Chi regnerà su internet?

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Creative Commons License photo credit: thanker212

Apple è prossima a lanciare sul mercato la prossima generazione di iPhone che – se si vuol credere ai miracoli – potrebbe finire col diventare la prossima grande “piattaforma”-

Una piattaforma è quel codice su cui altri fanno girare le proprie applicazioni.

Ci sono un sacco di piattaforme solamente nell’ambito del mercato del “mobile”, ma una piattaforma che sia veramente di successo deve riuscire ad andare oltre il suo bacino di utenza più immediato e saper creare e controllare un proprio mercato.

Ad esempio, IBM all’inizio controllava il mercato rivolto agli utenti aziendali/commerciali con costosi mainframe e sistemi operativi.
Poi è stato il momento di Microsoft con il suo Windows, che ha accompagnato la rivoluzione del PC user-friendly man mano che prendeva piede.
Ma ora Windows sta perdendo il suo potere man mano che internet – che appartiene a tutti e a nessuno – sta diventando la piattaforma dominante.

E’ difficile dire chi potrà vincere nella guerra per il dominio di internet; sarebbe come cercare di scegliere cosa sia migliore tra pollo, manzo e aragosta.
I tre principali protagonisti di questa “battaglia” ora sembrano essere Apple – la pionieristica icona del personal computer – Google – la più grande e la danarosa azienda nata direttamente sul web – e FaceBook – l’ultimo arrivato il cui nome è sinonimo dell’attuale migrazione verso i “social network”.

Sotto vari aspetti queste aziende detengono gli standard tecnologici, anche se i loro rispettivi principi guida differiscono fra loro.
Google, ad esempio, auspica un web aperto e cerca di favorire gli standard aperti e le alleanze fra gli sviluppatori.
FaceBook, con la sua comunità da 70 milioni di utenti, offre un’esperienza più controllata e, almeno fin’ora, vuole tenere i suoi utenti al sicuro dentro le sue mura.
Apple arriva dal vecchio mondo: tende a mantenere i suoi clienti lontano dal caos dell’era dell’informazione, ma anche a controllarli tramite hardware, software e servizi (iTunes Music Store).

I vincitori della “guerra delle piattaforme” si danno da fare per guadagnare miliardi vendendo periferiche, pubblicità, servizi, intrattenimento, … però quello che importa non è chi fa più soldi, ma come si muovono le informazioni e chi ne controlla il movimento.

FaceBook è nato e si è sviluppato soprattutto a partire dalla versione “F8”, cioè quando il suo creatore ha deciso di rendere pubbliche lo API della sua piattaforma; in questo modo ha innescato un circolo vizioso che attirava sviluppatori, che attiravano nuovi utenti con le loro applicazioni, che attiravano altri sviluppatori e così via.
Qualcuno ha obbiettato che “circoli chiusi” come FaceBook, prodotti come iPhone e anche innocui standard come quelli introdotti da Google, possano provocare l’allontanamento di quei “talenti geek” che veramente servirebbero ad internet.
Zuckerberg – padre di FaceBook – ha replicato dicendo che quella chiusa è la fase primordiale di ogni piattaforma, ed ora i tempi sembrano maturi per una maggiore apertura.
Infatti a maggio è stato lanciato FaceBook Connect, cioè la possibilità di esportare pezzi di FaceBook in siti esterni; qualche giorno dopo ha annunciato il progetto simile chiamato Friend Connect.

E se c’è qualcuno che può rallentare la corsa di FaceBook questo è proprio Google.

La prima fase del web consisteva nel mettere online delle informazione e dare agli utenti l’accesso ad esse; l’attuale fase consiste nel mettere gli utenti in contatto fra loro.
Gli sforzi di Google in questo senso sono quelli di costruire un substrato che attraversi l’intera rete, tramite la creazione di social network che useranno standard aperti – al contrario di FaceBook – che permetterà agli sviluppatori maggior diffusione delle loro creazioni.

Google a sempre basato il suo modello di business sull’apertura e la reperibilità, a partire dal suo motore di ricerca; infatti non puoi trovare un’informazione se questa non viene prima resa disponibile al pubblico.
Ecco perché l’azienda spende così tanto tempo ed energia a costruire applicazioni che rendano il web più utile e divertente.

I social network sono una minaccia per questo tipo di business perché creano reti chiuse, dove gli utenti interagiscono solo fra loro e non con l’esterno.
Quindi Google ha creato una coalizione fra il suo Orkut e altri social network – MySpace, hi5 – per creare una piattaforma che funzioni per tutti loro.
Questo significa che uno sviluppatore potrà creare un’applicazione che funzioni su qualsiasi network affiliato.

Ma che forse Google sia ormai in ritardo?

Il ragionamento di Apple è del tutto differente: non importa dove vai bensì che strumenti usi per arrivare dove vuoi.
Quindi è molto significativo che l’iPhone sia da molti visto come il primo computer che puoi tenere in una mano e che ha tutti i requisiti necessari per essere una piattaforma vitale, il successore del personal computer.
Come al solito, Apple prende tecnologie già esistenti e le mette alla portata di tutti; con la prossima generazione di iPhone farà la stessa cosa.

Concludendo, forse la soluzione è che il web è troppo vasto perché ci possa essere un singolo regnante.

fonte: TIME, 16 giugno 2008

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