Mini-glossario dell’energia alternativa

Energia Solar a Formentera
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Solare fotovoltaico

Converte direttamente la radiazione solare in energia elettrica.
I pannelli solari sono composti da unità di base, le celle fotovoltaiche, che praticamente si comportano come delle minuscole centrali di produzione di energia elettrica grazie al contributo dell’irraggiamento solare.

Per un appartamento con tre persone il costo medio è tra i 20 e i 25mila euro.
Il costo è piuttosto elevato ma bisogna tenere presente che una scelta di questo tipo viene operata – oltre che nell’ambito di un complessivo ripensamento dei rapporti fra sé e l’ambiente – anche per mettersi al riparo da eventuali black-out, sempre più frequenti, e da futuri, inevitabili aumenti tariffari dell’energia elettrica.

Ottenuta attraverso lo sfruttamento dell’irraggiamento solare, quindi mediante la conversione in energia termica oppure elettrica di quella elettromagnetica che investe la Terra.
Per ottenere l’energia elettrica da quella solare si può ricorrere alla tecnologia fotovoltaica che consiste nell’utilizzo di pannelli solari, composti da materiale semiconduttore organizzato in due strati, uno caricato positivamente, l’altro negativamente; quando l’energia solare colpisce la loro superficie si verifica un passaggio tra i due strati che genere corrente elettrica.

Un sistema alternativo di sfruttamento dell’energia solare, quello a concentrazione, prevede la presenza di un collettore che raccoglie e concentra la radiazione solare trasmettendo la sue energia ad un liquido che, trasformandosi in vapore, attiva una turbina.

Solare termico

Utilizza la radiazione solare per riscaldare l’acqua, per usi sanitari e per il riscaldamento degli ambienti, attraverso un pannello solare.
La tecnologia è matura ed affidabile, con impianti che hanno una vita media di 25 anni, e tempi di ritorno dell’investimento molto brevi.

Per riscaldare l’acqua bastano da 4 a 6 mq per famiglia, con un costo che va da 4000 a 6000 euro.
Per il riscaldamento di un appartamento di circa 100 mq occorrono invece da 10 a 20 mq per una spesa di circa 10000 euro.

wind mill
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Eolico

Gli impianti eolici sfruttano l’energia del vento per produrre elettricità.
Sono costituiti da aerogeneratori che trasformano l’energia cinetica del vento in energia meccanica e infine quest’ultima in energia elettrica.
Possono essere realizzati impianti eolici di varie dimensioni organizzati in “parchi”.

Ottenuta sfruttando la trasformazione dell’energia cinetica del vento; la macchina responsabile di tale trasformazione è detta aerogeneratore. Le pale sono fissate ad un mozzo collegato a sua volta a un primo albero il quale trasmette il movimento, velocizzato da un moltiplicatore di giri, a un secondo albero, collegato al generatore vero e proprio. La potenza ottenuta è proporzionale alla lunghezza delle pale.

L’efficienza di questo sistema è cresciuta notevolmente negli ultimi due decenni: la potenza erogata è cresciuta di ben 60 volte, i costi degli impianti “solamente” di 10. A fine 2007, in Italia si producevano già più di 4100 Giga watt di energia eolica. 

Minieolico

La produzione di energia elettrica dal vento può essere realizzata attraverso aerogeneratori di potenza e altezza ridotte (10-20 metri, e anche meno), in grado di servire utenze in modo diffuso (aziende agricole, imprese artigianali, utenze domestiche, ecc.) e integrarsi meglio nel paesaggio.

Pipes
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Geotermia

Attraverso una pompa di calore a sonda geotermica, viene sfruttata l’energia del suolo.
Queste pompe sono dei sistemi di riscaldamento (e raffrescamento) che traggono vantaggio dalla temperatura relativamente costante del suolo durante tutto l’arco dell’anno e possono essere applicati ad una vasta gamma di costruzioni, in qualsiasi luogo del mondo, abitazioni residenziali, villette, edifici commerciali, scuole, ecc.

Diga di Barcis - Ponte Antoi
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Idroelettrica

Ottenuta sfruttando l’energia potenziale della massa d’acqua contenuta in bacino idrico mediante la sua trasformazione in energia cinetica e quindi in quella elettrica.

Per ottenere tale trasformazione occorre procedere alla costruzione di dighe o di condotte forzate che guideranno l’acqua all’interno dell’impianto, il quale ha nella turbina l’elemento chiave. Questa è composta da una parte fissa (distributore) e una mobile (girante); l’acqua, passando nel girante, cede la sua energia cinetica che viene convigliata al distributore, il quale a sua volta mette in funzione l’albero motore. La turbina è accoppiata poi ad un generatore elettrico.

L’impatto di questo tipo di impianto è rappresentato soprattutto dalle strutture necessarie (chiuse, dighe, …) che alterano spesso in maniera decisiva l’ambiente. Esistono però anche impianti di tipo “fluente“, che cioè sfruttano le correnti d’acqua, e di tipo “mini-idro“, a potenza ridotta e di piccole dimensioni: in questo modo limitano decisivamente il loro impatto ambientale, non richiedendo la costruzione di grandi dighe.

E’ possibile sfruttare anche lo spostamento della massa d’acqua causato dalle maree – in certe zone della Terra la differenza tra alta e bassa marea arriva a superare i 20 metri – dalle onde e dalle correnti marine.

fonte: CONSUMATORI il mensile dei soci Coop n.1 2007, Media World Magazine n.3 2008

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