L’importanza di creme idratanti e solari in inverno

Anna Falchi è la prova vivente del fatto che il sole è nocivo alla pelle: non si espone ai raggi solari da 9 anni e può permettersi di apparire senza make-up sulle pagine dei tabloid, sfoggiando una pelle da bambina, nonostante i suoi 37 anni. Ma non crediate che il problema dei raggi UV sia solo un fattore estivo.
Infatti, il sole c’è anche d’inverno, anche dietro le nuvole e penetra anche attraverso i finestrini delle macchine e le finestre degli uffici.

I raggi ultravioletti sono i principali responsabili dell’invecchiamento della pelle (per i 2/3 secondo recenti studi) ed è erroneo credere che vengano assorbiti maggiormente in estate. Infatti, solo il 48% dei raggi UV colpisce la nostra pelle nelle stagioni calde, mentre il restante 52% lo fa nel resto dell’anno.
È quindi sbagliato credere di dover iper-proteggere la pelle solo in spiaggia e lasciarla in balia degli elementi in tutte le altre stagioni, perchè è qui che entra in gioco il cosiddetto “fotoinvecchiamento”, ovvero un tipo d’invecchiamento della pelle non legato all’età, ma all’esposizione, appunto, ai raggi UV, siano essi naturali o artificiali (ovvero, le ormai abusate lampade abbronzanti).

In inverno, a differenza delle altre stagioni, bisogna avere particolarmente cura delle parti del corpo più esposte ai raggi solari: viso e mani. Più nel dettaglio, la pelle del viso, approssimativamente, riceverebbe il 25% dell’irradiazione totale annua rispetto al resto del corpo.
Per correre ai ripari prima della comparsa di rughe e altri inestetismi, in questi mesi invernali, bisogna tenere conto di alcune regole base per proteggere il viso dagli agenti esterni; infatti, non solo si dovrà combattere contro i raggi UV, ma anche contro lo smog e le polveri tipiche dell’ambiente cittadino.
I “comandamenti” da seguire da oggi a giugno saranno dunque:

1. Idratare, sia dall’esterno (con umidificatori per ambienti) che dall’interno (bevendo molta acqua, almeno 8 bicchieri al giorno);

2. Applicare la vostra crema quotidiana idratante, sia prima di esporsi al freddo che dopo, quando si rientra nel tepore degli ambienti chiusi. Se la pelle appare più provata del solito, risultano efficaci anche le maschere nutrienti e decongestionanti (al miele, alle alghe, alla soia) e l’applicazione di olii idratanti (ad es. quello di Argan, ricco di acidi grassi insaturi che svolgono un’azione idratante, formando una barriera sulla pelle per diminuire la perdita di acqua transepidermica tramite evaporazione). A questo proposito, una ricetta infallibile per proteggere la pelle del viso nei mesi invernali è quella della maschera ai fosfolipidi di soia. Si tratta di proteine vegetali che formano la lecitina (usata anche contro il colesterolo).

Questi fosfolipidi, altro non sono che delle sostanze grasse “buone”, ad azione emolliente. Per la scelta, fatevi consigliare dal farmacista, ma tenendo conto del fatto che le maschere in gel sono più adatte alle pelli mature o secche (in quanto contengono delle piccole percentuali di alcool che distruggono la pellicola lipidica cutanea per far penetrare i principi attivi della maschera), mentre quelle in crema hanno una funzione di mantenimento (e non d’urto) e sono perciò indicate per le pelli più giovani.
In entrambi i casi, la mattina successiva all’applicazione si consiglia, dopo aver lavato il viso, di applicare un prodotto nutriente, possibilmente a base di vitamine, enzimi e aminoacidi.

3. Soffermarsi, quando si applica la crema idratante, maggiormente sulle zone a rischio come le guance e il contorno occhi e applicarla sulla pelle umida, subito dopo aver lavato il viso con acqua tiepida, evitando così di estrarre tutta l’umidità dalla pelle (cosa che invece avviene con l’acqua calda) e riparando i danni del freddo.

4. Combattere i raggi nocivi con creme solari, ma non quelle estive, troppo untuose, bensì con dei prodotti ad hoc con effetto idratante, emolliente e antietà, utili a stimolare il metabolismo cutaneo e riparare i danni. Esistono in commercio anche dei fondotinta con filtri solari, dalle forti proprietà idratanti. Per la scelta del fattore di protezione, ci si basa sul fototipo, ovvero il tipo di incarnato che caratterizza ciascuno di noi.

5. Proteggere la pelle anche tramite l’alimentazione, assumendo cibi sani e “anti-smog”, come: cereali integrali, cavoli, carote, agrumi e frutti di bosco con proprietà antiossidanti.

6. Indagare, con l’aiuto del vostro dermatologo di fiducia, sulle ultime novità in fatto di trattamenti cutanei.
Di recente utilizzo, ad esempio, è il picotage (dal francese “pizzicotto”), che consiste in microiniezioni di acido ialuronico sul viso, a un centimetro di distanza una dall’altra. È un’operazione rapida (circa 15 minuti) e indolore, il cui costo si aggira sui 400-600 euro a seduta, a cadenza generalmente trimestrale.

Esistono comunque anche altri metodi per salvare la vostra pelle dall’invecchiamento, a seconda delle condizioni cutanee, dell’età e di altri fattori, che uno specialista è in grado di rilevare per una soluzione ottimale.

fonte: Optima salute, feb 2010

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