La scoliosi

scoliosi

Per “scoliosi” si intende una deviazione della colonna vertebrale sul piano frontale. In parole povere, se si guarda il paziente scoliotico da dietro, si dovrebbe osservare una deviazione della colonna vertebrale, ma in realtà non è così facile da diagnosticare.
Nelle forme più lievi, la curva non si riesce ad evidenziare in un semplice esame clinico.

Va fatta una differenziazione fra due forme completamente differenti di scoliosi: la scoliosi vera e l’atteggiamento scoliotico (o “scoliosi funzionale“). L’atteggiamento scoliotico è un cosiddetto paramorfismo (al contrario della scoliosi vera, che è un dismorfismo) e consiste nella formazione di una curva scoliotica, che però è correggibile a volte semplicemente chiedendo al soggetto che ne è affetto di “cercare di stare diritto”. L’atteggiamento scoliotico può consistere in una forma di scoliosi secondaria, cioè essere dovuta a una causa che, in un certo senso, “costringe” il paziente a stare curvo da un lato.

Per fare alcuni esempi, una forma di scoliosi secondaria è quella dovuta a una eterometria degli arti inferiori: chi ha un arto inferiore più corto dell’altro tende a compensare, per tenersi diritto in piedi, flettendo la colonna vertebrale da un lato. Un altro esempio è la scoliosi antalgica in cui il soggetto è affetto da mal di schiena o, più frequentemente, da ernia del disco.

La radice nervosa (di destra o di sinistra) compressa dall’ernia, viene parzialmente “alleggerita” se il soggetto si inclina con la schiena dalla parte opposta. Oltre a queste forme secondarie (ve ne sono anche altre, che non cito), vi è l’atteggiamento scoliotico primitivo, che è una forma essenzialmente posturale.

Si tratta prevalentemente di adolescenti, che tendono a stare piegati da un lato, per abitudine, a volte condizionati dalla frequenza con cui portano dei pesi (es. la borsa o lo zaino scolastico) a destra o a sinistra. Per correggere questa deformità, rivestono un ruolo importante nell’educazione i genitori del ragazzo, gli insegnanti di scuola e i preparatori sportivi. Utile è la ginnastica posturale, che il paziente può fare da solo, durante la preparazione sportiva o con l’aiuto di un fisioterapista.

Tutt’altro discorso è quello relativo alla scoliosi vera. Nella scoliosi vera (meglio definita “scoliosi strutturata“), oltre ad una curva della colonna vertebrale sul piano frontale, vi è anche la rotazione delle vertebre, spesso la loro deformazione, e l’alterazione delle normali curve sagittali.

Queste ultime sono le curve che tutti noi abbiamo se osserviamo con una radiografia la colonna guardandoci di fianco.
La scoliosi è una vera e propria malattia, che colpisce soprattutto le donne, nella maggior parte dei casi inizia in età scolare (8-12 anni) ed è molto spesso ereditaria.

Se un bambino o una bambina hanno genitori, fratelli, sorelle o altri parenti stretti affetti da scoliosi, devono essere regolarmente controllati dal pediatra (e, eventualmente, dall’ortopedico) per diagnosticare l’eventuale insorgenza di scoliosi il più presto possibile. Per fare diagnosi di scoliosi è essenziale sottoporsi alla visita medica e, se il medico lo ritiene necessario, ad una radiografia. Una volta confermata la diagnosi, lo specialista ortopedico deciderà se il paziente deve essere trattato o semplicemente seguito periodicamente.

Ciò dipende dal grado di scoliosi e dalla sua strutturazione, parametro che solamente l’ortopedico è in grado di verificare.
In pratica, oltre alla gravità del momento, è importante fare una previsione su quanto tale scoliosi potrà peggiorare nel tempo.
Quanto più la scoliosi è precoce, maggiore è il rischio che si aggravi.

Infatti, la scoliosi tende a peggiorare fino al termine dello sviluppo scheletrico, che mediamente è intorno ai 18-20 anni nel maschio e ai 15-16 anni nella femmina. Una previsione di aggravamento si può fare anche in base alla gravità della scoliosi della madre o della sorella. La scoliosi non dà dolore.

È credenza comune che un mal di schiena può essere dovuto alla scoliosi, ma in realtà, se è di un certo grado, può dare una sintomatologia dolorosa solo nell’età adulta (difficilmente prima dei 40 anni), perché facilita l’insorgenza dell’artrosi.
Ma di norma la scoliosi non dà disturbi dolorosi, a meno che non sia molto grave.

COME SI CURA?

Il trattamento della scoliosi ha lo scopo di arrestare la crescita della curva scoliotica. Questo trattamento consiste essenzialmente nell’uso di un busto (ne esistono tanti tipi) o, nei casi più gravi, in un intervento chirurgico. Questi trattamenti bloccano l’aggravamento della curva scoliotica che, con la crescita del paziente, tende lentamente a ridursi.
Purtroppo la ginnastica e l’attività sportiva non hanno effetto sulla scoliosi vera. La ginnastica è comunque utile per migliorare l’elasticità e il tono muscolare, sia quando si usa un busto (che tende a ridurre queste due proprietà), sia quando il busto non deve essere messo perché la curva è molto lieve.

Il Corpo Narrato
Il racconto del corpo e delle sue relazioni emotive diviene allora un elemento fondamentale nel percorso che consente di modificare profondamente l’esperienza della scoliosi, da evento doloroso e bloccante in passaggio positivo del proprio sviluppo identitario…

fonte: Optima salute, apr.2010

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