L’Italia è un regno in guerra

La democrazia non c’è più quando i governanti – che dovrebbero essere (ma non sono) eletti dal popolo a loro rappresentanza – fanno quello che più comoda a loro.

Siamo come in un impero, dove re e regine avevano potere assoluto su tutto.

Siamo come in guerra, quando le alte cariche decidono vita e morte dei soldati – quelli senza cui la guerra non potrebbe continuare e andare avanti – e intanto loro stanno chilometri distanti a muovere le pedine sulla scacchiera.

In Italia, senza il popolo e le sue tasse, i nostri governanti non andrebbero da nessuna parte; però (infatti) se ne stanno lì col culetto sulla sedia, perché tanto da li nessuno li toglie.

Tutti gli uomini (e le donne) politici prendono troppi soldi, e questi soldi arrivano dalle tasse che gli italiani pagano per far funzionare bene il loro paese, per far funzionare ospedali, scuole e tutto il resto.

Il giorno 21 settembre 2010 un deputato ha proposto l’abolizione del vitalizio che spetta ai parlamentari dopo solo 5 anni di legislatura in quanto affermava che tale trattamento risultava iniquo rispetto a quello previsto dai lavoratori che devono versare 40 anni di contributi per avere diritto ad una pensione.

Hanno votato “no” in 498, vincendo contro i 22 voti a favore (5 gli astenuti).
Ecco i nomi dei favorevoli; sono tutti i deputati IDV presenti quel giorno in Parlamento: BARBATO BORGHESI CAMBURSANO DI GIUSEPPE DI PIETRO DI STANISLAO DONADI EVANGELISTI FAVIA FORMISANO ANIELLO MESSINA MONAI MURA PALADINI PALAGIANO PALOMBA PIFFARI PORCINO RAZZI ROTA SCILIPOTI ZAZZERA.

Vi sembra un voto a favore del popolo?
In Italia stiamo mantenendo un popolo di imperatori e sovrani con la corona?

Questo dimostra che destra, sinistra, lega, … ormai sono uguali, la pensano alla stessa maniera, l’importante per loro e vivere sulle spalle dei cittadini paganti, e ormai l’unica cosa da fare per noi è muovere il culetto e scegliere veramente chi vogliamo governi per noi (e non “ci governi” semplicemente); come nella storia del paradiso e l’inferno, dobbiamo farla noi la differenza per vivere meglio.

fonte: antonioborghesi.it

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