Ematologi e staminali in prima linea contro le catastrofi


La parola d’ordine è ‘prepararsi’. Perché ‘l’inimmaginabile può accadere’. E’ il titolo di una sessione di lavoro al Congresso della Società americana di ematologia (Ash) in corso a New Orleans: gli ematologi scendono in campo e, approccio nuovo per questo settore della medicina, puntano i riflettori sul tema cruciale della gestione delle emergenze.

L’ematologia, affermano gli esperti Usa ed internazionali, e’ infatti connessa alla gestione delle catastrofi naturali e più di quanto si possa pensare. Dagli uragani – come ha insegnato l’uragano Katrina abbattutosi proprio su New Orleans nel 2005 con conseguenze disastrose – all’incubo di attacchi nucleari, il ruolo dello specialista ematologo nella gestione dei rischi risulta cioè particolarmente significativo. Per questo, la parola d’ordine che arriva da questa sessione di lavoro del Congresso mondiale Ash e’ ‘essere pronti’.

‘Quella della formazione-educazione alle emergenze – ha affermato aprendo i lavori l’ematologo Nelson Chao della Duke University – e’ un’area ancora non abbastanza valutata nel nostro settore, e questo e’ un errore. Una preparazione mirata in tal senso degli specialisti in ematologia, infatti, sarebbe di grande aiuto in una situazione di emergenza sia per i pazienti che per lo staff medico’.

A testimoniarlo, anche l’esperienza diretta di un’ematologa ‘sul campo’ nei giorni di Katrina, la specialista Cindy Laissinger della Tulane University School of Medicine di New Orleans: ‘L’inimmaginabile può accadere – ha affermato – e solo la preparazione puo’ aiutare nella ripresa’. Fondamentale, ha detto, e’ che ‘in vista della gestione delle emergenze, i medici mettano a punto innanzitutto precisi piani di comunicazione; nel caso di Katrina, ad esempio, oltre un milione di persone sono state spostate e dislocate in luoghi diversi dopo l’uragano.

L’aspetto più importante, ci siamo allora resi conto, era appunto quello di di riuscire a mantenere la comunicazione medico-paziente e tra gli operatori dello staff medico’. Ma questo, e’ il messaggio dell’esperta, presuppone una ‘preparazione e piani studiati in largo anticipo, non certamente improvvisazione’.

Oltre ai disastri naturali, pero’, ci sono altre potenziali situazioni di emergenza nella gestione delle quali il ruolo del medico specialista sarebbe fondamentale: a partire, ha avvertito il professor Chao, dal rischio di attacchi radiologici e nucleari. Infatti, ‘gli ematologi, gli oncologi e gli specialisti in trapianto di cellule staminali – ha affermato – sono gli unici con una qualificazione ‘mirata’ per la cura dei sopravvissuti ad un disastro nucleare e sarebbero dunque urgentemente chiamati in campo al verificarsi di un’emergenza di questo tipo’.

La ‘collaborazione internazionale e la formazione sono dunque fondamentali – ha rilevato Chao – per garantire una risposta efficace’.
Dagli esperti Usa arrivano quindi indicazioni precise circa i tipi di possibili effetti da radiazioni e le strategie mediche per una risposta all’emergenza. ‘Nel caso di attacco nucleare – ha concluso Chao – la risposta deve essere immediata ed essere preparati e’ essenziale per salvare vite umane in queste situazioni al limite’.

fonte http://salute.aduc.it/notizia/ematologi+staminali+prima+linea+contro+catastrofi_114439.php

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