Masdar City: l’utopia elettrica

Quando si pensa ad Abu Dhabi senza dubbio la prima e forse l’unica cosa che ci viene in mente è: petrolio.
Infatti questo piccolo ed opulento emirato si piazza al quinto posto tra i paesi produttori di petrolio al mondo, ed al sesto tra i produttori di gas naturale.

Quindi non ci si può non stupire nell’apprendere che proprio in pieno deserto, in direzione sud-ovest rispetto all’aeroporto internazionale di Abu Dhabi, sta per sorgere una città che verrà interamente alimentata con energia ricavata da fonti rinnovabili.

Masdar City, progettata dall’architetto inglese Norman Foster, sarà il centro operativo e sperimentale di un vero e proprio piano di sviluppo ed innovazione che prevede di alimentare l’intero Paese con fonti energetiche rinnovabili, che, a differenza del petrolio, sono praticamente inesauribili.
Al momento, nel luogo in cui sorgerà Masdar si stanno testando 25 diversi tipi di pannelli solari, per capire quale di questi possa rispondere meglio alle esigenze di fornitura energetica della città.

Senza dubbio quella di Abu Dhabi è una scelta innovativa, che da una parte risponde all’esigenza di creare e sviluppare fonti di energia pulita che contribuiscano a ridurre le emissioni di gas-serra per il bene del Pianeta intero; dall’altra parte questo progetto contribuirà a dare maggior prestigio ad un Paese che sta investendo moltissimo sull’energia futura, quell’energia che dovrà supplire alla mancanza di idrocarburi naturali, destinati ad esaurirsi, prima o poi.

E sicuramente ciò che distingue il progetto di Masdar da tutte le varie iniziative ecologiche proposte in molti altri Paesi, è la grande disponibilità economica di Abu Dhabi che può contare su centinaia di milioni di dollari provenienti dai fondi governativi. Finora la compagnia che ha ideato il progetto Masdar ha investito 250 milioni di dollari in aziende che sviluppano tecnologia “pulita”, mentre altri 2 miliardi di usd verranno spesi per costruire le prime centrali elettriche ad idrogeno del mondo, in collaborazione con British Petroleum e Rio Tinto.

Se tutto procede come previsto, secondo Foster entro il 2016 almeno 50.000 individui vivranno nella città e la maggior parte di essi lavoreranno nelle aziende del settore delle energie rinnovabili, che verranno attirate lì grazie all’altissima specializzazione tecnologica di Masdar (oltre che da un sistema fiscale favorevole).

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