Beppe Grillo contro i giornalisti: perchè?

La marcia del V2-Day
Quando Beppe Grillo ha proclamato il primo V-day, contro la casta dei politici, mi sono trovato perfettamente d’accordo con le idee di base che hanno mosso quella giornata; però non è stata la stessa cosa quando ha detto che il V2-day sarebbe stato contro i giornalisti!

Mi sono subito chiesto cosa avessero fatto di male i giornalisti per meritarsi l’anatema di Grillo, anche perché mi sembravano finiti i giorni di Grillo-contro-tutti, i tempi dei post “Odio al…” – anche se a volte tirati per i capelli – in cui si accaniva contro qualsiasi cosa.
Ormai siamo al Grillo delle “crociate” e non mi sembrava che un “ritorno alle origini” potesse spiegare la sua nuova proposta.

C’ho messo veramente non poco ad arrivarci.

Me ne sono reso conto pian-piano, ascoltando soprattutto i telegiornali, le rassegne stampa dei quotidiani, il TG di Emilio Fede o quello di RAI 2, l’ormai famosa uscita di Berlusconi su Ciarrapico – che, nonostante fascista dichiarato e quindi politicamente scorretto e sfavorevole da portarsi in campagna elettorale, era benvoluto perché editore di “giornali amici” – oppure anche sentendo come è stata data la notizia di oggi che dichiara clemente Mastella innocente “ma già punito”.

Il fatto – o fattaccio, se meglio vogliamo dire – è che il giornalismo che ci circonda oggi è per la maggior parte un “giornalismo di partito”, servo sempre più spesso di questa o quella parte politica.
E anche quando nella migliore delle ipotesi sia esternamente estraneo alla politica, non è comunque un giornalismo asettico, che dovrebbe porsi puramente come informazione; le notizie vengono sempre date diluite nel pensiero personale di chi le pubblica, deviandole, modificandole, incomplete o falsate.

Anche questo V2-Day si ricollega benissimo al Grillo-pensiero (ed ad un certo pensiero ormai imperante) secondo cui l’unica informazione veritiera è l’informazione libera, che si crea “da sola” in internet, che si crea da sola cercandola personalmente; e non quella precotta e preconfezionata che piace a chi ascolta solamente ciò che vuol sentirsi dire.

Come nei politici anche nel giornalismo c’è chi razzola bene e chi razzola male, chi si merita l’anatema e chi no.
Chi non se lo merita lo sa e non ha da temere, gli altri si facciano un esame di coscienza.

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