Autolesionismo

Autolesionismo
Come smettere di farsi del male.
Se da un lato il libro propone utili strumenti come questionari, test e consigli pratici, dall’altro riconosce l’importanza di strategie di prevenzione e terapie, perché tornare ad amare e a prendersi cura del proprio corpo può essere un traguardo possibile.

È un fenomeno nascosto, che difficilmente conquista le luci della ribalta, ma i numeri parlano molto: circa il 20% degli studenti universitari  ed il 22% degli studenti delle scuole superiori almeno una volta si è ferito volontariamente con graffi, tagli o bruciature.Ci spiega il fenomeno il prof. Roberto Ostuzzi – presidente della Società italiana per lo studio dei disturbi del comportamento alimentare – che ha recentemente presieduto il convegno “Autolesionismo, disturbi alimentari e disturbi di personalità”.

Che cos’è l’autolesionismo?

È un comportamento nascosto mirato ad infliggersi ferite o a procurarsi un dolore anche molto acuto. Non è la ricerca della sofferenza in quanto tale, né una sorta di volontà suicida, quanto piuttosto la necessità di trasferire sul corpo un dolore che si agita nel profondo dell’animo. È un mezzo per interrompere un flusso di pensieri o di emozioni negative, o per bloccare ricordi dolorosi. Questo fenomeno è diffuso nella popolazione generale, ma è frequentemente associato a disturbi della personalità (soprattutto borderline) e a quelli del comportamento alimentare (soprattutto bulimia).

Che cosa si può fare se ci si accorge che un amico o un figlio si ferisce volontariamente?

Bisogna distinguere gli atti episodici dal comportamento reiterato. Non è raro, soprattutto nelle prime fasi della pubertà, che un adolescente abbia voglia di sperimentare il dolore, di capire come reagisce il proprio corpo. Si parla di un comportamento reiterato quando si superano i 5 atti autolesivi. La cosa più importante è evitare il rimprovero e cercare di comprendere che cosa è successo e perché. Colpevolizzare il soggetto potrebbe indurlo a ripetere il comportamento di nascosto. Poi bisogna capire se è un episodio isolato o un’abitudine. I genitori presi dell’ansia spesso drammatizzano ed ingigantiscono la cosa. Invece bisognerebbe mantenere la calma e cercare il dialogo. Se non si tratta di un’occasione isolata, si può parlare con uno psicologo o con uno psichiatra.

Quali sono i segnali che possono mettere in allarme?

In alcuni casi i gesti autolesivi vengono ostentati e sono uno strumento per comunicare un disagio, richiamare l’attenzione. È importante non far finta di nulla e accogliere la richiesta di aiuto. Chi nasconde accuratamente questi comportamenti e i segni delle ferite auto inflitte, invece, è molto difficile da aiutare. Ma il disagio che sta vivendo emerge anche da altri segnali che si possono vedere: la solitudine, l’isolamento, la sofferenza, un umore sempre triste ed ombroso, o anche un carattere fortemente impulsivo.

Come si cura il comportamento autolesivo?

Con la psicoterapia.
Noi specialisti dobbiamo aiutare questi pazienti ad esprimere e incanalare la rabbia in modo più efficace, dobbiamo insegnare che farsi del male non è l’unica strategia possibile per gestire il dolore, ed aiutarli a trovare modalità di comportamento e di comunicazione del disagio più utili per la cura.

Ci sono alcuni stereotipi infondati sull’autolesionismo…

Il primo di questi è che la persona che si fa del male ha subito un abuso. Non è necessariamente così: chi è stato maltrattato o molestato può a volte esprimere il proprio disagio anche così, ma non è assolutamente detto che i comportamenti autolesivi siano sempre conseguenza di abusi.

Si crede poi che chi soffre di questo disagio ami procurarsi dolore. Al contrario, vuole smettere di soffrire: la ferita fisica deve servire a interrompere un dolore emotivo, spesso insopportabile.

Autolesionismo
…il volume cerca di fare chiarezza su un fenomeno tanto complesso quanto frequente: l’attacco al proprio corpo. Una riflessione di carattere psicopatologico, ma anche e soprattutto antropologico…

fonte: Sapere & salute, nov. 2008

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15 pensieri su “Autolesionismo”

  1. Io mi autolesiono spesso e non lo nascondo. Ieri sera per esempio mi sono fatto 3 tagli sul braccio sinistro all’altezza dell’omero, uno sulla spalla sinistra, uno sul petto, accanto alla scapola sinistra e due sul braccio destro all’altezza dell’omero. Poi mi sono seduto a fumare una sigaretta. Stavo bene, meglio di prima. La mia ragazza si è svegliata ed è entrata in cucina, ha scosso la testa e poi è tornata con cotone, disinfettante e cerotti. Poi siamo andati a letto.

  2. Dal tono del tuo “Bello” “Complimenti” scommetto che ti sei già fatto un’idea, anzi un giudizio…beh, non voglio deluderti e perciò mi avvalgo della facoltà di non rispondere.

    P.s.
    Non ti racconterò certo storie lagnose e lacrimose di abusi ed incomprensioni.

    1. Non credo che Sauro volesse sfottere…
      E a dire il vero interessa anche a me capire l’origine dell’autolesionismo, e se tu volesso darci una mano ad aprire gli occhi te ne sarei grato 🙂

  3. Io non ho nemmeno pensato che Sauro volesse sfottere, anche perché non mi interessa affatto. Ho solo avuto la sensazione che si fosse già fatto una sua idea ed io non ho interesse a demolirla.

    Ma fammi capire, il vostro è interesse medico? o pura e semplice curiosità?

      1. Accadono molte cose che io personalmente non capisco, eppure succedono. Ecco, forse questa è una cosa che tu non capisci, ma che continuerà ad accadere ugualmente. Io non ti posso aiutare, anche perché non so che cerchi…

          1. TI consiglierei di leggere il mio romanzo, ma non è ancora uscito. E’ questione di un paio di mesi e verrà pubblicato. Credo che risponda alla tua domanda.
            Così a freddo posso dirti che è un gesto istintivo per nulla premeditato…

  4. Ciao mirko non so se posso permettermi ma lo faro comunque….. io ho una sorella che ha lo stesso….. si ferisce molto spesso….. l’ultima e avvenuta proprio oggi e la cosa strana e che si e scritta proprio aiuto nel braccio….. ti prego io non capisco…. perche…. c’e un motivo??? c’e un perche?? aiutami a capire e dimmi come mi devo comportare per aiutarla????

    1. Ci si taglia quando si ha tanta rabbia dentro o quando, spesso senza motivo si crede di aver sbagliato qualcosa, quando si risponde male a qualcuno senza volerlo, quando qualcuno non ti capisce…purtroppo in certi momenti è vero che a noi fa stare meglio quindi, come x la droga, se sei così debole da farlo una volta poi smettere è troppo difficile

    2. Alcuni “esperti” con cui ho parlato del mio problema sono convinti che dipenda anche dall’età. Si tende a ritenere che i più giovani, non so quanti anni abbia tua sorella, manifestino in questo modo, ferendosi, un disagio interiore molto forte. Ferendosi puniscono se stessi perché non si sentono idonei a sopportare queste situazioni, ma è anche una richiesta d’aiuto…Il mio caso mi dicono sia più grave per 2 ragioni. Io ho 42 anni e fino all’anno scorso non mi ero mai autolesionato, inoltre i miei tagli sono tutti tagli da punti, mai superficiali. Ho sentito persone dire che lo fanno per capire se il dolore che provano dentro sia più forte o meno di quello che provano fuori, ferendosi, ma io la trovo una scusa molto romantica, tipo una frase da film.
      Non credo di essere in grado di aiutare qualcuno che affoga se non so nuotare nemmeno io, non so se mi spiego, comunque il fatto che tu ti sia accorta di tua sorella è già un passo avanti. Ti assicuro che il disagio dentro di lei è forte, ma non credo che tu, come sorella possa fare molto. Forse lei si odia e chi si odia difficilmente sa amare il prossimo. E’ facile stia vivendo o abbia vissuto eventi traumatici e non si senta compresa e amata…

  5. Ciao a tutti,

    Magari lo conoscete già ma se volete delle informazioni sull’autolesionismo c’è un sito ben organizzato http://www.sibric.it che si occupa di autolesionismo fornisce supporto on line, attraverso gruppi di supporto, consulenza by mail, Question & Answers. Trovate tutto all’indirizzo indicato.

  6. Io non posso farne a meno, se non mi taglio non sto bene. Mi taglio ovunque: sulle braccia, sulle gambe, sulla pancia, ma soprattutto sul seno perchè così posso nascondere i tagli. Ormai l’autolesionismo è tutta la mia vita..

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