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	<title>Commenti a: Staminali, sperimentazione umana per far ricrescere seno in sei mesi</title>
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	<description>appunti, pensieri, ambiente, programmazione, contro-informazione, ...</description>
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		<title>Di: DoZ</title>
		<link>http://www.dozarte.com/wordpress/2009/11/13/australia-australia-staminali-sperimentazione-umana-per-far-ricrescere-seno-in-sei-mesi/#comment-40012</link>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 20:12:04 +0000</pubDate>
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		<description>Un’impalcatura sostiene la crescita
del seno nuovo e naturale
Si sperimenta un metodo di ricostruzione dopo la mastectomia. Una coppa e un gel per aiutare l’azione delle staminali del grasso

MILANO - Un seno nuovo, dall&#039;aspetto naturale, praticamente perfet­to, «ricresciuto»: lo promette una nuova tecnica messa a punto dall&#039;Istituto di microchi­rurgia di Melbourne, in Austra­lia. La tecnica, dopo essere sta­ta provata con successo nei ma­iali, sta per essere sperimenta­ta su pazienti vere alle quali è stato tolto il seno a causa di un tumore. Le prime ad andare sotto il bisturi, nelle prossime settima­ne, saranno cinque donne che nel giro di sei-otto mesi do­vrebbero poter riavere un seno pieno e per nulla artificiale. Ciò grazie a un&#039;impalcatura speciale che i chirurghi impian­teranno sotto la pelle: una spe­cie di coppa sagomata a forma del seno che si vorrà avere, ben coperta da uno speciale gel derivato da cellule muscola­ri che stimola la crescita del tes­suto adiposo. Nella camera creata sotto la coppa i chirurghi inseriranno infatti circa due dita di grasso preso da un&#039;altra sede corpo­rea, collegato ai vasi sanguigni dell&#039;ascella perché possa rice­vere nutrimento e crescere gra­zie alle staminali al suo inter­no. Nel giro di qualche mese tutta la camera si riempirà di grasso e l&#039;impalcatura potrà es­sere eliminata. Entro breve tempo, peral­tro, lo «scheletro-guida» do­vrebbe essere realizzato in ma­teriali biodegradabili, elimi­nando anche la necessità del secondo intervento per toglier­lo.

TRE ANNI PER I PRIMI RISULTATI - «L&#039;idea è ottima — commen­ta Francesco D&#039;Andrea, segreta­rio della Società italiana di chi­rurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, che sta conducendo esperimenti simili sui ratti —. Credo che questo sia il futuro della chirurgia plastica del se­no e non solo: grazie alle capa­cità delle staminali e a impalca­ture tridimensionali sempre migliori sarà possibile ricostru­ire veri pezzi di ricambio. Rea­lizzare sagome tridimensionali coerenti a ciò che si vuole otte­nere, in materiale biodegrada­bile, non è però semplicissimo e bisognerà vedere la loro riu­scita nei test sull&#039;uomo. Inol­tre, bisogna essere certi che valga la cosiddetta inibizione da contatto, un fenomeno na­turale per cui la crescita di un tessuto si arresta quando lo spazio libero è stato colmato». In caso contrario c&#039;è il pericolo di una ricrescita incontrollata, e se così fosse il rimedio sareb­be peggiore del male. Anche per questo Wayne Morrison, il medico che ha ideato il siste­ma, ha spiegato che occorre­ranno tre anni per avere risul­tati definitivi e poter portare nella clinica il metodo, che poi fra qualche anno potrebbe es­sere esteso alle donne che vo­gliono un seno più grande per motivi soltanto estetici.

LE TECNICHE DI OGGI - Per adesso, si continua a sce­gliere fra le classiche protesi ar­tificiali o il riempimento «sem­plice» con tessuto adiposo e staminali del grasso, preso do­ve ce n&#039;è di troppo. Quest&#039;ulti­ma tecnica, poco invasiva (per aspirare l&#039;adipe e iniettarlo do­ve serve basta una siringa) si sta affermando per ricostruire il seno dopo un tumore, come è emerso nei giorni scorsi a Fi­renze, al congresso Attualità in Senologia. «Nelle unità di seno­logia avanzate, accanto all&#039;on­cologo c&#039;è sempre il chirurgo plastico, che corregge il difetto estetico provocato dall&#039;opera­zione — dice Luigi Cataliotti, direttore della Breast Unit dell&#039; ospedale Careggi di Firenze —. Oggi in 3 casi su 4 non si toglie tutta la mammella, ma solo il tumore, con un intervento con­servativo: perciò riempire il vuoto e rimodellare i contorni con tessuto adiposo è una scel­ta sempre più frequente». Ma­gari con le nuove tecniche che consentono di aumentare la quantità di cellule staminali reinserite: da due anni a Firen­ze si impiega un metodo — usato finora su circa ottanta donne — che &quot;concentra&quot; le staminali del grasso senza pas­saggi in laboratorio. «Iniettare un maggior numero di stami­nali significa ottenere un risul­tato più stabile — spiega Clau­dio Calabrese, chirurgo plasti­co della Breast Unit di Careggi —. Si riduce infatti l&#039;entità del riassorbimento del grasso tra­piantato, purtroppo inevitabi­le, perché le staminali ricostru­iscono un ambiente circostan­te &#039;accogliente&#039; e naturale: sti­molano la creazione di nuovi vasi che colonizzano il trapian­to, ricreando così un tessuto vi­tale ». 

fonte &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/09_novembre_30/seno-naturale-impalcatura_dac05ffe-ddc0-11de-a61b-00144f02aabc.shtml&quot; target=&quot;_blank&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;corriere&lt;/a&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un’impalcatura sostiene la crescita<br />
del seno nuovo e naturale<br />
Si sperimenta un metodo di ricostruzione dopo la mastectomia. Una coppa e un gel per aiutare l’azione delle staminali del grasso</p>
<p>MILANO &#8211; Un seno nuovo, dall&#8217;aspetto naturale, praticamente perfet­to, «ricresciuto»: lo promette una nuova tecnica messa a punto dall&#8217;Istituto di microchi­rurgia di Melbourne, in Austra­lia. La tecnica, dopo essere sta­ta provata con successo nei ma­iali, sta per essere sperimenta­ta su pazienti vere alle quali è stato tolto il seno a causa di un tumore. Le prime ad andare sotto il bisturi, nelle prossime settima­ne, saranno cinque donne che nel giro di sei-otto mesi do­vrebbero poter riavere un seno pieno e per nulla artificiale. Ciò grazie a un&#8217;impalcatura speciale che i chirurghi impian­teranno sotto la pelle: una spe­cie di coppa sagomata a forma del seno che si vorrà avere, ben coperta da uno speciale gel derivato da cellule muscola­ri che stimola la crescita del tes­suto adiposo. Nella camera creata sotto la coppa i chirurghi inseriranno infatti circa due dita di grasso preso da un&#8217;altra sede corpo­rea, collegato ai vasi sanguigni dell&#8217;ascella perché possa rice­vere nutrimento e crescere gra­zie alle staminali al suo inter­no. Nel giro di qualche mese tutta la camera si riempirà di grasso e l&#8217;impalcatura potrà es­sere eliminata. Entro breve tempo, peral­tro, lo «scheletro-guida» do­vrebbe essere realizzato in ma­teriali biodegradabili, elimi­nando anche la necessità del secondo intervento per toglier­lo.</p>
<p>TRE ANNI PER I PRIMI RISULTATI &#8211; «L&#8217;idea è ottima — commen­ta Francesco D&#8217;Andrea, segreta­rio della Società italiana di chi­rurgia plastica, ricostruttiva ed estetica, che sta conducendo esperimenti simili sui ratti —. Credo che questo sia il futuro della chirurgia plastica del se­no e non solo: grazie alle capa­cità delle staminali e a impalca­ture tridimensionali sempre migliori sarà possibile ricostru­ire veri pezzi di ricambio. Rea­lizzare sagome tridimensionali coerenti a ciò che si vuole otte­nere, in materiale biodegrada­bile, non è però semplicissimo e bisognerà vedere la loro riu­scita nei test sull&#8217;uomo. Inol­tre, bisogna essere certi che valga la cosiddetta inibizione da contatto, un fenomeno na­turale per cui la crescita di un tessuto si arresta quando lo spazio libero è stato colmato». In caso contrario c&#8217;è il pericolo di una ricrescita incontrollata, e se così fosse il rimedio sareb­be peggiore del male. Anche per questo Wayne Morrison, il medico che ha ideato il siste­ma, ha spiegato che occorre­ranno tre anni per avere risul­tati definitivi e poter portare nella clinica il metodo, che poi fra qualche anno potrebbe es­sere esteso alle donne che vo­gliono un seno più grande per motivi soltanto estetici.</p>
<p>LE TECNICHE DI OGGI &#8211; Per adesso, si continua a sce­gliere fra le classiche protesi ar­tificiali o il riempimento «sem­plice» con tessuto adiposo e staminali del grasso, preso do­ve ce n&#8217;è di troppo. Quest&#8217;ulti­ma tecnica, poco invasiva (per aspirare l&#8217;adipe e iniettarlo do­ve serve basta una siringa) si sta affermando per ricostruire il seno dopo un tumore, come è emerso nei giorni scorsi a Fi­renze, al congresso Attualità in Senologia. «Nelle unità di seno­logia avanzate, accanto all&#8217;on­cologo c&#8217;è sempre il chirurgo plastico, che corregge il difetto estetico provocato dall&#8217;opera­zione — dice Luigi Cataliotti, direttore della Breast Unit dell&#8217; ospedale Careggi di Firenze —. Oggi in 3 casi su 4 non si toglie tutta la mammella, ma solo il tumore, con un intervento con­servativo: perciò riempire il vuoto e rimodellare i contorni con tessuto adiposo è una scel­ta sempre più frequente». Ma­gari con le nuove tecniche che consentono di aumentare la quantità di cellule staminali reinserite: da due anni a Firen­ze si impiega un metodo — usato finora su circa ottanta donne — che &#8220;concentra&#8221; le staminali del grasso senza pas­saggi in laboratorio. «Iniettare un maggior numero di stami­nali significa ottenere un risul­tato più stabile — spiega Clau­dio Calabrese, chirurgo plasti­co della Breast Unit di Careggi —. Si riduce infatti l&#8217;entità del riassorbimento del grasso tra­piantato, purtroppo inevitabi­le, perché le staminali ricostru­iscono un ambiente circostan­te &#8216;accogliente&#8217; e naturale: sti­molano la creazione di nuovi vasi che colonizzano il trapian­to, ricreando così un tessuto vi­tale ». </p>
<p>fonte <a href="http://www.corriere.it/salute/sportello_cancro/09_novembre_30/seno-naturale-impalcatura_dac05ffe-ddc0-11de-a61b-00144f02aabc.shtml" target="_blank" rel="nofollow">corriere</a></p>
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		<title>Di: DoZ</title>
		<link>http://www.dozarte.com/wordpress/2009/11/13/australia-australia-staminali-sperimentazione-umana-per-far-ricrescere-seno-in-sei-mesi/#comment-39977</link>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 19:49:40 +0000</pubDate>
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		<description>&#039;Le &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_staminale&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;cellule staminali del tessuto adiposo&lt;/a&gt; possono contribuire a migliorare la qualità della &lt;strong&gt;ricostruzione del seno &lt;/strong&gt;dopo un intervento oncologico che ne prevede l&#039;asportazione totale; ciò grazie a tecniche ricostruttive che possono far riottenere un seno non solo dall&#039;aspetto naturale ma anche esteticamente gratificante&#039;. 

Lo afferma il professor Luigi Cataliotti, senologo e direttore del dipartimento oncologico dell&#039;&lt;a href=&quot;http://www.ao-careggi.toscana.it/&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;Azienda ospedaliero universitaria di Careggi&lt;/a&gt;, nonché presidente del convegno internazionale &#039;Attualità in senologia&#039; in programma al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 18 al 20 novembre.

&#039;Questo risultato - spiega il professor Cataliotti in una nota diffusa dall&#039;Azienda ospedaliera di Careggi - oggi e&#039; reso possibile dai progressi della ricostruzione mammaria, che si avvale non solo di protesi sempre più sofisticate, ma anche di nuove tecniche di chirurgia rigenerativa e &lt;a href=&quot;http://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_tissutale&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;ingegneria tissutale&lt;/a&gt; che consentono l&#039;applicazione clinica delle più recenti scoperte sulle cellule staminali adipose&#039;.

&#039;Presenteremo - aggiunge il chirurgo plastico Claudio Calabrese, esperto di tecniche di ricostruzione del seno - i risultati di una nuova tecnica sperimentata nella chirurgia ricostruttiva della mammella, per la prima volta a livello mondiale e che in due anni ha permesso di trattare più di 80 pazienti nella &#039;breast unit&#039; di Careggi&#039;.

Le nuove tecniche si basano sull&#039;autotrapianto di tessuto adiposo della stessa paziente, procedimento basato sull&#039;arricchimento del tessuto adiposo con cellule staminali, le quali potenzieranno le capacita&#039; rigenerative del tessuto impiantato nell&#039;area da cui e&#039; stato asportato il tumore.

Durante il convegno sarà anche presentato un protocollo sulle nuove mastectomie, che consentono di asportare la ghiandola risparmiando la pelle ed il capezzolo. In queste mastectomie il grasso diventa parte integrante della ricostruzione: associandosi alle protesi fa ottenere un risultato estetico naturale annullando i segni dell&#039;intervento demolitivo.
Al convegno parteciperanno oltre 1.000 fra senologi, oncologi, chirurghi plastici e specialisti come sessuologi e psicologi. La Regione Toscana nel 2010 sosterrà la ricerca sulla ricostruzione rigenerativa della mammella con un finanziamento di 100.000 euro.

fonte http://salute.aduc.it/notizia/staminali+ricostruzione+seno+breve+risultati_113889.php</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8216;Le <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cellula_staminale" rel="nofollow">cellule staminali del tessuto adiposo</a> possono contribuire a migliorare la qualità della <strong>ricostruzione del seno </strong>dopo un intervento oncologico che ne prevede l&#8217;asportazione totale; ciò grazie a tecniche ricostruttive che possono far riottenere un seno non solo dall&#8217;aspetto naturale ma anche esteticamente gratificante&#8217;. </p>
<p>Lo afferma il professor Luigi Cataliotti, senologo e direttore del dipartimento oncologico dell&#8217;<a href="http://www.ao-careggi.toscana.it/" rel="nofollow">Azienda ospedaliero universitaria di Careggi</a>, nonché presidente del convegno internazionale &#8216;Attualità in senologia&#8217; in programma al Palazzo dei Congressi di Firenze dal 18 al 20 novembre.</p>
<p>&#8216;Questo risultato &#8211; spiega il professor Cataliotti in una nota diffusa dall&#8217;Azienda ospedaliera di Careggi &#8211; oggi e&#8217; reso possibile dai progressi della ricostruzione mammaria, che si avvale non solo di protesi sempre più sofisticate, ma anche di nuove tecniche di chirurgia rigenerativa e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ingegneria_tissutale" rel="nofollow">ingegneria tissutale</a> che consentono l&#8217;applicazione clinica delle più recenti scoperte sulle cellule staminali adipose&#8217;.</p>
<p>&#8216;Presenteremo &#8211; aggiunge il chirurgo plastico Claudio Calabrese, esperto di tecniche di ricostruzione del seno &#8211; i risultati di una nuova tecnica sperimentata nella chirurgia ricostruttiva della mammella, per la prima volta a livello mondiale e che in due anni ha permesso di trattare più di 80 pazienti nella &#8216;breast unit&#8217; di Careggi&#8217;.</p>
<p>Le nuove tecniche si basano sull&#8217;autotrapianto di tessuto adiposo della stessa paziente, procedimento basato sull&#8217;arricchimento del tessuto adiposo con cellule staminali, le quali potenzieranno le capacita&#8217; rigenerative del tessuto impiantato nell&#8217;area da cui e&#8217; stato asportato il tumore.</p>
<p>Durante il convegno sarà anche presentato un protocollo sulle nuove mastectomie, che consentono di asportare la ghiandola risparmiando la pelle ed il capezzolo. In queste mastectomie il grasso diventa parte integrante della ricostruzione: associandosi alle protesi fa ottenere un risultato estetico naturale annullando i segni dell&#8217;intervento demolitivo.<br />
Al convegno parteciperanno oltre 1.000 fra senologi, oncologi, chirurghi plastici e specialisti come sessuologi e psicologi. La Regione Toscana nel 2010 sosterrà la ricerca sulla ricostruzione rigenerativa della mammella con un finanziamento di 100.000 euro.</p>
<p>fonte <a href="http://salute.aduc.it/notizia/staminali+ricostruzione+seno+breve+risultati_113889.php" rel="nofollow">http://salute.aduc.it/notizia/staminali+ricostruzione+seno+breve+risultati_113889.php</a></p>
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