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Oftalmologia: i vari problemi e disturbi degli occhi


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I problemi del vederci chiaro

Difetti della curvatura della cornea, del cristallino o problemi di conformazione del bulbo sono le cause dei difetti di rifrazione: miopia, presbiopia, ipermetropia e astigmatismo. Posture appropriate, soprattutto davanti al computer, possono aiutare prevenirli.

La miopia è un difetto visivo legato al un’eccessiva forma convessa del cristallino oppure a un allungamento del bulbo oculare: il punto dove convergono i raggi si trova davanti alla retina e non sulla retina. Ciò impedisce di vedere nitidamente gli oggetti distanti, anche se non crea problemi alla visione da vicino. è fondamentale indossare occhiali o lenti a contatto adeguate.

Si parla di ipermetropia quando il bulbo oculare, al contrario di quello che succede con la miopia, è più corto e nella cornea più piatta rispetto alla normale curvatura dell’occhio sano. L’immagine viene messa a fuoco oltre la retina e questo crea il difetto visivo.

La presbiopia invece è un disturbo generalmente legato all’età provocato dall’irrigidimento del cristallino che non riesce più a modificare correttamente la sua forma per mettere a fuoco gli oggetti a seconda della distanza che hanno rispetto agli occhi; ne risulta una difficoltà a mettere a fuoco gli oggetti vicini.

Nell’astigmatismo della cornea è ovale anziché sferica e i raggi luminosi in queste condizioni vanno a fuoco su due piani diversi tra loro rispetto alla retina. La conseguenza è una difficoltà nel mettere a fuoco le immagini, che appaiono indistinte, schiacciate o distorte.

I pro e i contro delle lenti a contatto

Difficile fare a meno quando si comincia a usarle: ricominciare a indossare qui pesanti occhiali e impensabile. Le lenti a contatto sono ormai di un presidio irrinunciabile per moltissime persone che hanno un difetto visivo (soprattutto miopia, ma anche astigmatismo, presbiopia, miopia e presbiopia associate). Peraltro oggi c’è anche un’ampia possibilità di scelta: si va dalle ormai non più nuovissime lenti gas permeabili o semirigide, a quelle morbide.
Un vasto assortimento che non riguarda soltanto i materiali e la durata (giornaliera o mensile) ma anche la possibilità di portarle durante la notte dormendo.

Comodissime, non ci sono dubbi! Ma non sono esenti da controindicazioni. Da alcuni anni si ipotizza che un loro uso prolungato sia uno dei principali fattori di rischio per lo sviluppo di cheratiti microbiche, cioè infezioni della cornea indotte da batteri o da lieviti, come per esempio la candida.

E siccome trattare un’infezione dell’occhio non è mai semplicissimo, possono verificarsi ulcere e menomazioni della vista, quindi la questione non è da prendere alla leggera. I rischi maggiori si corrono con le lenti a contatto morbide, con quelle mensili e settimanali rispetto a quelle giornaliere; e soprattutto, il rischio di infezione è maggiore se si indossano anche durante la notte. Inoltre un grosso ruolo gioca il rispetto dell’igiene.

Un recente studio australiano ha dimostrato che l’uso di detergenti intimatici, cioè quelli in grado di rimuovere la patina proteica dalla lente, riduce l’adesione dei microrganismi patogeni alla lente. Infine, da non trascurare la disinfezione dei contenitori delle lenti, che spesso risultano contaminati senza che ce ne accorgiamo.

Problemi diversi nella terza età

Il problema più simile in assoluto, per quanto riguarda gli occhi, e la cataratta. Il cristallino, che di norma trasparente, diventa opaco e si forma una sorta di macchia bianca all’interno della pupilla che impedisce il passaggio della luce. Dopo i sessant’anni e molto frequente riscontrare opacità del cristallino, ma non sempre sono tali da provocare alterazioni visive. La cataratta vere e proprie invece induce un annebbiamento della visione con riduzione del campo visivo e dell’acuità.

Se l’opacità diventa completa si ha cecità funzionale dell’occhio della pupilla assume il tipico colore grigio della cosiddetta cataratta matura. Non sempre ci si accorge del problema in tempo perché spesso non ci sono deficit e evidenti; per questo è importante, a partire dai cinquant’anni, sottoporsi a visite oculistiche periodiche. Tra le cause ci sono sicuramente fattori ambientali alcune radiazioni UV provocano un trauma cristallino che, se prolungato, comportava cataratta. Ciò spiega l’elevata incidenza di cataratta tra chi adora il sole, ma anche per chi vive ai tropici e tre piloti di aereo.

Altra patologia legata all’età è la degenerazione maculare senile, che si è sottovalutata può portare a cecità parziale o totale. Una ricerca ha stimato che in Italia ci sono più di 700.000 persone affette da degenerazione maculare, e ogni anno i nuovi ammalati sono più di 90.000. Tra gli over 60 con problemi alla vista, uno su quattro e ipovedente e il 15% è completamente cieco a causa di questa malattia.

Il primo sintomo e una visione distorta delio oggetti: le righe dritte sembrano ondulate e distorte; poi si vedono macchie fisse nel centro nei dintorni del campo visivo chiamate scotomi, e si osserva l’alterazione dei colori e di contrasti luminosi. Le cause sono sconosciute e quindi non esiste ancora una terapia mirata. Ciò che si può fare a tenere sotto controllo i fattori di rischio come l’ipertensione arteriosa, il diavete, il colesterolo alto (ipercolesterolemia), le cattive abitudini (fumo).

Negli ultimi anni è stato messo a punto trattamento chirurgico con il laser che però può essere effettuato soltanto su alcuni casi specifici.

Anche il glaucoma è una patologia legata all’età. Quando la pressione interna dell’occhio aumenta si ha una perdita del campo visivo. In condizioni normali l’umore acqueo presente nella camera anteriore dell’occhio viene continuamente da Renato verso il sistema circolatorio, così da mantenere sotto controllo la pressione interna. Se la pressione aumenta le pareti del bulbo ne risentono. Il tessuto che soffre di più è la retina, sia per la delicatezza della sua struttura che per la riduzione dell’afflusso di sangue che ne consegue. Sono proprio le alterazioni della retina a provocare disturbi visivi. Il glaucoma può comparire anche da giovani, ma è molto più frequente dopo i 40 anni. Il trattamento varia a seconda del tipo dello stadio: esistono farmaci che è possono essere prescritti, ma in alternativa bisogna ricorrere a un intervento chirurgico.

Carboidrati e macule

Più pasta integrale, meno bevande zuccherate. Un gruppo di ricercatori statunitensi ha dimostrato che mangiare meno carboidrati raffinati può rallentare la progressione della degenerazione maculare correlata all’età. Lo studio, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha documentato che chi consuma alimenti con elevato indice glicemico, vale a dire pasta, pane, ma soprattutto zucchero e bevande zuccherate, a un rischio superiore di sviluppare la patologia rispetto a chi invece ha introdotto nella propria dieta giornaliera molti alimenti a basso indice glicemico, come pane e pasta integrale, e soprattutto ha messo al bando le bevande zuccherate.

Allenamenti pericolosi

Se siete patiti del sollevamento pesi o comunque amanti della palestra fate attenzione: lo sforzo che si compie nel sollevare pesi potrebbe alla lunga ripercuotersi su gli occhi.
All’origine del danno, secondo uno studio brasiliano, sarebbe l’alternarsi di innalzamenti della pressione all’interno dell’occhio che si verificano durante lo sforzo, aggravati peraltro dalla modalità di trattenere il respiro per qualche secondo al culmine dello sforzo. Secondo i ricercatori un simile esercizio, prolungato nel tempo, può rappresentare un fattore di rischio o di progressione del glaucoma. Quando la pressione intraoculare aumenta a causa di squilibri tra afflusso e deflusso di liquido, si può danneggiare il nervo ottico favorendo il glaucoma.

fonte: Sapere & salute, nov.07

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6 commenti a “Oftalmologia: i vari problemi e disturbi degli occhi”

  1. giovanni scrive:

    da circa ua settimana mi trema la palpebra dx, questo fastidio mi viene circa una volta all’anno soprattuto in primavera.potreste suggerirmi qualche rimedio, e perchè succede? grazie

  2. Gigi scrive:

    Le lenti grigie, da sempre consigliate come le migliori per il gioco del golf, sono state indicate come le peggiori rispetto a tutte le altre. È noto, infatti, che il grigio appiattisce l’immagine e viene preferito per la guida della macchina piuttosto che per giocare a golf, mentre le altre tinte, grazie alle differenti percentuali di assorbimento della luce, sono maggiormente apprezzate nei casi di cambio di focalizzazione e concentrazione, come accade in diverse competizioni sportive.

    In particolare hanno eccelso, anche in diverse condizioni metereologiche, le colorazioni Vermillion (tende verso il rosso), Cinnamon (tende verso il verde) e Citrus (tende verso il giallo). Addirittura queste ultime sono state indicate dai più come le lenti più precise nella lettura delle pendenze dei “green”, mentre le Gray davano l’impressione di togliere luminosità e sicurezza nella distanza e profondità.

    Addirittura la Nike, tempo fa, aveva lanciato le lenti a contatto Nike MaxSight, in grado di migliorare le prestazioni visive e di attenuare i fastidiosi disturbi legati all’abbagliamento del sole: disponibili in due cromie, verdastra e ambra (entrambe con filtri UVA e UVB), le prime erano appunto ottime per gli sport praticati sull’erba, come golf, training e corridori. Insomma, sarebbe come indossare occhiali da sole, senza montatura!

    E, per finire questo excursus sulle lenti a contatto e il mondo del golf, verrà forse il giorno in cui sarà possibile usare lenti a contatto con display incorporato, in grado magari di effettuare misure telemetriche e calcolare con precisione millimetrica distanza dalla buca e velocità del vento.

    fonte: http://www.levysoft.it/archivio/2008/09/30/il-golf-e-le-lenti-colorate-come-il-colore-di-una-lente-puo-migliorare-le-prestazioni-di-un-giocatore/

  3. DoZ scrive:

    Segnalo un interessante volume dal titolo

    Come Sono Guarito dalla Miopia
    Senza occhiali, lenti a contatto e chirurgia
    come-sono-guarito-miopia.jpg

    Come sono guarito dalla miopia è sicuramente uno dei testi più innovativi nel campo della riabilitazione visiva.
    Tradotto in varie lingue, è seguito con successo da moltissime persone nel mondo.

    Il “defocus retinico” è un sistema sicuro e con solide basi scientifiche, frutto degli studi compiuti negli ultimi cinquant’anni: per questo possiede un’elevata efficacia nella prevenzione e nel progressivo potenziamento della capacità di messa a fuoco sulle varie distanze. Assieme ai fondamentali esercizi di stretching oculare, permette di sciogliere progressivamente le tensioni e i blocchi oculari attraverso un preventivo lavoro di forza, flessibilità e coordinazione dei muscoli estrinseci dell’occhio.

    Nei suoi studi, De Angelis si discosta dal metodo Bates e interviene direttamente sulle cause che generano lo sviluppo della miopia (stress da iperaccomodazione/ vicinanza). La capacità refrattiva dell’occhio, opportunamente stimolata mediante gli esercizi proposti in quest’opera, permette un graduale potenziamento della messa a fuoco, a cui segue il costante miglioramento della vista.

  4. DoZ scrive:

    Nuovo intervento anti-cecità: si trapiantano cellule staminali
    La tecnica sperimentale prevede l’impiego di staminali adulte prelevate da donatore cadavere, che verranno coltivate e quindi trapiantate sulla superficie della cornea dei pazienti
    - Arriva dalle cellule staminali uno spiraglio luce per chi vive al buio. Un nuovo intervento chirurgico anti-cecità è all’esame di un team di scienziati scozzesi di Edimburgo e Glasgow, pronti ad avviare uno studio sull’impiego di staminali adulte in una ventina di pazienti con cecità corneale: una condizione che interessa milioni di persone nel mondo, per l’80% anziani.
    “Osserviamo due o tre nuovi casi di cecità corneale ogni mese – calcola Bal Dhillow del Princess Alexandra Eye Pavillon di Edimburgo, coordinatore del trial condotto in sinergia con il Gartnavel General Hospital di Glasgow – Su larga scala si tratta di un grosso problema”, dice.
    La tecnica sperimentale prevede l’impiego di staminali adulte prelevate da donatore cadavere, che verranno coltivate e quindi trapiantate sulla superficie della cornea dei pazienti. Dhillow si dice orgoglioso di prendere parte allo studio, «il primo del genere mai condotto nel mondo», precisa l’esperto. I medici scozzesi sperano di bissare il successo ottenuto in settembre da un’equipe americana.
    In studi condotti dall’università della Pennsylvania, ricorda infatti la Bbc online, pazienti con cecità congenita hanno mostrato significativi miglioramenti della capacità visiva dopo l’iniezione di un gene correttivo negli occhi.
    fonte: http://quotidianonet.ilsole24ore.com/salute/2009/01/19/145332-nuovo_intervento_anti_cecita.shtml

  5. ANITA POZZI scrive:

    ho una figlia nata con una brutta cicatrice all’occhio sinistro,.. spero nella scienza una possibile cura.
    grazie

  6. DoZ scrive:

    Guarire le lesioni della cornea con le staminali del cordone ombelicale: la scoperta arriva dalla University of Cincinnati in Ohio, dove i ricercatori del dipartimento di oftalmologia hanno trapiantato cellule staminali mesenchimali in cavie che avevano problemi di nitidezza nella vista.
    ‘Il trapianto della cornea – afferma Whei-Yang Kao, coordinatore dello studio presentato durante il congresso della American Society of Cell Biology – e’ attualmente l’unica soluzione per restituire trasparenza nella visione a chi ha cicatrici corneali dovute a infezioni, traumi o difetti congeniti. Le donazioni pero’ sono in diminuzione, per cui e’ necessario individuare trattamenti alternativi, uno dei quali potrebbe risiedere nelle staminali del cordone ombelicale’.

    fonte http://salute.aduc.it/notizia/staminali+cordone+chi+ha+problemi+vista_114493.php

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