No redemption for The Wrestler

the wrestler

“Nessuna redenzione per il lottatore”

E’ questo il titolo che mi viene in mente per questo mio articolo, magari scimmiottando il “No country for old men” – Non è un paese per vecchi – dell’anno scorso.
Sono appena tornato dal cinema dove ho visto The Wrestler, l’acclamato ed osannato ritorno alle vette di Hollywood per Mickey Rourke.
Purtroppo, di tutto quello che avevo sentito riguardo a questo film – redenzione, discesa & ascesa, morte & resurrezione – non ho trovato traccia!
La storia è quella di una persona egoista ed imbecille, che butta gli anni migliori della propria vita rincorrendo quella fama che si dimostrerà effimera, vivendo alla giornata, abbandonando gli affetti e le persone, …

Il personaggio tenta di recuperare i momenti e il tempo perduti dopo aver visto da vicino la morte, ma vedendosi rifiutato ancora – ma sempre a causa del suo solito comportamento – decide di proseguire verso la morte per un ultimo drammatico atto di teatro sul Suo palcoscenico, il suo canto del cigno.
Addirittura nel finale, dopo aver rifiutato l’amore che egli stesso aveva cercato, rivolge al vuoto un ultimo sorriso di auto-commiserazione che sembra dire “lo sapevo che sarei stato abbandonato, quindi è giusto che finisca in bellezza, morendo di fronte al mio Pubblico”.

Personaggio imbecille, film triste e malinconico; ben fatto.

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