Tutti in Cina per i miracoli delle staminali

Il termine “Made in China” acquisterà presto un nuovo significato.
Fin’ora il termine è sempre stato usato – maggiormente con connotazioni dispregiative – per indicare quei prodotti commerciali spesso copiati da famose marche occidentali, o comunque prodotti che non garantivano una particolare qualità.

Fra poco, il “Made in China” potrebbe indicare tutti quei tipi di cure sperimentali e all’avanguardia, a base di cellule staminali, che stanno chiamando nel paese del Sol Levante frotte di malati dai paesi dell’occidente. Malati che si vedono rifiutare nuove possibilità dalle restrittive leggi dei loro paesi, e vedono una luce di speranza nel più aperto oriente.

La medicina cinese è sempre stata caratterizzata ,da un approccio sperimentale per cui alcuni pensano che gli studi cinesi abbiano saltato i trial clinici; d’altra parte gli stessi specialisti cinesi sono molto cauti nell’utilizzare queste nuove tecniche, consci del fatto che potrebbero danneggiare i pazienti.

Addirittura, a Singapore è stato costruito un distretto medico high-tech che ha preso il nome di Biopolis, e che ha già attirato l’attenzione di pezzi grossi come Sydney Brenner, nobel per la medicina, Alan Colman, uno dei clonatori della pecora Dolly, e Axel Ullrich.

Di seguito ripubblico un paio di video di un documentario trasmesso su National Geographic; mostra come in Cina sia una prassi raccogliere le cellule staminali – lì già usate per scopi terapeutici – dal cordone ombelicale dei bambini appena nati: una provetta di sangue del cordone contiene tante staminali quanto un litro di midollo osseo.

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