Silvio scrive all’amico George su Time

 

Il lascito di George W. Bush è dato da valutare agli storici, ma il presidente degli USA rispose con coraggio alla sfida della storia.

di Silvio Berlusconi

” C’era una vera atmosfera di fiducia e buona volontà quell’estate del 2001, quando una nuova epoca sembrava venirci incontro, dopo la caduta del muro di Berlino il superamento delle divisioni del passato.
Condividevo questo pensiero col presidente Bush (eravamo stati entrambi recentemente eletti a capo delle nostre rispettive nazioni) alla cena di chiusura del G8 a Genova nel luglio 2001.
Bush conduceva la conversazione parlando amabilmente con il presidente russo Vladimir Putin, col premier giapponese Junichiro Koizumi, Blair e Schroeder.

Peral Harbor, Hiroshima, le tragedie della seconda guerra mondiale e la guerra fredda sembravano lontanissime.
Bush osservò quanto il mondo fosse cambiato e come potevamo confidare su una pace duratura per i nostri figli. Ricordo di aver provato vera felicità dentro di me.
Appena due mesi dopo accadde l’impensabile e gli attacchi dell’undici settembre avrebbero di nuovo cambiato per sempre il mondo.
La lotta contro il terrorismo sarebbe diventata la preoccupazione principale del presiedente americano e la nostra comune priorità internazionale.

Nei mesi che seguirono quell’immensa tragedia, provammo comunque a restare concentrati, consapevboli che la giustizia, la libertà e la democrazia possono prosperare solo se c’è sicurezza.
Il presidente Bush sa bene che un mondo sicuro è un mondo unito dove tutti, soprattutto quelli meno fortunati, possono e devono fare la loro parte.
George W. Bush sarà ricordato come comandante in capo ma non solo per quello; egli è stato soprattutto un presidente che sentiva l’obbligo morale che il paese pi importante del mondo libero deve sostenere.
I miei pensieri ritornano di nuovo a quel summit del G8 dove l’Italia aveva messo in cima agli impegni il destino delle nazioni pi povere del mondo. E Bush fu un sostenitore entusiasta della nostra iniziativa di creare un fondo per combattere le malattie endemiche.

na volta Bush mi disse che è ragionevole avere dubbi, ma non così tanti da non riuscire a prendere una decisione.
Tocca agli storici giudicare la sua presidenza, ma qualsiasi cosa la storia riserverà per lui sono sicuro che George W. Bush sarà ricordato come un leader di ideali coraggio e sincerità.
Personalmente lo ricorderò come un amico, un uomo che ama la sua famiglia, comprende il significato dell’amicizia ed è grato verso gli alleati dell’America in tutto il mondo. ”

fonte: TIME del 12 maggio 2008

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