Mi arrendo! Si dice scannerizzare

Tempo fa sostenevo la tesi secondo cui per dire “fare una scansione” (in termini informatici) in italiano vengono usati anglismi, “false” parole derivate dal verbo inglese, un po’ come si usa fare (pratica che personalmente trovo orrenda) quando si dice  “chattare” (da to chat) o “customizzare” (da to customize): scansionare, scannare, …

La bandiera che io sostenevo con calore era che la parola scansione deriva da scandire, ed era inutile farle fare un percorso a ritroso per ritrovare il suo verbo di appartenenza; quindi “fare una scansione” si dice semplicemente “scandire”.

In effetti anche il vocabolario Treccani riporta: “In informatica e nella tecnica delle comunicazioni, eseguire l’operazione di scansione”

Poi, to scan, verbo inglese da cui deriva il sostantivo scanner, è esattamente la traduzione di scandire.
Quindi credevo proprio di aver ragione…

Purtroppo, se anche l’Accademia della Crusca mi da torto (!), non posso fare altro che abbassare il capo ed accettare quello che dicono i luminari della materia, da buon pecorone. 🙁

“La riflessione di Nencioni appare ormai acquisita dai più recenti dizionari che registrano queste forme, come il Grande Dizionario Italiano dell’uso curato da Tullio De Mauro in cui si trovano, con la stessa accezione di ‘acquisire le immagini attraverso lo scanner’, scandire, scannare, scannerare, scannerizzare, e anche eseguire una scansione (e scansionare, termine non contenuto nel De Mauro ma molto usato) e il forestierismo puro scanning. Quindi massima libertà di scelta.”

Altri sono arrivati qui cercando:
scannerizzo, scansire o scansionare, si dice scansione o scannerizzazione, come si scrive scansione o scansione, scannerizzazione verbo, si dice scansionare o scannerizzare, si dice scansione?, si dice scansisci o scansioni.

2 pensieri su “Mi arrendo! Si dice scannerizzare”

  1. ..a proposito di scansioni e terminologie tecniche in questa Italia si continua(già da troppe decadi) a negare, negare, negare. Si arriva ormai a negare persino l’eccellente qualità della nostra lingua, vituperandola continuamente con neologismi degni della più squallida sottocultura presente sul pianeta e ci sono numerosi esseri(subumani come la cultura che rappresentano) che ne enunciano le numerose virtù a capo delle quali troneggia la fantomatica ed onnipresente LIBERTA’, nella fattispecie di parola, accezione, ma anche pensiero, azione, dunque siamo giunti al ragionamento apologistico dell’individualismo più assoluto, appannaggio di gente idiota e destinato a disintegrare qualsiasi principio o fondamento di civiltà, come si può tranquillamente riscontrare nella quotidianità di ognuno. Spero che tutti i miei connazionali inizino a pensare meno ed agire di più, magari secondo la comune etica e non secondo calcoli e schemi malati e preimpostati da realtà “esterne” che traggono indiscutibile giovamento dalla debolezza culturale di un popolo con ciò che ne consegue.

    1. Caro Manuel,
      questa chiave di lettura la trovo estremamente interessante: il disinteresse verso la correttezza linguistica come sintomo dell’individualismo.
      Lo scriveva Montanelli: “Aumento delle differenza sociali, minor solidarietà e indifferenza all’interesse comune sono segno certo della decadenza di una civiltà”.

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