Polizze RC auto più trasparenti dal 2007

Col 2007 entrano in vigore importanti modifiche che dovrebbero semplificare le procedure di indennizzo, rendere più lineare il rapporto tra compagnie e clienti, favorendo una riduzione delle tariffe.
Ma sarà davvero così?

L’Italia ha un doppio record: è il paese che ha le tariffe per l’assicurazione RC auto tra le più alte d’Europa e nel contempo ha la minor mobilità di assicurati tra una compagnia e l’altra. Come dire: paghiamo molto (18 miliardi di euro di premi nel 2005) e siamo rassegnati a farlo, al punto che comunque ci teniamo l’assicurazione che già abbiamo, convinti che a poco servirebbe girare a chiedere preventivi nel tentativo di ottenere condizioni migliori.

Se il quadro è questo, e ormai pochi lo contestano, c’è però da dire che col 2007 la speranza che qualcosa cambi, a tutto vantaggio degli utenti e dei consumatori, è supportata da fatti certi.
Coi primi mesi dell’anno entreranno infatti in vigore diverse novità, frutto di un’attenzione e di un lavoro iniziato già da tempo.

Ma se ora si approda a risultato concreti è soprattutto grazie alla spallata arrivata l’estate scorsa col decreto Bersani sulle liberalizzazioni (al quale si sommano anche due regolamenti varati dall’Isvap, l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni private).
Obiettivo dichiarato è quello di portare maggiore trasparenza nel rapporto tra compagnia e assicurato, garantire informazioni chiare e facilmente accessibili, semplificare i meccanismi di indennizzo e ottenere così anche una riduzione del costo delle tariffe.

Succederà davvero tutto cio?

Le premesse ci sono anche se è inutile dire che le resistenze al cambiamento sono state (e saranno) forti e i tentativi di strappare anche solo un rinvio non sono mancati.
Ma il Governo, a cominciare dallo stesso ministro Bersani, ha deciso di tenere duro e di rispettare i tempi previsti.

“Sull’indennizzo diretto i problemi organizzativi sono seri, ma non si rinvia – ha detto Bersani a metà Gennaio – Una volta avviato il meccanismo vedremo cosa emerge. Dal canto nostro monitoreremo con attenzione il settore”.
Dunque si parte: allora armiamoci di un po’ di pazienza per capire cosa cambia.

Attestato di rischio

La prima novità è legata a un regolamento dell’Isvap, in vigore dal primo gennaio 2007.
“Questo regolamento – spiega Massimo Francescangeli, funzionario del Servizio tutela utenti Dell’Isvap stessa – riguarda l’attestazione dello stato di rischio, cioè quel documento che riassume la storia assicurativa di ognuno (eventuali sinistri provocati, a quale classe di merito si appartiene, ecc.).

L’attestato di rischio esiste già, ma sino ad ora le compagnie lo mettevano a disposizione solo tre giorni prima della scadenza e l’assicurato doveva recarsi in agenzia per ritirarlo.
Ora invece l’attestato verrà spedito a casa dell’utente e dovrà arrivare almeno 30 giorni prima della scadenza.
L’obiettivo è quello di mettere il cittadino in condizione di conoscere la propria situazione in tempo utile per decidere se cambiare o meno compagnia”.

Altra novità importante è che le compagnie devono spedire a casa anche una comunicazione che contiene precise informazioni sulla scadenza della copertura assicurativa, sulle modalità di una eventuale disdetta e, soprattutto, su quale sarà il costo di un eventuale rinnovo, motivando in dettaglio cosa determina le eventuali variazioni di prezzo (se cioè dipendono da aumenti tariffari, da sinistri causati o altro).

“è evidente – spiega Francescangeli – che la spinta è quella a garantire informazioni chiare, tempestive e complete per favorire il confronto tra le proposte delle diverse compagnie e dunque stimolare la mobilità dell’utenza in funzione di incentivo alla concorrenza“.

è Importante ricordare che l’eventuale nuova compagnia è tenuta a inserire l’automobilista nella classe di rischio indicata nell’attestato.
Attestato che, in base a quanto stabilito nel nuovo regolamento, ha la durata di 1 anno (dunque se si vende una vettura si hanno poi 12 mesi per riassicurarsi partendo dalle condizioni precedenti).

Tariffe e pubblicità

Un secondo regolamento Isvap, che uscirà all’inizio del 2007, aggiungerà altre importanti novità in merito alla traqsparenza e alla raffrontabilità delle tariffe offerte.
Infatti le compagnie saranno obbligate a renderle pubbliche e accessibili attraverso un servizio gratuito di preventivazione, presso i punti vendita e nei siti internet, che consenta a ciascuno di ricevere un preventivo personalizzato, indicando il premio richiesto, l’incidenza delle provvigioni destinate agli agenti ed eventuali sconti.

Questo sarà dunque un secondo tassello che favorirà utenti e consumatori nella loro scelta, spingendo verso tariffe che siano davvero concorrenziali, superando così il timore, che in realtà si è spesso dimostrato fondato (non solo in questo settore) che le compagnie si mettano d’accordo e di fatto i prezzi anzichè essere calmierati finiscano comunque per crescere!

L’indennizzo diretto

L’altra novità, quella di cui si è probabilmente parlato di più, è quella legata al risarcimento diretto, che riguarderà i sinistri automobilistici avvenuti dopo il primo febbraio 2007.
Cioè mentre sino ad oggi in caso di incidente l’assicurato doveva rivolgersi alla compagnia dell’altro automobilista (quello che aveva causato il sinistro) per ottenere il rimborso, ora la richiesta di risarcimento dovrà presentarla alla propria compagnia.

“Col risarcimento diretto – spiega Paolo Landi, presidente dell’associazione di consumatori Adiconsum – si realizzano congiuntamente diversi obiettivi. In primo luogo si crea un collegamento diretto tra la tariffa pagata dal cittadino e il servizio ricevuto dalla medesima compagnia. Poi si velocizzano le procedure, si dovrebbero ridurre i casi di contenzioso, rendendo anche più difficili le truffe. Ma soprattutto ci sono le condizioni per ottenere una riduzione delle tariffe che secondo noi può essere intorno al 10%”.

Ovviamente sulla riduzione delle tariffe l’Ania (l’Associazione delle compagnie di assicurazione), tira il freno e, attraverso il suo presidente Fabio Cerchiai, parla di “benefici auspicabili, ma non stimabili”. Per Cerchiai quella dell’indennizzo diretto è una rivoluzione sì condivisa, ma fatta troppo in fretta, al punto che alla fine “sembra più una scelta meditata”.
C’è da scommettere che la sfida non sarà semplice e, come in tanti altri casi, i consumatori faranno bene a far sentire la propria voce.

Ma vediamo operativamente come funziona l’indennizzo diretto. Il suo cuore sarà la cosiddetta “stanza di compensazione” che sarà gestita da un ente terzo qual’è la Consap, cioè la concessionaria dei servizi assicurativi pubblici.

“L’assicurato – spiega ancora Massimo Francescangeli di Isvap – viene rimborsato dalla propria compagnia. A sua volta la compagnia rivolge richiesta di rimborso alla “stanza di compensazione”. Qui è importante precisare che, mentre alll’assicurato il rimborso verrà dato in base al danno effettivamente subito, alla compagnia il rimborso da parte della “stanza” sarà pari al costo medio dei risarcimenti effettuati nell’anno precedente. E il costo medio viene stabilito su base annua da un comitato tecnico di cui fanno parte Ministero per lo sviluppo economico, Isvap, Ania, un tecnico indipendente e due rappresentanti delle associazioni di consumatori.”

Gli importi potranno essere, per i danni a cose, distinti geograficamente su 3 macro aree mentre quelli per i danni alle persone saranno uguali in tutta Italia.
Attualmente, secondo l’Ania, il costo media un sinistro è di 4122 euro (dati 2005).
è importante precisare che l’indennizzo diretto si applica solo a determinate condizioni, che grosso modo dovrebbero coprire il 90% dei circa 4 milioni e mezzo di incidenti che si sono verificati nel 2005 in Italia.

Il nuovo sistema, poichè non contempla il riconoscimento di spese per l’assistenza legale (se non per la perizia medico-legale sui danni alla persona), prevede l’obbligo da parte delle compagnie assicurative di offrire all’utente adeguata consulenza tecnica per predisporre gli atti che portino ad una rapida quantificazione del danno e alla conseguente e obbligatoria offerta di risarcimento.

“Se l’assicurato formula una richiesta di risarcimento completa di tutti gli elementi necessari – spiega Francescangeli – il risarcimento deve avvenire entro 60 giorni per i danni a cose ed entro 90 giorni per i danni alle persone. Se poi l’incidente è stato risolto firmando il modulo di constatazione amichevole (c.a.i.) allora i tempi di risarcimento per i danni a cose si dimezzano e diventano di 30 giorni.

Ad oggi circa il 37.5% di sinistri è risolto attraverso il c.a.i.
Tornando alla liquidazione del danno, il mancato rispetto di questi termini da parte delle compagnie comporta sanzioni. Tutto ciò conferma come uno degli obiettivi di fondo sia quello di ridurre il contenzioso che oggi è molto alto (circa il 20% del totale).”
Ovvero si presume che le compagnie siano interessate a trattare bene i propri clienti per tenerseli stretti.�

Questo è quanto potremmo verificare solo nei prossimi mesi.
Per ora qual che si può dire è che per il mondo dell’RC auto un cambiamento importante è iniziato. Utenti e consumatori sognano che le loro speranze non vadano deluse e che le tariffe possano davvero calare. Ma questo è ancora presto per dirlo con certezza.

fonte: “consumatori, il mensile dei soci coop”, n.1/2007�

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