Perchè Pistorius non dovrebbe gareggiare fra i normodotati
Da quando è venuta fuori la storia di Oscar Pistorius, che vuole gareggiare fra i “normali” nonostante sia handicappato, ho sempre avuto il mio parere in proposito.
La mia idea è che nonostante chi è a favore della sua “parità di diritti” dica che quelle protesi non gli danno vantaggi e - anzi - le sue gambe debbano faticare 4 volte di più di un atleta normale, io ho sempre pensato che comunque sia lui non gareggia alla pari con gli altri, sia che le sue protesi gli siano a favore che a sfavore.
Dopodiché, io personalmente credo che quelle protesi gli siano in qualche misura favorevoli. Pensiamoci un attimo…
Intanto, se la cosa secondo cui le sue gambe lavorano il quadruplo degli altri atleti fosse vera significherebbe che Pistorius è SUPERMAN, e che se avesse le gambe normali farebbe i 100 metri i 5 secondi, forse meno; quindi questa cosa non dovrebbero essere corretta.
Secondo: per quanto le sue protesi siano costruite con infinita perfezione e preciso rispetto delle naturali proporzioni anatomiche umane, chi non gli permette di indossare protesi che siano 5/10 mm più alte, per dargli una falcata più lunga? Oppure delle protesi che rispondano in modo più dinamico alle sollecitazioni? Ma questo è solo un esempio…
Una volta le protesi si costruivano in legno, poi ferro, acciaio, … Ora leghe superleggere, elastiche e resistenti. Fra 5/10 anni cosa succederà? Daranno alle protesi materiali e forme più idonee alla performance sportiva? Sicuramente potrà succedere.
Cosa c’è di differente in un atleta come Pistorius però di 20 anni fa, se non il tipo di protesi?
Quindi è probabile pensare che fra 10 anni ci saranno atleti disabili con protesi che gli permetteranno di migliorare ulteriormente le loro abilità fisiche. Perché no?
Finalmente ora posso anche citare qualcuno che mi da ragione, e non si tratta di persone comuni, ma di atleti handicappati, come Pistorius.
Leggo sulla rivista OGGI (4 giugno 2008, edizioni RCS) un’intervista a Roberto La Barbera, argento nel salto in lungo alle para olimpiadi di Atene…
“La mia protesi, tecnologicamente all’avanguardia, è realizzata in modo tale che restituisca la stessa forza che io riesco a produrre con la gamba sana. Quindi io sono forte in base alle mie potenzialità. (…) Poi è arrivato Pistorius e noi con lui non possiamo competere.
Vi spiego perché.
Noi verso i 300 metri non riusciamo più a spingere con la gamba sana come prima, la corsa diventa meno sciolta e quindi l’arto finto, non ricevendo un impulso ottimale, diventa quasi un pilone di ferro su cui ci si appoggia, ma senza ricevere alcuna spinta.
E tutto questo non succede a Oscar che non avendo entrambi gli arti basta che continui a spingere con le anche e il ritorno è sempre identico. Tant’è che produce meno acido lattico e non ha un deperimento finale nella corsa come noi.”
Quindi un superman fra i disabili!! La Barbera continua così…
“Il nostro record del mondo sui 400 metri è 51″24; Pistorius impiega 5 secondi in meno e gli mancano 50 centesimi per ottenere la qualificazione olimpica dei normodotati. Il campione del mondo tra i disabili, lo statunitense Marlon Shirley, non lo vuole più incontrare. Al termine dell’unica gara corsa contro Pistorius ha dichiarato: “Purtroppo io ho un piede sano”.
Credo che questo commento sia più che eloquente”.
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