È duro fare i neonati

vietato ai minoriFare i genitori non è un compito facile.

è un’ovvietà, certo, talmente ovvia che me ne sono resa conto pienamente solo nel momento in cui sono diventata madre. Prima di allora non avevo notato quanto fosse difficile allevare un cucciolo d’uomo. E non solo per i problemi oggettivi che possiamo più o meno immaginare tutti: pannolini, poppate, svezzamento, malattie e quant’altro.

La realtà dei fatti è che ti ritrovi in mano questo esserino urlante e non sempre profumato, senza avere la benché minima idea di quello che devi fare, perché nessuno te lo insegna. In ogni caso, quando cominci a confrontarti con il mondo esterno ti rendi conto che le difficoltà vere non sono quelle di cui sopra, ma tutto ciò che ti impedisce di svolgere al meglio questo faticosissimo e bellissimo impegno. Part-time negati, mancanza di asili nido, il costo della vita in costante aumento…

Ad ogni nuova campagna elettorale entrambi gli schieramenti si precipitano a fare promesse di bonus, incentivi, sgravi fiscali e chi più ne ha più ne metta. Interventi che puntualmente vengono gestiti male, causando i soliti italici sprechi, che non fanno altro che peggiorare la situazione. Ma non c’è da stupirsi. Prima di parlare di una legislazione che tuteli ed incentivi la natalità occorrerebbe modificare un intero sistema sociologico e culturale che considera i bambini e i loro genitori come un mondo a parte che non merita considerazione. Insomma, senza addentrarci in questioni filosofiche e sociologiche da quattro soldi, vi invito tutti ad andare a mangiare una pizza con al seguito un bimbo al di sotto dei tre anni.

Se siete fortunati riuscite a raccattare un seggiolone magari neanche troppo scalcagnato. Se poi il neonato è troppo piccolo e deve starsene suo malgrado nel passeggino, preparatevi ad essere incastrati in un angolo dove il mezzo non crei disagi alla viabilità. E poi pregate che il vostro povero bambino non osi prendersi la libertà di fare i propri bisogni proprio mentre state mangiando, perché la prima cosa che noterete entrando nella toilette del locale tenendo in braccio il pargoletto odoroso, sarà che non sapete proprio dove appoggiarlo per poterlo cambiare.

Nella mia esperienza di madre di un bambino di venti mesi, che non rinuncia ad andare a cena fuori di quando in quando, vi posso dire che il fasciatoio è un oggetto sconosciuto al 90% dei locali che frequento più o meno abitualmente. Ora, per chi non ha figli e non ha mai cambiato un pannolino in vita sua: provate ad immaginare le manovre di due poveracci che devono andare al bagno insieme dato che uno deve tenere sollevato il bambino per le ascelle, mentre l’altro gli infila alla bell’è meglio il pannolino e poi lo riveste a tempo di record cercando di non lasciare segni visibili del proprio passaggio.

Insomma, inutile aspettarsi “grandi” cose, quando non si riesce nemmeno ad ottenere quelle piccole piccole.

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