Ricavate cellule staminali da cellule adulte (non embrionali)
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Il gruppo di ricerca dell’Università di Tokyo diretto da Shinya Yamanaka è riuscito a riprogrammare cellule adulte umane in modo da farle funzionare come cellule staminali embrionali pluripotenti. La scoperta, pubblicata sull’ultimo numero della rivista “Cell”, potrà dare un notevole impulso alla ricerca sulle staminali, affiancandosi alla metodologai sviluppata dai ricercatori dell’Università del Wisconsin, che con il loro annuncio hanno “bruciato” sul tempo i colleghi nipponici.
Lo scorso anno Yamanaka aveva già annunciato di essere riuscito a riprogrammare in questo modo cellule epiteliali di topo, grazie all’identificazione e all’utilizzo di quattro fattori di trascrizione genetica.
Ora i ricercatori giapponesi hanno dimostrato che quegli stessi fattori di trascrizione – noti con le sigle Oct3/4, Sox2, c-Myc, e Klf4 – sono in grado di indurre la stessa trasformazione anche nei fibroblasti umani, che si riconvertono in cellule pressoché indistinguibili da cellule embrionali staminali umane, un fatto che ha in parte sorpreso gli stessi ricercatori poiché, date le differenze fra uomo e topo sospettavamo che dovesse essere necessario qualche altro fattore di trascrizione per generare cellule staminali pluripotenti umane.”
“Da circa 50.000 cellule umane trattate abbiamo ottenuto approssimativamente una decina di cloni di staminali pluripotenti”, ha osservato Yamanaka. “Questa potrebbe sembrare un’efficienza molto bassa, ma in realtà significa che da un esperimento con un singolo prelievo di circa dieci centimetri è possibile ottenere svariate linee cellulari di staminali pluripotenti”
Questo risultato apre le porte alla possibilità di utilizzare una fonte alternativa di cellule pluripotenti, che superi i problemi posti dalle cellule staminali embrionali, anche se – sottolineano gli stessi ricercatori – occorre ancora di molto lavoro per caratterizzare e comprendere la capacità di queste cellule pluripotenti indotte di essere utilizzate per combattere le patologie umane.
fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1317645


Un team di scienziati dell’universita’ di Harvard, a Cambridge, nel Massachusetts, e’ riuscito a trasformare per la prima volta cellule provenienti dal pancreas di un topo in un altro tipo di cellule ‘salvavita’ in grado di produrre l’insulina che serve ai diabetici per sopravvivere. Il risultato, che a detta degli scienziati rappresenta un considerevole passo avanti nel campo della ‘medicina rigenerativa’, e’ considerato ancora piu’ interessante dagli studiosi perche’ per la prima volta l’intera operazione si e’ svolta all’interno del corpo di un animale in vita. Lo studio – che ha visto come cavie topi da laboratorio in attesa di una sperimentazione sull’uomo – e’ stato pubblicato oggi sul sito online della rivista scientifica americana ‘Nature’.
Se gli uomini dimostreranno di reagire allo stesso modo dei topi all’esperimento, un domani la ricerca americana potrebbe essere la chiave di volta per curare alcune importanti malattie. In particolare, i pazienti che soffrono di diabete, cuore a rischio di infarti o altri problemi, potrebbero avere la loro cellule ‘riprogrammate’ piuttosto che dover fare uso di medicinali, ricorrere al trapianto o sottoporsi ad altre terapie. La prospettiva e’ dunque quella di cellule che, opportunamente modificate, siano in grado di curare in modo autonomo l’organo malato. ‘L’obiettivo e’ quello di creare cellule mancanti o in difetto nel corpo umano, una sfida molto eccitante’ ha spiegato Douglas A. Melton, co-direttore dell’Harvard Stem Cell Institute e leader della ricerca. Gli esperimenti sull’uomo, secondo quanto annunciato dagli scienziati, dovrebbero cominciare nell’arco dei prossimi cinque anni, e nonostante le grosse incertezza il team ha reso noto di nutrire molte aspettative dato che ‘la biologia del pancreas e’ abbastanza simile negli uomini e nei topi’.
fonte: http://www.aduc.it/dyn/salute/noti.php?id=231052