Dentro la foresta
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Dentro la foresta
di Roddy Doyle
ed. Guanda, 208 pagine
Grainne ha diciotto anni e non vede sua madre da quando ne aveva sei, da quando ha lasciato lei e il padre per andare negli Stati uniti nel tentativo di placare il disagio e l’inquietudine che le impedivano di essere una buona moglie e soprattutto una buona madre.
Ora la donna sta per tornare a Dublino. Grainne, adolescente ribelle ed arrabbiata, si attende molto da quest’incontro, attende risposte e conferme che forse non arriveranno mai da questa donna che si rivela ancor più fragile della figlia, che dopo un iniziale rifiuto cercherà faticosamente di comprendere e amare questa madre che non capisce ma che fa parte di lei.
Nel frattempo il padre si è risposato con Sandra e da lei ha avuto due figli che ora hanno dieci e dodici anni. Sandra vuole bene a Grainne e proprio per questo decide di farsi da parte e di lasciare spazio e tempo alla ragazza che sta per incontrare la madre. Per non turbare il suo fragile e precario equilibrio decide di andare in vacanza con i figli per una settimana. Andranno in Lapponia dove affronteranno un avventuroso safari invernale, a bordo di slitte trainate da husky nelle immense foreste del nord. L’entusiasmo dei ragazzini verrà turbato improvvisamente dalla scomparsa della madre, che una sera non fa ritorno con loro al rifugio. Sfidando ogni buon senso i due decidono di prendere di nascosto una slitta per cercare la madre. E incredibilmente riusciranno a trovarla e salvarla.
In questo romanzo Doyle dimostra ancora una volta di essere un narratore straordinario, capace di descrivere con sensibilità e senza retorica gli aspetti più complessi dei rapporti umani. Senza lasciarsi andare a facili sentimentalismi, ci dimostra quanto sia difficile e allo stesso tempo meraviglioso essere genitori e, ancor di più, figli.

