Meno sonno, più sovrappeso

Il sonno rappresenta forse un fattore cruciale per il mantenimento di un corretto peso corporeo? La risposta è sì, almeno secondo le conclusioni di una ricerca presentate alla Conferenza internazionale dell’American Thoracic Society in corso a San Diego, in California.

Nell’ambito dell’Integrative Cardiac Health Project del Walter Reed Army Medical Center, i ricercatori del centro hanno analizzato le abitudini di sonno, l’attività e il dispendio energetico di 14 infermiere dello stesso centro che avevano aderito allo studio su base volontaria. Il programma prevedeva un counseling nutrizionale e un addestramento per la gestione dello stress e per il miglioramento del sonno.

Ciascuna partecipante ha indossato un attigrafo, uno strumento per misurare il numero di movimenti, la temperatura del corpo, la sua posizione e altri indici di attività o di quiete.

“Quando abbiamo analizzato i dati suddividendo le partecipanti in ‘lunghe dormitrici’ e ‘brevi dormitrici’ abbiamo trovato che il primo gruppo aveva un indice di massa corporea medio di 24,5 chilogrammi per metro cubo, mentre il secondo di 28,3”, hanno spiegato gli autori dello studio.

Sorprendentemente, inoltre, i soggetti sovrappeso sono risultati più attivi rispetto alle controparti di peso normale, per esempio facevano un numero di passi maggiore: 14.000 rispetto agli 11.300 (una differenza di circa il 25 per cento). Inoltre, spendevano in media all’incirca 1.000 calorie in più al giorno: 3.064 contro 2.080.

Gli autori dello studio ipotizzano che la minore durata del sonno potrebbe produrre uno squilibrio ormonale, per esempio, riducendo la quantità di leptina, altrimenti detta ormone della sazietà, e potrebbe indurre questi soggetti a mangiare di più. Anche lo stress potrebbe avere un ruolo sia nel ridurre la lunghezza e la qualità del sonno sia nell’indurre un maggiore introito di cibo e altri comportamenti che possono dare come risultato un aumento di peso.

“Sarebbe interessante conoscere i risultati di uno studio attentamente disegnato per controllare le molte influenze sul guadagno di peso, variando i parametri del sonno e misurando i mediatori ormonali dell’appetito e del metabilismo”, ha spiegato Arn Eliasson, coordinatore dello studio. “Noi stessi stiamo preparando i prossimi studi sul ruolo dello stress sul sonno e sul metabolismo.” (fc)

fonte: http://lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/articolo/1338452

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