  41. Partendo dal presupposto (ribadito più volte anche qui) che il ricambio dell’aria è indispensabile ed agisce in maniera assolutamente positiva sulla muffa (asciugando i muri ne evita la formazione) vi sono sistemi di “ricambio dell’aria con recupero di calore”…

    Come anche riportato su questo interessante forum http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=4&t=31337 sembra che vadano molto bene ;-)

  42. Stefano, grazie ancora!!
    Il link che hai postato è veramente interessante!
    Su Wikipedia, alla voce “casa passiva“, è anche lì spiegato come funziona il sistema di ventilazione nelle case a “risparmio energetico”…

    Per realizzare l’indispensabile cambio d’aria dovuto a ragioni igieniche e al medesimo tempo perdere il minor quantitativo possibile di energia, è previsto un impianto di ventilazione con recupero di calore alimentato con motore ad alta efficienza. L’aria calda in uscita (dalla cucina, dal bagno e dal WC) viene convogliata verso uno scambiatore a flusso, dove l’aria fredda in ingresso riceverà dall’80% sino al 90% del calore. L´aria di alimentazione viene così ri-convogliata verso la casa (soggiorno e camere da letto).

    L’impianto di ventilazione è posato in modo tale che nessuna corrente d’aria risulta percepibile. Questo permette in maniera facile di avere un flusso d’aria d’alimentazione ridotto (è sufficiente un po’ d’aria fresca in ingresso, l’impianto di aria condizionata non è necessario).
    Un impianto di ventilazione è indispensabile in una casa passiva, poiché se si utilizzasse l’aerazione attraverso le finestre il desiderato risparmio energetico insieme con la qualità dell’aria non sarebbe mai possibile. Gli impianti di ventilazione delle case passive sono silenziosi e altamente efficienti (dal 75% al 95% del calore recuperato). Questi impianti necessitano di poca energia elettrica (circa 40-50 Watt) anche se possono causare il problema dell’aria troppo secca. Questo problema si manifesta quando il ricambio dell’aria non è stato correttamente dimensionato.

    Tu hai qualche idea di dove poter comprare questi recuperatori, anche per abitazioni di piccola cubatura??

    scambiatore di calore

      1. Il forum che leggo è un po’ vecchio, ma replico lo stesso a questo commento: da tempo sto cercando di fare tutto quanto possibile nel mio appartamento, in un piccolo condominio, per risparmiare energia. Ci sono un sacco di difficoltà a trovare il materiale adatto. Sostanzialmente sono dieci anni che sto affrontando le varie problematiche qui esposte. Uno dei problemi è stato quello del recuperatore di calore, (costosissimo per come è fatto, e costruito in Inghilterra anche se commercializzato in italia dalla SIRE), che io ho montato in un bagno circa sei anni fa: ottima scelta. Uno dei prossimi passi sarà quello, dopo aver convinto mia moglie, di installarne uno ben più grande, al servizio di tutta la casa. Trovo che la ditta ALDES fornisca buoni prodotti (dimensionalmente adatti al montaggio nel controsoffitto di bagni e disimpegni di una normale abitazione di altezza 2,7 m), peccato che il by-pass, indispensabile quando il calore va solo smaltito e non recuperato, aumenti parecchio l’altezza del gruppo dei scambio, rendendolo inadatto al montaggio nel controsoffitto. Sto pensando alla soluzione.
        Ho fatto il sito apposta per cercare di diffondere le migliori soluzioni per noi utenti, non per le ditte che vendono.
        Alla prossima, Furio.
        http://www.barburio.eu/

  43. Mentre pensiamo a dove acquistare i recuperatori di calore eccovi un’altra chicca direttamente dal mondo vegetale! ;-)

    Tillandsia: si nutre dell’umidità dell’aria e le sue foglie catturano anche il pulviscolo atmosferico e le sostanze inquinanti come i benzopireni, provenienti dall’incompleta combustione della benzina e del gasolio, accusati di essere cancerogeni. Una piccola parete di tillandsia può disinquinare l’aria di un appartamento e se ne stanno studiando le applicazioni anche su grandi pannelli da collocare in prossimità di strade trafficate.

  44. Ancora una volta ringrazio Stefano, ed integro il suo commento…
    La Tillandsia è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae, originarie del Centro America.
    Ne esistono circa 500 specie.
    Le piante sono ricoperte da peluria argenteo squamosa (tricomi), che assorbe e trattiene l’umidità; la Tillandsia si coltiva in vasi o sui rami di altre piante più grandi.
    In alcune specie i tricomi sono molto vistosi e danno alle piantine un colore grigio chiaro; nelle varietà in cui sono più piccoli le foglie saranno molto più verdi.
    Chiaramente non solo prendono il nutrimento dall’aria ma anche il loro fabbisogno idrico.
    Il loro habitat naturale è un luogo molto ventilato,e a secondo della specie l’esposizione al sole sarà più o meno alta.
    Il prezzo di una pianta può partire da 50 euro, ma dipende dalle dimensioni della medesima; su Ebay si trova a molto meno!

    Tillandsia

  45. Aggiornamento su Aquapol ed Elektroaqua dell’ Ecoosmosi

    Dò queste informazioni a chi è interessato all’acquisto di questi apparecchi “miracolosi” per la deumidificazione degli ambienti.
    Riguardo l’Acquapol è stata recentemente interdetta la vendita in Germania in quanto emette radiazioni gamma ecc ecc.
    Per quanto riguarda L’Elektroaqua dell’Ecoosmosi, a parte il fatto che agisce come l’Acquapol e quindi nonvedo che differenza ci sia con l’emissioni di radiazioni, viene venduto anche perchè toglie la muffa dai muri… niente di più falso!!!
    Ma io mi domando…. e l’ ARPA che cosa dice di questi apparecchi?????
    Grazie per l’accoglienza.
    Uber

  46. Caro Doz

    Per quanto riguarda l’apparecchio Acquapol se mi dai un indirizzo di posta elettronica ti invio una copia della sentenza che mi hanno inviato circa 20 giorni fà (è scritta in inglese).
    Per quanto riguarda L’Elektroaqua dell’ Ecoosmosi ho scritto proprio oggi all’ ARPA chiedendo un controllo sull’ elettromagnetismo e altre radiazioni che questo apparecchio può emettere.
    Spero che l’ARPA mi risponda e ti saprò dire nei prox giorni.
    Un saluto
    Uber

    1. caro Uber gli apparecchi Elektro Aqua funzionano in modo perfetto in tutta Italia, eccettuati quei 10 che lei ha installato in Emilia in un anno di sua collaborazione con la Ecoosmosi.
      Ho avuto modo di visionare personalmente l’obbrobrio e l’incompetenza con cui ha effettuato i montaggi(tutte le fasi erano invertite) e mi creda sarò prezioso testimone a favore della ditta con cui ha collaborato e che ora continua a screditare, non appena deciderà di intentarle causa per risarcimento danni materiali, morali, esistenziali e d’immagine.

      GIUSEPPE(che non è pseudonimo come il suo, ma il mio vero nome)

      1. Caro Giuseppe, visto che è così trasparente e per comprendere meglio le affermazioni, le dispiacerebbe dirci la sua relazione / ruolo con / in questa società di cui si parla?
        Grazie
        Stefano

        1. nessun ruolo tranne l’amicizia con l’agente esclusivista per l’Italia che in
          più occasioni ho accompagnato in sopralluoghi di impianti installati in ogni
          parte d’Italia. Risultato? un successo ovunque. Addirittura una giunta
          comunale del nord discuter? sulla possibilità o meno di stanziare un
          contributo affinchè gli esercizi pubblici si dotino dell’impianto
          elektroqua. Si tratta di un comune al di sotto del quale scorre una sorgente
          e che causa un’umidità impressionante a tutti gli edifici.Come dicevo gli
          unici impianti immobili, cioè non funzionanti, sono proprio quelli installati dal sedicente
          Uber alias Marco alias chissà cos’altro la prossima volta
          Costui è facilmente identificabile: scava i buchi ora, come 50 anni
          fa,contro l’umidità e per un po ha lavorato per l’eco-osmosi, causando
          disastri perché, improvvisandosi elettricista, ha voluto fare da solo
          sbagliando, cioè invertendo le fasi(terra e altro che non
          so ripetere) ha reso gli impianti inutili arredamenti decorativi alle
          pareti. Sarebbe meglio la piantasse e continuasse a suonare l’ARPA

          1. Caro Giuseppe, grazie del tuo commento.
            Effettivamente i due Uber che hanno scritto qua (il primo il 13 febbraio, era rivenditore di Ecoosmosi esclusivo per l’Emilia Romagna) potrebbero essere la stessa persona, a parte che hanno email diverse.
            Le email sono diverse ma gli indirizzi IP di provenienza sono delle medesime parti: zona Berna/Zurigo.
            Però il fatto che Aquapol sia stato denigrato in Germania mi sembra un fatto a lui non imputabile…

    2. sarei molto interressato alle tue informazioni su quegli apparecchi,visto che avrei intenzione di acquistarne uno grazie mille distinti saluti raffaele

    3. Sarei molto interessata anch’io ad avere qualche delucidazione in merito al funzionamento di questi apparecchi “miracolosi”…

  47. Pubblico il testo che mi ha girato l’amico Uber…

    Verdetto contro AQUAPOL per competizione sleale
    In un recente procedimento, la corte regionale di Monaco1, ha proibito al fornitore di “AQUAPOL”, con una sanzione di di di 250000 dollari, di continuare la promozione e vendita del dispositivo.
    Questi dispositivi sono in diretta competizione con i nostri consigli riguardo i calcio-silicati “epatherm”, ma AQUAPOL si è sempre rifiutata di eseguire test ufficiali. Ogni compagnia che ha fatto obiezioni sulle proprietà di sicurezza è stata perseguita dai suoi avvocati.

    Ora continuano a sostenere:
    - Riduzione delle radiazioni gamma dalle stanze
    - Diminuzione dei campi di interferenze geologiche significativi
    - Riduzione della radioattività nell’aria
    - Sparisce l’odore di muffa e si seccano le pareti umide
    - Gli inquilini dormiranno meglio, migliorerà il clima nella stanza e spariranno i disagi.
    - Questi dispositivi riescono a seccare i muri.
    Non potranno più usare termini come
    - seccare le murature
    - deumidificazione
    In totale più di 50 affermazioni non potranno più essere usate.

    La Corte spiega che AQUAPOL sta “attuando una competizione sleale” in quanto non è in grado di oggettivare ciò che afferma.
    La parte in causa ha confessato che fino ad ora non sono stati in grado di ottenere nessuna evidenza in accordo alle proprietà fisiche ufficiali. Non sono inoltre in grado di provare che la deumidificazione delle pareti sia effettivamente data dallo strumento.
    Durante il processo il rivenditore ha ammesso che, in realtà, i possibili successi potrebbero non esserci in quanto manca la verificabilità.

    fonte: http://www.dhbv.de
    (Associazione tedesca per la protezione degli edifici)

    1. Aquapol vince contro la DHBV in Germania
      Il tribunale segnala la bassa efficacia del sistema ad iniezione pubblicizzato dalla DHBV. Vienna/Colonia (15.01.2010) – La “Deutsche Holz und Bautenschutzverband GmbH“ (DHBV – Associazione tedesca per la tutela dell’edilizia e lavorazioni in legno), editrice della rivista “Tutela e conservazione” della DHBV e.V., ha dovuto incassare un brutto colpo a causa dell’azione legale intentata da Aquapol Austria.

      Retroscena: la DHBV e.V., insieme a un’associazione per la concorrenza sleale, cerca da un po’ di tempo, per mezzo di numerose ingiunzioni e procedimenti giudiziari, cerca di togliere dal mercato i fornitori di sistemi alternativi per il prosciugamento dei muri. il Dr. Friedrich Remes, amministratore della DHBV GmbH, funge da portavoce della società.
      Nel corso di questa campagna in piena regola, la DHBV e.V. non è indietreggiata neppure davanti all’utilizzo di false dichiarazioni.

      In seguito a ciò Aquapol ha intentato causa al Dr. Friedrich Remes, come pure alla DHBV GmbH e ora ha vinto la causa con la sentenza del tribunale del Land di Colonia.
      Il tribunale di Colonia ha vietato al Dr. Friedrich Remes e alla DHBV GmbH, pena il pagamento di una multa fino a 250.000 EURO e, nel caso non fosse possibile riscuoterla, un ordine di reclusione fino a 6 mesi, di dichiarare e/o di divulgare e/o di far dichiarare e/o di far divulgare l’affermazione che ci si debba rivalere regolarmente sulla garanzia Aquapol (i clienti dovrebbero, secondo loro, richiedere sempre il rimborso). Inoltre il tribunale di Colonia ha vietato di dichiarare e/o di divulgare e/o di far dichiarare e/o di far divulgare l’affermazione che una azienda commerciale tedesca Aquapol avrebbe dovuto ammettere che non erano disponibili eventuali successi del sistema di prosciugamento. Contro la sentenza non si è opposta la DHBV GmbH, né il Dr. Friedrich Remes. La sentenza è passata in giudicato.
      Per più di 10 mesi la DHBV GmbH e il Dr. Friedrich Remes avevano portato avanti le loro affermazioni completamente assurde. Non solo il tribunale di Colonia ha accertato chiaramente che le affermazioni sostenute dalla DHBV GmbH non corrispondevano ai fatti e le ha vietate, ma il colpo tentato con questa campagna portata avanti dalla DHBV e.V. ha avuto un effetto di “rinculo”.

      Infatti il tribunale del Land di Colonia, nella sua sentenza, ha appurato come dato di fatto che (!): “Nella sopraddetta associazione (nota d.d.V. DHBV e.V.) si sono organizzati dei soci che hanno parimenti un’attività commerciale che si occupa di prosciugamento dei muri. Quest’attività utilizza un sistema, cosiddetto ad iniezione, che presenta un’efficacia tra il 20% e il 40%.”

      Persino durante il processo la DHBV GmbH e Dr. Friedrich Remes non hanno contestato questo dato! Anche dopo la notifica della sentenza del tribunale del Land di Colonia la controparte non ha cercato di far rivedere questa affermazione. Pertanto viene stabilita chiaramente l’inefficacia estremamente alta di questo sistema di prosciugamento dei muri che la DHBV e.V. pubblicizza come “tecnica standard”. A quanto pare la controparte non ha giudicato vantaggioso opporsi alla dichiarazione che i sistemi ad iniezione hanno un’efficacia dal 20% al 40%.

      Da oltre 25 anni Aquapol ha prosciugato i muri in tutta Europa con oltre 43.000 apparecchi installati. Numerose referenze testimoniano l’efficacia del sistema Aquapol, tra cui il Parlamento ungherese a Budapest, il castello Reitenau, la Stiftvinothek a Klosterneuburg, il castello Schlatt come pure il museo Haydn.

      fonte: http://www.pressetext.de/news/100115009/aquapol-gewinnt-gegen-dhbv/

        1. Cantina umida a causa di un comportamento sbagliato?

          Chi non conosce questa idea diffusa:

          Nei giorni caldi si deve aerare costantemente la cantina e durante i giorni freddi le finestre devono essere assolutamente chiuse?

          Osservate attentamente questa regola applicata nella pratica con una cantina costantemente aerata d’estate e completamente chiusa d’inverno – evidentemente qualcosa in questa affermazione non è corretta. Potrete osservare che in inverno in cantina si avverte l’umidità e in estate c’è odore di muffa. Nelle zone basse del muro e sotto le finestre della cantina si sbriciolano l’intonaco e le fughe. Il pavimento trasuda.

          Ma che cosa ha questo a che fare con l’aerazione?

          Ha molto a che fare. Lo vediamo subito. Per quanto riguarda l’aerazione della cantina mettiamo a confronto il comportamento dell’aria esterna e quello dell’aria della cantina. Si tratta del trasporto di umidità via aria in grosse quantità da un punto all’altro nel modo più facile (cosa sconosciuta al profano). Lo potete osservare in base al tempo atmosferico.

          Che cosa succede con le finestre della cantina aperte nei caldi giorni d’estate?

          Immaginate un tiepido pomeriggio d’estate con una temperatura esterna di 25°C e un’umidità relativa dell’aria dell’80%. 1m3 conterrebbe quindi 18,5 g. d’acqua. Se quest’aria fluisce attraverso le finestre della cantina aperte verso l’ambiente fresco della cantina viene immediatamente raffreddata a meno di 18°C. Però 1 m3 d’aria a 18°C può trasportare soltanto 15,4 g. d’acqua. Pertanto 3,1 g d’acqua si depositano immediatamente sulle superfici dell’ambiente perché l’aria non è più in grado di trasportarli. Più sono freddi i muri e il pavimento e più acqua viene rilasciata. Questa è acqua di condensa. Pertanto le pareti della cantina diventano umide. E questo avviene in estate. La parola più adatta è “condensa estiva”.

          Più l’aria calda che entra si avvicina al pavimento della cantina, più le pareti sono fredde, più acqua viene espulsa dall’aria, più le pareti della cantina diventano umide. Se la parete è satura, l’umidità capillare sale più in alto nel muro a casua dell’atmosfera, fino a 1 metro di altezza.

          Danni dovuti all’acqua di condensa sulla parete esterna della cantina e all’altezza di ca un metro sulle pareti intermedie

          Esperimento: prendete dal frigorifero una bottiglia di birra fredda e mettetela in un ambiente caldo e vedrete sulla superficie del vetro quello che succede ai muri della cantina.

          Più l’aria esterna è calda e più i muri della cantina sono freddi, più acqua penetra.

          A causa dell’aerazione l’aria della cantina viene cambiata più volte in breve tempo. Perciò nei giorni caldi vengono ripetutamente trasportati molti litri d’acqua.Queste dannose quantità d’acqua finiscono perciò nei muri della cantina perché noi, seguendo l’opinione generale, dobbiamo aprire le finestre in estate…!
          Che cosa succede nei giorni freddi e durante il periodo invernale?

          Di base proprio niente perché le finestre, dato che è freddo, com’è consuetudine rimangono chiuse. Quello che è all’esterno rimane all’esterno, quello che è all’interno, la tiepida e umida aria della cantina, rimane all’interno. Va bene così? No, perché l’umidità in cantina continua ad essere di più di quella che viene eliminata. Come si può fare per farla uscire di nuovo?

          La porta spesso in estate si trovava nella corrente, il margine scuro mostra il deposito dell’acqua di condensa. La porta ora è più spessa e l’intonaco è rinnovato.

          Che cosa avrebbe potuto succedere nei giorni freddi o in inverno se, contro il nostro istinto, avessimo aperto di tanto in tanto le finestre della cantina?
          In effetti, con una temperatura estremamente bassa, in una cantina con le condutture idrauliche, si potrebbe congelare una tubazione o si potrebbe raffreddare il pavimento del pianterreno. E non vogliamo arrivare a questi estremi.Se nei giorni freddi aerassimo, succederebbe in effetti qualcosa di strano:

          Locale caldaia: una fonte di calore. L’aria riscaldata raccoglie l’umidità della cantina e la condensa nelle zone dei muri esterni (qui l’intonaco era già stato risanato con dei pannelli di rivestimento). I pannelli di rivestimento nascondono solo otticamente la zona della parete esterna.

          Con una temperatura esterna di -5°C e un’umidità relativa dell’aria dell’80%, l’aria può raccogliere solo 2,6 g. di acqua per 1 m3. Se quest’aria esterna entrasse in cantina e venisse riscaldata a 16°C potrebbe raccogliere adesso fino a 13,7 g. di acqua per m3. Pertanto 11,1 g di umidità potrebbero venire prelevati e rilasciati fuori nell’aria all’esterno. Forse all’esterno si potrebbe vedere effettivamente il vapore, se l’aria si raffredda molto rapidamente. All’esterno l’aria più fredda non raccoglierebbe più l’acqua che si condenserebbe in goccioline di nebbia. Come la rugiada sui campi.

          In questo caso l’aria calda estiva ha fatto il suo lavoro sui muri freddi. Il soffitto era talmente umido che le travi si erano già arrugginite. I danni arrivano alla struttura.

          Quindi una buona aerazione incide sulla quantità di umidità presente in cantina e quindi rende una cantina più o meno umida. È bene conoscere questo principio e utilizzarlo.

          Quindi se l’aerazione della cantina può influire sull’umidità, è bene chiudere le finestre della cantina fresca in estate quando all’esterno c’è dell’aria calda umida e fare in modo che in inverno l’umidità venga prelevata dalla cantina verso l’esterno, proprio in contrasto con i vecchi comportamenti istintivi.

          Si deve quindi scrivere una nuova regola:

          “Le finestre della cantina devono essere chiuse nei giorni caldi
          perché l’aria esterna calda rilascia l’umidità in essa contenuta
          nella cantina più fresca e (se possibile) si dovrebbe aprire più spesso
          nei giorni freddi, in modo che l’aria più calda della cantina rilasci
          (al contrario) l’umidità nell’aria esterna più fresca.”

  48. Caro Giuseppe
    Non capisco il suo inalberamento riguardo la questione dell’ Elektroaqua,
    io mi sono limitato a portare a conoscenza la questione dell’ Aquapol in germania e mi sono limitato a porre una leggittima domanda riguardo l’efficacia di questi apparecchi.
    Non esistono infatti teorie scientifiche che spieghino e dimostrino l’azione di una debole onda elettromagnetica, intelligente o a impulsi a seconda delle ditte, sulla tensione suporficiale per “indurre” lo spostamento delle molecole d’acqua per capillarità verso terra.
    Tutto ciò non lo dico io bensi l’ing. Edgardo Pinto Guerra autore del volume “Risanamento di murature umide e degradate” 2008.
    Consulente,inoltre, sul risanamento delle murature storiche.

    1. Edgardo Pinto Guerra, figlio di italiani, è nato e cresciuto parlando quattro lingue nella cosmopolita Alessandria d’Egitto.
      Come studi ha frequentato il prestigioso Victoria College inglese di Alessandria. Dopo la scuola ha completato i suoi studi all’Università di Londra con una laurea in Ingegneria Civile BSc.(Eng.). Ha lavorato in Inghilterra e in Medio Oriente dove ha diretto grandi cantieri civili e militari. Tornato in Italia si è laureato in Ingegneria (Ergotecnica Edile) al Politecnico di Milano.
      Dal 2001 si interessa esclusivamente della problematica “risanamento di murature da umidità e danni da sali”.
      Ha acquisito avanzate conoscenze specifiche nel campo grazie al suo rapporto privilegiato con il C.S.I.R.O (Commonwealth Scientific Industrial Research Organisation), il CNR australiano, Ente che ha incominciato a studiare sistematicamente la questione nel 1975 (mentre l’Unione Europea ha finanziato la prima ricerca sulla desalinizzazione solo nel 2002).

      Risanamento di murature umide e degradate
      Risanamento di murature umide e degradate

      Questo volume tratta in dettaglio e con un’innovativa impostazione le problematiche relative agli effetti dell’umidità sulle strutture, ponendo chiaramente e inequivocabilmente al centro dell’analisi che la vera causa dei danni da umidità è da attribuire all’azione dei sali solubili trasportati dalle infiltrazioni di acqua attraverso la muratura e non all’acqua in sé.
      Il testo è organizzato in due parti, per discernere la trattazione dei cenni teorici dalle applicazioni pratiche:
      - la prima parte analizza i processi che portano i sali a penetrare dentro le murature e i relativi danni da essi causati
      - la seconda parte analizza vantaggi e svantaggi di ogni metodologia di intervento ad oggi attuabile per sanare i muri dai problemi di umidità.
      A completamento dell’opera, delle appendici raccolgono e spiegano le nozioni e la terminologia sui fenomeni fisici e i materiali citati.
      L’auspicio dell’Autore è di apportare un contributo che consenta alla comunità professionale impegnata in questo delicato settore di effettuare scelte sempre più avvedute e consapevoli.
      Una nuova visione del problema umidità.
      I danni provocati dall’umidità da risalita negli edifici sono uno dei principali problemi nel restauro edile.
      In questo settore, infatti, è cosa nota che l’umidità, specialmente da risalita, bagni un muro, ma che il muro possa essere mantenuto bagnato prevalentemente dai sali presenti in esso, anche in assenza di risalita, non lo è quasi affatto.
      È noto infatti che i sali sono la principale causa del degrado e delle distruzioni di un intonaco, dei mattoni o delle pietre di un muro, ma non si effettua una distinzione tra i fenomeni causati dai sali presenti da anni in un muro e quelli dovuti a una risalita d’acqua in atto.
      I meccanismi realmente in atto non sembrano essere ancora entrati nell’analisi e nella prassi edilizia corrente. Tanto meno ancora il modo di diagnosticare i fenomeni e curarli permanentemente.
      L’esperienza comune di chi pratica il settore “risanamento” sostiene questa valutazione.
      Anni di esperienza danno la sensazione che pochi operatori abbiano chiara la problematica. In moltissimi casi la questione si trova relegata nella categoria mentale del “fastidioso problema estetico” da lasciar risolvere all’impresa.
      L’autore, supportato da una notevole esperienza professionale e numerosi riconoscimenti, propone in questo volume una soluzione innovativa e rivoluzionaria, mirata non solo alla eliminazione dell’umidità da risalita, ma anche e soprattutto alla rimozione dei sali minerali da essa trasportati, che costituiscono il vero fattore dannoso per le strutture.
      Nel testo si è cercato di rendere la descrizione di fenomeni spesso complessi nel modo più semplice e divulgativo possibile, anche per i neofiti. Il volume è organizzato in tre parti con l’intento di presentare gli argomenti nel modo maggiormente ordinato.

      Umidità e risanamento negli edifici in muratura
      Umidità e risanamento negli edifici in muratura

      Il fenomeno della formazione di umidità nelle murature è caratterizzato dalla compresenza di motivi fenomenologici e, per determinare l’intervento più opportuno, è necessario conoscere cause e intensità dei fenomeni su cui intervenire.
      Alla conoscenza delle cause occorre affiancare la conoscenza delle tecnologie che permettono l’eliminazione o la riduzione della presenza di umidità.
      Il volume fornisce non solo le indicazioni tecniche per la valutazione della presenza e le tecnologie di intervento per la riduzione o l’eliminazione dell’umidità nelle costruzioni già esistenti, ma altresì le tecniche di prevenzione della formazione di umidità negli edifici di nuova costruzione.
      Nei primi capitoli vengono affrontate le modalità di manifestazione, le origini, i possibili danni e i metodi di rilevamento; i successivi descrivono dettagliatamente le tecnologie di risanamento.
      Un capitolo è dedicato alle strumentazioni di rilevamento fisico-tecnico; viene, inoltre, presentata una procedura di verifica analitica mediante diagramma di Glaser.
      Con questa quarta edizione è stato ampliato il panorama delle metodologie di intervento sul costruito e presentate nuove soluzioni tecnologiche per quanto attiene la nuova costruzione; il tutto completato dai riferimenti a ditte specializzate nei prodotti e nei sistemi d’intervento, mantenendo così l’opera assolutamente aggiornata alle novità tecnologiche intervenute.
      Il testo è riccamente corredato da figure e grafici per consentire un immediato orientamento informativo e per evidenziare le modalità tecnologiche delle applicazioni dei vari tipi di analisi e di operatività; contiene, inoltre, un’esaustiva presentazione dei prodotti, sia consolidati sia innovativi, offerti attualmente dal mercato

      1. Direi che adesso lo devi comprare!… ;)

        Sulla carta sembra un ottimo libro, c’e’ qualcuno che lo ha gia’ usato praticamente?

        DoZ, aspetto la tua recensione ex post!

  49. Ciao a tutti… ho un problema con un angolo di una stanza in casa. Sul muro si erano formate delle “bolle” e, con una spatolina, ho rimosso la parte di vernice che si stava staccando. Ho trattato la parte con un prodotto antimuffa e, dopo aver fatto asciugare, ho imbiancato. Tempo 5-6 giorni si sono riformate le solite bolle. Ho ripulito il muro ulteriormente ed ho dato nuovamente l’antimuffa, evitando di imbiancare di nuovo.
    Il problema è che continua a formarsi una specie di peluria grigio/bianca sul muro, con cadenza quasi settimanale. Penso, comunque, sia muffa.
    Cosa posso fare?
    Grazie.

    1. Ciao Ste,
      se leggi i commenti precedente scoprirai che la “peluria” di cui parli è sicuramente fatta da cristalli di sali depositati dell’evaporazione dell’umidità di risalita; inoltre ti consiglio, per imbiancare, di usare la calce.

  50. Muffa tossica nelle abitazioni

    Perdita di memoria, mal di testa, vomito e reazioni allergiche. Sono gli effetti che può produrre il nemico che abbiamo in casa: “Stachybotrys Chartarum”, una muffa nera-verdastra, che alligna nelle abitazioni calde, umide e con scarsa ventilazione.

    Prolifera tra le mattonelle dei bagni e nelle guarnizioni degli impianti di condizionamento ma non disdegna il classico angolo di casa, tenuto al buio, e umido a causa delle infiltrazioni d’acqua. Una certa dimestichezza con le muffe l’abbiamo tutti: chi, infatti, non ha avuto la disavventura, e gli effetti, della perdita d’acqua dai tubi dell’inquilino del piano di sopra?

    Ma questa e’ una muffa particolare che provoca seri danni alla nostra salute, tanto che negli Stati Uniti d’America, dove e’ stata rilevata per la diffusione del legno quale materiale di costruzione, e’ chiamata “muffa tossica”. I rimedi? Quelli classici: far entrare aria e la luce, non lasciare moquette, tappeti o parti di legno umidi, specialmente in cucina o nel bagno dove la presenza dell’acqua è più accentuata.

    Se “l’invasione” persiste si deve ricorrere ad interventi strutturali ed all’utilizzo di sostanze antifungine. In vista dell’inverno, dei termosifoni accesi e delle finestre chiuse specialmente nei bagni, occorre tener presente queste raccomandazioni.

    fonte http://salute.aduc.it/comunicato/muffa+tossica+nelle+abitazioni_16711.php

  51. La mia domanda e’ questa:in caso di appartamento con umidita’ interna e’ giusto o no usare gli umidificatori per caloriferi che producono altra umidita’?per me e’ una contraddizione pero’ non ho mai sentito affrontare questo problema quindi chiedo a qualcuno se ne sa’ qualcosa.Grazie

    1. Caro Aniello, ti do ragione: se l’ambiente è già umido, usare degli umidificatori è una contraddizione, soprattutto quando l’umidità è un problema!

  52. Salve,
    ho scoperto mio malgrado si avere la parete della cameretta piena di muffa.
    Io abito all’ultimo piano di un palazzo a tetto piatto e la stanza ha 2 pareti esposte. Ho finito la ristrutturazione neanche 1 anno fa.
    La parete a nord della stanza è invasa dalla muffa (verde), da terra verso l’alto, con condensa che fuoriesce dal muro.
    Su questa parete erano stati messi dei mobili, per cui non ce ne siamo accorti prima, li ho spostati al centro della camera temporaneamente e messo un deumidificatore, nel fine settimana pensavo di togliere la muffa con la candeggina, e di passare acqua e calce sulla parete ma come faccio per non farla tornare? Devo rimetterci i mobili!
    Pensavo di praticare dei fori nel muro ed iniettare quelle resine isolanti nell’intercapedine del palazzo in modo da limitare lo sbalzo termico tra il muro interno e quello esterno…faccio un lavoro inutile?
    Io la muffa in casa da terra non l’ho mai vista, l’ho sempre vista sugli angoli vicino al soffitto, ho paura che arrivi dalla soletta del pavimento che è a contatto con il muro esterno.
    Grazie per l’aiuto.

    1. Ciao Awak,
      non ho capito bene: abiti all’ultimo piano del palazzo e la muffa ti sale dal pavimento?! Sembra incredibile!
      Comunque l’idea di toglierla prima con candeggina e poi calce mi pare buona; l’idea che hai in mente tu mi pare un po’ drastica.
      Potresti poi farti installare da un muratore dei pannelli in materiale sintetico (polistirolo, ecc.) che oltre ad isolare termicamente non offrono un substrato ideale per l’attecchimento della muffa; credo basterebbero pochi centimetri di isolamento, e sicuramente non vedrai la muffa riaffiorare dal muro! Buona fortuna :)

  53. Interessante per quanto riguarda la salute, ho trovato un paio di articoli sul sito mammaepapa.it …

    Come comportarsi quando si è allergici alle muffe?
    Le muffe sono micro-organismi appartenenti al regno vegetale. Durante la crescita producono le spore, di forma sferica e dimensioni molto piccole (assai simili a pollini), che si disperdono nell’aria durante il periodo di sporulazione (principalmente in estate e autunno) e causano i sintomi allergici (…)
    http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=allergia_alle_muffe

    L’Alternaria è una muffa molto diffusa, che si sviluppa su carta da parati, tappeti, terriccio e foglie di piante ornamentali presenti all’interno delle abitazioni. Essa è di gran lunga anche la muffa più importante in Italia dal punto di vista allergologico (…)
    http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=allergia_alternaria

  54. buongiorno, ho acquistato una casetta su due piani io abito al secondo piano la casa è stata costruita ne 1922 con costruzione perimetrale mattoni pieni posati in costa e in piano ma senza camera d’aria quindi le pareti perimetrali raggiungono anche i 12 gradi anche quando in casa la temperatura è di 18,5 ho fatto eseguire i lavori da una ditta che quest’ultima mi ha applicato 2 mani di pittura lavabile boero.
    già dai primi giorni ai bordi dei muri e del pavimento notavo presenza di acqua con il susseguirsi dei mesi ovvero tre mi è spuntata la muffa a puntini e si è prolificata in un batter d’occhio (dimenticavo ho il parquet posato a terra per tutto il perimetro della casa)chiaramente ho dovuto smontare armadi letto per pulire e verificare le cause chiamando un perito,
    potete immaginare il disagio che si è creato in casa io e mia moglie dormiamo ora sul divano mentre nostro figlio in cameretta che accuratamente abbiamo pulito con candeggina) perchè queste muffe sono maggiormente presenti nelle camere da letto(con presenza di odori fortissimi)che per altro sono a sud.
    io mi domando e domando a voi , ma non è che la ditta ha sbagliato il tipo tinteggiatura e se si come intervenire.
    grazie

    1. Ciao Roby,
      direi che se la casa è vecchia il problema dell’umidità di risalita può farsi sentire molto.
      Un paio di mani di vernice possono solamente tamponare il problema muffa, ma non troppo; se non puoi rifare gli intonaci puoi però pensare di isolare le stanze dall’interno: isolamento dei muri e ventilazione sono le prime cose da valutare.
      Buona fortuna! :)

  55. salve … domandone non ho ben capito se alla fine questi benedetti apparecchi tipo kalibradry elektroacqua acquapol e ne aggiungo uno io life 352 della hardsystem lo conoscete?
    sono tutti uguali??? e funzionano?? dato il mio grosso problema di umidità anche dal pavimento!! al piano terra di una casa ristrutturata evidntemente non bene…… vorrei contenere costi tipo smontare pavimento con conseguente rifacimento totale degli impianti!! ecc…. ecc….
    grazie

      1. Ciao Leo, dopo una lunga ricerca e studio sono arrivato al punto di:

        quando si dice elettrosmosi, ho capito che può funzionare solamente dove c’è un tessuto oppure un terreno, insomma un mezzo di trasporto dove possano muoversi queste particelle di acqua.

        Ho visto che sul mercato c’è qualcuno che pubblicizza prodotti a funzionamento a elettrosmosi ma con funzionamento per “aria”, non sono un esperto ma documentandomi non ho trovato riscontri.

        Ho passato parecchi mesi a dedicarmi a questo problema, e alla fine sono arrivato al punto che gli unici funzionanti sono quelli che hanno elettrodi, è necessario un + e un – fisico, per intenderci materiali conduttori come metalli.

        Non mi sono ancora lanciato nelll’ acquisto, ma ho notato che quello che suggerisci tu, life c352 è con tecnologia a elettrodi, quindi dovrebbe funzionare.
        Non ho idea dei prezzi.
        Appeno decido ti aggiorno!

        Mark.

  56. Recentemente ho acquistato una casa in stato grezzo avanzato. I lavori di costruzione risalgono a circa 8 anni fa. Attualmente sto ultimando i lavori e dopo l’intonaco noto che un paio di angoli ( che sono in tramontana) non si asciugano bene e il colore non prende… Prima dell’intonaco non cerano segni di umidità. Sto provando a considerare il fatto che è ferma da anni, che il clima non aiuta e che l’intonaco non si è asciugato. Le altre parti della casa non presenta nessun segno. In questi giorni abbiamo anche acceso il riscaldamento a pavimento per non lasciarla ancora al freddo, considerando che stiamo dando il colore internamente. Il pittore mi ha suggerito de fare um trattamento esterno, tipo, lavaggio acido, non so bene… in modo di rendere impermeabile il muro.
    La mia domanda è: Le mie considerazioni, me mie ipotesi da profana sono giuste? O dovrei aspettare il periodo estivo e vedere come va?
    Grazie

    1. Ciao Adiny,
      io personalmente dii che dare intonaco e pittura con il freddo e le precipitazioni di questi ultimi giorni – vista la pioggia e la neve che c’è in tutta Italia – non sia proprio la migliore idea!

  57. per eliminare la muffa si fa in questo modo, sono un esperto, mettere nella pittura lavabile tipo ducotone una buona quantità di diserbante quel liquido far seccare l’erba e pitturare anche una sola mano di pittura.
    l’acqua quando si poggia sulle pareti fredde condensandosi non si marcisce e quindi non si notano quelle macchioline nere, come potete dire di usare una pittura traspirante oppure la calce, sono un imbianchino e fortunatamente questi sono i prodotti che rovinano la casa.
    seguite il mio consiglio ho eliminato la muffa anche le cantine che erano più nere del carbone. per eliminare la salnitro poi uso la stuoia con la vetroresina e non mi venite a dire che quella sale oppure deve traspirare, dimenticavo che se le pareti respirano io ho visto i cavalli volare.

    1. Ciao Antonio e grazie per il tuo commento.
      Vorrei capire da te perché la calce è un prodotto che rovina la casa, visto che sei un professionista esperto.
      Grazie!

      1. Ho un negozio che vende la pittura ed ogni giorno mi chiedono una pittura che non si creano quelle macchioline nere, domando sempre come e’ stata pitturata la casa prima, mi dicono sempre con una pittura traspirante, poi alcuni con calce o quella in polvere o quella già preparata, dopo 20 anni di esperienza ho capito che per la muffa non bisogna usare pitture traspiranti.
        Ti consiglio il bisaten che e’ una pittura superlavabile ed e’ additivata da un liquido che si chiama biocidi che in questa pittura e’ molta elevata come percentuale, queste sono le parole che mi dice sempre il rappresentante.
        Come esperienza sono rari i casi dove si riformano pochissime macchioline dopo anni.
        Purtroppo nel negozio continuo a vendere quasi sempre le idropitture traspiranti, contenti loro contento anch’io rivedere il cliente ogni anno.
        Ciao antonino.

    2. Mai letto tutto in una volta tante fesserie come queste…

      Diserbante dentro l’idropittura, ducotone superlavabile e pertanto assolutamente non traspirante per contarstare la muffa, la calce e le traspiranti che rovinano le pareti e poi la più bella, la vetroresina in cantina!

      Poveri i tuoi clienti, ma da quanto fai questo lavoro?

      E’ proprio vero che in rete si legge di tutto!

  58. salve, purtroppo ank’io ho problemi di muffa e se qualcuno ha un piccolo consiglio per me, gli\le sarei infinitamente grata. Il problema: da meno di 2 anni ho ristrutturato completamente un pianterreno provvisto solo di pavimento, utilizzando del cartongesso. Nonostante lo spessore lasciato tra il cartongesso e l’unica parete esterna di circa 10cm, è comparsa magicamente la muffa! Oltre all’aspetto visivo, toccando il punto in cui è comparsa la muffa, le macchie sono umide ed emanano cattivo odore. Ovviamente il locale è dotato di infissi nuovi, nei quali gli angoli cominciano a colorarsi di simpatiche macchioline muffose! Come potrei risolvere il tutto considerando il fatto ke fino ad oggi ho già speso un bel po’ di soldini? Grazie. Carmen

  59. fammi sapere che tipo di idropittura hai usato, comunque ti consiglio di lavare il muro con ace e quindi le mura diventono pulite, poi il miglio trattamento e’ usare una idropittura che si chiama bisaten costo 70€ il bidone grande, questa pittura ha una buona quantita’ di biocidi che uccide la muffa, cioe’ quando condensano le goccioline di acqua vicino alle pareti non si marciscono perche’ il veleno contenuto nella pittura blocca la crescita delle spore. ormai sono rari i casi che al negozio ho problemi da quando da 10 anni vendiamo questo prodotto, ciao Antonino.

  60. ho acquistato un appartamento al piano terra.
    Prima di rientrarci vorrei fare qualche lavoro, più che altro umidità da risalita.
    “purtroppo” l’attuale proprietà ha ristrutturato proprio prima che io potessi visionarla per cui non è chiaro in che misura, e dove, ci sia questa problematica.
    Pensavo a questi interventi:
    1) Vorrei far coibentare i soli muri perimetrali, dall’interno, con sughero (sia per isolare leggermente, sia per insonorizzare un pò) così da non rubare troppi cm alle stanza.
    2) vorrei installare finestre vetrocamera 4/16/4
    3) circa l’umidità da risalita, non sapendo bene il come e il dove, non so quale soluzione adottare. Pensavo a rifare l’intonaco a “Sanamur”, o in alternativa appunto prodotti tecnologici di cui parlate sopra (elettro osmosi attiva ecc).

    Opinioni, consigli? grazie mille

  61. io proporrei potendo perdere 2 o 3 cm fare il cappotto con il sughero che maschera l’umidità alle pareti esterne, poi e’ un ottimo isolante sia termico che’ acustico, e’ un lavoro che può fare l’imbianchino cosi eviti di scalpellare il muro e quindi meno polvere e poi un quarto di soldi rispetto all’impresa di muratura, RICORDATI DI PITTURARE ALLA FINE CON UNA PITTURA ANTIMUFFA TIPO BISATEN, COSTOSA MA CERTAMENTE QUALIFICA IL LAVORO, ciao ANTONINO.

  62. ti ringrazio per l’opinione. credo che farò fare il cappotto dei muri esterni a sughero come suggerisci te.
    Altra domanda: e’ vero che a mettere i vetri doppia camera (tipo 4/16/4) a volte può capitare che l’umido che in precedenza si condensava sul vetro sotto forma di goccioline, si potrebbe ‘ripartire’ in tutta la stanza causando muffe dove prima non c’erano??? ho letto che questo è accaduto ad una persona ed ora – pur volendo mettere le finestre doppia camera – ho questo dubbio.
    Infine: per l’umidità da risalita, visto che ci sono pareri che dicono tutto e l’opposto di tutto… come possiamo capire le migliori soluzioni?

  63. Un piccolo ma efficace rimedio anche se temporaneo è questo prodotto.
    L’ho provato ed immediatamente i muri sono tornati bianchi come prima… fino all’anno dopo il problema non si è ripresentato.. a fine inverno invece non so per quale motivo è tornata… però in forma molto minore… io lo consiglio comunque… provate e giudicate voi stessi…

  64. si, lo Smuffer l’ho provato e risolve per la muffa da condensa, ma non per l’umidità da risalita, ottima segnalazione comunque resto dell’idea che è meglio prevenire i problemi che tamponarli, ma ancora non ho compreso la migliore soluzione per l’umidità da risalita… cmq grazie

    1. In effetti l’umidità da risalita sembra la parte più grossa del problema… Sarebbe effettivamente da verificare quanto magici siano i prodotti tipo Aquapol e simili… Quasi-quasi vado a vedere quelli che hanno installato a pochi km da casa mia! ;)

      1. concordo, peraltro ho controllato accuratamente in internet e non ho trovato una sola opinione *indipendente* – negativa o positiva che sia – circa questi prodotti tipo Aquapol, Kalibra dry, Ecodry e quant’altro. Si trovano solo testimonianze dai siti dei produttori. Questo mi pare molto strano e comunque mi fa dispiacere, perchè i prodotti sono molto costosi ma non è nemmeno la cifra da esborsare che mi fa paura quanto poi l’effettiva utilità…

  65. Sono architetto e collaboro con uno studio dove il sistema Aquapol è stato impiegato nel risanamento di un seminterrato afflitto da umidità di risalita. L’apparecchiatura posso confermare che funziona e a distanza di più di dieci anni, i committenti si dichiarano estremamente soddisfatti.

  66. questa infomazione è interessante ma. è un seminterrato dove non vi si abita…….. ma installato in abitazione?? quali problemi con le onde elettromagnetiche??

    1. è un locale ristrutturato per una sala di un ristorante. Abbiamo fatto dei rilievi per testare i campi elettromagnetici e ne è risultato che lavorando su microfrequenze (si generano anche in una abitazione non appena accendiamo una lampadina schiacciando l’interruttore), i campi generati sono addirittura inferiori da un telefono cellulare.
      Parlando con il rappresentante della ditta, a suo tempo, mi disse che tale tecnologia era usata e certificata in Austria già da circa 30 anni.
      Ho proposto questa soluzione ad un cliente non più di un mese fa, per dei problemi di umidità nella sua cantina, in quanto non possiamo introdurre il vespaio.

  67. per Paolo:
    affermi che “i campi generati sono addirittura inferiori da un telefono cellulare”.
    Mi viene una riflessione: d’accordo che i campi generati sono inferiori al cellulare, ma il cellulare lo si usa molto poco, pochi minuti al giorno (in genere), mentre i campi del congegno Aquapol (o altri che dir si voglia) lavorano 7 giorni su 7 365 giorni l’anno.
    mi sembra una differenza sostanziale. A mio modo di vedere non è tranquillizante la tua affermazione, anzi…

  68. ciao Luca, ho 50 anni e 30 anni come commerciante nel campo delle idropitture, umidità, muffa e salnitro, tutto quello che ho scritto e’ tutto vero, l’esperienza e i risultati ottenuti mi premiano, purtroppo le persone di poca esperienza e senza cervello continuano ad usare prodotti e tecniche che o sono di pessimi risultati oppure ad un costo molto ma molto elevato. Si possono ottenere degli ottimi risultati facendo lavorare la mia esperienza ed un buon cervello cosa che a me non manca, ognuno il suo campo lei e’ forse uno Sgarbi? Le consiglio di riflettere quando scrive delle stronzate. Il mio numero di telefono e’ 081-xxxx997.

  69. io sono un ignorante in materia ma a leggere qui dentro, mi sembra di essermi fatto l’idea che chi lavora con un certo tipo di prodotti afferma che il suo è il sistema migliore, chi lavora con un altro tipo di impostazione afferma che è invece il suo sistema ad essere vincente, chi vende un altro tipo di prodotti sostiene che è questa l’unica soluzione e le altre non servono a niente… mi sembra ci siano idee poco obiettive, in genere

    1. Fabio… leggi meglio, perché in realtà qui trovi molte idee, e tutte valide in ugual modo.
      Il fatto che ad alcuni una soluzione funzioni meglio di altre dipende dal fatto che non tutti i problemi – sebbene portino ad uguali sintomi – hanno la stessa origine, la stessa causa, lo stesso substrato di crescita, ecc.

    1. chiedo scusa se insisto, nessuno ha opinioni sul suddetto metodo, anche in assenza di esperienze dirette, per capirne la bontà quantomeno del principio di applicazione ovvero se in teoria sembra essere una soluzione valida? grazie ancora e scusate

  70. qualcuno ha idea di quanto costino .. ammesso che poi funzionino i sistemi Aquapol e simili.. il mio appartamento è di circa 65 metri ma i locali da deumidificare sono solo due (una camera e uno sgabuzzino) .. per un totale di circa 30mt quadrati..

  71. Ho un monolocale a piano terra in zona marittima. Ho avuto sempre problemi di umidità di risalita e fuorisciuta di salnitro. L’anno scorso ho provato ad installare i tappi antiumidità ma non ho risolto perche’ in certe zone non ho potuto applicarli a causa di presenza di tubi e cmq il salnitro ha continuato ad uscire. A maggio, dopo un giorno di finestre chiuse avevo l’umidità nell’area al 91%
    Mi sono deciso a comprare e montare l’elektro aqua dopo aver sentito preventivi da vari aquapol etc e valutato pro e contro. Ho visto ad esempio che gli apparecchi che necessitano del filo di titanio lungo il perimetro del locale sono molto quotati in gran bretagna.
    Cmq dopo circa 15 giorni mi sembra che l’umidità non tocchi piu’ le punte a cui ero abituato, adesso piu’ dell’80 non l’ho piu’ visto.
    Non so se dipenda dal clima caldo di queste ultime settimane ma mi riprometto di tenervi aggiornati.
    Ciao e grazie a tutti per l’interessante sviluppo del dialogo.

    1. @ALBERTO
      scusa, ma elektro aqua a quel che mi risulta non ha il filo di titanio sul perimetro giusto? E’ solo una centralina da fissare al muro.
      Inoltre non ho capito che cosa c’entri il tuo apparecchio con l’umidità dell’ARIA, poichè a mio avviso (e parlo da ignorante) dalle ricerche che ho fatto in internet (sono interessato anche io) pare rimuova solo l’umidità interna al muro.
      PS quanto l’hai pagato? grazie ancora

    2. Ciao Alberto,

      non ho visto ulteriori tuoi contributi su questo forum a proposito della tua esperienza con ELEKTO AQUA il sistema ecoosmotico contro l’umidità da risalita. Ho un problema nel mio appartamento di umidità da risalita e vorrei sapere da te che lo hai comperato e testato se effettivamente funziona o meno, visto che è passato più di un anno da quando lo hai installato.

      Per gli altri: avete aggiornamenti su questi sitemi ELETTROOSMOTICI? Provati? Notizie?

      Grazie
      Federico

  72. «Muffa killer? Un’ipotesi improbabile»
    L’esperto: una polmonite grave può essere riferibile a contaminazione della doccia da “Legionella pneumofila”

    MILANO – È possibile che una muffa presente in casa porti alla morte per polmonite aggravata da anemia, come sembra essere accaduto nel caso dell’attrice americana Brittany Murphy e di suo marito? Lo chiediamo al professor Leonardo Fabbri, docente di pneumologia all’Università di Modena e Reggio Emilia. «È una situazione molto improbabile, la carica deve essere massiccia e i sintomi sono in genere benigni. Una polmonite grave è più probabilmente riferibile, se mai, a contaminazione della doccia da Legionella pneumofila, batterio causa della cosiddetta malattia dei legionari che causò la morte di numerosi delegati ex-militari convenuti a Philadelphia nel 1976 e che è causa sempre più frequente di gravi forme di polmonite comunitaria».

    Quali sono le muffe più pericolose e quali effetti possono avere sull’organismo?
    «Le muffe, né piante né animali, sono microorganismi, funghi multicellulari. Ne esistono numerosissime specie, i loro effetti sulla salute sono ampiamente descritti (allergie, asma, polmoniti da ipersensibilità, infezioni respiratorie e sistemiche), ma altrettanto controversi e fumosi, in particolare per quanto riguarda le muffe contaminanti gli ambienti domestici e gli effetti su coloro che li abitano. Le specie prevalenti in ambienti domestici sono Cladosporium, Penicillium, Alternaria, Streptomyces, Epicoccum e Aspergillus. Le muffe sono utili all’uomo, per esempio grazie ad esse sono stati scoperti e prodotti gli antibiotici».

    Tali effetti riguardano solo chi ha una specifica allergia nei confronti di una determinata sostanza o anche chi non ha problemi di questo genere?
    «Gli effetti più preoccupanti sono ovviamente sugli allergici, in quanto possono scatenare forme gravi (attacchi di grave, aspergillosi), ma possono dare effetti significativi (riniti, bronchiti, sinusiti, polmoniti) anche nei soggetti non allergici».

    Come agire in un caso come quello dell’attrice americana?
    «Non è per nulla chiara la causa di morte! Le forme gravi, sia di polmoniti da muffe che da Legionella, sono state osservate in soggetti immunodepressi (non necessariamente Aids, ma anche da altre cause quali trattamenti oncologici, emopatie). Per la Legionella la cura è semplice (antibiotici, macrolidi), per le allergie anche (steroidi, broncodilatyatori), per gli altri effetti delle muffe le terapie antifungine, che tuttavia sono poco documentate».

    Come prevenire la formazione di muffe pericolose in casa?
    «Consuete norme igieniche, in particolare prevenzione della umidità e della povere (attenzione alle case usate solo per le vacanze). In America vi è stata un’esplosione di muffe contaminanti nelle case inondate nel corso degli uragani (come Katrina) prima di essere adeguatamente bonificate».

    Da cosa può essere causata la loro proliferazione?
    «L’umidità, polvere, presenza di moquette, carte da parati, poca igiene in genere sono le prime cause».

    fonte http://www.corriere.it/salute/10_luglio_26/muffe-casa-fabbri_ed89c404-98cd-11df-a51e-00144f02aabe.shtml

  73. per esperienza ed ormai per lavoro credo di essere uno dei migliori esperti di umidità/muffe in abitazioni moderne di italia. la muffa delle abitazioni attuali (specialmente quelle che non hanno il doppio isolamento o singolo) non è perché l’umidità non esce di casa, toglietevelo dalla testa, lo dice chi non sa che altro dire. E’ vero che adesso le case sono sigillate e rispetto a quelle dei nostri padri e nonno ci sono pochissimi spifferi MA è anche vero che una volta era maggiore l’èumidità di risalita. Il problema della MUFFA è un mattone chiamato POROTON, antsismico certamente ma che ha la caratteristica odiosa di risucchiare umidità da esterno verso interno. Cosa fare? Se fate un isolamento interno assicuratevi di mettere sempre (dalla faccia interna del pannello isolante) un foglio di polipropilene, nylon o alluminio che si chiama BARRIERA ANTIVAPORE.

    Tanti questo lo ignorano: impedisce alla umidità che è all’interno di condensare sulla parete fredda e fare muffa fra i pannelli isolanti e il muro isolato. Impedisce alla umidità che il poroton risucchia di entravi in casa. Ma attenzione, prima dei pannelli isolanti applicate la VERNICE TERMOISOLANTE (la Boero che io sto usando in questi giorni nella mia nuova casa è ottima), impedisce che la umidità si trasformi in acqua condensata e crei le condizioni per la muffa. Prima della pittura termica (un vero toccasana, a volte non serve nemmeno applicare i pannelli isolanti tanto questa pittura funziona, specie se date tre mani) applicate un mufficida MA non le soluzioni al cloro, che altro non fanno che disinfettare la muffa per ossigeno nascente ma creano lo strato vitale per la muffa dell’anno dopo.

    ANTISPORE FUNGINE
    Usate un vero muffa killer e preventivo che attacca le spore fungine come la Soluzione Antimuffa di Mistercolor. Date due mani di questo e se la muffa è spessa rimuovetela con bruschino e spatola e magari prima usate un igienizzante (in genere prodotti acidi irrittanti) che ve la secchi e uccida le spore ma sappiate che l’igienizzante non basterà: dopo applicate sempre il prodotto contro le spore fungine e dopo due o tre mani di PITTURA TERMOISOLANTE. Su questa pittura non applicate altro, non mettete idropittura classica altrimenti rovinerete tutto.

    In rete qualche bischero questo lo ha detto: la pittura termica deve rimanere com’è, non applicatevi altro sopra e non mescolate alla pittura termina NESSUN ADDITIVO ANTIMUFFA: rovinereste tutto, la muffa tornerebbe.

    La muffa arriva perché trova, come tutti i funghi, caldo e umido e condensa da caldo a freddo. La PITTURA TERMICA impedisce questo salto termico: e la muffa non troverà ambiente ideale per vivere: semplice!

    1. caro Mark,
      grazie del tuo intervento, ma sarebbe bello anche capire qual è l’esperienza ed il lavoro che ti rendono uno dei migliori esperti di umidità e muffe…
      ciao!

  74. strano ma vero un mio cliente dopo aver usato vari tipi di pitture antimuffe ha sperimentato una pittura lavabile ed all’interno il disserbate che e’ un liquido per uccidere le erbacce nei giardini, il risultato che negli angoli delle pareti prima infestate di muffa e’ sparita e sono passati 3 anni,

  75. Innanzitutto grazie a tutti quelli che sono intervenuti qui sopra, che hanno dipanato moltissime domande su quest’universo di “muffa”. Il mio problema non è però la muffa di risalita ma quella di condensa. Infatti la mia casa al primo piano, ha un tetto con solaio fatto a travi di ferro. Le travi sudano, nonostante mia moglie abbia abitudine di arieggiare sempre, in ogni periodo dell’anno, almeno un’ora al giorno, e in corrispondenza delle travi si forma la classica muffa che rende i soffitti a strisce bianche e grigio/nere. Strisce che a distanza di anni e applicazioni varie e ripetute di candeggina e vernici antimuffa, si ripresentano periodicamente e inesorabilmente.
    Ho provato anche a stendere un foglio di plastica spessa sul pavimento del solaio superiore, ma niente da fare.
    ma la soluzione deve essere per forza la controsoffittatura? e se così deve essere, di quanto è preferibile abbassare il soffitto? le prese d’aria sono comunque indispensabili? Come diceva Mark, è sul pannello superiore che va posto il foglio di plastica o alluminio ? e una volta montata, si può pitturare con pittura normale o ancora antimuffa?
    ma una domanda su tutto prende forma: ma mettendo il controsoffitto, si risolve il problema “muffa” o lo si nasconde soltanto agli occhi?
    Un saluto a tutti con un grazie grande così per lo spazio consentito.
    Fabiano

    1. Ciao Fabiano,
      siccome le travi in metallo sono sempre fredde è normale che appena ci sia un po’ di vapore questo si condensi su esse diventando acqua che poi facilmente passa alla muratura porosa e lì si annida per poi far attecchire la muffa.
      Io ho risolto egregiamente con la pittura di calce!
      comunque sia un sottile (5cm?) controsoffitto potrebbe benissimo rimediare al tuo problema.
      Facci sapere!

  76. I Colori della Terra produce un’ampia gamma di soluzioni naturali, sicure, facili da applicare e dal prezzo contenuto.
    Tra questi c’è un igienizzante anti-vegetativo (art.MA55) per i muri colpiti da fioriture di muffe e situazioni diffuse di attacco biotico.
    Si applica infatti su zone che necessitano di profonda igienizzazione: pareti con muffe, legno con muffe e alghe, pavimentazioni con limo organico e alghe, ecc.
    Diluibile con acqua, inodore, non contiene composti dannosi per l’atmosfera, non contiene Composti Organici Volatili, non contiene biocidi di sintesi.

    Anche l’azienda Spring Color offre dei prodotti naturali per eliminare la muffa dai muri.
    Il prodotto ANTIBATTERICA è una pittura inorganica per muri con muffe; è priva di parti organiche (leganti, grassi), quindi impedisce il proliferare di eventuali colonie batteriche presenti nella condensa di angoli, o di bagni e cucine.
    Eventuali migrazioni di sali contenuti nell’intonaco attraversano il suo strato pittorico, che rimane ancorato senza sfarinamenti.

    La ditta Solas vernici Naturali propone anch’essa un prodotto – UFFA! M32 – antimuffa per muro, legno, cotto e locali umidi, per eliminare macchie di muffe e funghi su muro, legno, cotto, vasi, docce, locali umidi ecc.
    Visti gli ingredienti che lo compongono – idrossido di sodio, ipoclorito di sodio e sali di boro – sembra una candeggina potenziata.

    Sul sito Progetto Bio si trova in vendita un prodotto antimuffa naturale a bare si borace (AURO413): una soluzione acquosa attiva a base di sali minerali naturali, assolutamente priva di cloro.

  77. (copio un articolo tratto da Terra Nuova)…

    La muffa perseguita molti cittadini, inquilini o proprietari di case vecchie o case nuove. Un valore di umidità relativa superiore al 55% e un cattivo isolamento fanno in modo che l’aria umida condensi sulle pareti più fredde o alle finestre.
    Ma lo stesso problema si verifica in presenza di un isolamento molto spinto, dove però non sono stati usati prodotti naturali.

    I luoghi umidi di condensa costituiscono il terreno ideale per lo sviluppo di muffe, che se non vengono combattute provocano una pericolosa concentrazione di spore fungine nell’aria che respiriamo all’interno dell’edificio, con conseguenze anche gravi per la nostra salute.

    Le muffe possono infatti infiltrarsi nelle mucose, provocando danni al sistema nervoso e al sistema immunitario. I sintomi genericamente sono stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse ed asma bronchiale. Complicazioni particolarmente pericolose per bambini, anziani e soggetti allergici.

    Le causa della loro diffusione negli ambienti domestici possono essere rintracciate in problemi di ordine costruttivo o strutturale (ponti termici, scarso isolamento di tetto e pareti, perdita di tubi), ma dipendono anche da sistemi di riscaldamento incompleti o poco efficienti. La differenza di temperatura tra le varie stanze di un abitazione, sostiene l’organizzazione austriaca Umweltberatung, non dovrebbe mai essere superiore ai 3 gradi.

    Il primo passo da compiere per sconfiggere il problema definitivamente, o quanto meno evitare il rapido ritorno delle muffe, è quello di eliminare le cause di eccessiva umidità. Ecco alcuni consigli di base sulle abitudini domestiche:

    - non asciugare i panni nell’appartamento
    - non esagerare con le piante da appartamento e non annaffiarle troppo
    - montare cappe di aspirazione per le cucine
    - evitare armadi a muro troppo ingombranti

    In secondo luogo si dovrebbe tinteggiare le pareti con pitture a calce, che evitano il proliferare delle spore. Le muffe infatti si nutrono principalmente di residui organici, presenti in larga misura nelle pitture viniliche convenzionali.

    Come si fa una ventilazione corretta?

    L’areazione dell’edificio consente di bilanciare l’umidità interna, soprattutto nel periodo invernale, perché l’aria fredda è sempre più secca di quella calda. Lasciare uno spiffero sempre aperto però può essere controproducente: oltre a sprecare energia per il riscaldamento, può favorire condense in prossimità delle aperture, siano porte o finestre. Il metodo più efficace, e a basso costo, rimane quello di aerare velocemente le stanze per periodi non superiori ai 5 minuti. Una procedura salutare, da ripetere più volte nella giornata, soprattutto prima di andare a letto e al mattino, quando ci si sveglia.

    Pulizia naturale delle muffe

    Cosa fare quando le macchie nere sono già presenti? Bisogna intervenire subito, ma invece di utilizzare i preparati chimici a base di cloro, i cui residui vengono respirati per lungo tempo dagli abitanti della casa, Umweltberatung raccomanda di utilizzare perossido di idrogeno, soda o alcool etilico.
    Per maggiori informazioni sui prodotti adatti si raccomanda comunque di consultare consulenti esperti in bioedilizia e biorestauro.

    fonte: http://www.aamterranuova.it/article3077.htm

  78. Ho personalmente da poco provato a pulire la muffa sul muro utilizzando dei metodi naturali che ho trovato suggeriti su internet, al posto della solita candeggina…
    Responso: non funzionano!
    Ne ho provato 3: alcol etilico a 90°, aceto, bicarbonato di sodio (indicato come soda).
    Nessuno dei 3 ha funzionato.
    Non sto parlando della muffa superficiale, quella che viene via anche se passi una spugna umida, ma della muffa che si annida proprio dentro l’intonaco.
    A questo punto mi resta solo da provare l’acqua ossigenata, e vedere che succede!

  79. In questo inverno troppo piovoso ho risfoderato il mio deumidificatore portatile: lo lascio acceso quando posso, ad esempio in cucina tutta la notte, o in camera la mattina, …
    Mi tira su un sacco d’acqua e devo dire che questa volta la muffa si sviluppa molto più lentamente degli altri anni.
    Giudizio: comprare un deumidificatore contro la muffa è una spesa che vale!

  80. Salve,
    innanzitutto complimenti a Doz e agli altri per le informazioni fornite.
    A casa mia le muffe proliferano; evidentemente hanno attecchito e ormai stanno spuntando in tutti i punti freddi. Ho provato un attacco con candeggina diluita al 20% in acqua, come suggerito in alcuni forum. Mi pare che le muffe se ne strafreghino. La mia domanda è semplicemente se in effetti è la diluizione che conta e quindi la candeggina pura è più efficace perché ho trovato opinioni contrastanti.
    Purtroppo non posso contribuire con alcunché di nuovo, come osservazione sperimentale sulla parete che sto “affrontando” adesso tenevo appoggiato un tappetino da palestra (come questo: http://www.decathlon.it/IT/df-900-9496196/ ) e di fatto sotto la muffa non c’è.
    Mi ha colpito molto il fatto che qualcuno suggerisca di mettere il diserbante nella pittura…. non dubito che possa uccidere le muffe, ma le sostanze diserbanti non fanno certo bene alla salute (un conto è usarli in giardino, tutt’altra cosa metterseli in casa, magari nella stanza dove si dorme). Perciò inviterei alla prudenza.
    Marzio

    1. Ciao Marzio e grazie dei complimenti!
      Sicuramente per eliminare la muffa conviene usare la candeggina pura invece di usarla diluita: è più forte, e agisce meglio e prima.
      Per quanto riguarda il tappetino da palestra, è sicuramente un ottimo isolante, ma dovrebbe funzionare come tu hai descritto solo in caso di muffa superficiale casusata da umidità interna, che però non è il tipo di muffa che tu descrivi, perchè quella che dico io va via con un colpo di spugna, mentre quella difficile da pulire di solito è insita nei muri stessi.

      1. Grazie della pronta risposta, Doz.
        Cioé, mi confermi che nel tuo caso (ed evidentemente in quelli di altri) è sufficiente una passata con la candeggina e la muffa si lava via? Purtroppo la mia è di un’altra razza, più tenace, tuttavia togliendo qualche strato di pittura non la ritrovo, perciò direi che è comunque superficiale.
        Toccherà passare a qualcosa di più potente (pensavo a questo della Vip; le pitture della Vip mi han sempre fatto un’ottima impressione), poi credo che metterò dei pannelli di isolante, almeno nelle zone sotto i davanzali delle finestre dove una volta erano alloggiati i termosifoni. O forse la candeggina che ho usato era vecchia e in qualche modo ha perso efficacia.
        Saluti a tutti,
        Marzio

        1. Ciao Marzio,
          mi viene il dubbio che la tua muffa sia cresciuta tra uno strato e l’altro di vernice…
          La muffa si potrebbe dividere in due tipi, a seconda del tipo di sviluppo:
          - se sembra una “polverina” appoggiata sulla superfice da trattare, e va via anche solo grattando, allora è muffa superficiale, dovuta all’umidità interna del locale;
          - se invece sembra una macchia incastonata nel muro, allora è più probabilmente muffa dovuta ad umidità di risalita; in quel caso bisogna lavorare duro per toglierla.
          La seconda è più facile trovarla su muri più vecchi.
          A questo punto secondo me ti converrebbe fare un “lavoro fatto bene”: grattare bene la pittura e riverniciare la parete da cima a fondo, usando uno dei tanti sistemi che trovi descritto anche nei commenti di questa pagina.
          Facci sapere!
          CIAO

  81. X non avere + problemi di muffa sui muri interni della mia abitazione, dopo aver trattato i muri con candeggina alla max concentrazione ho aggiunto una piccola dose di arsenico alla normale idropittura murale da interni!! Come è puntualizzato in diversi commenti la muffa è un microorganismo quindi un vivente al quale l’arsenico non va prettamente a genio!!! Per la sicurezza di chi userà poi le stanze così trattate e consigliabile però fare il lavoro d’estate x poter lasciare le finestre aperte facendo così asciugare bene il locale arieggiandolo e con una maschera ed occhiali di protezione in modo che il veleno non venga a contatto con bocca, occhi ecc!!!
    Questa “correzione velenosa” è stata da me fatta anche ad un trattamento antivegetativo x una fontana da giardino su cui crescevano + vegetazione che all’equatore ottenendo risultati sempre ottimi (non usarlo xò se la vasca ospita solitamente pesci)!!!

    1. Grazie Guido, la tua idea di usare l’arsenico contro la muffa dei muri è una cosa che potrebbe andare a braccetto con l’uso del diserbante dentro la pittura.
      Appena posso ci provo anche io!
      Ma dove l’hai comprato l’arsenico??
      Non credo si venda al supermercato… o sì?

  82. un prodotto nuovissimo contro la muffa ….. si kiama KALORFIX, lo produce una ditta in provincia di Milano, vedete su internet, è ottimo, io l’ho in tutti i locali della casa e non ho un filo di muffa da nessun parte !!!!!!!!!!!!!!!!!!

  83. Salve,dopo aver letto tutti i Vs. post ho pensato di chiedere un Vs. parere.Abito in una casa con grossi problemi di umidità specialmente dopo che è stata ristrutturata.Le finestre in pvc con vetro termico sono tutte bagnate per un’altezza di 3-5 cm., la soglia ha l’acqua, i pavimenti dopo aver fatto circa 3 cm. di granuli di sughero impastato con cemento sotto le mattonelle sono tutti umidi nel perimetro.Mi risolve qualcosa 2 deumidificatori (1 in bagno e 1 in camera) non parliamo della muffa che ho dovuto nascondere con le perline.Qualcono ha un’idea di cosa posso fare? ho visto in internet che ci sono le cartucce della ditta Speedy di Torino, qualcuno sa se veramente funzionano? grazie

    1. Ciao Egidio,
      se le finestre hanno il vetro bagnato significa che il vetro è più freddo dell’aria interna, quindi vuol dire che il vetro non è isolato; se è vetro-camera devi far controllare gli infissi.
      L’umidità nel perimetro dei pavimenti è probabilmente perché il pavimento in quella zona ha ancora ponte termico.
      Due consigli… PRIMO: togli le perline, perché nascondere la muffa non significa che questa non continui a crescere, e lo farà a DISMISURA fino ad INTOSSICARTI l’ari; stai attento!
      SECONDO: devi lavorare sullo scambio d’aria, questa è l’unica soluzione.
      Facci sapere! CIAO

      1. Ciao, grazie x i consigli, in effetti sto valutando se fare installare un impianto di ventilazione meccanica.Qualcuno ne ha sentito parlare o sa se funziona? grazie egidio

  84. Salve, ho letto tutto quello che avete scritto ed ho ha fare una domanda.
    Abito in una mansardina di mia proprietà ed ho il problema della muffa nelle camere da letto ed in bagno. Premetto che l’esterno non è ben isolato e che al momento non posso permettermi un cappotto esterno. Oltre ad avere il tetto freddo sopra e le pareti esposte al freddo, anche se tutte a sud, sotto la mansarda c’è un appartamento grezzo e quindi freddo.
    Ho anche acqua, per fortuna non sempre, in alcuni angoli del pavimento.
    A novembre ho isolato internamente una camera da letto con pannelli preaccoppiati di carton gesso e polistirolo (10 euro a mt quadro), al momento non c’è nemmeno una macchia di muffa. ho speso in tutto (materiale, lavoro e pittura) 750 euro.
    Poichè a primavera vorrei fare lo stesso lavoro nell’altra camera da letto, vi chiedo se ne vale la pena. Posso già considerare un successo il fatto che in questi mesi non si è fatta la muffa o devo aspettare ancora???
    Qualcuno mi dice che la muffa si farà anche su questi pannelli. E’ vero????

    1. Ciao Caterina,
      la muffa dovrebbe avere vita difficile sui pannelli di polistirolo, in quanto la superficie di quel tipo non ne favorisce l’attecchimento.
      direi che se nei mesi invernali non hai visto crescere nuova muffa puoi ritenere di aver fatto un buon lavoro. BRAVA! Vai avanti e facci sapere come va a finire :)

      1. L’inverno è finito e nella mia stanza nemmeno l’ombra della muffa!!!
        Per il primo inverno posso dire che polistirolo e cartongesso hanno funzionato!!!

  85. Sicuramente a villa Certosa non hanno questi problemi !
    A noi poveri mortali non resta che l’olio di gomito, e quindi, cari amici,
    nel fine settimana, dedicatevi allo spargimento della candeggina, come faccio io !

  86. Salve a tutti voi “ammuffiti”… come me!

    Abito in un villino unifamiliare e il mio problema è dovuto principalmente ad umidità di condensa, probabilmente per i ponti termici che ci sono tra le pareti in pietra di tufo e le travi del solaio in c.a.
    Tutte le stanze, in particolare la camera da letto sono infestate da muffa verde/grigia negli angoli alti delle pareti. I serramenti sono “purtroppo” i classici in alluminio con vetro camera. Arieggio molto ma il problema è sempre presente.

    Giusto oggi mi hanno proposto di ricoprire le pareti esterne della casa dal lato interno (scusate il bisticcio di parole) con polvere di sughero applicata a spruzzo per uno spessore di 2/3 mm.
    Questo prodotto, secondo le schede tecniche, è assolutamente atossico… e mi va benissimo ma circa l’effettivo isolamento termico ed, in aggiunta, con la garanzia del NON riformarsi delle muffe sono rimasto abbastanza incredulo.
    Altro importantissimo vantaggio prospettatomi è il basso costo, rispetto ad altri prodotti, della sua messa in opera.

    Qualcuno ha esperienze in merito?

    Grazie.

    1. Ciao Ennio e grazie per il tuo commento.
      Onestamente è la prima volta pure io che sento parlare di polvere di sughero, e ho trovato poche altre informazioni:

      Miscela ecologica a spruzzo a base di polvere di sughero, resina acrilica, grassi vegetali ed acqua per isolamento termico, acustico, bonifica amianto, protezione da umidità e salsedine.
      E’ dotato di innumerevoli utilizzazioni nel settore delle costruzioni e dell’industria, delle automobili e della nautica, estendibile ad altri campi se si considerano le molteplici possibilità di uso dovute alle sue proprietà che difficilmente si ritrovano unite in un solo prodotto del mercato.
      * IDROREPELLENTE E TRASPIRANTE
      * ISOLANTE TERMICO – ACUSTICO
      * RESISTENTE ALLA SALSEDINE
      * SIGILLANTE ED ADESIVO
      * RESISTENTE AL FUOCO
      * ANTIUMIDITA’
      Le numerose prove di laboratorio e le diverse applicazioni realizzate su terrazzi, coperture, facciate e muri interni, confermano che costituisce una vera e propria rivoluzione nel campo delle costruzioni e nell’industria.
      Vanno, inoltre, aggiunte importanti proprietà e caratteristiche, se comparate con i prodotti che sostituisce, come: elasticità, flessibilità e resistenza meccanica, isolamento termico, impermeabilità ed antifunghi, resistenza al fuoco, assenza totale di tossicità, stabilità nel tempo, ed una lunga lista che termina con un importante risparmio in costi di mano d’opera e di materiali di fronte ai prodotti tradizionali.
      Materiale caldo per natura, applicato in aderenza alle pareti umide e fredde, assorbe l’umidità, la filtra e la evapora senza deteriorarsi.
      Non occorrono operazioni aggressive come fori di drenaggio o tagli del muro per seccare l’umidità.
      Per la sua peculiare forma di comportamento, permete l’avvio di un processo di risanamento e bonifica aumentando la velocità di filtrazione e di evaporazione del contenuto umido del muro.
      E’ un intonaco con molteplici applicazioni nel settore delle costruzioni e dell’industria per le sue proprietà isolanti, impermeabilizzanti, adesive e decorative.


      fonte: http://tinyurl.com/5ugm8ro

  87. ciao a tutti,vi espongo subito il mio problema:abito in una vecchia casa di campagna,indipendente da due lati,mentre gli altri due poggiano rispettivamente su un fienile non mio tenuto chiuso con teloni di plastica e una collina. ovviamente i problemi in casa sono muffa nera,muffa bianca simile a zucchero filato sul muro,intonaco scrostato tanto da far vedere il cemento del muro oltre ad un livello di umidità pazzesco tanto da vedere le gocce d’acqua scorrere giù dal muro. il mio problema è risanare tutto o almeno “rattoppare” un pò la situazione dall’interno…come posso fare(da sola) senza chiamare un muratore o un impresa?tenete conto che ho tutti questi problemi in una sola stanza (tipo sottoscala) che quindi è già piccola e non posso inspessire i muri e il soffitto più di tanto. e ricordate che devo lavorare su muri bagnati che non riuscirei ad asciugare…quali prodotti “tengono”? inoltre la mia domanda è:ma se “isolo”una parete,non è che l’umido mi esce dal soffitto? scusate se mi sono dilungata e x il linguaggio profano. grazieeeeeeeeeeee

    1. Cara Alice,
      l’unica cosa che puoi fare è arieggiare i locali aprendo dei fori! Nei commenti se n’è già parlato: leggi e scoprirai in che modo agire. CIAO

  88. Salve,
    da ormai 4 anni viviamo al secondo piano di una casa di due piani ristrutturata con infissi in PVC. Da circa 2 anni è comparsa la muffa negli angoli della camera da letto, dietro il zoccolino del parquet e sugli angoli del della stanza del bagno; tutte pareti esposte a Nord. Non oso spostare l’armadio che è sulla parete del vano scala….per vedere cosa c’è dietro anche se qualche capo di abbigliamento lo ritrovo con muffa.
    Domanda: Le pareti della casa sono doppie con intercapedine vuota, è consigliabile praticare fori (come quelli usati nelle cucine) nelle pareti esterne per l’aerazione dell’intercapedine? Il nostro muratore consigliava una parte interna di cartongesso con intercapedine di circa 4 cm….da parete principale interna, qualcuno sa consigliarmi, tra l’altro vorremmo risolvere anche il problema termico perchè la camera da letto è la più fredda nonostante gli infissi ed un termosifone “importante”.
    Grazie

  89. Alberto non ho visto ulteriori tuoi contributi su questo forum a proposito della tua esperienza con ELEKTO AQUA il sistema ecoosmotico contro l’umidità da risalita. Ho un problema nel mio appartamento di umidità da risalita e vorrei sapere da te che lo hai comperato e testato se effettivamente funziona o meno, visto che è passato più di un anno da quando lo hai installato. Per gli altri: avete aggiornamenti su questi sitemi ELETTROOSMOTICI? Provati? Notizie?

    Grazie
    Federico

  90. Buongiorno a tutti. Ho un urgente problema di muffa da risolvere. Si tratta di una camera da letto al piano rialzato con due pareti esposte. La casa è vecchia ed è costruita con sasso di fiume e mattorni al piano superiore. Nella cantina sottostante che ha una finestrella per areazione non c’è muffa. Dopo aver letto quasi tutto quello che è qui pubblicato sarei orientata a pulire con candeggina e con il prodotto Germicide GS Antimuffa sempre che riesca a trovarlo nella zona di Bologna. Questa muffa si forma dietro l’armadio che ho foderato esternamente con pannelli di polistirolo e tenuto distante dal muro e sta iniziando anche a pavimento e parzialmente nell’altra parete esterna. Va detto che il bilocale era affittato e le finestre erano sempre chiuse. A volte ci sono state anche quattro persone. Ho notato che a due metri circa di altezza c’è una falsa finestra ( non sassi, ma mattoni credo ) dove sarebbe possibile creare un’apertura e creare la ventilazione forzata. Sarebbe di conforto per me avere il parere di un esperto. Ringrazio per l’attenzione e porgo i miei più cordiali saluti. Grazie mille per questo utilissimo sito. Mi sono consolata un pochino entrando in questo club … siamo davvero in tanti ! :)

    1. Ciao Santina, hai ragione: siamo davvero in tanti nel “club della muffa”! ;)
      Leggendo gli altri commenti ti sei già risposta da sola: pulisci con la candeggina (non serve usare altro, credi a me!), e arieggia il locale. Come hai letto nei commenti, puoi creare una finestra, fare aperture più piccole, installare ventilatori che forzano il ricambio d’aria, … hai diverse scelte.
      Purtroppo avrai capito da te che il rimedio definitivo dobbiamo ancora trovarlo.
      Facci sapere come proseguirà la tua storia! CIAO

  91. Salve a tutti, sono arrivato su questo forum pechè cercavo informazioni su come risolvere il problema dell’umidità di risalita della mi casa in campagna e ho letto tutti i post e ho capito che esistono dei dispositivi che installati potrebbero risolvere il problema.
    Ma non ho ancora letto il parere di chi li ha installati e quindi testati.
    Potreste togliermi il dubbio circa l’efficacia dell’Aquapol?
    Grazie

    1. io faccio utilizzare, ai miei clienti, per tale problema i prodotti della Weber,.
      Seguendo un iter ben preciso hanno tutti risolto in problema.

  92. Buongiorno a tutti, spero di aver risolto il mio problema: la muffa da condensa nei mesi invernali per parete freddissima di sasso e caldo all’interno con vetrocamera alle finestre. Un muratore che ha fatto esperienza personale in casa sua mi ha applicato pannelli di polistirolo di circa 5 cm di spessore alla parete, poi ha messo la rete ed applicato un leggero intonaco di rifinitura. Sono molto fiduciosa poichè la stessa cosa l’ha fatta anche nel suo appartamento in una casa di sasso (dopo diversi altri tentativi che non avevano dato i risultati sperati) e non ha più visto apparire la muffa. Prima di iniziare i lavori ha spruzzato un prodotto per eliminare le spore. Non posso dirvi di più perchè al momento l’appartamento non è abitato. Il tutto mi è costato 500 euro. Auguro a tutti di trovare la soluzione migliore per il proprio caso “muffa” e faccio a tutti gli auguri di Felici Feste. Santina

    1. Il prodotto usato ha un odore terribile e fa venire mal di testa pertanto è necessario arieggiare ed allontanarsi. E’ Via Muffa della Teknica.
      E’ stato spruzzato sul muro già ripulito, infatti io stessa per sciogliere il nero avevo spruzzato ripetutamente l’antimuffa a base di cloro della Saratoga.
      Cordiali saluti. Santina

  93. Salve, innanzitutto complimenti per la varietà di argomenti sul problema della muffa …anche se credo di non aver trovato la soluzione che cercavo. Vivo in questa casa dal mese di luglio e quindi questo è il primo inverno che trascorro qui. Prima di venire a viverci, lo scorso aprile ho fatto imbiancare tutto l’appartamento da un imbianchino utilizzando degli smalti all’acqua, in alcune stanze di colore lilla chiaro, in altre bianco. Costo dell’operazione 5500 euro. Da circa un mese ho scoperto la presenza di muffa sulle pareti esposte a nord, in corrispondenza degli angoli; poiché la pittura è lavabile, ho ripulito spesso quelle zone con un straccio umido, ma dopo 3/4 giorni il problema si è ripresentato. Premetto che prima di leggere questo blog ero convinto che non fosse muffa, ma pensavo a depositi di polvere che si attaccavano alle pareti grazie alla condensa che vi si formava. A volte capita addirittura che intere pareti esposte a nord si bagnino, anche se una volta asciugate non lasciano segni di muffa; questi, come dicevo, si formano solo negli angoli laterali e alti delle pareti. Chiaramente la prima cosa che faccio è quella di fare aereare l’appartamento, ma col freddo non è sempre possibile. Ora vorrei trovare una soluzione, ma vorrei evitare di spendere un patrimonio. Forse in futuro prenderò in considerazione delle contropareti, ma per ora vorrei semplicemente agire direttamente sulle macchie evitando di compromettere la pittura delle pareti, poichè ancora in ottimo stato. Ebbene, agendo con della candeggina rischierei di rovinare la pittura? Quella colorata di lilla rischia di sbiadirsi? La pulizia con la candeggina necessita di una ri-pitturazione? Insomma, vorrei intervenire ma vorrei evitare di dover imbiancare di nuovo la casa, è possibile?
    Grazie mille per l’ attenzione.

    1. Ciao Antonio!
      Se i muri ti si bagnano all’interno allora secondo me quella è condensa che s forma a causa del fatto che il muro non isola un piffero!
      Purtroppo l’unica soluzione per evitare quello – e che io ho provato direttamente sulla pelle …cioè… sui muri di casa mia – è fare un cappotto esterno; personalmente ritengo vada bene anche farlo solo su una parete, se lo scopo è isolare termicamente il singolo muro e non l’intera casa.

  94. Ciao Doz e grazie per la risposta.
    Di sicuro il problema della condensa va affrontato, ma non sono sicuro che si tratti di un cattivo isolamento. Ti spiego: le pareti si bagnano, e sopratutto negli angoli, quando all’interno dell’appartamento fa più caldo, e sopratutto quando c’è stata dell’acqua a bollire sul fuoco in cucina; quindi è come se le pareti non traspirassero.
    Comunque, a parte l’isolamento, oggi quello che mi interessa è la pulizia della muffa; vorrei sapere cosa posso usare per rimuovere le macchioline di muffa dalle pareti senza intaccare lo strato di pittura che è perfettemente integro: candeggina, prodotti specifici, ecc.?

    1. Ripeto: se le pareti si bagnano è perché il vapore acqueo condensa sull’area del muro che è più fredda, e se il muro è più freddo sarà perché è isolato poco o male.
      Comunque, isolamento a parte, come dice anche arch.Pino (e molti altri nei commenti), usa la candeggina che pulisce benissimo.

  95. Caro antonio, o hai una villa di 50 stanze o hai chiamato Picasso per imbinacare a quei costi, cmq a parte la battuta ho capito provando e riprovando varie soluzioni che il problema della condensa è irrisolvibile.
    Lo puoi contenere ed fffontare anno per anno in quanto credo, a meno di smentite ceerte, che il problema non si risolva mai defitivamente.
    La mia pittura con la condeggina non si è tolta, quindi prova a pulire e disinfettare, eventualmente sbinca ci ripassi un po di pittura sopra.

    Prova con dei sali da mettere in delle scatolette che attraggono l’umidità (vapor acqueo) li trovi in ogni centro brico, adesso non ricorco il nome.

      1. Ciao Pino e grazie per l’interessamento.
        Per una soluzione definitiva ci ripenserò in futuro, in questo momento non è proprio il caso di mettermi degli operai in casa. Quanto al costo dell’imbianchino credo che sia onesto, la casa è abbastanza grande e oltre l’interno ha dipinto anche l’esterno, alcune inferriate e il garage; poi il lavoro è stato svolto egregiamente, curando tutto nei minimi particolari, ecco perché ci tengo a non rovinare la pittura.
        Il problema che ho posto riguarda soprattutto l’utilizzo della candeggina o prodotti simili, ho paura che applicandola sulle pareti di colore lilla chiaro, la pittura possa sbiancare e poi sarà difficile ottenere di nuovo la stessa tonalità.
        In verità proprio ieri ho provato la candeggina su alcune macchie di muffa su due pareti bianche e il risultato è stato soddisfacente, o meglio le macchie sono andate via e non vi sono danni visibili alla pittura; tuttavia ho il timore di applicarla sulla vernice lilla.
        Riguardo all’umidità avevo già valutato la possibilità di ricorrere a quei contenitori con il sale assorbi-umidità e credo che a breve ne acquisterò qualcuno sperando di ottenere risultati positivi.

  96. Ciao e grazie di questa splendida carrellata di discussioni da Master in Muffa.
    Anche io faccio parte del club con un bel po’ di muffa abbondante che aggredisce bene le pareti della casa (tutte quelle rivolte all’esterno con ovvia predilezione per quelle a Nord).
    Sono in questa casa da poco e nella ristrutturazione ho cambiato gli infissi, belli e isolanti che però sono i principali indiziati dell’agggressione delle muffe.
    Ho due figlie piccole e sono quindi particolarmente interessato agli aspetti negativi della muffa sulla salute.
    Condivido con voi i passaggi che sto seguendo (anche ispirato da questo forum):
    1. PULIZIA DELLA MUFFA ESISTENTE
    sto pulendo spesso le muffa che si forma, prima con un prodotto naturale, poi con alcol al 90%. I risultati non sono soddisfacenti: la muffa va via ma ritorna veramente dopo poco.
    Però diffido molto dall’ammoniaca perchè molto tossica e non soltanto al momento dell’utilizzo. Pare che i cristalli di ammoniaca che hanno sconfitto la muffa si rendano volatili (e dunque respirabili) per lungo tempo nonostante la buona areazione che può seguire l’applicazione.. Quindi non ho ancora trovato una soluzione radicale che mi convinca. Ho letto qui dei sali di boro, ma non ho grosse informazioni ulteriori. Forse però vale la pena di approfondire gli effetti nocivi dell’ammoniaca dao che sicuramente è la soluzione migliore come effetto debellante,
    2.VALUTAZIONE DELLE CAUSE DELLA MUFFA
    Per fare questo ho trovato molto ultie l’acquisto di un igrometro (misuratore di umidità) meglio se con la valutazione del punto di brina, ovvero della temperatura dei muri alla quale l’aria crea condenza. Indipendentemente dal punto Brina pare che la percentuale di umidità relativa (quella in casa) non debba salire oltre il 55% . Ed è molto ultile vedere come aumenti quando cucini o usi l’asciugatrice e come scenda quando arei un po’ i locali e/o alzi la temperatura interna. Insomma ti da’ la possibilità di tenere a bada l’umidità che hai in casa
    3. PROTEZIONE DEI MURI
    Su questo sto ancora ragionando, e sto prendendo in considerazione alcune delle soluzioni sopra citate, come il sughero oo quel tipo di cartongesso traspirante.
    O anche in alcuni punti quella vernice che crea una qualche barriera. Mi chiedo però, dato che la muffa si crea quando l’umidità penetra nel muro, non si possa avere qualche giovamento con il solo uso di pittura lavabile o anche pittura a incausto. Entrambe le soluzioni creano uno strato lavabile e quindi probabilmente meno attaccabile dallla muffa. Idee in merito?
    Grazie a Doz e a tutti i partecipanti al Master in Muffa
    f.

  97. ciao a tutti, io da 7 anni lotto con la muffa e la mia esperienza mi ha portato alle seguenti conclusioni:
    x eliminare la muffa già presente vanno bene i prodotti specifici non a base di cloro, io ultimamente uso b1 di arreghini,costa circa 11 euro al litro e mi sembra che il tempo che passa senza ke la muffa si riformi sia superiore alla candeggina anche se l’effetto ottico è inferiore e perciò quasi ogni anno devo imbiancare i punti incriminati.
    se si vuole usare la candeggina usare quella normale e non prodotti che sono diversi solo nel prezzo.
    ridurre le fonti interne di umiditàx quanto possibile, io x esempio mi sono procurato una centrifuga (monica olimpic ) che mi estrae circa1,3litri di acqua da ogni lavatrice che faccio.
    arieggiare tutti i giorni anche in inverno
    dietro ad un armadio su una parete anord ho fatto una controparete in polistirolo con risultati discreti

    quest’anno volevo provare a imbiancare lacamera dei bimbi con calorfix + athrya termica,qualcuno li ha provati’

  98. ciao a tutti!
    purtroppo anche io faccio parte del numero club della muffa. abito da 4 anni in un appartamento di circa 70 mq, al 1° piano di una palazzina composta da soli 4 appartamenti, quindi ho diverse mure esterne (nel senso non confinanti con altri appartamenti) e sono le mura delle 2 camere da letto e del ripostiglio. Dopo la prima comparsa, ho pulito i muri con spugne imbevute di candeggina normale, ma nel giro di qualche giorno il problema si ripresentava come prima. L’anno successivo ho chiamato un imbianchino per tinteggiare con un antimuffa specifico (ha un sato prima captox di caparol, poi ha imbiancato con una pittura della stessa marca) senza fare alcun intervento preventivo sul muro, ma appena iniziata la stagione fredda, la muffa è tornata come prima. Dallo scorso inverno sto usando l’antimuffa Muffastop di Dixi ( a base di ipoclorito di sodio), gentilmente donatami da un imbianchino impietosito dalla mia situazione: si spruzza sul muro e dopo 10-15 si pulisce con un panno. Devo dire che con questo trattamento la muffa si presenza molto meno frequentemente. Come dicevo abito al 1° piano e sopra di me ho solo il sottotetto e la muffa compare sulla parte alta delle mura che danno sull’esterno, negli spigoli verticali di tali mura, sul perimetro delle finestre, sulla parte bassa (cioè proprio sopra il battiscopa) e dietro tutto ciò che viene appaggiato al muro, anche un foglio di carta. Sono esasperata perchè non trovo una soluzione (ma a quanto ho capito non esiste), ma soprattutto non risco ad identificare la causa! accetto da chiunque qualsiasi tipo di suggerimento. buona giornata

  99. Ciao a tutti,
    in questi giorni (disperato dalla muffa), mi sono procurato ipoclorito di sodio al 15%, in verità ho preso un fusto da 25 lt, lo sò non è il metodo più SALUTARE (infatti indossavo maschera facciale con filtri adeguati e guanti), ma in un minuto è sparito il tutto e igienizzato. Lascia un pò odore di piscina ma molto molto meno della candeggina, ho spalancato le finestre per 1 ora e l’odore è sparito. Inoltre ho provato con acqua ossigenata a 130 volumi ( volendo c’è + forte) non è quella classica che si tiene in casa. Uso ipoclorito di sodio diluito al 9% con acqua per sterilizzare anche i pavimenti di casa (oltre ad usi topici per la pelle)sembra strano ma è così.
    Comunque la regola base è sempre di ventilare i locali, infatti in bagno ho fisso il deumidificatore con la porta chiusa, ho notato che la temperatura è costante ai 23°, quindi i muri verso la parte fredda e non isolati sono riscaldati maggiormente del punto di rugiada.
    Anch’io mi stavo informando per la ventilazione meccanica, ho trovato dei monoblocco per ogni stanza ( vediamo il preventivo )

  100. ciao a tutti.
    Vorrei eliminare completamente il problema umidità di risalita. Sono in contatto con un tecnico della BIODRY. Ma sono modestamente impaurito di prendere una grossa SOLA. Possibile che nessuno se la sente di dire apertamente se è una truffa oppure no? C’è qualcuno che anche se anonimo possa dirci che lo ha provato ed è efficace oppure no?

    1. Caro leo, piacerebbe tanto a me sapere se questi deumidificatori funzionano davvero! Purtroppo, anche se so che relativmente vicino a casa mia ne sono stati installati, nono ho mai trovato il tempo di andare a chiedere.

  101. ciao a tutti
    ho acquistato un pian terreno Haltezza 2.15 cm zona mare semi interrato di 20cm “max 30cm” rispetto al livello esterno della strada, all ‘ interno naturalmente c’è dell’ umidità.
    attualmente lo sto ristrutturando e ho messo degli iglu’ da 4 cm “vespaio” soppra il vecchio pavimento e ho rifatto il massetto , inoltre ad un angolo è stato posizionato una pompa in caso ci fossero risalita di acqua durante l’ alta marea.
    Sopra il massetto è stato messo del cemento smotico.
    Il problema resta sulle pareti, il muratore mi dice di fare una contro parete di carton gesso con dei buchi di areazione all’ interno x risolvere il problema.
    io personalmente ho dei dubbi sul carton gesso se questo funziona, ma soprattutto che non si senta puzza di muffa.

  102. Buongiorno a tutti, gli articoli che ho letto confermano che l’argomento acqua ed umidità nelle murature è molto complesso, e nella maggior parte dei casi poco compreso. La risalita in realtà non è così frequente come si è portati a credere, ed il fenomeno della condensa ha una sua logica non intuitiva e di difficile interpretazione. Per quanto riguarda l’utilizzo di apparati autoalimentati per l’eliminazione dell’umidità di risalita capillare, come Aquapol, Biodry, Murtronic, Cobra, Waterdry ed altri, se questi sono correttamente installati, funzionano eccome. E’ vero però che in molti casi vengono proposti dove si potrebbe risolvere diversamente il problema, spendendo uno zero in meno. Il primo passo per chi ha l’umidità in casa e vuole eliminarla, è quello di farsi fare una diagnosi accurata sullo stato di fatto, ma non da chi gli venderà l’apparato.
    Sarebbe come sedersi al ristorante e chiedere al cameriere: ho fame?
    Sto scrivendo un libro sugli effetti dell’umidità nelle costruzioni, dove analizzo tutti i sistermi correttivi esistenti in commercio, compresi Aquapol ed altri, sui quali descriverò in dettaglio il loro funzionamento fisico, che come immaginate è ben diverso da quanto dichiarato dai vari distributori. Invito chiunque avesse un caso molto complesso da risolvere o ritenuto impossibile, a farmi avere qualche documentazione a riguardo, per un’eventuale citazione nel testo che sto elaborando.
    Saluti

  103. ….comunque mi sono reso conto di quanto sia importante una controparete con intercapedine…
    Sto facendo dei lavori in una casa e ho scoperto come mai questa casa non ha mai avuto muffa sui muri; solo ora che abbiamo iniziato a demolire abbiamo notato la controparete di 10 cm distante, dalla parete portante, di altri 5 cm.
    AMEN

  104. ti conviene fartelo da solo con il sughero va bene anche io ho fatto a casa mia questo lavoro.anche perche mi hanno chiesto 2500 euro,io ho risolto con 200eur

  105. @ Jordy
    @ tutti
    volevo capire se possono colorare direttamente i pannelli di sugero, ovviamente con una pittura traspiranti?

    la mia idea è di rivestire con pannelli di sughero 5 mm di spessore, l’intonaco sopra le mattonele per evitare o diminuire la formazione di muffe nel bagno,

    la tipologia della costruzione casa affiancata con muratura portante con conci di tufo, non mi permette di isolare adeguatamente le pareti esternamente (dovrei realizzare un ponteggio sopra la copertura del vicino di casa !!!) Mentre internamente non ho molto spazio sopratutto nel bagno e vorrei evitare di demolire il bagno….. cos’altro fare ??

    Per i tetti abbiamo risolto ottimamente circa 15 anni fa realizzando un controsoffitto ventilato con la perlina di legno, cosi come in una stanza ove abbiamo potito realizzare una controparete in cartongesso

    1. ciao michele79,
      io credo che sopra al sughero si possa intonacare ecc.; basta avere l’accortezza di usare materiali apposta, tipo rete di plastica per migliorare l’aggrappaggio ecc.

  106. buongiorno a tutti,

    questo il mio problema:
    appartamento al 2° piano con parete a nord occupata dalle camere. Su entrambe le pareti ho montato un armadio per l’intera larghezza della parete, con fascette lungo tutto il perimetro, così da renderlo un “armadio a muro” totalmente integrato.
    Ho scoperto condensa dentro l’armadio questo inverno e immagino che dietro ci sia muffa.

    Preso atto di quanto ho letto, posso procedere con le soluzioni indicate, tipo pulizia e controparete isolante ma mi chiedo se non sia la mancanza di aerazione, dovuta al fatto delle fascette perimetrali sull’armadio, la vera causa.

    Se fosse così (ma chiedo opinioni a riguardo) presumo che dovrei anche pensare a garantire tale aerazione, magari forando le fascette laterali ed in sommità con dei fori o griglie.

    Cosa ne pensate?

    1. Sicuramente l’areazione è una delle grosse cause della muffa, perchè la sua assenza non permette alle superfici di asciugare.
      Comunque, io, nel tuo caso opterei per riempire l’intercapedine vuota tra il muro e l’armadio con un prodotto isolante, tipo schiuma espansa o “brandelli” di materiale da iniettarci dentro.

  107. @ ste
    La ventilazione dell’intercapedine non è importante. E’ invece importante l’isolamento, poichè se l’interno del tuo armadio si trova ad avere una temperatura superficiale abbastanza alta, la formazione di condensa è IMPOSSIBILE. La benefica pratica di staccare l’armadio di qualche centimetro rispetto al muro, realizza di fatto un maggiore spessore isolante del sistema isolante muro-intercapedine-armadio. Infatti se l’aria all’interno dell’intercapedine è ferma anzichè in movimento, gli inconvenienti si riducono anzichè aumentare. Ti suggerisco di foderare le pareti con idoneo materiale isolante di adeguato spessore, e di lasciar perdere la ventilazione.
    E’ invece necessaria la ventilazione degli ambienti, intesa come “sostituzione” dell’aria interna con dell’altra aria fresca proveniente dall’esterno. L’argomento è però estremamente complesso ed articolato. Un ottimo materiale fai-da-te per il tuo caso personale è il DEPRON.
    Saluti

  108. Ciao a tutti, mi consola leggere che la muffa ha “contagiato” tutti noi… Volevo chiedervi un consiglio: ho un seminterrato fronte mare che al momento Dell acquisto era pieno di infiltrazioni, con serramenti di legno che la mattina erano bagnati fradici. Ristrutturato il tutto (senza cappotti o isolamenti particolari) e messo serramenti in alluminio con taglio termico (che non si bagnano piú) e magicamente dopo pochi mesi é comparsa lei…la muffa! Umidità da condensa se ne forma parecchia…pensavo di trattare la muffa (per ora é solo superficiale) con amuchina , mettere un deumidificatore , praticare 2 fori da 10 cm uno alto e uno basso per favorire il ricambio di aria con l esterno.
    Secondo voi, considerando che non ci vivo e che ci vado occasionalmente i week-end ( e quindi non posso aprire le finestre tutti i giorni)lasciare una finestra aperta di qualche centimetro e chiudere le persiane potrebbe essere un buon metodo per cambiare aria o potrebbe far aumentare ancora di piú l umidità che arriva dall esterno?
    Grazie a tutti e complimenti

    1. Ciao Dede,
      secondo me l’idea di praticare i fori di areazione nei muri per favorire il ricambio d’aria è ottima!
      Per quanta umidità possa entrare, sarà sempre meglio l’aria che circola invece dell’aria umida che ristagna.

  109. muffaaaaa che problema
    casa nuova e muffa sulle pareti a nord ho chiamato tecnico ha detto che si tratta solo di condensa e che le pareti sono state imbiancate male.
    mi è stato consigliato di lavare il muro con no muffa data con pennello iò giorno do po passare impa savatherti e il terzo giorno pittura igena della mayer qualcuno ha provato questi prodotti ????? ne conoscete di migliori????

  110. Salve a tutti!
    da 4 anni vivo in un appartamento nuovo al 3°p in una palazzina da 4 piani e sono tre anni che combatto con la muffa!(gli altri appartamenti nn hanno nessun problema) le ho provate tutte, candeggina, pitture o disinfestanti x pareti, le varie soluzioni dei “Guru” fino ad optare per i pannelli cartongesso/polistirolo assicurato dalla ditta che era l’unico rimedio ma dopo pochi mesi..TA-DAA la muffa non c’è piu sulle pareti ma sfoga tutta quanta sui soffitti!secondo me é a questo punto un problema di coimbentazione fatta male..la soluzione potrebbe essere quella dei fori su parete per “asciugare”?ma andrebbero fatti sull’esterno dell’edificio o nel muro interno fino all’intercapedine?Scusate la lungaggine ma sono tre anni di pitture armadi e soldi buttati
    P.S l’app è esposto a nord

    1. Ciao Marcello, anche a me è successa la stessa cosa: avevo la muffa sulle pareti, ho fatto il cappotto isolante, e poi la muffa è comparsa sul soffitto!
      Questo succede semplicemente perchè si sposta il ponte termico, cioè la zona più fredda diventa quella non isolata – nel nostro caso prima erano le pareti, ora il soffitto – è la condensa si sposta là.
      Sicuramente praticando areando meglio il locale la condensa sparirà, e di conseguenza anche la muffa; altrimenti, se la stanza è abbastanza alta, potresti fare un controsoffitto.
      Facci sapere! :)

      1. ok grazie
        sto valutando anche la possibilita di montare condizionatori per deumidificare, magari con l’arrivo del caldo prendo due piccioni con una fava :-)
        cmq gazie ancora

  111. Nell’analisi dei diversi problemi, non esiste una soluzione che vada bene sempre e per tutti. Occorre innanzi tutto effettuare una corretta diagnosi sui parametri termoigrometrici dell’aria interna che andranno poi confrontati con quelli dell’aria esterna. Dovranno essere rilevati i valori delle temperature superficiali di pareti e soffitti, e dall’integrazione dei parametri indicati si otterranno delle informazioni tali da consentire le diverse ipotesi. E’ un lavoro molto accurato dove occorre avere notevole esperienza e competenza. I vari “esperti” sono spesso improvvisati e non adatti al ruolo.

  112. Per cominciare diciamo che la muffa è qualcosa che di più bastardo non ce n’è!! Difficilissimo da debellare, ecco perchè considero le soluzioni per mezzo di candeggina o addirittura col fuoco (???) assolutamente fuorvianti! “Il mi babbo” mi diceva sempre che per eliminare un problema bisogna andare alla radice di esso, allora quel problema non si presenterà mai più… Premetto che non esiste una soluzione che va bene per tutti i casi, ci vogliono alcune considerazioni tecniche da parte di un esperto, e qui si incontra il primo problema: trovare un vero esperto! Di gente che si ritiene tale ce n’è da vendere ma di veri esperti (e purtroppo io lo so perchè lo vedo nel mio lavoro) ce ne sono pochi. Sicuramente individuare se la muffa si forma nei punti di trasmittanza termica maggiore piuttosto che per una cattiva opera di installazione o di mantenimento dei serramenti esterni è il primo passo: poi bisogna considerare il livello di produzione di umidità all’interno dell’immobile da parte degli inquilini. Nel caso in cui l’umidità si formi per l’eccessiva trasmittanza termica in alcuni punti della struttura (motivo per cui potreste rivalervi sul costruttore edile per difetti di costruzione) la muffa si forma perchè l’aria calda nei pressi di una parete eccessivamente disperdente e quindi fredda abbassandosi repentinamente di temperatura crea un micro-effetto tipo “rugiada” che accumula umidità nel muro, a lungo andare questo prolifera la formazione della muffa: qui non ci sono santi, bisogna correggere i difetti di costruzione ed intervenire asportando la parte di muro contaminata dalla muffa e andando a coibentare meglio la struttura (il come dipende di volta in volta dai casi, dal tipo di muro dalla posizione dal punto in cui si forma la muffa ecc.). Nel caso in cui la muffa si forma nei pressi degli infissi esterni tipo finestre o porte bisogna correggere i difetti di installazione di questi ultimi, o cambiare infissi magari a basso emissivo e raccomandarsi di farli installare a regola d’arte! Da qui ci si allaccia alla terza questione e cioè la produzione di umidità all’interno dei locali. Un nucleo familiare di 4 utenti si stima produca dai 14 ai 18 litri d’acqua al giorno derivanti dalle attività di movimento, sudorazione, cucina, bagni, doccie, bisogni fisiologici ecc… Acqua che sotto forma di umidità presente nell’aria è pronta a intaccare la struttura se non evaquata a dovere. Sicuramente starete pensando che aprire le finestre ogni tanto possa aiutare, ma visto che per avere una la necessaria ventilazione si è calcolato che bisognerebbe aprire le finestre per 5 minuti ogni 1-2 ore e che lasciare le finestre aperte o socchiuse sempre sia assurdo soprattutto nel periodo invernale credo che questa soluzione sia da scartare subito. Inoltre la situazione si complica nel caso in cui i serramenti siano installati come si deve e quindi che non facciano spifferi e che rendano la casa più ermetica possibile: non sto dicendo che non vanno installati a regola d’arte, ma sto semplicemente focalizzando il vero problema…e cioè che la casa va ventilata! Ossia l’aria viziata e carica di umidità che c’è al suo interno va espulsa e sostituita con aria nuova, filtrata, ossigenata e meno umida. Questo è possibile con un impianto di ventilazione (con recupero di calore per il periodo invernale). A questo punto non vi serviranno fantomatici intonaci antimuffa, idrorepellenti e cavolate varie che risolverebbero il problema solo temporaneamente. La ciliegina sulla torta è che questo tipo di impianti vi fa risparmiare un sacco di soldi di riscaldamento invernale e aumenta il valore del vostro immobile aumentandine anche la classe energetica! Eccellente prodotto è l’impianto PLUGGIT che in due versioni, cioè per case nuove e case già finite, soddisfa qualsiasi tipo di esigenza; ed è l’unico che garantisce una ventilazione bilanciata in tutta la casa. Gli altri prodotti non si preoccupano di dimensionarvi l’impianto con un calcolo approfondito e una planimetria dell’immobile, PLUGGIT si. Questo vi eviterà un impianto malfunzionante e rumoroso! In questo link, nella sezione “download” potete scaricarvi un video che vi spiegnerà nel dettaglio: http://int.pluggit.com/it/azienda/download/informazioni-principali/su-sistemi-di-ventilazione-per-edifici-nuovi-ed-edifici-gia-esistenti.html

    1. Bellissimo il tuo coment, Stefano! :)
      …ma sai anche dirci quanto costa un attrezzo del genere? E quanto l’installazione su una casa esistente?

      1. Ci sono 3 soluzioni diverse; BE-FRESH per case nuove e quindi da installare sottotraccia, RE-FRESH per case già esistenti e quindi canalizzabile (pensate alle canaline dei climatizzatori), e poi c’è quello MISTO che è una sorta di via di mezzo. Sicuramente il più economico è il RE-FRESH che anche se non ha le stesse qualità del BE-FRESH se progettato bene riesce a rendere molto bene ad un costo di circa 3000 euro di materiale. Il costo del BE-FRESH potrei dire 6000 euro di materiale ma “PRENDETE CON LE PINZE” questi prezzi perchè dipendono tanto dal tipo di abitazione e dalla sua geometria nonchè da tutti gli accessori che si vogliono includere (come filtri per polveri sottili, umidificatore, griglie di vario tipo, bypass, regolatori ecc…). Il misto è una via di mezzo molto interessante come rapporto qualità/prezzo. Per l’installazione se vi dicono che ci vuole più di 2 giorni di montaggio in 2 persone cambiate installatore! =) L’installazione è semplice, sono tutti giunti conici ad incastro. ATTENZIONE che errore comune nella valutazione dei costi è quello di tralasciare i VANTAGGI ECONOMICI: RIDUZIONE DEI CONSUMI E QUINDI DELLE BOLLETTE (vi ricordo recupero del calore del 90%), ELIMINAZIONE DEI PROBLEMI DI MUFFA E QUINDI RISPARMIO DI SOLDI IN SOLUZIONI POCO VALIDE, AUMENTO DEL VALORE DELL’IMMOBILE E AUMENTO DELLA CLASSE ENERGETICA! Più di così non so… =)

        1. Dimenticavo una cosa importantissima, dal 26 giugno 2012 fino a settembre 2013 c’è la detrazione fiscale del 50% per tutti i lavori di RISTRUTTURAZIONE anche detti MANUTENZIONE STRAORDINARIA!!!! Cinquantapercento vuol dire che lo stato vi restituisce la metà di quello che spendete: lo fa in 10 anni detraendo le spese dall’irpef del vostro reddito. Adesso che nessuno mi venga a dire che l’impianto di ventilazione costa troppo!!!! ;-)

  113. CHIEDO CONSIGLI URGENTE
    ciao a tutti
    ho acquistato un pian terreno altezza h= 2.15 cm zona mare semi interrato di 20cm “max 30cm” rispetto al livello esterno della strada, all ‘ interno naturalmente c’è dell’ umidità.
    Nel fare la ristrutturazione ho messo degli iglu’ da 4 cm “vespaio” soppra il vecchio pavimento e ho rifatto il massetto
    Sopra il massetto è stato messo del cemento smotico.( il vespaio è stato messo per metà casa , il restante è stato livellato e messo il cemento smotico)
    Sulle parete ho messo del carton gesso antiumidità e imbiancato con vernice antimiotico.
    Sono andato nel Wee-end ed ecco il PROBLEMA il pavimento si bagna sembra che sia stato lavato e non si asciuga mai e si sente che nell’aria c’è una “forte” umidità. Mi dite gentilmente a questo punto cosa posso e cosa devo fare ?

  114. Riscaldamento domestico e muffe

    Con l’arrivo dell’inverno inizia anche la stagione delle muffe in casa. Le colonie di micofiti compaiono in molti alloggi quando la temperatura esterna comincia a scendere e in casa viene acceso il riscaldamento.

    La muffa si forma sul lato interno delle pareti perimetrali degli edifici, proliferando dietro armadi, credenze e carte da parati, dove lascia sgradevoli macchie nere. Oltre a provocare il degrado delle superfici murarie, ha effetti negativi anche sul clima interno delle abitazioni e quindi sulla salute di chi vi abita.

    Come combattere la muffa?
    Anzitutto è necessario eliminare le tracce di muffa esistenti. Allo scopo si possono impiegare vecchi rimedi come l’alcol denaturato ad alta gradazione (etanolo min. al 70% o nel caso di pareti umide, all’ 80%). In commercio sono disponibili anche vari prodotti fungicidi, sarebbero opportuno evitare quelli contenenti ipoclorito di sodio (ossia la comune candeggina, a base di cloro attivo) perchè dannosi per la salute umana e per l’ambiente. Nell annuario 2008 del giornale tedesco Ökotest sono riportati i risultati dei test compiuti su 21 prodotti antimuffa diversi.
    Il passo successivo consiste nell’individuare e eliminare le cause dell’inconveniente.

    Eliminare le cause
    La formazione di colonie fungine può essere dovuta a diversi fattori: insufficiente isolamento termico delle pareti, presenza di ponti termici, errate abitudini di riscaldamento e di ventilazione della casa.

    Un igrometro collocato nelle stanze infestate dalla muffa (meglio se in prossimità delle aree più colpite) permette di monitorare il grado di umidità e osservarne l’eventuale relazione con lo sviluppo di colonie fungine. Si consiglia inoltre di ventilare opportunamente i locali, individuando per tentativi la durata e il tipo di ventilazione (aerazione d’urto, correnti d’aria) che influiscono sul grado di umidità. In questo modo si capirà anche se il problema muffe dipende dal ricambio d’aria, e quindi se può essere risolto semplicemente modificando tempi e modi di ventilazione della casa.

    Oltre alle muffe, un insufficiente ricambio d’aria può causare anche un’eccessiva concentrazione di anidride carbonica (CO2).

    Molti commettono l’errore di non riscaldare mai alcune stanze o di riscaldarle in maniera indiretta sfruttando il calore presente nel resto dell’abitazione.
    Tuttavia è bene sapere che l’umidità relativa varia in funzione della temperatura. E poiché l’aria fredda trattiene meno umidità, la quota residua tende a condensarsi e depositarsi sulle pareti fredde delle stanze non riscaldate, creando un terreno di coltura ideale per le muffe.

    Installando un sistema di ventilazione centralizzato o decentrale oppure un dispositivo di apertura-chiusura automatica delle finestre a ribalta, si garantisce un corretto ricambio d’aria nelle stanze. In questo modo si previene sia la formazione di muffe sia un’eccessiva concentrazione di CO2.

    Isolamento termico insufficiente / Ponti termici
    Se le muffe non scompaiono malgrado la corretta ventilazione degli ambienti, allora le cause dell’inconveniente vanno ricercate altrove.

    A volte l’origine del problema è visibile a occhio nudo, come accade per elementi in calcestruzzo quali i pilastri non coibentati o i balconi che giungono senza interruzione all’esterno dell’edificio. Questi, infatti, sono tipici esempi di ponti termici, che alimentano la formazione di muffe.
    Se invece la causa non è così evidente, si possono analizzare i punti critici dell’edificio con l’ausilio appositi strumenti di misurazione dell’umidità oppure della termografia (immagini a infrarossi) eventualmente abbinata a un blower-door-test (controllo dell’impermeabilità all’aria dell’edificio). Questo sitema permette di localizzare gli elementi strutturali che presentano maggiori dispersioni di energia.

    fonte http://www.centroconsumatori.it/40v26395d26191.html

  115. IO PERSONALMENTE MI SONO TROVATO BENISSIMO CON UN PRODOTTO, MUFFA K.O., LO PRODUCE UNA DITTA IN BRIANZA. IO AVEVO DUE PARETI MOLTO COLPITE DALLA MUFFA E MI E’ STATO CONSIGLIATO QUESTO PRODOTTO, MOLTO FACILE DA APPLICARE PERCHE’ VA DIRERETTAMENTE A PENNELLO SULLA PARTE COLPITA DALLA MUFFA SENZA DOVER TOGLIERE VIA NULLA. IO HO DATO ANCHE UNA MANO DEL LORO PRODOTTO ANTIUMIDITA’ E HO RISOLTO IL PROBLEMA ALLA BASE AVENDO IL MURO MOLTO UMIDO. COMUNQUE SE DOVESSI CONSIGLIARE DIREI QUESTO PRODOTTO : MUFFA K.O.LA DITTA è “TECNOSTUK” . IL FORMATO DA 3LT. è COMODISSSIMO

  116. Ho letto con interesse i vostri consigli e a riguardo ho una domanda da porvi. Mi ritrovo a dover imbiancare una casa dove per decenni e’ stata tenuta una carta da parati. Ora… Dopo aver rimosso la carta e tutti i residui di colla carteggiando a dovere le pareti , mi è stato consigliato … Per igenizzare … Di lavare i muri con acqua calda e candeggina di buona qualità diluita… Far asciugare e procedere prima con una mano di fissativo e poi con il colore… Ma ecco che dopo aver lavato le pareti mi sento dire che questo trattamento farà ingiallire a macchie la pittura dopo averla stesa.. Help!!!!! Sono entrata nel panico … Dopo tanta fatica un risultato del genere non ci vuole proprio…che ne pensate?????????
    Grazie

    1. Ciao Momo78,
      io la candeggina la uso ormai – purtroppo – da anni per togliere la muffa e “sbiancare” le pareti, e non ho mai notato macchie gialle sui muri, soprattutto se dopo ci ho passato sopra la vernice bianca! Vai tranquillo :)

      1. Grazie!! Mi rincuora questo .. Cmq casa imbiancata … Vi aggiornerò , nel caso … Anche se spero vivamente non sia necessario….

  117. Salve a tutti, anch’io sono afflitto dall’umidità di risalita. Sto valutando la soluzione che offre aquapol. Qualcuno di voi che l’ha provato sa dirmi se funziona realmente? Ci sono dei contro?
    Inoltre tra questo sistema e quello con elettrosmosi ad “anello”, quale funziona di più?

    1. Ciao Davide!
      Purtroppo, nonostante più di uno di noi abbia chiesto qualche parere concreto sui sistemi proposti – soprattutto quelli più “esoterici” – non si è ancora fatto avanti nessuno con in mano delle testimonianze reali. Io stesso, che mi ero promesso di visitare un paio di chiese relativamente vicine che hanno installato l’Aquapol, non ho mai trovato il modo e soprattutto il tempo di farlo. :(
      Ho travato comunque una pagina web con dei riferimenti interessanti…

      L’elettrosmosi attiva può asciugare un muro soggetto a risalita di acqua e sali dannosi. Consiste nel applicare al muro un potenziale elettrico di debole intensità mediante elettrodi metallici. Il potenziale agisce sulle molecole dell’acqua creando un flusso d’acqua verso il polo negativo nel terreno di intensità superiore a quello della risalita. Da un lato, il potenziale carica staticamente e sposta verso il negativo un “pacchetto” di molecole d’acqua, dall’altro, i sali neutralizzano per elettrolisi il potenziale statico re-innescando il ciclo.
      Al netto, vengono spostati continuamente nel terreno dei “pacchetti” di molecole d’acqua.
      Il sistema non funziona in assenza di silicio nei capillari e va in “corto” se la quantità di sali disciolti è eccessiva nel senso che l’elettrolisi impedisce l’istaurarsi del potenziale statico. Il sistema richiede energia per funzionare per cui abbisogna di mantenere sempre la corrente collegata ma il consumo annuo è molto basso.
      Il metodo ha diversi importanti vantaggi: Il suo funzionamento si può verificare con un semplice tester da elettricista, la durata dell’anodo positivo è assicurata dall’impiego di nuovi materiali quali cavetti di titanio, ecc. è efficace, non-invasivo, rapido.
      Può essere impiegato nelle più diverse circostanze e nelle condizioni più difficili quali i muri in blocchi di cemento o di laterizio e i muri a sacco laddove altre barriere sarebbero di difficoltosa, o impossibile, attuazione. Oppure anche ai muri contro terra.

      Versione particolare brevettata è la barriera detta “ad anello” che consiste soltanto in un cavetto incassato corrente per terra all’esterno all’edificio, senza bisogno di tracce nel muro. Questo, crea una “isola” di superficie asciutta. Ha il grande vantaggio di asciugare anche il pavimento.

      link: http://www.mangiasali.it/cocbarriere.htm

  118. Ciao doz, grazie della risposta. Ho letto lo stesso articolo di recente. L’unica paura è che può creare dei disturbi elettromagnetici o roba del genere. Avendo dei bambini piccoli il pensiero ce l’ho. Cosa ne pensi in merito?

    Il problema dell’umidità è grave, ho fatto tanti interventi consigliati da persone competenti che alla fine si sono rivelati una perdita di denaro e di tempo. Ora che ho la certezza del tipo di prloblema, vorrei adottare l’intervento giusto e certo.

    Grazie.

    Davide

    1. Ciao Davide,
      da quel che ho capito – ma io non sono un tecnico – se si tratta solo di tirare dei fili dove scorre l’elettricità direi che è la stessa cosa che succede nei muri di qualsiasi casa moderna!
      Comunque, se posso ripetere un mio consiglio espresso più sopra, l’importante è AREARE.

  119. Ok, ti ringrazio.

    Per il fatto di areare lo facciamo, e anche troppo. Abbiamo un deumidificatore che è acceso quasi tutto il giorno. Appena lo spengo o chiudo le finestre l’umidità si ripresenta come se niente fosse.

    Ti ringrazio.

    Se in futuro avrai delle novità in merito ad aquapol ti chiedo per favore di illuminarmi.

    Grazie di nuovo.

    Davide

  120. Stavo pensando, e se chiamo qualche sito in cui è stato montato l’apparecchio? L’elenco delle strutture si trova sul sito aquapol. In caso faccio sapere.

    1. Ciao Davide,
      si, nel sito di Aquapol trovi i riferimenti dei posti dove l’hanno montato; se hai voglia di chiamare qualcuno per chiedere come si sono trovati sarebbe bello lo facessi sapere pure qui a noi :) CIAO

  121. Ciao doz, ho appena chiamato la chiesa santa Maria in trastevere a Roma e mi hanno detto che il sistema Aquapol funziona. L’hanno montato 4 anni fa e da quel momento non hanno più problemi di umidità. Mi hanno anche “invitato” ad andare sul posto per verificare di persona. Appena riesco chiamo qualcun altro e poi faccio sapere.

    1. SUPER DAVIDE! Mai avrei pensato di stimolare certi “istinti polizieschi” nei miei lettori! ;)
      Fa davvero piacere sapere di almeno un’esperienza diretta da un cliente Aquapol, non pregiudicata da concorrenza commerciale.
      Se riesci a trovare altre “testimonianze” ci aspettiamo tutti di leggerle qua, curiosi di sapere se anche altri che hanno installato questo apparecchio sono tuttora felici di averlo fatto.
      GRAZIE!

  122. ste scrive:
    20 aprile 2012 alle 10:22

    buongiorno a tutti, il 20 aprile 2012 ho postato il seguente messaggio:

    questo il mio problema:
    appartamento al 2° piano con parete a nord occupata dalle camere. Su entrambe le pareti ho montato un armadio per l’intera larghezza della parete, con fascette lungo tutto il perimetro, così da renderlo un “armadio a muro” totalmente integrato.
    Ho scoperto condensa dentro l’armadio questo inverno e immagino che dietro ci sia muffa.

    Preso atto di quanto ho letto, posso procedere con le soluzioni indicate, tipo pulizia e controparete isolante ma mi chiedo se non sia la mancanza di aerazione, dovuta al fatto delle fascette perimetrali sull’armadio, la vera causa.

    Se fosse così (ma chiedo opinioni a riguardo) presumo che dovrei anche pensare a garantire tale aerazione, magari forando le fascette laterali ed in sommità con dei fori o griglie.

    Cosa ne pensate?

    PRESO ATTO DELLE OPINIONI DEL BLOG HO TRATTATATO LA PARETE CON UN ANTIMUFFA E POI HO DATO UNA MANO DI TINTEGGIATURA SPECIFICA PER QUESTO PROBLEMA. HO COMPLETATO IL TUTTO STACCANDO L’ARMADIO DI 5 CM E TOGLIENDO LE FASCETTE….
    ECCOMI DOPO UN ANNO AL PUNTO DI PARTENZA…….MUFFA DIETRO L’ARMADIO E UMIDITA’ DENTRO L’ARMADIO E NEGLI ABITI….

    COSA DITE E’ MEGLIO SE DOPO AVER TRATTATO LA PARETE FACCIO UNA CONTRO PARETE ISOLANTE? CON COSA? NON VORREI SPENDERE TANTI SOLDI….
    GRAZIE PER IL VOSTRO AIUTO….

    1. Ciao Ste,
      se hai muffa dentro l’armadio secondo me ti conviene buttarlo: è successo a me e ho persino dovuto buttare via molti vestiti! :(
      Il consiglio che ti do io è quello di areare il locale aprendo le finestre la mattina almeno 30 minuti, per far uscire l’umidità che si è accumulata durante la notte; poi questo vale solo se la camera non è “frequentata” molto anche durante il giorno.
      Una controparete isolante ha funzionato benissimo nel mio caso: avevo i pensili della cucina NUOVA le cui schiene si stavano marcendo a causa della parete su cui poggiavano che era troppo fredda; è bastato infilarci un tappetino isolante di 2-3mm per risolvere la cosa. Se tu hai spazio fatti fare una controparete di polistirolo espanso di 5-10mm. In teoria, se il problema è solo l’armadio, puoi anche attaccare il polistirolo solo alla schiena dell’armadio – esternamente – e quindi non dover spendere per rifare intonaco e tinta alla parete. Altrimenti fatti fare tutta la parete e vedrai che isolamento ti salta fuori in quella stanza!
      Facci sapere come intendi procedere. CIAO

      1. ciao DoZ e grazie per il consiglio….
        ho però la necessità di un ulteriore chirimento.
        utilizzerò il tuo consiglio e provvederò con una controparete interna senza cartongesso, solo con l’isolante.
        quale materiale isolante? pannelli di polistirolo sono na buona soluzione (economica) o è meglio polistirene espanso? di quale spessore?
        quale colla devo usare e come darle?

        grazie ancora
        ste

        1. Ciao Ste,
          polistirolo e polistirene espanso sono la stessa cosa.
          Maggiore è lo spessore maggiore è l’isolamento; inoltre ne esistono anche di colore grigio scuro dove il polistirolo e mescolato a grafite (mi sembra) e l’isolamento raggiunto è maggiore (vedi qua).
          Oppure ce ne sono addirittura di laminati – in legno, o altro materiale – che una volta posati ti offrono una parete quasi finita (vedi qua).
          Per la posa in opera dei pannelli isolanti non saprei precisamente… A parte la colla io penserei anche agli speciali tasselli di ancoraggio in plastica che fissano meccanicamente il pannello alla parete; comunque un pittore di solito queste cose le fa normalmente.
          Tienici informati, mi raccomando! :)

  123. I suppose the images of mold/muffa above are from my homepage. More know how to get rid of wet and molded homes – partly in more or less correct italian language – you will find there. A little notice of the original source would be appreciated.

    Konrad Fischer/Corrado Pescatore
    Architect/Architetto
    SCHIMMEL_.JPG

  124. Ecco il link ad un documento PDF che tra le altre cose confronta i diversi materiali disponibili per l’isolamento termico degli edifici:
    http://goo.gl/mE4qk0
    Descrive anche il Silicato di calcio, i cui campi di applicazione più frequenti sono il risanamento di muri umidi a causa della condensa, l’isolamento dall’interno e l’eliminazione di muffe.
    fonte: http://www.provincia.bz.it/aprov/

  125. I vantaggi nell’uso del silicato di calcio sono:

    Realizzazione di cappotti traspiranti interni con eliminazione totale, in soli 3 cm, di tutti i ponti termici consentendo un notevole risparmio energetico.

    Il risanamento di locali umidi e l’eliminazione delle muffe. Grazie alla sua struttura porosa (90% del volume) il silicato di calcio è in grado di regolare l’umidità assorbendo l’acqua in eccesso, per poi cederla quando in difetto.
    Questa caratteristica oltre ad aumentare la sensazione di confort dell’ambiente permette di ridurre la ventilazione per eliminare i picchi di umidità (bagni, cucine, ecc).

    L’elevata alcalinità del silicato di calcio, pH di 10,5 circa, non consente la crescita di muffe o di batteri.

    fonte: http://goo.gl/42iiwI

  126. Ciao ha tutti sono riuscita ad arrivare alla fine di questa interessantissima discussione. Anche io ho problemi di muffa da condensa o cattiva coibentazione o traspirazione delle pareti (esposte a sud). Casa nuova dopo qualche anno che abbiamo iniziato a viverci dentro iniziano i problemi di muffa nei muri esposti a nord, il primo anno li ho trattati con varecchina (veniva tutto via benissimo) ma l’anno dopo e quello dopo ancora si ripresentava ricoprendo parti sempre maggiori intaccando anche le altre pareti il cassone dell’avvolgibile (per niente stagno) e il soffitto (grazie alla muffa riesco a distinguere le pignatte!!!). Stanca di intossicarmi con la varecchina ho provato con aceto non diluito… (niente … devo dire che però ho sbagliato spruzzatore che aveva un getto troppo diretto, risultato muri che si spellano e con muffa solo scolorita leggermente) quest’anno ho comprato dei prodotti appositi da spruzzare contro la muffa e sono come la varecchina ma funzionando leggermente meglio fai prima e quindi stai meno a contatto con i fumi tossici!!! Inoltre lo spruzzatore è molto efficace perchè vaporizza in modo uniforme e in una ampia superficie. Poi ho sentito (forse in questa discussione) che anche l’acqua ossigenata è utile … e siccome avevo un vecchissimo contenitore di acqua ossigenata a 20 volumi (quella che si usa per scolorire i capelli) ho pensato di riempire il contenitore del prodotto per muffa ormai terminato con l’acqua ossigenata, però siccome è un prodotto molto denso usciva a fatica dallo spruzzatore allora ho deciso di diluirlo… risultato? Non lo so ancora in alcuni punti sembra completamente svanita la muffa ma probabilmente c’erano ancora residui del prodotto antimuffa, per il resto sembra scolorito leggermente ma stò aspettando che faccia un pò effetto. Qualcuno ha mai provato con questi metodi, per evitare intossicazioni con varecchina e simili?

  127. Ciao Daniela, benvenuta, e scusami se ho ‘sbloccato’ il tuo commento solo ora: non mi ero accorto fosse in coda di moderazione!
    Grazie per la tua segnalazione.
    Io avevo provato anche l’acqua oosigenata, ma onestamente la varecchina è stato l’unico agente chimico con cui riecso a togliere la muffa dai muri.
    Non vedo l’ora di provare i pannelli di silicato di calcio, che mi erano stati consigliati anche da un amico pittore edile.

  128. Qualcuno ha sentito parlare di IGRODRY che è a quanto pare una soluzione acquosa polarizzata elettricamente (boh!) che si applica a pennello con varie mani solo nelle aree in cui si manifesta l’umidità? Il sito promette mirabilie, il costo non è dei più modesti, per cui sarebbe interessante avere qualche opinione indipendente cosa che finora non sono riuscita a trovare. La composizione a mio parere rimane alquanto misterica ma si sa,chi ha il problema dell’umidità e della condensa in casa spera sempre nel miracolo.. non vorrei però aggiungere al danno la beffa, e la spesa!

    1. Ciao Gloria,
      è la prima volta che sento parlare di questo prodotto ma sul sito ufficiale di Igrodry – http://www.igrodry.com/ – è scritto: “Chiedici la confezione di test, poca spesa per testare la sua reale efficacia”.
      Ti suggerisco di provare!
      Nella scheda informativa – http://www.igrodry.com/wp-content/uploads/2013/07/IgroDrySchedaInformativaSicurezza.pdf – non c’è scritto da cosa è composto, però c’è scritto il produttore – http://tech-lomec.it/ – che sembra essere un’azienda che si occupa di tutt’altra cosa.

  129. L’altro giorno ho visto in giro la pubblicità di un altro sistema che promette bene:
    IDROREP, della Kimet.
    In soldoni, dicono che il loro sistema risolve il problema dell’umidità di risalità riducendo la capillarità dei muri, in modo che l’acqua smetta di salire nelle pareti, con i soliti effetti disastrosi.

    http://www.kimet.it/idrorep/

    1. Grazie Tina,
      assomiglia un po’ al sistema http://www.kimet.it/ che avevo visto anche io: sembra che in entrambi i casi venga iniettata una sostanza per tappare i “capillari” all’interno del muro, in modo da non lasciare spazio all’umidità di risalita.

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