Eliminare la muffa dai muri
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La muffa si crea in quegli angoli del muro dove si crea maggiormente la condensa, e cioè dove l’isolamento con l’esterno è minore, e questo accade soprattutto nei muri vecchi.
Il modo più efficace per far diminuire la crescita della muffa sui muri di casa è quindi fare in modo che la condensa non si formi, deumidificando l’ambiente oppure isolando questi muri.
Togliere l’umidità dalle stanze può essere fatto usando, piuttosto che quelle scatole di plastica che si riempiono con quei sali che attirano l’umidità, un deumidificatore elettrico o un condizionatore d’aria. Sta il fatto però che questi apparecchi dovrebbero rimanere in funzione tutto il santo giorno per assicurare l’effetto desiderato.
I muri possono essere isolati internamente (ad esempio con contro pareti in cartongesso) o esternamente (scelta consigliata) tramite coibentazione, ovvero un lavoraccio che può fare egregiamente un’impresa di pitture edili.
La coibentazione esterna di un’abitazione consiste solitamente nell’applicazione sulla superficie esterna di pannelli in materiale isolante (polistirolo) di vario spessore (suggerisco almeno 5 cm) su cui poi viene posato un leggero strato d’intonaco e la pittura idrorepellente; l’abbinata di polistirolo (alta isolamento termico) più pittura idrorepellente garantiscono un grande isolamento termico e allontanano la possibilità di infiltrazioni dall’esterno.
La pecca di questo tipo di intervento su abitazioni vecchie è che se non fatto “in toto” (pareti, solaio, interstizi vari) sicuramente rimarranno dei ponti termici dove la condensa andrà a formarsi, per cui potremmo vedere la muffa comparire in angoli dove prima non c’era!
L’isolamento dei muri per far sparire la muffa è ancora migliore se fatto dall’interno.
Mi spiego… la coibentazione esterna è ottima dal punto di vista dell’isolamento termico ma quella interna è migliore se la facciamo “solamente” per isolarci dalla muffa.
Se il proprio appartamento/abitazione lo permette – ha delle stanze abbastanza grandi – possiamo far costruire delle contro pareti con materiale adeguato (cartongesso, foratini+polistirolo, …) che dal punto di vista estetico funzioneranno sicuramente meglio della coibentazione esterna perché andranno a “separarci” dal problema direttamente dove si presenta.
Avremo a disposizione una “nuova parete” (cioè, la superficie della parete sarà nuova) dove non avrà mai attecchito prima la muffa, quindi sarà moooolto più difficile che lì ce ne cresca di nuova, cosa che invece potrebbe succedere con la coibentazione esterna, perché la parete che si affaccia all’interno è sempre la solita.
Se non si possono fare lavori di edilizia come questi, e magari vogliamo anche spendere poco, il miglior metodo antimuffa è quello di lavare i muri con la candeggina (che non faccia schiuma, senza saponi aggiunti) oppure – ancora meglio – con una soluzione di ipoclorito di sodio!
ATTENZIONE: solitamente la candeggina domestica è una soluzione al 5% di ipoclorito di sodio, quindi il soluto (l’ipoclorito) usato a concentrazioni più alte è ovviamente più potente, in tutti i sensi; se già l’inalazione dei fumi della candeggina può dare alla testa, figuriamo se più concentrata!
Per via della loro azione ossidante, le soluzioni di ipoclorito di sodio sono usate principalmente come sbiancanti e disinfettanti. L’ipoclorito di sodio è un battericida, uno sporicida, un fungicida ed un virocida. L’ipoclorito di sodio in soluzione è utilizzato comunemente anche per la normale pulizia di superfici lavabili. La sua efficacia però è praticamente nulla sullo sporco. Infatti essa sbianca le superfici trattate dando l’illusione del pulito ma senza essere in grado di rimuoverlo.
La candeggina e le soluzioni di ipoclorito di sodio sono irritanti e caustiche, è bene pertanto maneggiarle usando un paio di guanti di gomma e aver cura di evitare il contatto con gli occhi. Non devono inoltre essere mescolate né all’acido cloridrico (acido muriatico per gli usi domestici) con cui sviluppano cloro, tossico, né all’ammoniaca con cui sviluppano clorammine, irritanti.
La candeggina uccide la muffa, che è un microorganismo vivente, e in più facilita lo sbiancamento delle macchie.
Ovviamente (e purtroppo!) la muffa è dura a morire: se la candeggina lavora bene in superficie, sicuramente bisognerà rifare il trattamento perché la muffa che vive all’interno dei muri non tarderà ad espandersi ancora fino a riemergere.
Addirittura c’è chi suggerisce di INCENDIARE i muri!!! Io non ho mai provato ma sulla carta sembrerebbe essere promettente, per il fatto che il fuoco disinfesta i muri dalla muffa in modo più radicale di quanto faccia già la candeggina; chi ha provato dice che l’accorgimento gli permette di non dover ridipingere per qualche anno addirittura.
Concludendo, le cose migliori che possiamo fare sono (in ordine)…
- contro pareti interne
- coibentazione esterna
- candeggina (per eliminare la muffa)
- deumidificatore/condizionatore (per limitarne la formazione)
- ricordarsi di arieggiare le stanze!
Controcorrente
Secondo una teoria tutta la colpa del proliferare della muffa in ambienti casalinghi sarebbe da attribuirsi alla scarsa ventilazione, ossia allo scarso ricambio d’aria all’interno delle stanze; quindi sarebbero da preferire le vecchie abitazioni con gli infissi che lasciavano passare gli spifferi d’aria, anziché gli infissi moderni che chiudono gli ambienti in maniera stagna, impedendo la fuoriuscita dell’aria umida dalle case.
L’attività umana di 4 individui all’interno di un’abitazione può produrre mediamente 11 litri di vapore acqueo al giorno che va a disperdersi nell’aria presente all’interno della casa. Quando l’aria è troppo umida questa si condensa sulla superficie dei materiali freddi (muri, soffitti) e si trasforma rapidamente in acqua che resta incastrata all’interno dei pori delle pareti.
Se fate attenzione noterete che la muffa si accumula soprattutto nelle zone dove la convezione di aria è minore, ossia negli angoli delle stanze, nelle zone di giuntura fra soffitto e pareti, vicino ai bordi delle finestre e dietro ai mobili.
Addirittura vengono indicati come fasulli i problemi legati ai cosiddetti ponti termici ossia le zone di pareti o soffitto, collegando la formazione di muffa agli angoli solamente al minimo ricambio d’aria che vi è in quelle zone.
La cosa migliore da sapere è comunque che solo il ricambio di aria fresca può essere d’aiuto contro l’eccessivo aumento dell’umidità all’interno della casa. Nell’aria umida i virus, i batteri e le spore si distribuiscono ovunque, alloggiando persino nelle particelle di polvere che galleggiano nell’aria.
Alcune muffe come Aspergillus, Trichoderma, Alternaria, Penicillium, Stachybotrys e Cladosporium sono tossiche, e producono allergeni e anche micotossine; queste possono causare malattie e vari problemi di salute. Un sacco di gente è allergica alla muffa, ed i sintomi sono la conseguenza di inalazione (ma anche contatto) con le spore di queste muffe tossiche.
I sintomi di affezione da muffa possono essere vari:
- rossore, lacrimazione, sensibilità alla luce, mal di testa, dermatosi e dermatiti
- irritazione a naso o gola, congestione delle vie respiratorie, dispnea, tosse, difficoltà a respirare, …fino a veri e propri attacchi d’asma
- sintomi simili all’influenza, culminanti in polmonite
- problemi di memoria e cambiamenti d’umore
Al giorno d’oggi più del 50% delle moderne abitazioni sono contaminate da muffa, anche non visibile ad occhio nudo. Pensando a questo ed ai sintomi più comuni descritti, si può essere portati a pensare che ogni persona soffra di qualche forma di intolleranza alla muffa.
Alcuni dei nomi scientifici dei funghi della muffa
Aspergillus nidulans, Aspergillus niger, Aspergillus versicolor, Aspergillus fumigatus, Aspergillus flavus, Penicillium chrysogenum, Penicillium expansum, Penicillium verrucosum, Penicillium viridicatum, Fusarium, Stachybotrys chartarum (atra), Acremonium, Alternaria, Aureobasidium, Basidiospores, Basidiomycetes, Poria incrassata, Botrytis, Chaetomium, Cladosporium, Trichoderma, Ulocladium.
L’Enciclopedia Treccani definisce muffa “Fungo che forma un micelio abbondante e non molto compatto, di colore bianchiccio, verdognolo o nero, sulla superficie di organi vegetali o animali e dei più svariati materiali organici, su cui vive da saprofita, o, più di rado, da parassita. I prodotti del metabolismo di alcune m. inibiscono lo sviluppo di numerosi microrganismi (per es., Penicillium notatum, all’origine della scoperta della penicillina).”
Tutte le tecniche e i trucchi dei decoratori, dalla semplice imbiancatura alla realizzazione di più sofisticati contrasti cromatici con l’uso di apposite pitture fino alla posa della tappezzeria. Inoltre un’ampia selezione di vernici, prodotti ecologici, tempere, smalti, prodotti antimuffa, da scegliere in base alle superfici da trattare, alle caratteristiche dell’ambiente e agli effetti che si vogliono ottenere… (95 pagine)
- Riscaldamento domestico e muffe
- L’uomo di casa
- Mold and Mildew (in inglese)



Bell’articolo!
Io, personalmente, ho trovato utile l’uso di pannelli in polistirolo compresso accoppiati ad uno strato di alluminio isolante.
Praticamente li ho applicati a tutta la parete e poi ci ho verniciato sopra del colore che volevo!
Inoltre dopo ho anche scaricato la spesa come opera per risparmio energetico
dove vengono acquistati i pannelli in polistirolo compresso accoppiato ad uno strato di alluminioisolante???
Non so dove Gigi abbia trovato pannelli di polistirolo accoppiati ad alluminio, anche perché l’alluminio non è un isolante!
Che ne sappia io, ce ne sono di altri materiali: legno, sughero, polistirolo, polistirene, lana di roccia e calcio silicato, tutti con spessori vari fino a 20 cm
L’alluminio non è un isolante ma funge da barriera vapore
Ho sentito un amico parlar bene di una idropittura che si chiama Bisaten, ma di più non so…
L’umidità nelle murature è un problema che può colpire gli edifici nuovi, ma soprattutto quelli vecchi.
La causa più comune è l’adescamento delle acque ipogee che, per forze eletetro-osmotiche o fenomeni di capillarità, risalgono lungo le murature.
L’effetto è più o meno marcato in funzione al grado di porosità dei muri, alla quantità d’acqua nel suolo e alla ventilazione.
In presenza di fenomeni evaporativi, i sali contenuti nell’acqua, cristallizzandosi, formano le tipiche macchie bianche in superficie oppure provocano spaccature, rigonfiamenti e scollature tra intonaco e muratura.
L’innovativo sistema KalibraDRY – della ditta SKM – è un apparecchio elettronico alimentato a 220 volt, il cui funzionamento attiva un leggero campo elettromagnetico il quale, contrastando quello naturale, impedisce all’umidità la risalita capillare e l’aggressione dell’opera muraria.
Si abbandonano così quei sistemi obsoleti che hanno costretto ad interventi più o meno traumatici sull’opera muraria, come il taglio dei muri, le iniezioni in resina siliconica, l’introduzione di aste in metallo nel muro, l’inserimento di elettrodi e di puntazze.
L’apparecchiatura agisce sulla struttura degli edifici: laterizi, pietra, mattoni, tufo, muratura mista a cemento armato, ecc. Ogni apparecchio viene installato da personale specializzato e non necessita di manutenzione.
Ho provato a comprare uno di quei prodotti anti-muffa che si trovano solitamente in ferramenta (ce ne sono da 4 euro fino a 10 euro) e sull’etichetta c’è scritto che contengono “5-15% di ipoclorito”, quindi sono un po’ più potenti della candeggina comune.
In effetti sembra che funzionino meglio della varechina.
ciao. io o sentito di un prodotto di boero(marca) idropittura termo isolante che a baze di vetro,devo eliminare muffa in bagno e stanza da letto puo essere efficace e non dannoza alla salute?grazie.
Caro Gianni,
il prodotto di cui parli si chiama CasaSana che (copio dal sito) riduce la formazione di condensa interna e le sue conseguenze (umidità, muffa, distacchi di pittura, ecc.). Ciò è reso possibile dalle microsfere di vetro cave presenti nel prodotto: un sistema multiplo (vetro-aria-vetro) che impedisce la dispersione del calore verso l’esterno.
(Praticamente è un isolante termo-acustico)
L’azione preventiva antimuffa è rafforzata dalla presenza di un additivo fungicida ad ampio spettro di azione che impedisce nel tempo l’adesione delle spore fungine; rende più confortevoli gli ambienti perché li difende dal caldo, dal freddo, dal rumore, dalla condensa e dalla muffa.
Prima di tutto bisogna togliere tutte le parti di vernice non aderenti, stuccare, poi dare una mano di fissativo al solvente per esterno, infine 2 o 3 mani di questa vernice.
Dal punto di vista della salute non credo siano più o meno differenti di una normale vernice; comunque leggi l’etichetta per vedere se c’è qualche avvertenza particolare.
quanto puo’ costare queto prodotto?
Boero CasaSana: 5 litri a 40 euro (circa) dal tuo rivenditore di fiducia!
quanto può costare un KalibraDRY e su quale sicurezza posso contare nella soluzione di un problema di muffa. grazie
Non vorrei sbagliarmi ma KalibraDRY mi sembra costi molto: sui 7500 euro!!
Per l’umidità di risalita sembra comunque essere una vera manna.
domanda …ma una volta spruzzata la candeggina o prodotto simile, secondo voi si deve passare il muro con un panno oppure bisogna far agire il prodotto e non passare assolutamente il muro ?
Caro Mario,
io di solito, per eliminare la muffa, spruzzo il prodotto (candeggina o anti muffa che sia), se mi sembra il caso strofino e tampono con una spugna, ma soprattutto lascio là il prodotto e non ripasso più il muro.
Sicuramente arieggio la stanza!
Parlando di isolamento interno.
Mi sono chiesto, se per non permettere alla muffa di riaffiorare, io spalmo la parete, internamente, con dei prodotti tipo bitume (quelli che usano per impermeabilizzare i balconi). E poi ovviamente ridipingo la parete del colore che voglio. Oppure spennello un impermeabilizzante tipo quelli che si danno anche sul cotto, o sulle pareti esterne -mentre io lo uso nelle pareti interne-.
Sono cose che potrebbero funzionare, o faccio del lavoro inutile?
Usare vernici come la cementite, o quelle sintetiche ad olio, può essere una soluzione valida? Ovviamente darle sul muro e poi una volta asciutto imbiancarle normalmente.
La candeggina l’ho provata molte volte. Spruzzata, o data col pennello. Se ho avuto fortuna la cosa mi è durata qualche mese. Se il tempo andava sul brutto, mi è durata pochi giorni…
Grazie, per un’eventuale risposta.
…CHE PENSATE SE LE PARETI CON MUFFA VENGONO ISOLATE CON IL SUGHERO? POI RIPITTURATO.PENSO CHE SIA IL MIGLIOR ISOLANTE.
GRAZIE X LA RISPOSTA
MMMMM
io sono un muratore e qualche volta abbiamo attaccato dei pannelli di sughero sui muri interni e legati tra loro con una rete plastica da intonaco, spalmandoci della colla H40 da mattonelle, poi fino e vernice
Mi piacerebbe tanto sapere quanto spessore vanno ad aggiungere al muro interno, alla fine del lavoro (pannello, rete, intonaco, …)
Caro Franco, forse il sughero non sarà un granché come isolante, per il semplice fatto che sarà anche un ottimo substrato organico per l’attecchimento di nuova muffa.
Caro Loris, anche a me la muffa ritorna sempre, anche dopo il “candeggio”, ma non so se semplicemente cambiando il materiale di superficie della parete (plastico o poroso) questo possa cambiare la situazione.
Sicuramente – come scrivo nell’articolo – avrai una superficie “quasi” vergine dove la vecchia muffa faticherà a ripresentarsi, ma comunque potrà riapparire; credo però che avrai certamente più facilità a pulire una superficie non porosa.
A tutti gli interessati, ho aggiornato l’articolo con una terza pagina di nuove informazioni.
Io abito in un appartamento da ormai 20 anni e non ho mai avuto problemi con la muffa.
Questa estate ho cambiato i serramenti di legno con serramenti in PVC con doppio vetro ( isolatissimi ). Quest’inverno per la prima volta mi è comparsa la muffa sulle pareti esposte .
Prima senza saperlo avevo degli ottimi deumidificatori cioè i vetri dei vecchi serramenti su cui condensava tranquillamente tutta l’umidità che mi bastava asciugare ogni tanto. Adesso sui vetri non condensa piu’ nulla perché isolatissimi per condensare sui muri piu’ freddi.
Oltre tutto l’ambiente adesso mi sembra anche piu’ freddo a pari temperatura sempre grazie all’umidità.
Ho speso un sacco di soldi e mi sono ritrovato con un grosso problema e quindi faccio anch’io parte del vostro Club.
(Scusate lo sfogo !! )
apri le finestre, ogni tanto
Caro Paolo,
ti ringrazio tantissimo per il tuo interessante commento, che conferma la teoria secondo cui la causa principale della sviluppo della muffa è il mancato ricambio d’aria ed il conseguente aumentare dell’umidità nelle stanze.
Contrariamente al pensiero comune (anche il mio) l’isolamento non è il rimedio più efficace che si può attuare, si può invece pensare – da quel che dici – che un’ottimale aerazione venga prima.
Addirittura ci segnali anche problemi relativi al riscaldamento!
Effettivamente, se esistono in commercio accessori per gli infissi come le griglie di aerazione un motivo doveva esserci.
Quelle in figura sono della ditta 3elle.
(una stupidaggine)

anche in vaticano hanno problemi di muffa…
Questa sopra indica una visita dalla Santa Sede a queste pagine!
Speriamo che abbiamo almeno gradito la grafica del sito
Un mio amico mi ha parlato bene del libro Come Togliere le Macchie, di Alessandro Di Pietro (quello di Rai 1), dove – a sentire lui – pare abbia scoperto come debellare definitivamente la muffa…
salve abito da qualche mese in un appartamento su due livelli che ha all’incirca 70 anni e ho effettuato la pitturazione in tutte le stanze.purtroppo dopo qualche mese nel bagno di servizio e in cucina che sono collocati al piano di sopra e’fuoriuscita della muffa.puo’ dipendere dal fatto che sono sprovvisto di caloriferi o perche sopra ho solo un terrazzino?vorrei tanto sapere come fare a eliminarla e trovare un rimedio per non farla piu’ apparire.al piano di sopra inoltre manca uno di quei fori per la fuori uscita dell’aria puo’ essere una delle cause?confido nella sua esperienza e spero di ricevere al piu’ presto una risposta grazie
Caro gaetano lo vuoi un consiglio da un esperto nel settore che combatte con questi problemi da tanti anni?x cominciare voglio andare x gradi e cioe’ dirti quale e’ il metodo migliore in assoluto x poi arrivare all’alternativa piu’ economica.x poter far si che il probl. muffa non si ripresenti mai piu’ bisogna creare sulle pareti interessate un cappotto termico, meglio se fatto in tutta la stanza anche se per una questione di spazio non sempre e’ possibile. il capp. termico e’ un rivestimento ottenuto dall’accoppiamento di fogli in polistirene con fogli in cartongesso.x rivestire le pareti bisogna preparare un adesivo specifico e formare sul muro delle pallotte di materiale, applicare il rivestimento e battere sulla superficie dello stesso con una riga di 2m stando attenti a non ammaccarlo, battere in maniera uniforme con la riga serve a far aderire il rivest. alla colla. e quindi al muro , le pallotte bisogna farle almeno di 3cm di spessore in modio tale che una volta battuto rimanga un leggera areazione nella parte sottostante di almeno 1cm completare le pareti con lo stesso proced. sagomando le parti che andranno a rivestire la parete della finestra o balcone e una volta finito stendere sui giunti uno strato di garza x fognature e quindi stuccare in due passate aspettando che la prima sia asciutta. dopo aver portato a pari le superfici levigare uniformemente e pitturare con pittura desiderata.l’alternativa e’ questa: spruzzare senza strofinare della candeggina pura su tutte le pareti interessate ripetetre l’operazione dalle 2 alle 3 volte e vedrai che le macchie spariranno,compra un bidone di pittura termica antimuffa-anti-condensa a base di microsfere di vetro e applicala con piu’ passate sulle pareti.P.S. prima dispruzzare la candeg. con una spatola elimina tutta la pittura che ormai si e’ sfogliata e sotto anche se non vedrai delle macchie grosse spruzza comunque la candegg. spero di esserti stato di aiuto x ulteriori info … (scrivi qui!)
Ringrazio di cuore il “Maestro” per il suo prezioso contributo alla lotta contro la muffa casalinga!
sei stato molto esaustivo. grazie, Franco
Caro Gaetano,
come hai potuto leggere, tra articolo e commenti i suggerimenti i le ipotesi ormai si sprecano: le cause come le soluzioni possono essere molte!
Un consiglio per te: usa la pittura a calce (e non a base di calce!) – che è naturale, traspirante e “disinfettante” – per ritinteggiare e trova un modo di arieggiare il locale.
A proposito di pittura a calce, io ho trovato delle informazioni interessanti…
Utilizzare delle pitture di calce che impediscono per lungo tempo lo svilupparsi di muffe grazie alla loro alcalinità. Raccomandatevi che siano pitture a calce e non a base calce, in queste ultime la percentuale di calce potrebbe essere insufficiente e additivata con resine sintetiche al punto tale da peggiorare la situazione.
Per chi si vuole dilettare nell’autoproduzione di una pittura a calce occorre
procurarsi: Calce idrata o grassello di calce, Caseina, Borace, Terre colorate.
Diluire la calce o il grassello in acqua fino ad ottenere un “latte di calce” di consistenza sciropposa, rapporto circa 50/50. Aggiungere la caseina sciolta precedentemente in acqua alla quale è stata aggiunta borace per un 5%. La percentuale di caseina non deve superare il 10 % del latte di calce onde evitare screpolature nella pittura. Aggiungere alla fine le terre colorate precedentemente sciolte in acqua. Mescolare accuratamente e lasciare riposare qualche tempo prima di applicare.
fonte: http://www.peacelink.it/consumo/a/15541.html
Caro Gigi, ho trovato un altro libro sull’argomento macchie:

Senza Macchia
La soluzione a portata di mano per tutti i disastri domestici – La soluzione a portatat di mano per tutti i disastri domestici
- Come si toglie una cicca da masticare da una giacca di pelle?
- Ho appoggiato una pentola bollente sul tavolo in cucina ed è rimasto un alone scuro… è possibile farlo sparire?
- Il gatto ha “marcato” le tende nuove. Adesso hanno un odore terribile ed è rimasto anche un alone. Si può fare qualcosa?
- Ero al bar e un signore mi ha rovesciato la birra sulle scarpe nuove di pelle. Come faccio a pulirle?
- La mia bambina di tre anni si è divertita a disegnare sui mobili chiari della cucina con un pennarello nero indelebile… e adesso cosa faccio?
- Stiamo imbiancando le pareti del bagno: come si può evitare che riaffiori nuovamente la muffa?
(…)
QUALCUNO NE SA DI PIù RIGURDO IL RIVESTIMENTO COL SUGHERO DATO CHE NE ABBISMO PROVATE DI TOTTE E DI PIù TRA VERNICE ANTISCAMBIO TERMICO, I VARI ANTIMUFFA ETC. ?
Cara Monica,
i materiali naturali, oltre a garantire un buon isolamento, hanno caratteristiche ecologiche e sanitarie che i loro “fratelli” sintetici non possiedono. In altre parole, molto spesso gli isolanti “verdi” hanno una marcia in più proprio perché necessitano di meno energia primaria per la produzione e/o estrazione delle materie prime, per la fabbricazione del prodotto, per il trasporto e il montaggio oltre ad essere quasi sempre più facilmente riciclabili (fonte: http://casaerisparmio.blogspot.com/2008/10/perch-risparmiare-energia.html )
C’è un prodotto della ditta Poliart che è pubblicizzato in questi termini: “I pannelli in sughero Poliart cedono l’umidità proveniente dalle pareti, aumentando la velocità di evaporazione e risanano l’ambiente.
I pannelli in sughero risultano così imputrescibili e inattaccabili da muffe“.
Non so cos’abbiano di diverso dagli altri pannelli di sughero che si trovano in commercio, ma se è vero quel che promettono…
Sempre a proposito di isolamento e ventilazione, ho trovato delle informazioni interessanti che danno come vincente la scelta del sughero come materiale isolante…
Le pareti esterne (compreso il tetto) devono essere permeabili al vapore e contemporaneamente isolanti.
Non verificandosi tali condizioni è necessario ricorrere all’uso di barriere al vapore (sulla faccia interna calda della muratura) che impediscano all’umidità dell’aria esterna di penetrare nella parete e causare fenomeni di condensazione all’interno della stratificazione. In tal caso, però, (a parte ogni considerazione sulla loro effettiva funzionalità) le “barriere al vapore” portano alla conseguenza che occorrerà:
1. eseguire una cunetta di scolo fra i due muri
2. realizzare dei dispositivi di evacuazione (pisciotti) al piede della muratura per allontanare l’eventuale acqua di condensa
3. aumentare la ventilazione interna per mantenere condizioni di benessere in equilibrio e abitabilità dell’ambiente interno, accettabile.
Ma la cunetta ed i pisciotti non sempre vengono realizzati (anzi quasi mai) e aumentare la ventilazione interna (aprire le finestre) equivale anche ad incrementare la dispersione del calore ( e rifare calore costa sempre denaro).
Alla luce di quanto sopra detto, è più pratico ed efficace costruire una semplice parete traspirante piuttosto che elaborate soluzioni macchinose quasi sempre di non facile soluzione !
Sostanzialmente le tre soluzioni: A,B,C presentano un uguale isolamento:
…ma quale è quella che consente la traspirazione?
Ricerche, studi e sperimentazioni hanno ormai individuato che se non si realizza un adeguato sistema di ventilazione al di sotto delle tegole si possono innescare violenti fenomeni di precoce “invecchiamento dei materiali”, quali la comparsa di funghi su listelli di supporto (con pericolo di marcescenza), la diminuzione di resistenza agli urti delle tegole e la possibilità di fenomeni di gelidità quando il materiale è imbibito d’acqua.
Attorno alla tegola, di qualsiasi materiale essa sia, deve poter circolare aria: questo permette di evitare il ristagno di umido con i già citati effetti nocivi e diminuisce gli “shock termici” in quanto tende ad eliminare le differenze di temperatura tra il di sopra e il di sotto della tegola.
Noi crediamo che con l’uso del sughero senza collante sia più comodo e pratico facilitare la “respirazione” del coperto, quasi che, come il sudore, si debbano espellere attraverso le strutture le tossine, piuttosto che bloccare questa umidità con guaine o artifici tecnici, probabilmente non sempre realizzati correttamente, quindi non duraturi ed alla fine quasi certamente di dubbia efficacia.
fonte: http://web.tiscalinet.it/biodomus/sughero/progettare/igrometria.htm
Salve e complimenti per la vasta amplietà di argomenti riguardanti la muffa
Io avrei questo problema che già da un paio di anni mi preoccupa; ciò non è mai successo nei 20 anni precedenti, preciso che non sono mai state eseguite modifiche tipo: nuovi infissi o isolamenti ecc. , ho sempre avuto infissi in legno con normali vetri. Purtroppo non riesco a spiegarmi questo antipatico fenomeno. Potreste essermi d’aiuto con dei consigli pratici? Grazie
Cara Monica, tu che chiedevi del sughero, c’è un libro anche per te…
Guida agli Isolanti Naturali

Prodotti, caratteristiche, tipologie d’impiego
L’isolamento termico è un elemento di fondamentale importanza nel campo dell’edilizia per poter attuare misure di risparmio energetico ormai divenute inderogabili.
L’utilizzo, in particolare, di materiali isolanti di origine naturale rende effettivo questo obiettivo, permette di ridurre enormemente le conseguenze negative sull’ambiente e sull’uomo in tutto il loro ciclo di vita limitando, inoltre, l’utilizzo di materie prime non rinnovabili. Gli isolanti naturali consentono, inoltre, di ottenere un notevole livello di benessere ambientale all’interno degli edifici grazie alle loro proprietà di isolamento termoacustico e di traspirabilità…
Isolanti Si Isolanti No

Indicazioni operative su come, perchè, quando e dove è indicato usare gli isolanti termici in edilizia
Se è vero che spendere energia inutile è profondamente stupido, è altrettanto certo che molte produzioni degli strumenti idonei ad evitare questo spreco portano con se una o più o meno alta percentuale di problemi.
L’unica soluzione possibile è allora cercare sempre ad ogni occasione – in maniera colta e responsabile ma anche intuitiva e sensata – quella che in termini umani e ambientali costa meno, che incide meno sull’oggi e sul domani, è importante che il ritrovato atteggiameno ecologico non si trasformi in una nuova occasione di opuleto disprezzoper il delicato e complesso equilibrio dlla vita.
grazie a tutti per i consigli,credo che opterò davvero per il sughero,naturalmente a primavera per ora credo che dovrò acquistare un piccolo deumidificatore per tamponare un pò il problema dato che ho trovato della condensa anche dentro l’armadio,e questa credete è stata la goccia, nel vero senso della parola,che ha fatto traboccare il vaso!!!!!!!!!
…che disdetta! Anch’io ho passato il fine settimana a spostare un grosso armadio… stupidamente(!!!) messo contro una parete esterna esposta a nord! … e mi sono mezza intossicata con la candeggina.
Deumidificatore? …a me non è bastato! Armadio irrimediabilmente compromesso e vestiti in parte attaccati dalla muffa… per cui, se vuoi un consiglio… sbrigati ad asciugarli! Io in parte li ho portati in lavanderia… in parte sono stesi dappertutto! da vero esaurimento!!!! Intanto chiamato il falegname per prese d’aria sui cassonetti ( ..ho infissi in PVC!) … muratore per paretina isolante… Ma quanto mi costerà?
Cara Elizabeth, pensa che io ho avuto un problema simile coi pensili della cucina nuova: erano appoggiati sulla parete esterna a nord e le schiene si erano tutte ammuffite!
La prima cosa che mi ha aiutato è stata mettere un isolante (pannellino in spugna) tra i mobili e la parete.
Io ho passato la candeggina e la muffa è sparita. Da quando il muro si e’ ascigugato, però, è cominciata a cadere la vernice a tocchi da dutti i posti dove ho passato la varechina.
Sembra quasi che la vernice si sia cotta e si stacchi. Inoltre vedo anche una specie di muffa bianca ricicciare dalle vecchie macchie nere… Come se la varechina abbia scolorito la muffa ma questa e’ ancora viva e vegeta.
Da 5 giorni raccolgo kili di vernice sfarinata e tocchi di vernice staccata e precipitata sul pavimento sotto le macchie.
Come la fermo?
Ho paura a passare altre vernici, per evitare che caschino anche queste una volta asciugate.
Aiuto…
Caro Angelo, i sali contenuti nell’acqua, cristallizzandosi, formano le tipiche macchie bianche in superficie oppure provocano spaccature, rigonfiamenti e scollature sul muro; questo accade soprattutto quando si è usata una vernice non traspirante per dipingere i muri.
La soluzione è grattare via la vecchia vernice e pitturare con un prodotto migliore!
Ciao..Premetto che sono interessantissimi i tuoi argomenti e le tue risposte che mi danno varie idee in materia di muffa..Ora però vorrei porti una domanda..Ho ristrutturato una casa vecchia su due piani con alcuni muri in pietra misto mattoni che da anni non veniva riscaldata..ho effettuato tacconi di rasatura d’intonaco e parti di intonaco nuovo e al Piano terreno ho grattato via il vecchio intonaco e l’ho rifatto usando un intonaco anti umidità..ho sotituito tutti i serramenti in legno e quelli nuovi hanno vetri basso-emissivi..da dicembre vi abito e con l’accensione verso novembre del riscaldamento ho iniziato ad avere problemi di umidità esagerata e muffa al Piano 1° senza contare che asciugo i vetri continuamente perchè grondano di acqua..ma ciò che mi preoccupa di più è la muffa che non riesco ad eliminare e se ne forma sempre di nuova..Ha iniziato nella camera da letto dove non ho sostituito i serramenti vecchi ma ne ho sostituito solo i vetri mettendoli doppi..ed ora la muffa è anche in salotto dove ho tutti serramenti e vetri nuovi..Come posso fare? arieggio di più? uso prodotti anti muffa? e il riscaldamento è meglio tenerlo basso o alto come gradi?Ti sarei grato di una risposta perchè non vorrei buttare via i sacrifici fatti per i lavori per la muffa..grazie
Caro Domenico, mi spiace darti il benvenuto nel nostro club!
Sicuramente una casa vecchia può dare più problemi per il fatto che magari i “funghi” sono radicati più profondamente nelle mura…
Da quando hai acceso il riscaldamento hai problemi di muffa perché l’aria più calda (e umida) si condensa sulle superfici più fredde, creando micro gocce acqua che vanno ad insinuarsi nei pori e “nutre” la muffa.
Il fatto che i vetri grondino significa che non sono ben isolati, poiché l’aria umida delle stanze condensa su di essi.
Detto questo, e viste le considerazioni di articolo e commenti, le cause possono essere scarsa ventilazione (e/o anche acqua di risalita, dipende da quanto umido è il terreno circostante).
Il mio consiglio è quello di far cambiare l’aria! In cucina e in bagno potresti mettere dei fori di aerazione, o ventole alle finestre (aspiratori da 12V, 10cm di diametro, dovrebbe bastare); comunque ricordati di aprirle ogni tanto!
Un impianto di ventilazione controllata garantisce un ricambio d’aria costante all’interno dell’abitazione. Ciò rende superflua l’aerazione manuale, che spesso è eseguita in modo sbagliato (troppo o troppo poco) con conseguente peggioramento della qualità dell’aria e formazione di muffe (danni agli elementi costruttivi). Il rinnovo continuo dell’aria aiuta inoltre a ridurre la concentrazione di sostanze inquinanti e di gas radon.
fonte: http://www.centroconsumatori.it/40v26398d28202.html
Buona sera, senza nulla togliere a tutte le soluzioni prospettate sinora, io vi vorrei segnalare come ho risolto il problema delle muffe nel mio bagno di servizio, con un intervento da due soldi.
Ho pulito con uno straccio imbevuto d’acqua le tracce nere, poi ho pitturato la parte con vernice sintetica (ho usato un avanzo di pittura che avevano usato per rifinire le parti a vista di cemento armato dell’immobile in occasione del rifacimento delle facciate) , abbondando un pò nelle dimensioni dell’intervento rispetto alle chiazze di muffa. Una volta asciutta ho ridipinto con la idrolavabile bianca.
Lo so , sembra un controsenso, ma ormai sono passati tre anni e della muffa nessuna traccia.
Certo il mio intervento riguardava solo un angolo e non un’intera parete.
Saluti a tutti.
Oscar
Per Doz:
Cosa ne pensi dei sistemi ecoosmosi?
In commercio alcune ditte propongono l’acquisto di questi sistemi.
Realmente eliminano il fastio delle muffe?
L’osmosi è quel “fenomeno consistente nel movimento di diffusione di due liquidi miscibili di diversa concentrazione, attraverso una membrana, semipermeabile o permeabile ai due mezzi.” Non capisco come questo possa aiutare nella lotta contro la muffa.
ciao!
Relativamente all’eco osmosi io personalmente ho trovato informazioni rarefatte:
- una ditta che si chiama così (ma che ditta è se non mette la sua P.IVA in home page?) che vende un prodotto reclamizzato come anti-muffa – tal Elektro Aqua – che produce onde elettromagnetiche e quindi forse simile al Kalibra Dry;
- un prodotto di un altra ditta norvegese che promette il riciclo dell’80% delle acque fognarie.
Di eco-osmosi non avevo mai sentito parlare prima, ma da quel che leggo, pare sia una bella parola che attira gli incauti.
Quindi: attenzione!
intanto ho preso un dumidificatore e in 3 giorni ha assorbito qusi 14 litri d’acqua!!!!!!!!!non ci credevo povere mie ossa!!
A PROPOSITO DELLA DITTA ECOOSMOSI CHE VENDE L’APPARECCHIO ELECTROAQUA IO L’HO COMPRATO GIà DA 2 ANNI E DEVO DIRE CHE MI HA RISOLTO IL PROBLEMA DELL’UMIDITà IN RISALITA.
AVEVO DEI GROSSI PROBLEMI DI UMIDITà ED ORA NON CE LI HO PIù!!!!!
ALLA FACCIA DI CHI NON HA LA p.iva NELL’HOME PAGE.
Ringrazio il RIVENDITORE ESCLUSIVO per Emilia Romagna (visto che io conosco l’identità di chi commenta) per il commento “disinteressato”.
Fidarsi è bene, non fidarsi è…
Premetto che la stanza dei ragazzi si affaccia con due pareti da 60 cm. spessore all’esterno dell’attico- 4° p. ed avendo molta muffa all’angolo della parete vicino la finestra. Chiedo cortesemente se potrei risolvere il problema praticando dei fori sul cassonetto della tapparella in anticorodal e poi magari installando un deumidificatore, per prevenire umidità e muffa? Preciso che tale inconveniente si è presentato maggiormente quest’anno, poichè dall’autunno scorso, qui in Puglia piove quasi ininterrottamente ed ultimamente nevica tanto da rendere impossibile aprire sovente porte e finestre. Grazie anche di ulteriori consigli. Gianni V.
L’anticorodal è una lega di alluminio, silicio e magnesio, particolarmente resistenti alla corrosione.
Caro Gianni, sicuramente deumidificare ed areare sono due ottime soluzioni; se non puoi stimolare una ventilazione naturale penso sia giusto forzare il ricambio d’aria in qualche maniera.
Come dicevo prima, praticare delle aperture può essere una buona idea (ma devono essere abbastanza larghe, e almeno due, in posti diversi della casa, sennò non c’è tiraggio); attento solamente a fare in modo di creare delle barriere che facciano passare l’aria ma non l’acqua.
I vantaggi dell’areazione forzata
Un ulteriore punto a favore degli impianti di areazione con scambiatore di calore è senz’altro il benessere all’interno dell’abitazione. Durante l’inverno infatti la normale areazione che si effettua aprendo le finestre non è sufficiente a garantire i volumi di aria fresca necessari ad una famiglia. Ogni persona all’interno di una casa ha bisogno di circa 10 m³ di aria fresca per ora, ma se si aggiungono altri fattori che contribuiscono a viziare l’aria (come la cucina, alcuni elettrodomestici…) si arriva facilmente a valori molto superiori. E senza un adeguato apporto di aria fresca ossigenata cala rapidamente la percezione di benessere all’interno della casa, e si può addirittura arrivare ad indebolire il sistema immunitario. In più, utilizzando il sistema di areazione di una casa passiva, l’aria all’interno è sempre filtrata da eventuali pollini o polveri pesanti, rendendo l’ambiente molto più gradevole per i soggetti allergici.
fonte: http://www.casapassiva.com/case/casa_passiva/2_Lareazione_in_una_Casa_Passiva.php
caro gianni v. anch’io sono pugliese e posso capire che in particolare quest’anno da noi i problemi di muffa relativi alla condensa sono peggiorati a causa dell’inverno rigido che conseguentemente al calore interno provoca un effetto chiamato ” escursione termica che a sua volta ha uno sfogo provocando dei ponti termici negli angoli piu’ freddi della casa con la comparsa della muffa.avendo una pluriennale esperienza nel settore se mi permetti ti consiglio di fare dei fori sul cassonetto della tapparella e poi all’angolo della parete interessata pratica con il trapano dei fori da8-10 in corrispondenza dell angolo dove si congiungono le pareti col soffitto, poi procurati due beccucci x silicone taglia la parte a punta x far si che si ricavi un foro piu’ grande e iseriscilo nei fori chiudendo eventuali sbavature con silicone acrilico prestando attenzione nel momento in cui li inserisci che i beccucci rimangano aperti e non vengano ostruiti da eventuali residui di intonaco. in questo modo darai piu’ sfogo a quei punti maggiormente attaccati dalla muffa. poi pulisci le macchie con straccio e candeggina in piu’ riprese tamponando e pitta con pittura sterile antimuffa. ti garantisco che tutto questo associato ad una buona ventilazione ti risolvera’ x sempre il problema.
Caro Maestro Benny, potresti spiegarmi meglio la storia dei due fori per evitare l’accumularsi della condensa? Non ho capito bene la misura e l’uso dei beccucci…
E poi… tu ne sai niente dei sali di boro di cui parla DoZ?
Grazie!
dopo aver praticato dei fori da 8-10 negli angoli piu’ esposti al problema prendi dei beccucci x silicone e partendo dalla parte finale del cono del beccuccio a salire di 3cm tagliali in modo tale che il foro si allarghi poi inserisci una piccola quantita’ di silicone acrilico nel foro praticato nel muro e successivamente inserisci i beccucci facendo attenzione che la parte a vista deve essere sempre quella col foro piu’ grande, con un cacciavite piccolo devi poi togliere all’interno dei beccucci applicati eventuali residui di silicone.
quando pratichi i fori col trapano devi arrivare a bucare almeno un paio di sezioni di mattone, o dell’intercapedine. in questo modo darai modo alla parete di areaggiare direttamente dall’interno, io ho ottenuto dei risultati pazzeschi e definitivi. come sempre difronte al problema muffa la singola soluzione non basta bisogna far si’ che si applichino diverse misure di intervento come l’uso di pitture sterili un buon deumidificatore se il problema e’ consistente ecc. x qualsiasi domanda contattami scrivendo qui.
Scusa, Maestro Benny, ma i fori da “8-10″ sono in centimentri o in millimetri?!
…perché a me hanno sempre parlato di almeno 10-12 cm, ma se tu mi dici che dentro ci va il beccuccio del silicone… sono millimetri!
Dici che bastano?
i sali di boro svolgono ne piu’ ne meno la stessa azione della candeggina. il problema non e’ tanto con che cosa pulire la muffa ma piu’ tosto come intervenire successivamente……………….
Ringrazio Doz e maestro BennY per i consigli e spiegazioni professionali,
con la candeggina ho pulito tutto, (prima usavo lo smuffer, molto costoso) in seguito adotterò sicuramente il sistema di aerazione praticando i fori al cassonetto ed applicandovi una ghiera come quelle utilizzate in cucina per l’aerazione di eventuali fughe di gas. Difatti in cucina con questi due sistemi posti alla parete inferiore e superiore non è muffa o condensa.
A presto e mille grazie ancora.
Gianni V.
Ormai la striscia di muffa si sta estendendo per tutta la parete.
Prodotti come gli antisalnitro possono essere un rimedio migliore che usare la candeggina?
E l’acido muriatico? L’amuchina?
Un amico che fa il geometra – e pare saperne – mi ha consigliato i Sali Di Boro, che a suo dire sono più potenti della candeggina, oltre che molto meno tossici.
Solitamente sono usati per trattare i legni intaccati da funghi e muffe, ma vanno benissimo anche per le pitture murarie: si possono usare sia per lavare i muri che mescolati con la pittura per ogni mano di vernice da dare alla parete.
L’anti-salnitro, serve contro il salnitro: in natura si può trovare sotto forma di efflorescenze in ambienti umidi, quali cantine, grotte e stalle, dove è possibile l’azione dei batteri nitrificanti. Il questi casi il salnitro si presenta come una specie di lanugine bianca che si forma sulle superfici umide quali pareti, pavimenti, ecc. Durante la decomposizione di sostanze azotate, l’azoto viene liberato sotto forma di ammonio. La trasformazione di ammonio in nitrato (NITRIFICAZIONE) viene effettuata dai batteri nitrificanti.
L’acido muriatico trova utilizzo anche nel campo delle pulizie, in svariate applicazioni:
- pulizia di cantiere dopo la posa di pavimenti resistenti agli acidi per eliminare tracce di cemento e stucco
- pulizia dei servizi igienici (eliminazione di residui calcarei)
- pulizia di pietre
Tuttavia il suo utilizzo è sempre sconsigliato visto il suo potere fortemente corrosivo ed è preferibile utilizzare detergenti acidi specificatamente studiati per tali impieghi
L’Amuchina e un “semplice” disinfettante.
Gente, ho sentito parlare di intonaci di argilla per eliminare la muffa! Qualcuno ne sa qualcosa??
L’argilla, oltre che essere usata anche come sostanza curativa dalle mille proprietà, è un materiale edile privo di sostanze sintetiche che regola in modo ottimale l’umidità nell’ambiente e migliora il comfort della casa; crea una gradevole sensazione di calore grazie alla capacità di restituzione del calore e non crea la base per la muffa nociva.
Neutralizza gli odori, conserva le sostanze vegetali (come il legno), è antiallergica e assorbe e neutralizza gli allergeni.
Non è combustibile, protegge dall’elettrosmog, non presenta radon, è adatta come intonaco abbinata con il sistema di riscaldamento a parete.
Pare infatti che l’argilla stia rientrando nel campo dell’edilizia per le sue ottime caratteristiche: è un pessimo substrato per i micro-organismi (funghi e muffa) e dal punto di vista termico è ottima perché accumula e rilascia il calore lentamente (basta pensare a come funzionano le pentole in terracotta).
Ho trovato un PDF pubblicitario di una ditta tedesca (in italiano) che comincia così: “Oggi un terzo della popolazione mondiale vive in case di argilla, e la maggior parte delle case costruite prima del 1950 con tramezzi e solai di argilla è ancora in piedi. La terra cruda sta vivendo un revival da quando è tornata ad essere usata per produrre materali da costruzione e prodotti finiti…”
Questa qui sopra è Shibam, una antica città dello Yemen che – tutt’ora in piedi – è completamente costruita con l’argilla!
“Gli antimuffa contenuti nelle vernici per interni sono completamente inutili negli ambienti riscaldati. Oggi esistono in commercio vernici e trattamenti ecologici che garantiscono la derivazione naturale dei componenti … Alcuni trattamenti possono anche essere preparati in maniera casalinga seguendo le indicazioni della tradizione. La calce, ad esempio, ha un forte effetto battericida; in passato veniva infatti usata regolarmente anche nelle stalle.”

“I prodotti antimuffa sono superflui. Infatti, funghi e muffe si formano solo se l’umidità è elevata, cosa che non dovrebbe avvenire mai nei locali abitati. L’unica precauzione da adottare è quella di controllare l’aerazione delle stanze e dei mobili nelle parti posteriori.”
tratto da Nuova Abitazione Ecologica
Ho letto le caratteristiche di funzionamento del prodotto elettrico per umidita della Kalibradry e le caratteristiche del prodotto Elektro Aqua, e, da profano, mi sembra che il funzionamento sia lo stesso Mi puo’ aiutare in merito?
Distinti saluti
Caro Peter, anch’io, da quel che ho potuto leggere, credo che i due prodotti siano uguali: impediscono all’umidità di risalita di penetrare nei muri tramite dei campi elettro-magnetici.
Poi, se ci sono altre differenze, non saprei…
Ragazzi, una (relativamente) novità: dopo Kalibradry ed Elektro Aqua, ecco Aquapol, il dispoditivo che funziona allo stesso modo ma senza produrre onde elettromagnetiche.
Si tratta di un oggetto che è nel mercato già dal 1985, e sfrutta dei principi fisici un po’ “discussi” per far sì che l’acqua, anziché andare verso l’alto per effetto della capillarità, vada verso il basso.
Non mi dilungherò qui, ma il prodotto si basa su delle teorie originariamente sviluppate da Nikola Tesla che parlano di polarità dell’acqua ed energia libera; praticamente funziona da solo, senza bisogno di essere alimentato dalla corrente elettrica, e non ha nemmeno bisogno di manutenzione: basta installarlo!
Da quello che ho capito guardando il sito, il prodotto viene costruito su misura a seconda delle dimensioni dell’area da deumidificare; sui prezzi nel sito non c’è scritto nulla, ma frugando in internet ho letto cifre tipo 6000 euro per abitazione da 110 metri quadri.
Inoltre, sempre leggendo sul web, pare che l’apparecchio sia “magico”: cioè, non si riesce bene a capire come funziona (visto che lo appendi e basta) però funziona in modo egregio.
Salve Doz,
volevo sapere come mai alla data 2 gennaio dici che il sughero come isolante nn va bene….mentre l’8 gennaio dici il contrario…qual’è la verità?
Avrei bisogno di isolare le pareti e sarei interessata.grazie ciao
ciao viki,
il fatto è che io non sono un esperto e mi baso su letture ed esperienze personali, quindi le opinioni possono mutare.
Stando alle più recenti, il sughero pare essere un buon isolante.
salve sono angelo,ho preso un locale in affitto da tre mesi. locale piano terra ed uno interrato, il proprietario ha fatto dei lavori di cartongesso adesso il locale interrato è pieno di muffa ei muri si sgretolano c’e solo una finestra di 50cmq .Vorrei sapere a chi rivolgermi per risolvere il problema visto che la muffa è anche nociva per la salute . grazie apresto
Caro Angelo,
a parte tutti i consigli e suggerimenti che già avrai potuto leggere in queste pagine, ultimamente mi ssta molto “prendendo” il dispositivo Aquapol, che promette miracoli.
Purtroppo io non ho avuto modo di testarlo personalmente, ma avrei molto piacere nel sentire le testimonianze di qualcuno che l’ha installato ed usato.
Anche nel sito di Edilizia 2000 c’è una pagina che parla di questo prodotto, ed in basso puoi trovare un sacco di documenti e referenze.
Forse potrà interessare anche ad altri: visto che tra le referenze ci sono alcuni edifici non lontano da dove vivo, mi sono ripromesso di fare visita a chi l’ha già installato per sapere se è tutto vero.
Aggiornamenti su Aquapol: sono riuscito a parlare con un venditore della zona che mi ha dato le seguenti informazioni…
“Loro” vendono non solo il prodotto in sé, ma anche l’ispezione del locale da deumidificare da parte di un tecnico (in momenti diversi), la misurazione del problema e la garanzia di 20 anni sul risultato ottenuto.
Il prezzo di vendita di tutto questo si basa principalmente su 3 fattori:
1) l’altezza che l’umidità di risalita raggiunge nei muri
2) lo spessore del muro
3) i metri quadrati della superficie da “trattare”
L’Aquapol agisce minimo su superfici dai 100 mq in su, e loro fanno il prezzo a partire da almeno 70 mq da sanare; il prezzo minimo che mi è stato detto si aggira “indicativamente” sui 4000 euro.
Ovviamente su questo “prezzo minimo” gravano molto i costi fissi (il tecnico, l’apparecchio, ecc.); pare quindi giusto presumere che un apparecchio per 150 mq potrebbe costare – che so? – qualche centinaio di euro in più.
salve , se possibile vorrei dei consigli su come togliere umidità (muffa) da pareti in cartongesso , in quanto o acquistato un0appartamento da circa 1 anno ed ora ci sono dei muri in cartongesso che creano umidità , con cosa potrei toglierla ?
in attesa di una vostra risposta saluti
Clara
Partendo dal presupposto (ribadito più volte anche qui) che il ricambio dell’aria è indispensabile ed agisce in maniera assolutamente positiva sulla muffa (asciugando i muri ne evita la formazione) vi sono sistemi di “ricambio dell’aria con recupero di calore”…
Come anche riportato su questo interessante forum http://forum.promiseland.it/viewtopic.php?f=4&t=31337 sembra che vadano molto bene
Grazie Stefano!
Direi quindi che è il caso di cercare qualche notizia sui recuperatori di calore: http://www.google.it/search?q=recuperatori+di+calore
Questo mi sembra spiegare bene il funzionamento dei due tipi disponibli:
http://www.climatizzando.it/cms/recuperatoricalore/83-funzionamentorecuperatoricalore.html
Stefano, grazie ancora!!
Il link che hai postato è veramente interessante!
Su Wikipedia, alla voce “casa passiva“, è anche lì spiegato come funziona il sistema di ventilazione nelle case a “risparmio energetico”…
Per realizzare l’indispensabile cambio d’aria dovuto a ragioni igieniche e al medesimo tempo perdere il minor quantitativo possibile di energia, è previsto un impianto di ventilazione con recupero di calore alimentato con motore ad alta efficienza. L’aria calda in uscita (dalla cucina, dal bagno e dal WC) viene convogliata verso uno scambiatore a flusso, dove l’aria fredda in ingresso riceverà dall’80% sino al 90% del calore. L´aria di alimentazione viene così ri-convogliata verso la casa (soggiorno e camere da letto).
L’impianto di ventilazione è posato in modo tale che nessuna corrente d’aria risulta percepibile. Questo permette in maniera facile di avere un flusso d’aria d’alimentazione ridotto (è sufficiente un po’ d’aria fresca in ingresso, l’impianto di aria condizionata non è necessario).
Un impianto di ventilazione è indispensabile in una casa passiva, poiché se si utilizzasse l’aerazione attraverso le finestre il desiderato risparmio energetico insieme con la qualità dell’aria non sarebbe mai possibile. Gli impianti di ventilazione delle case passive sono silenziosi e altamente efficienti (dal 75% al 95% del calore recuperato). Questi impianti necessitano di poca energia elettrica (circa 40-50 Watt) anche se possono causare il problema dell’aria troppo secca. Questo problema si manifesta quando il ricambio dell’aria non è stato correttamente dimensionato.
Tu hai qualche idea di dove poter comprare questi recuperatori, anche per abitazioni di piccola cubatura??
No ma sono interessato anch’io all’acquisto!…
Magari formiamo un gruppo d’acquisto!
Il forum che leggo è un po’ vecchio, ma replico lo stesso a questo commento: da tempo sto cercando di fare tutto quanto possibile nel mio appartamento, in un piccolo condominio, per risparmiare energia. Ci sono un sacco di difficoltà a trovare il materiale adatto. Sostanzialmente sono dieci anni che sto affrontando le varie problematiche qui esposte. Uno dei problemi è stato quello del recuperatore di calore, (costosissimo per come è fatto, e costruito in Inghilterra anche se commercializzato in italia dalla SIRE), che io ho montato in un bagno circa sei anni fa: ottima scelta. Uno dei prossimi passi sarà quello, dopo aver convinto mia moglie, di installarne uno ben più grande, al servizio di tutta la casa. Trovo che la ditta ALDES fornisca buoni prodotti (dimensionalmente adatti al montaggio nel controsoffitto di bagni e disimpegni di una normale abitazione di altezza 2,7 m), peccato che il by-pass, indispensabile quando il calore va solo smaltito e non recuperato, aumenti parecchio l’altezza del gruppo dei scambio, rendendolo inadatto al montaggio nel controsoffitto. Sto pensando alla soluzione.
Ho fatto il sito apposta per cercare di diffondere le migliori soluzioni per noi utenti, non per le ditte che vendono.
Alla prossima, Furio.
http://www.barburio.eu/
Mentre pensiamo a dove acquistare i recuperatori di calore eccovi un’altra chicca direttamente dal mondo vegetale!
Tillandsia: si nutre dell’umidità dell’aria e le sue foglie catturano anche il pulviscolo atmosferico e le sostanze inquinanti come i benzopireni, provenienti dall’incompleta combustione della benzina e del gasolio, accusati di essere cancerogeni. Una piccola parete di tillandsia può disinquinare l’aria di un appartamento e se ne stanno studiando le applicazioni anche su grandi pannelli da collocare in prossimità di strade trafficate.
Ancora una volta ringrazio Stefano, ed integro il suo commento…
La Tillandsia è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae, originarie del Centro America.
Ne esistono circa 500 specie.
Le piante sono ricoperte da peluria argenteo squamosa (tricomi), che assorbe e trattiene l’umidità; la Tillandsia si coltiva in vasi o sui rami di altre piante più grandi.
In alcune specie i tricomi sono molto vistosi e danno alle piantine un colore grigio chiaro; nelle varietà in cui sono più piccoli le foglie saranno molto più verdi.
Chiaramente non solo prendono il nutrimento dall’aria ma anche il loro fabbisogno idrico.
Il loro habitat naturale è un luogo molto ventilato,e a secondo della specie l’esposizione al sole sarà più o meno alta.
Il prezzo di una pianta può partire da 50 euro, ma dipende dalle dimensioni della medesima; su Ebay si trova a molto meno!
Aggiornamento su Aquapol ed Elektroaqua dell’ Ecoosmosi
Dò queste informazioni a chi è interessato all’acquisto di questi apparecchi “miracolosi” per la deumidificazione degli ambienti.
Riguardo l’Acquapol è stata recentemente interdetta la vendita in Germania in quanto emette radiazioni gamma ecc ecc.
Per quanto riguarda L’Elektroaqua dell’Ecoosmosi, a parte il fatto che agisce come l’Acquapol e quindi nonvedo che differenza ci sia con l’emissioni di radiazioni, viene venduto anche perchè toglie la muffa dai muri… niente di più falso!!!
Ma io mi domando…. e l’ ARPA che cosa dice di questi apparecchi?????
Grazie per l’accoglienza.
Uber
Caro Uber,
grazie a te per l’aggiornamento!
Potresti dirci dove hai trovato queste informazioni?
Caro Doz
Per quanto riguarda l’apparecchio Acquapol se mi dai un indirizzo di posta elettronica ti invio una copia della sentenza che mi hanno inviato circa 20 giorni fà (è scritta in inglese).
Per quanto riguarda L’Elektroaqua dell’ Ecoosmosi ho scritto proprio oggi all’ ARPA chiedendo un controllo sull’ elettromagnetismo e altre radiazioni che questo apparecchio può emettere.
Spero che l’ARPA mi risponda e ti saprò dire nei prox giorni.
Un saluto
Uber
caro Uber gli apparecchi Elektro Aqua funzionano in modo perfetto in tutta Italia, eccettuati quei 10 che lei ha installato in Emilia in un anno di sua collaborazione con la Ecoosmosi.
Ho avuto modo di visionare personalmente l’obbrobrio e l’incompetenza con cui ha effettuato i montaggi(tutte le fasi erano invertite) e mi creda sarò prezioso testimone a favore della ditta con cui ha collaborato e che ora continua a screditare, non appena deciderà di intentarle causa per risarcimento danni materiali, morali, esistenziali e d’immagine.
GIUSEPPE(che non è pseudonimo come il suo, ma il mio vero nome)
Caro Giuseppe, visto che è così trasparente e per comprendere meglio le affermazioni, le dispiacerebbe dirci la sua relazione / ruolo con / in questa società di cui si parla?
Grazie
Stefano
nessun ruolo tranne l’amicizia con l’agente esclusivista per l’Italia che in
più occasioni ho accompagnato in sopralluoghi di impianti installati in ogni
parte d’Italia. Risultato? un successo ovunque. Addirittura una giunta
comunale del nord discuter? sulla possibilità o meno di stanziare un
contributo affinchè gli esercizi pubblici si dotino dell’impianto
elektroqua. Si tratta di un comune al di sotto del quale scorre una sorgente
e che causa un’umidità impressionante a tutti gli edifici.Come dicevo gli
unici impianti immobili, cioè non funzionanti, sono proprio quelli installati dal sedicente
Uber alias Marco alias chissà cos’altro la prossima volta
Costui è facilmente identificabile: scava i buchi ora, come 50 anni
fa,contro l’umidità e per un po ha lavorato per l’eco-osmosi, causando
disastri perché, improvvisandosi elettricista, ha voluto fare da solo
sbagliando, cioè invertendo le fasi(terra e altro che non
so ripetere) ha reso gli impianti inutili arredamenti decorativi alle
pareti. Sarebbe meglio la piantasse e continuasse a suonare l’ARPA
Caro Giuseppe, grazie del tuo commento.
Effettivamente i due Uber che hanno scritto qua (il primo il 13 febbraio, era rivenditore di Ecoosmosi esclusivo per l’Emilia Romagna) potrebbero essere la stessa persona, a parte che hanno email diverse.
Le email sono diverse ma gli indirizzi IP di provenienza sono delle medesime parti: zona Berna/Zurigo.
Però il fatto che Aquapol sia stato denigrato in Germania mi sembra un fatto a lui non imputabile…
sarei molto interressato alle tue informazioni su quegli apparecchi,visto che avrei intenzione di acquistarne uno grazie mille distinti saluti raffaele
Pubblico il testo che mi ha girato l’amico Uber…
fonte: http://www.dhbv.de
(Associazione tedesca per la protezione degli edifici)
Aquapol vince contro la DHBV in Germania
Il tribunale segnala la bassa efficacia del sistema ad iniezione pubblicizzato dalla DHBV. Vienna/Colonia (15.01.2010) – La “Deutsche Holz und Bautenschutzverband GmbH“ (DHBV – Associazione tedesca per la tutela dell’edilizia e lavorazioni in legno), editrice della rivista “Tutela e conservazione” della DHBV e.V., ha dovuto incassare un brutto colpo a causa dell’azione legale intentata da Aquapol Austria.
Retroscena: la DHBV e.V., insieme a un’associazione per la concorrenza sleale, cerca da un po’ di tempo, per mezzo di numerose ingiunzioni e procedimenti giudiziari, cerca di togliere dal mercato i fornitori di sistemi alternativi per il prosciugamento dei muri. il Dr. Friedrich Remes, amministratore della DHBV GmbH, funge da portavoce della società.
Nel corso di questa campagna in piena regola, la DHBV e.V. non è indietreggiata neppure davanti all’utilizzo di false dichiarazioni.
In seguito a ciò Aquapol ha intentato causa al Dr. Friedrich Remes, come pure alla DHBV GmbH e ora ha vinto la causa con la sentenza del tribunale del Land di Colonia.
Il tribunale di Colonia ha vietato al Dr. Friedrich Remes e alla DHBV GmbH, pena il pagamento di una multa fino a 250.000 EURO e, nel caso non fosse possibile riscuoterla, un ordine di reclusione fino a 6 mesi, di dichiarare e/o di divulgare e/o di far dichiarare e/o di far divulgare l’affermazione che ci si debba rivalere regolarmente sulla garanzia Aquapol (i clienti dovrebbero, secondo loro, richiedere sempre il rimborso). Inoltre il tribunale di Colonia ha vietato di dichiarare e/o di divulgare e/o di far dichiarare e/o di far divulgare l’affermazione che una azienda commerciale tedesca Aquapol avrebbe dovuto ammettere che non erano disponibili eventuali successi del sistema di prosciugamento. Contro la sentenza non si è opposta la DHBV GmbH, né il Dr. Friedrich Remes. La sentenza è passata in giudicato.
Per più di 10 mesi la DHBV GmbH e il Dr. Friedrich Remes avevano portato avanti le loro affermazioni completamente assurde. Non solo il tribunale di Colonia ha accertato chiaramente che le affermazioni sostenute dalla DHBV GmbH non corrispondevano ai fatti e le ha vietate, ma il colpo tentato con questa campagna portata avanti dalla DHBV e.V. ha avuto un effetto di “rinculo”.
Infatti il tribunale del Land di Colonia, nella sua sentenza, ha appurato come dato di fatto che (!): “Nella sopraddetta associazione (nota d.d.V. DHBV e.V.) si sono organizzati dei soci che hanno parimenti un’attività commerciale che si occupa di prosciugamento dei muri. Quest’attività utilizza un sistema, cosiddetto ad iniezione, che presenta un’efficacia tra il 20% e il 40%.”
Persino durante il processo la DHBV GmbH e Dr. Friedrich Remes non hanno contestato questo dato! Anche dopo la notifica della sentenza del tribunale del Land di Colonia la controparte non ha cercato di far rivedere questa affermazione. Pertanto viene stabilita chiaramente l’inefficacia estremamente alta di questo sistema di prosciugamento dei muri che la DHBV e.V. pubblicizza come “tecnica standard”. A quanto pare la controparte non ha giudicato vantaggioso opporsi alla dichiarazione che i sistemi ad iniezione hanno un’efficacia dal 20% al 40%.
Da oltre 25 anni Aquapol ha prosciugato i muri in tutta Europa con oltre 43.000 apparecchi installati. Numerose referenze testimoniano l’efficacia del sistema Aquapol, tra cui il Parlamento ungherese a Budapest, il castello Reitenau, la Stiftvinothek a Klosterneuburg, il castello Schlatt come pure il museo Haydn.
fonte: http://www.pressetext.de/news/100115009/aquapol-gewinnt-gegen-dhbv/
Grazie a rinoski per l’aggiornamento
Cantina umida a causa di un comportamento sbagliato?
Chi non conosce questa idea diffusa:
Nei giorni caldi si deve aerare costantemente la cantina e durante i giorni freddi le finestre devono essere assolutamente chiuse?
Osservate attentamente questa regola applicata nella pratica con una cantina costantemente aerata d’estate e completamente chiusa d’inverno – evidentemente qualcosa in questa affermazione non è corretta. Potrete osservare che in inverno in cantina si avverte l’umidità e in estate c’è odore di muffa. Nelle zone basse del muro e sotto le finestre della cantina si sbriciolano l’intonaco e le fughe. Il pavimento trasuda.
Ma che cosa ha questo a che fare con l’aerazione?
Ha molto a che fare. Lo vediamo subito. Per quanto riguarda l’aerazione della cantina mettiamo a confronto il comportamento dell’aria esterna e quello dell’aria della cantina. Si tratta del trasporto di umidità via aria in grosse quantità da un punto all’altro nel modo più facile (cosa sconosciuta al profano). Lo potete osservare in base al tempo atmosferico.
Che cosa succede con le finestre della cantina aperte nei caldi giorni d’estate?
Immaginate un tiepido pomeriggio d’estate con una temperatura esterna di 25°C e un’umidità relativa dell’aria dell’80%. 1m3 conterrebbe quindi 18,5 g. d’acqua. Se quest’aria fluisce attraverso le finestre della cantina aperte verso l’ambiente fresco della cantina viene immediatamente raffreddata a meno di 18°C. Però 1 m3 d’aria a 18°C può trasportare soltanto 15,4 g. d’acqua. Pertanto 3,1 g d’acqua si depositano immediatamente sulle superfici dell’ambiente perché l’aria non è più in grado di trasportarli. Più sono freddi i muri e il pavimento e più acqua viene rilasciata. Questa è acqua di condensa. Pertanto le pareti della cantina diventano umide. E questo avviene in estate. La parola più adatta è “condensa estiva”.
Più l’aria calda che entra si avvicina al pavimento della cantina, più le pareti sono fredde, più acqua viene espulsa dall’aria, più le pareti della cantina diventano umide. Se la parete è satura, l’umidità capillare sale più in alto nel muro a casua dell’atmosfera, fino a 1 metro di altezza.
Danni dovuti all’acqua di condensa sulla parete esterna della cantina e all’altezza di ca un metro sulle pareti intermedie
Esperimento: prendete dal frigorifero una bottiglia di birra fredda e mettetela in un ambiente caldo e vedrete sulla superficie del vetro quello che succede ai muri della cantina.
Più l’aria esterna è calda e più i muri della cantina sono freddi, più acqua penetra.
A causa dell’aerazione l’aria della cantina viene cambiata più volte in breve tempo. Perciò nei giorni caldi vengono ripetutamente trasportati molti litri d’acqua.Queste dannose quantità d’acqua finiscono perciò nei muri della cantina perché noi, seguendo l’opinione generale, dobbiamo aprire le finestre in estate…!
Che cosa succede nei giorni freddi e durante il periodo invernale?
Di base proprio niente perché le finestre, dato che è freddo, com’è consuetudine rimangono chiuse. Quello che è all’esterno rimane all’esterno, quello che è all’interno, la tiepida e umida aria della cantina, rimane all’interno. Va bene così? No, perché l’umidità in cantina continua ad essere di più di quella che viene eliminata. Come si può fare per farla uscire di nuovo?
La porta spesso in estate si trovava nella corrente, il margine scuro mostra il deposito dell’acqua di condensa. La porta ora è più spessa e l’intonaco è rinnovato.
Che cosa avrebbe potuto succedere nei giorni freddi o in inverno se, contro il nostro istinto, avessimo aperto di tanto in tanto le finestre della cantina?
In effetti, con una temperatura estremamente bassa, in una cantina con le condutture idrauliche, si potrebbe congelare una tubazione o si potrebbe raffreddare il pavimento del pianterreno. E non vogliamo arrivare a questi estremi.Se nei giorni freddi aerassimo, succederebbe in effetti qualcosa di strano:
Locale caldaia: una fonte di calore. L’aria riscaldata raccoglie l’umidità della cantina e la condensa nelle zone dei muri esterni (qui l’intonaco era già stato risanato con dei pannelli di rivestimento). I pannelli di rivestimento nascondono solo otticamente la zona della parete esterna.
Con una temperatura esterna di -5°C e un’umidità relativa dell’aria dell’80%, l’aria può raccogliere solo 2,6 g. di acqua per 1 m3. Se quest’aria esterna entrasse in cantina e venisse riscaldata a 16°C potrebbe raccogliere adesso fino a 13,7 g. di acqua per m3. Pertanto 11,1 g di umidità potrebbero venire prelevati e rilasciati fuori nell’aria all’esterno. Forse all’esterno si potrebbe vedere effettivamente il vapore, se l’aria si raffredda molto rapidamente. All’esterno l’aria più fredda non raccoglierebbe più l’acqua che si condenserebbe in goccioline di nebbia. Come la rugiada sui campi.
In questo caso l’aria calda estiva ha fatto il suo lavoro sui muri freddi. Il soffitto era talmente umido che le travi si erano già arrugginite. I danni arrivano alla struttura.
Quindi una buona aerazione incide sulla quantità di umidità presente in cantina e quindi rende una cantina più o meno umida. È bene conoscere questo principio e utilizzarlo.
Quindi se l’aerazione della cantina può influire sull’umidità, è bene chiudere le finestre della cantina fresca in estate quando all’esterno c’è dell’aria calda umida e fare in modo che in inverno l’umidità venga prelevata dalla cantina verso l’esterno, proprio in contrasto con i vecchi comportamenti istintivi.
Si deve quindi scrivere una nuova regola:
“Le finestre della cantina devono essere chiuse nei giorni caldi
perché l’aria esterna calda rilascia l’umidità in essa contenuta
nella cantina più fresca e (se possibile) si dovrebbe aprire più spesso
nei giorni freddi, in modo che l’aria più calda della cantina rilasci
(al contrario) l’umidità nell’aria esterna più fresca.”
Caro Giuseppe
Non capisco il suo inalberamento riguardo la questione dell’ Elektroaqua,
io mi sono limitato a portare a conoscenza la questione dell’ Aquapol in germania e mi sono limitato a porre una leggittima domanda riguardo l’efficacia di questi apparecchi.
Non esistono infatti teorie scientifiche che spieghino e dimostrino l’azione di una debole onda elettromagnetica, intelligente o a impulsi a seconda delle ditte, sulla tensione suporficiale per “indurre” lo spostamento delle molecole d’acqua per capillarità verso terra.
Tutto ciò non lo dico io bensi l’ing. Edgardo Pinto Guerra autore del volume “Risanamento di murature umide e degradate” 2008.
Consulente,inoltre, sul risanamento delle murature storiche.
Edgardo Pinto Guerra, figlio di italiani, è nato e cresciuto parlando quattro lingue nella cosmopolita Alessandria d’Egitto.
Come studi ha frequentato il prestigioso Victoria College inglese di Alessandria. Dopo la scuola ha completato i suoi studi all’Università di Londra con una laurea in Ingegneria Civile BSc.(Eng.). Ha lavorato in Inghilterra e in Medio Oriente dove ha diretto grandi cantieri civili e militari. Tornato in Italia si è laureato in Ingegneria (Ergotecnica Edile) al Politecnico di Milano.
Dal 2001 si interessa esclusivamente della problematica “risanamento di murature da umidità e danni da sali”.
Ha acquisito avanzate conoscenze specifiche nel campo grazie al suo rapporto privilegiato con il C.S.I.R.O (Commonwealth Scientific Industrial Research Organisation), il CNR australiano, Ente che ha incominciato a studiare sistematicamente la questione nel 1975 (mentre l’Unione Europea ha finanziato la prima ricerca sulla desalinizzazione solo nel 2002).
Risanamento di murature umide e degradate

Questo volume tratta in dettaglio e con un’innovativa impostazione le problematiche relative agli effetti dell’umidità sulle strutture, ponendo chiaramente e inequivocabilmente al centro dell’analisi che la vera causa dei danni da umidità è da attribuire all’azione dei sali solubili trasportati dalle infiltrazioni di acqua attraverso la muratura e non all’acqua in sé.
Il testo è organizzato in due parti, per discernere la trattazione dei cenni teorici dalle applicazioni pratiche:
- la prima parte analizza i processi che portano i sali a penetrare dentro le murature e i relativi danni da essi causati
- la seconda parte analizza vantaggi e svantaggi di ogni metodologia di intervento ad oggi attuabile per sanare i muri dai problemi di umidità.
A completamento dell’opera, delle appendici raccolgono e spiegano le nozioni e la terminologia sui fenomeni fisici e i materiali citati.
L’auspicio dell’Autore è di apportare un contributo che consenta alla comunità professionale impegnata in questo delicato settore di effettuare scelte sempre più avvedute e consapevoli.
Una nuova visione del problema umidità.
I danni provocati dall’umidità da risalita negli edifici sono uno dei principali problemi nel restauro edile.
In questo settore, infatti, è cosa nota che l’umidità, specialmente da risalita, bagni un muro, ma che il muro possa essere mantenuto bagnato prevalentemente dai sali presenti in esso, anche in assenza di risalita, non lo è quasi affatto.
È noto infatti che i sali sono la principale causa del degrado e delle distruzioni di un intonaco, dei mattoni o delle pietre di un muro, ma non si effettua una distinzione tra i fenomeni causati dai sali presenti da anni in un muro e quelli dovuti a una risalita d’acqua in atto.
I meccanismi realmente in atto non sembrano essere ancora entrati nell’analisi e nella prassi edilizia corrente. Tanto meno ancora il modo di diagnosticare i fenomeni e curarli permanentemente.
L’esperienza comune di chi pratica il settore “risanamento” sostiene questa valutazione.
Anni di esperienza danno la sensazione che pochi operatori abbiano chiara la problematica. In moltissimi casi la questione si trova relegata nella categoria mentale del “fastidioso problema estetico” da lasciar risolvere all’impresa.
L’autore, supportato da una notevole esperienza professionale e numerosi riconoscimenti, propone in questo volume una soluzione innovativa e rivoluzionaria, mirata non solo alla eliminazione dell’umidità da risalita, ma anche e soprattutto alla rimozione dei sali minerali da essa trasportati, che costituiscono il vero fattore dannoso per le strutture.
Nel testo si è cercato di rendere la descrizione di fenomeni spesso complessi nel modo più semplice e divulgativo possibile, anche per i neofiti. Il volume è organizzato in tre parti con l’intento di presentare gli argomenti nel modo maggiormente ordinato.
Umidità e risanamento negli edifici in muratura

Il fenomeno della formazione di umidità nelle murature è caratterizzato dalla compresenza di motivi fenomenologici e, per determinare l’intervento più opportuno, è necessario conoscere cause e intensità dei fenomeni su cui intervenire.
Alla conoscenza delle cause occorre affiancare la conoscenza delle tecnologie che permettono l’eliminazione o la riduzione della presenza di umidità.
Il volume fornisce non solo le indicazioni tecniche per la valutazione della presenza e le tecnologie di intervento per la riduzione o l’eliminazione dell’umidità nelle costruzioni già esistenti, ma altresì le tecniche di prevenzione della formazione di umidità negli edifici di nuova costruzione.
Nei primi capitoli vengono affrontate le modalità di manifestazione, le origini, i possibili danni e i metodi di rilevamento; i successivi descrivono dettagliatamente le tecnologie di risanamento.
Un capitolo è dedicato alle strumentazioni di rilevamento fisico-tecnico; viene, inoltre, presentata una procedura di verifica analitica mediante diagramma di Glaser.
Con questa quarta edizione è stato ampliato il panorama delle metodologie di intervento sul costruito e presentate nuove soluzioni tecnologiche per quanto attiene la nuova costruzione; il tutto completato dai riferimenti a ditte specializzate nei prodotti e nei sistemi d’intervento, mantenendo così l’opera assolutamente aggiornata alle novità tecnologiche intervenute.
Il testo è riccamente corredato da figure e grafici per consentire un immediato orientamento informativo e per evidenziare le modalità tecnologiche delle applicazioni dei vari tipi di analisi e di operatività; contiene, inoltre, un’esaustiva presentazione dei prodotti, sia consolidati sia innovativi, offerti attualmente dal mercato
Però grazie Doz!!
Sei in gamba!
Per quanto riguarda Giuseppe se vuole può querelarmi quando vuole…
ci divertiremo!!
Direi che adesso lo devi comprare!…
Sulla carta sembra un ottimo libro, c’e’ qualcuno che lo ha gia’ usato praticamente?
DoZ, aspetto la tua recensione ex post!
Per ora ho trovato un estratto del libro!
Per chi lo desidera dò l’indirizzo.
http://www.forum-restauro.org/forum/m-1213136921/
Saluti.
Uber
Ciao a tutti… ho un problema con un angolo di una stanza in casa. Sul muro si erano formate delle “bolle” e, con una spatolina, ho rimosso la parte di vernice che si stava staccando. Ho trattato la parte con un prodotto antimuffa e, dopo aver fatto asciugare, ho imbiancato. Tempo 5-6 giorni si sono riformate le solite bolle. Ho ripulito il muro ulteriormente ed ho dato nuovamente l’antimuffa, evitando di imbiancare di nuovo.
Il problema è che continua a formarsi una specie di peluria grigio/bianca sul muro, con cadenza quasi settimanale. Penso, comunque, sia muffa.
Cosa posso fare?
Grazie.
Ciao Ste,
se leggi i commenti precedente scoprirai che la “peluria” di cui parli è sicuramente fatta da cristalli di sali depositati dell’evaporazione dell’umidità di risalita; inoltre ti consiglio, per imbiancare, di usare la calce.
grazie mille del consiglio…. proverò con la calce, e spero di risolvere….
ciao!!!
Muffa tossica nelle abitazioni
Perdita di memoria, mal di testa, vomito e reazioni allergiche. Sono gli effetti che può produrre il nemico che abbiamo in casa: “Stachybotrys Chartarum”, una muffa nera-verdastra, che alligna nelle abitazioni calde, umide e con scarsa ventilazione.
Prolifera tra le mattonelle dei bagni e nelle guarnizioni degli impianti di condizionamento ma non disdegna il classico angolo di casa, tenuto al buio, e umido a causa delle infiltrazioni d’acqua. Una certa dimestichezza con le muffe l’abbiamo tutti: chi, infatti, non ha avuto la disavventura, e gli effetti, della perdita d’acqua dai tubi dell’inquilino del piano di sopra?
Ma questa e’ una muffa particolare che provoca seri danni alla nostra salute, tanto che negli Stati Uniti d’America, dove e’ stata rilevata per la diffusione del legno quale materiale di costruzione, e’ chiamata “muffa tossica”. I rimedi? Quelli classici: far entrare aria e la luce, non lasciare moquette, tappeti o parti di legno umidi, specialmente in cucina o nel bagno dove la presenza dell’acqua è più accentuata.
Se “l’invasione” persiste si deve ricorrere ad interventi strutturali ed all’utilizzo di sostanze antifungine. In vista dell’inverno, dei termosifoni accesi e delle finestre chiuse specialmente nei bagni, occorre tener presente queste raccomandazioni.
fonte http://salute.aduc.it/comunicato/muffa+tossica+nelle+abitazioni_16711.php
La mia domanda e’ questa:in caso di appartamento con umidita’ interna e’ giusto o no usare gli umidificatori per caloriferi che producono altra umidita’?per me e’ una contraddizione pero’ non ho mai sentito affrontare questo problema quindi chiedo a qualcuno se ne sa’ qualcosa.Grazie
Caro Aniello, ti do ragione: se l’ambiente è già umido, usare degli umidificatori è una contraddizione, soprattutto quando l’umidità è un problema!
Che ne pensi dell’idea di fare dei fori nel muro per mettere degli areatori?
Se vedi i commenti precedenti, ne abbiamo già discusso ampiamente.
Salve,
ho scoperto mio malgrado si avere la parete della cameretta piena di muffa.
Io abito all’ultimo piano di un palazzo a tetto piatto e la stanza ha 2 pareti esposte. Ho finito la ristrutturazione neanche 1 anno fa.
La parete a nord della stanza è invasa dalla muffa (verde), da terra verso l’alto, con condensa che fuoriesce dal muro.
Su questa parete erano stati messi dei mobili, per cui non ce ne siamo accorti prima, li ho spostati al centro della camera temporaneamente e messo un deumidificatore, nel fine settimana pensavo di togliere la muffa con la candeggina, e di passare acqua e calce sulla parete ma come faccio per non farla tornare? Devo rimetterci i mobili!
Pensavo di praticare dei fori nel muro ed iniettare quelle resine isolanti nell’intercapedine del palazzo in modo da limitare lo sbalzo termico tra il muro interno e quello esterno…faccio un lavoro inutile?
Io la muffa in casa da terra non l’ho mai vista, l’ho sempre vista sugli angoli vicino al soffitto, ho paura che arrivi dalla soletta del pavimento che è a contatto con il muro esterno.
Grazie per l’aiuto.
Ciao Awak,
non ho capito bene: abiti all’ultimo piano del palazzo e la muffa ti sale dal pavimento?! Sembra incredibile!
Comunque l’idea di toglierla prima con candeggina e poi calce mi pare buona; l’idea che hai in mente tu mi pare un po’ drastica.
Potresti poi farti installare da un muratore dei pannelli in materiale sintetico (polistirolo, ecc.) che oltre ad isolare termicamente non offrono un substrato ideale per l’attecchimento della muffa; credo basterebbero pochi centimetri di isolamento, e sicuramente non vedrai la muffa riaffiorare dal muro! Buona fortuna
Interessante per quanto riguarda la salute, ho trovato un paio di articoli sul sito mammaepapa.it …
Come comportarsi quando si è allergici alle muffe?
Le muffe sono micro-organismi appartenenti al regno vegetale. Durante la crescita producono le spore, di forma sferica e dimensioni molto piccole (assai simili a pollini), che si disperdono nell’aria durante il periodo di sporulazione (principalmente in estate e autunno) e causano i sintomi allergici (…)
http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=allergia_alle_muffe
L’Alternaria è una muffa molto diffusa, che si sviluppa su carta da parati, tappeti, terriccio e foglie di piante ornamentali presenti all’interno delle abitazioni. Essa è di gran lunga anche la muffa più importante in Italia dal punto di vista allergologico (…)
http://www.mammaepapa.it/salute/p.asp?nfile=allergia_alternaria
buongiorno, ho acquistato una casetta su due piani io abito al secondo piano la casa è stata costruita ne 1922 con costruzione perimetrale mattoni pieni posati in costa e in piano ma senza camera d’aria quindi le pareti perimetrali raggiungono anche i 12 gradi anche quando in casa la temperatura è di 18,5 ho fatto eseguire i lavori da una ditta che quest’ultima mi ha applicato 2 mani di pittura lavabile boero.
già dai primi giorni ai bordi dei muri e del pavimento notavo presenza di acqua con il susseguirsi dei mesi ovvero tre mi è spuntata la muffa a puntini e si è prolificata in un batter d’occhio (dimenticavo ho il parquet posato a terra per tutto il perimetro della casa)chiaramente ho dovuto smontare armadi letto per pulire e verificare le cause chiamando un perito,
potete immaginare il disagio che si è creato in casa io e mia moglie dormiamo ora sul divano mentre nostro figlio in cameretta che accuratamente abbiamo pulito con candeggina) perchè queste muffe sono maggiormente presenti nelle camere da letto(con presenza di odori fortissimi)che per altro sono a sud.
io mi domando e domando a voi , ma non è che la ditta ha sbagliato il tipo tinteggiatura e se si come intervenire.
grazie
Ciao Roby,
direi che se la casa è vecchia il problema dell’umidità di risalita può farsi sentire molto.
Un paio di mani di vernice possono solamente tamponare il problema muffa, ma non troppo; se non puoi rifare gli intonaci puoi però pensare di isolare le stanze dall’interno: isolamento dei muri e ventilazione sono le prime cose da valutare.
Buona fortuna!
salve … domandone non ho ben capito se alla fine questi benedetti apparecchi tipo kalibradry elektroacqua acquapol e ne aggiungo uno io life 352 della hardsystem lo conoscete?
sono tutti uguali??? e funzionano?? dato il mio grosso problema di umidità anche dal pavimento!! al piano terra di una casa ristrutturata evidntemente non bene…… vorrei contenere costi tipo smontare pavimento con conseguente rifacimento totale degli impianti!! ecc…. ecc….
grazie
Recentemente ho acquistato una casa in stato grezzo avanzato. I lavori di costruzione risalgono a circa 8 anni fa. Attualmente sto ultimando i lavori e dopo l’intonaco noto che un paio di angoli ( che sono in tramontana) non si asciugano bene e il colore non prende… Prima dell’intonaco non cerano segni di umidità. Sto provando a considerare il fatto che è ferma da anni, che il clima non aiuta e che l’intonaco non si è asciugato. Le altre parti della casa non presenta nessun segno. In questi giorni abbiamo anche acceso il riscaldamento a pavimento per non lasciarla ancora al freddo, considerando che stiamo dando il colore internamente. Il pittore mi ha suggerito de fare um trattamento esterno, tipo, lavaggio acido, non so bene… in modo di rendere impermeabile il muro.
La mia domanda è: Le mie considerazioni, me mie ipotesi da profana sono giuste? O dovrei aspettare il periodo estivo e vedere come va?
Grazie
Ciao Adiny,
io personalmente dii che dare intonaco e pittura con il freddo e le precipitazioni di questi ultimi giorni – vista la pioggia e la neve che c’è in tutta Italia – non sia proprio la migliore idea!
per eliminare la muffa si fa in questo modo, sono un esperto, mettere nella pittura lavabile tipo ducotone una buona quantità di diserbante quel liquido far seccare l’erba e pitturare anche una sola mano di pittura.
l’acqua quando si poggia sulle pareti fredde condensandosi non si marcisce e quindi non si notano quelle macchioline nere, come potete dire di usare una pittura traspirante oppure la calce, sono un imbianchino e fortunatamente questi sono i prodotti che rovinano la casa.
seguite il mio consiglio ho eliminato la muffa anche le cantine che erano più nere del carbone. per eliminare la salnitro poi uso la stuoia con la vetroresina e non mi venite a dire che quella sale oppure deve traspirare, dimenticavo che se le pareti respirano io ho visto i cavalli volare.
Ciao Antonio e grazie per il tuo commento.
Vorrei capire da te perché la calce è un prodotto che rovina la casa, visto che sei un professionista esperto.
Grazie!
Ho un negozio che vende la pittura ed ogni giorno mi chiedono una pittura che non si creano quelle macchioline nere, domando sempre come e’ stata pitturata la casa prima, mi dicono sempre con una pittura traspirante, poi alcuni con calce o quella in polvere o quella già preparata, dopo 20 anni di esperienza ho capito che per la muffa non bisogna usare pitture traspiranti.
Ti consiglio il bisaten che e’ una pittura superlavabile ed e’ additivata da un liquido che si chiama biocidi che in questa pittura e’ molta elevata come percentuale, queste sono le parole che mi dice sempre il rappresentante.
Come esperienza sono rari i casi dove si riformano pochissime macchioline dopo anni.
Purtroppo nel negozio continuo a vendere quasi sempre le idropitture traspiranti, contenti loro contento anch’io rivedere il cliente ogni anno.
Ciao antonino.
grazie antonio!
Mai letto tutto in una volta tante fesserie come queste…
Diserbante dentro l’idropittura, ducotone superlavabile e pertanto assolutamente non traspirante per contarstare la muffa, la calce e le traspiranti che rovinano le pareti e poi la più bella, la vetroresina in cantina!
Poveri i tuoi clienti, ma da quanto fai questo lavoro?
E’ proprio vero che in rete si legge di tutto!
nessuno ha riscontri oggettivi per aver acquistato kalibradry, acquapol ecc da parte di consumatori e non di venditori?
e circa ecodry ( http://www.ecodryitalia.it ) avete informazioni? usa la stessa tecnica degli altri oggetti?
salve, purtroppo ank’io ho problemi di muffa e se qualcuno ha un piccolo consiglio per me, gli\le sarei infinitamente grata. Il problema: da meno di 2 anni ho ristrutturato completamente un pianterreno provvisto solo di pavimento, utilizzando del cartongesso. Nonostante lo spessore lasciato tra il cartongesso e l’unica parete esterna di circa 10cm, è comparsa magicamente la muffa! Oltre all’aspetto visivo, toccando il punto in cui è comparsa la muffa, le macchie sono umide ed emanano cattivo odore. Ovviamente il locale è dotato di infissi nuovi, nei quali gli angoli cominciano a colorarsi di simpatiche macchioline muffose! Come potrei risolvere il tutto considerando il fatto ke fino ad oggi ho già speso un bel po’ di soldini? Grazie. Carmen
fammi sapere che tipo di idropittura hai usato, comunque ti consiglio di lavare il muro con ace e quindi le mura diventono pulite, poi il miglio trattamento e’ usare una idropittura che si chiama bisaten costo 70€ il bidone grande, questa pittura ha una buona quantita’ di biocidi che uccide la muffa, cioe’ quando condensano le goccioline di acqua vicino alle pareti non si marciscono perche’ il veleno contenuto nella pittura blocca la crescita delle spore. ormai sono rari i casi che al negozio ho problemi da quando da 10 anni vendiamo questo prodotto, ciao Antonino.
ho acquistato un appartamento al piano terra.
Prima di rientrarci vorrei fare qualche lavoro, più che altro umidità da risalita.
“purtroppo” l’attuale proprietà ha ristrutturato proprio prima che io potessi visionarla per cui non è chiaro in che misura, e dove, ci sia questa problematica.
Pensavo a questi interventi:
1) Vorrei far coibentare i soli muri perimetrali, dall’interno, con sughero (sia per isolare leggermente, sia per insonorizzare un pò) così da non rubare troppi cm alle stanza.
2) vorrei installare finestre vetrocamera 4/16/4
3) circa l’umidità da risalita, non sapendo bene il come e il dove, non so quale soluzione adottare. Pensavo a rifare l’intonaco a “Sanamur”, o in alternativa appunto prodotti tecnologici di cui parlate sopra (elettro osmosi attiva ecc).
Opinioni, consigli? grazie mille
io proporrei potendo perdere 2 o 3 cm fare il cappotto con il sughero che maschera l’umidità alle pareti esterne, poi e’ un ottimo isolante sia termico che’ acustico, e’ un lavoro che può fare l’imbianchino cosi eviti di scalpellare il muro e quindi meno polvere e poi un quarto di soldi rispetto all’impresa di muratura, RICORDATI DI PITTURARE ALLA FINE CON UNA PITTURA ANTIMUFFA TIPO BISATEN, COSTOSA MA CERTAMENTE QUALIFICA IL LAVORO, ciao ANTONINO.
ti ringrazio per l’opinione. credo che farò fare il cappotto dei muri esterni a sughero come suggerisci te.
Altra domanda: e’ vero che a mettere i vetri doppia camera (tipo 4/16/4) a volte può capitare che l’umido che in precedenza si condensava sul vetro sotto forma di goccioline, si potrebbe ‘ripartire’ in tutta la stanza causando muffe dove prima non c’erano??? ho letto che questo è accaduto ad una persona ed ora – pur volendo mettere le finestre doppia camera – ho questo dubbio.
Infine: per l’umidità da risalita, visto che ci sono pareri che dicono tutto e l’opposto di tutto… come possiamo capire le migliori soluzioni?
Un piccolo ma efficace rimedio anche se temporaneo è questo prodotto.
L’ho provato ed immediatamente i muri sono tornati bianchi come prima… fino all’anno dopo il problema non si è ripresentato.. a fine inverno invece non so per quale motivo è tornata… però in forma molto minore… io lo consiglio comunque… provate e giudicate voi stessi…
Alla fine però lo Smuffer è “quasi” uguale alla candeggina: una soluzione al 5% di ipoclorito di sodio.
Vedere scheda tecnica.
si, lo Smuffer l’ho provato e risolve per la muffa da condensa, ma non per l’umidità da risalita, ottima segnalazione comunque resto dell’idea che è meglio prevenire i problemi che tamponarli, ma ancora non ho compreso la migliore soluzione per l’umidità da risalita… cmq grazie
In effetti l’umidità da risalita sembra la parte più grossa del problema… Sarebbe effettivamente da verificare quanto magici siano i prodotti tipo Aquapol e simili… Quasi-quasi vado a vedere quelli che hanno installato a pochi km da casa mia!
concordo, peraltro ho controllato accuratamente in internet e non ho trovato una sola opinione *indipendente* – negativa o positiva che sia – circa questi prodotti tipo Aquapol, Kalibra dry, Ecodry e quant’altro. Si trovano solo testimonianze dai siti dei produttori. Questo mi pare molto strano e comunque mi fa dispiacere, perchè i prodotti sono molto costosi ma non è nemmeno la cifra da esborsare che mi fa paura quanto poi l’effettiva utilità…
Sono architetto e collaboro con uno studio dove il sistema Aquapol è stato impiegato nel risanamento di un seminterrato afflitto da umidità di risalita. L’apparecchiatura posso confermare che funziona e a distanza di più di dieci anni, i committenti si dichiarano estremamente soddisfatti.
questa infomazione è interessante ma. è un seminterrato dove non vi si abita…….. ma installato in abitazione?? quali problemi con le onde elettromagnetiche??
è un locale ristrutturato per una sala di un ristorante. Abbiamo fatto dei rilievi per testare i campi elettromagnetici e ne è risultato che lavorando su microfrequenze (si generano anche in una abitazione non appena accendiamo una lampadina schiacciando l’interruttore), i campi generati sono addirittura inferiori da un telefono cellulare.
Parlando con il rappresentante della ditta, a suo tempo, mi disse che tale tecnologia era usata e certificata in Austria già da circa 30 anni.
Ho proposto questa soluzione ad un cliente non più di un mese fa, per dei problemi di umidità nella sua cantina, in quanto non possiamo introdurre il vespaio.
per Paolo:
affermi che “i campi generati sono addirittura inferiori da un telefono cellulare”.
Mi viene una riflessione: d’accordo che i campi generati sono inferiori al cellulare, ma il cellulare lo si usa molto poco, pochi minuti al giorno (in genere), mentre i campi del congegno Aquapol (o altri che dir si voglia) lavorano 7 giorni su 7 365 giorni l’anno.
mi sembra una differenza sostanziale. A mio modo di vedere non è tranquillizante la tua affermazione, anzi…
ciao Luca, ho 50 anni e 30 anni come commerciante nel campo delle idropitture, umidità, muffa e salnitro, tutto quello che ho scritto e’ tutto vero, l’esperienza e i risultati ottenuti mi premiano, purtroppo le persone di poca esperienza e senza cervello continuano ad usare prodotti e tecniche che o sono di pessimi risultati oppure ad un costo molto ma molto elevato. Si possono ottenere degli ottimi risultati facendo lavorare la mia esperienza ed un buon cervello cosa che a me non manca, ognuno il suo campo lei e’ forse uno Sgarbi? Le consiglio di riflettere quando scrive delle stronzate. Il mio numero di telefono e’ 081-xxxx997.
io sono un ignorante in materia ma a leggere qui dentro, mi sembra di essermi fatto l’idea che chi lavora con un certo tipo di prodotti afferma che il suo è il sistema migliore, chi lavora con un altro tipo di impostazione afferma che è invece il suo sistema ad essere vincente, chi vende un altro tipo di prodotti sostiene che è questa l’unica soluzione e le altre non servono a niente… mi sembra ci siano idee poco obiettive, in genere
Fabio… leggi meglio, perché in realtà qui trovi molte idee, e tutte valide in ugual modo.
Il fatto che ad alcuni una soluzione funzioni meglio di altre dipende dal fatto che non tutti i problemi – sebbene portino ad uguali sintomi – hanno la stessa origine, la stessa causa, lo stesso substrato di crescita, ecc.
mi è stato proposto, contro umidità di risalita, questo prodotto:
http://www.hidra.sm/cont.php?menu=0301&tipo_paragrafo=umidita_capillare
avete dei pareri o esperienze o opinioni al riguardo?
chiedo scusa se insisto, nessuno ha opinioni sul suddetto metodo, anche in assenza di esperienze dirette, per capirne la bontà quantomeno del principio di applicazione ovvero se in teoria sembra essere una soluzione valida? grazie ancora e scusate
qualcuno ha idea di quanto costino .. ammesso che poi funzionino i sistemi Aquapol e simili.. il mio appartamento è di circa 65 metri ma i locali da deumidificare sono solo due (una camera e uno sgabuzzino) .. per un totale di circa 30mt quadrati..
Ciao Rossella,
se guardi i miei commenti precedenti, ho già scritto un prezzo che mi era stato indicato da un rivenditore Aquapol.
Ho un monolocale a piano terra in zona marittima. Ho avuto sempre problemi di umidità di risalita e fuorisciuta di salnitro. L’anno scorso ho provato ad installare i tappi antiumidità ma non ho risolto perche’ in certe zone non ho potuto applicarli a causa di presenza di tubi e cmq il salnitro ha continuato ad uscire. A maggio, dopo un giorno di finestre chiuse avevo l’umidità nell’area al 91%
Mi sono deciso a comprare e montare l’elektro aqua dopo aver sentito preventivi da vari aquapol etc e valutato pro e contro. Ho visto ad esempio che gli apparecchi che necessitano del filo di titanio lungo il perimetro del locale sono molto quotati in gran bretagna.
Cmq dopo circa 15 giorni mi sembra che l’umidità non tocchi piu’ le punte a cui ero abituato, adesso piu’ dell’80 non l’ho piu’ visto.
Non so se dipenda dal clima caldo di queste ultime settimane ma mi riprometto di tenervi aggiornati.
Ciao e grazie a tutti per l’interessante sviluppo del dialogo.
Grazie Alberto, tienici aggiornati!
Vogliamo sapere se funziona davvero da qualcuno che non sia un rivenditore!!
@ALBERTO
scusa, ma elektro aqua a quel che mi risulta non ha il filo di titanio sul perimetro giusto? E’ solo una centralina da fissare al muro.
Inoltre non ho capito che cosa c’entri il tuo apparecchio con l’umidità dell’ARIA, poichè a mio avviso (e parlo da ignorante) dalle ricerche che ho fatto in internet (sono interessato anche io) pare rimuova solo l’umidità interna al muro.
PS quanto l’hai pagato? grazie ancora
rettifica
hai scritto umidità nell’area (quindi presumo interna al muro), avevo letto aria! chiedo scusa