Come sistemare gli infissi

Gli infissi di legno sono molto delicati: balconi e finestre possono rovinarsi sotto il sole e la pioggia.

Il legno degli infissi, a causa del freddo, degli agenti atmosferici e dell’azione dei raggi UV, può deteriorarsi molto fino a “squamarsi” e screpolarsi.
Il legno di finestre e balconi può marcire se sottoposto a troppa umidità, che può derivare dalla condensa esagerata oppure direttamente da stagnazione di acqua piovana.

Anche a me è successo di dover rinnovare da cima a fondo l’intera porta d’entrata della mia piccola casetta, che dopo più di 10 anni di incurie era presa piuttosto malaccio!

Risistemare e rinnovare gli infissi non è così difficile come sembra: bastano buona volontà e olio di gomito, e magari un amico con  gli attrezzi giusti 🙂

Se un infisso di legno – balconi, finestre o porte – è preso veramente male, cioè ha la superficie scrostata o mancante, si vede il legno vivo sottostante o cose del genere, l’azione da intraprendere è la più drastica ma efficace. La manutenzione degli infissi è una cosa molto importante per la salute della nostra casa.
Per esempio vi racconto cosa ho fatto io con la mia porta…
Tutto il materiale di cui abbiamo bisogno si può comprare un un brico qualsiasi, negozio di colori o di fai-da-te.

Per prima cosa abbiamo dovuto carteggiare tutta la superficie esterna, che era la più rovinata: zone scrostate, abrasioni dovute ad anni di mazzi di chiavi appesi alla toppa della serratura, tentativi di scasso che l’avevano parzialmente scardinata, …
In questa prima fase, difficile da eseguire completamente a mano, ho trovato l’aiuto esperto di un amico falegname in possesso di un orbitale.

La levigatrice orbitale non ha nulla a che fare con l’astronomia o la fisica; è una levigatrice a motore dove alla carta vetrata vibra con un movimento circolare simile a quello manuale, ideale per levigare aree piuttosto ampie.

Dopo aver smontato la porta dai suoi cardini ed averla appoggiata su due cavalletti, avendo l’accortezza di frapporre dei panni morbidi in modo da non rischiare di rovinare la porta, con la levigatrice orbitale abbiamo iniziato a togliere tutta la parte superficiale rovinata dal tempo; dopo una buona ora di lavoro la parte esterna della porta era in legno grezzo (legno a vivo), pronta per essere messa a nuovo.

Se l’infisso è preso veramente male, dobbiamo armarci pure di stucco per legno, per sistemare eventuali buchi, parti scheggiate, pori, ecc. Lo stucco per legno si applica con una spatoletta, poi si aspetta che si secchi.

Dopo aver pulito dalla segatura abbiamo dato una mano di impregnante; l’impregnante per legno serve a dare il colore al legno grezzo, ma serve anche – e soprattutto – come prima protezione del legno da muffe e agenti esterni.
Se non vogliamo rischiare che il legno che dobbiamo trattare diventi troppo scuro dobbiamo ovviamente scegliere un impregnante relativamente chiaro, perché il colore risultante dipenderà anche dalla “pesantezza” con cui passeremo il pennello, e dal fatto che dovremo dare più di una mano di colore.
L’impregnante va dato lungo le venature del legno, per evitare effetti antiestetici. Bisogna dare una prima mano molto omogenea, aspettare un giorno che si asciughi, e poi dare la seconda mano.

Il Manuale del Falegname
Una guida di estrema utilità per chi intende dedicarsi all’attività del falegname, in particolare i cultori del ‘fai da te’. Esso affronta incisivamente tutti i problemi relativi alla moderna falegnameria…

Dopo l’impregnate colorato abbiamo dato una bella mano di impregnate incolore; si tratta di una specie di vernice trasparente che aggiunge uno strato protettivo al legno.

Dopo che l’impregnante incolore si era asciugato abbiamo ripassato a mano la superficie della porta con una carta vetrata molto fine, di grana 200; questo serve ad eliminare tutte le imperfezioni superficiali che possono essere anche delle bollicine che si formano dopo che questa vernice si secca.

Alla fine di tutto abbiamo steso “a straccio” uno strato di olio di manutenzione: l’olio di manutenzione è un prodotto dalla consistenza oleosa, ma non si tratta di olio vegetale bensì di olio sintetico.
Va applicato in uno strato molto leggero, in maniera tale che la superficie dell’infisso non diventi troppo unta; noi abbiamo preso uno straccio, intinto un angolino nell’olio e poi strofinato la porta per un’area molto ampia.
Questo trattamento può essere ripetuto una o due volte l’anno per preservare l’integrità del legno degli infissi: si usa applicarlo verso fine primavera, in vista dell’estate, e verso fine autunno, come protezione dal gelo.

L’olio di manutenzione va benissimo usato anche su infissi nuovi, sempre un paio di volte l’anno, per evitare che si rovinino per effetto degli agenti esterni.

Tutto questo procedimento è durato diversi giorni; infatti basta pensare che già la prima mano di impregnante ha bisogno di almeno un giorno per asciugare come si deve, e questo periodo può anche allungarsi a seconda delle condizioni atmosferiche e dell’ambiente in cui lavoriamo.
Io l’ho fatto d’estate, all’aperto, in giornate di sole, e quindi sono stato fortunato! Dopo aver levigato la porta l’abbiamo subito rimessa sui cardini, e tutti i trattamenti successivi li ho fatti io da solo.

Restaurare Mobili
Ridare vita a un vecchio comodino trovato da un robivecchi o in cantina, ripulire il paglietto di una sedia o ridare stabilità a una poltrona, sostituire una vecchia impiallacciatura…

Un’altra cosa che ho imparato nella manutenzione di porte e finestre è l’importanza di lubrificare con regolarità – almeno una volta l’anno – le serrature e gli ingranaggi.
Le serrature, soprattutto quelle delle porte esterne, possono indurirsi fino a bloccarsi a causa di sporco e polvere. Lo stesso vale per tutti gli ingranaggi degli infissi, non solo i cardini che cigolano: basta pensare a quanti meccanismi ci sono in un’apparentemente semplice finestra a ribalta.
Le armi da usare, in questi casi, sono due: lubrificante spray (tipo Svitol) e lubrificante in tubetto (grasso); si trovano in qualsiasi ferramenta o negozio di bricolage.

Il lubrificante spray è ottimo perché penetra velocemente negli spazi stretti e tra i vari meccanismi, come la zona di sfregamento fra le parti metalliche; è buona cosa spruzzarne quanto basta dentro le serrature da entrambe le parti della porta, nei cardini di porte e finestre, nell’area di movimento dei pezzi di blocco, e in ogni meccanismo, facendo poi in modo che il lubrificante penetri bene fra le parti muovendole con la dovuta delicatezza, ad esempio facendo girare le chiavi.

Per le zone più “rigide” il grasso in tubetto è la cosa migliore. Il lubrificante grasso generico va bene anche per le zone che non  interessano solo parti metalliche, ma anche parti in legno o altro, come ad esempio l’interno delle maniglie, parti in cui l’infisso sfrega, ecc.

Come dice Clint Eastwood in Gran Torino: “Take these three items, some WD-40, a vise grip, and a roll of duct tape. Any man worth his salt can fix almost any problem with this stuff alone” … “se sei un uomo, con nastro telato, pinze e lubrificante puoi aggiustare il 90% delle cose”).

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Un pensiero su “Come sistemare gli infissi”

  1. Il serramento in legno
    Il serramento in legno ha una caratteristica fondamentale: è costruito con materiale vivo e naturale per eccellenza, con caratteristiche chimico-fisiche ed estetiche molto particolari. E’ consigliabile, prima di addentrarci nei metodi di manutenzione, conoscere meglio il protagonista di questi prodotti. Il legno presenta buone caratteristiche di resistenza meccanica (compressione, flessione, ecc.) e fisiche in base anche alla diversa scelta del tipo di legno utilizzato. Le conifere per esempio si contraddistinguono dalla fuoriuscita di resina. Caratteristica evidente è la venatura più o meno regolare sempre presente e diversa a seconda del taglio. Molte volte si pensa erroneamente che i nodi, caratteristiche macchie più scure sulla superficie lignea, possano rappresentare un problema, ma con l’applicazione di opportuni stucchi si ripristinano. Da sottolineare come il legno si adegua ai fattori ambientali, uno su tutti l’umidità. Quest’ultima può causare dilatazioni del legno, a volte anche indesiderate, soprattutto se le variazioni di temperatura dell’ambiente circostante sono molto elevate L’applicazione di una ferramenta a più punti può limitare l’insorgere di questo problema, tuttavia è da tollerare, poiché normale, se l’entità del fenomeno è lieve.

    Regole
    Di seguito verranno riportate le regole per garantire lunga vita ai serramenti:

    1. Conoscere le caratteristiche chimico/fisiche del materiale di costruzione dei vostri serramenti
    2. Eseguire periodicamente le normali operazioni di pulizia con prodotti non aggressivi
    3.Programmare la manutenzione dei propri serramenti
    4. Seguire tutte le indicazioni e le specifiche date dal produttore
    5. Provvedere alla pulizia del sistema d’evacuazione acqua
    6. Verificare la tenuta delle guarnizioni
    7. Curarsi dell’ingrassaggio e della regolazione della ferramenta
    8. Svolgere la manutenzione preventiva di verniciatura quale il rinfresco
    9. Svolgere tempestivamente una manutenzione di riparazione quale il ritocco
    10. Svolgere tempestivamente una manutenzione di riparazione quale il rinnovo

    Note alle regole
    Nelle regole abbiamo incontrato parole di carattere tecnico che possono magari creare imbarazzi e confusione. Questo manuale ha come obiettivo quello di spiegare nel modo più semplice possibile le azioni da eseguire per mantenere efficienti e puliti i vostri infissi.
    La manutenzione si divide in due categorie:
    Manutenzione preventiva: previene l’insorgere di difetti e problemi al serramento; si basa su due interventi quali la pulizia e il rinfresco.
    Manutenzione correttiva: ripara i difetti e i problemi sorti o per mancanza di prevenzione o per eventi straordinari; si basa su due interventi quali il ritocco e il rinnovo.
    Vediamo ora l’applicazione, di quanto abbiamo riportato sopra, alle parti che compongono l’infisso.

    Telaio
    Pulizia delle superfici (cadenza semestrale)

    Sebbene non considerata come vera e propria operazione di manutenzione, la pulizia delle superfici rappresenta per molti versi il primo passo utile da compiere per aumentare la durata della verniciatura della finestra. La presenza infatti di piogge acide o altri elementi aggressivi sulle superfici esterne provoca una inferiore durata della vernice; in tal senso è opportuno evitare che lo smog e la sporcizia si depositino, eseguendo con cadenza semestrale una efficace operazione di pulizia complessiva. L’operazione deve prevedere l’utilizzo di soluzioni acqua-detergenti neutri, evitando detergenti aggressivi che possano danneggiare la superficie. Nel caso in cui la verniciatura sia stata effettuata con prodotti all’acqua, è bene evitare in particolare prodotti ammoniacali od alcolici, che potrebbero rovinare irreparabilmente il film superficiale di vernice. La manutenzione descritta è consigliata con cadenza semestrale, da svolgersi preferibilmente prima del periodo estivo e prima del periodo invernale. In particolari condizioni (aree metropolitane con elevato smog, aree costiere,ecc.) è consigliabile diminuire i tempi di pulizia, o almeno effettuare un controllo più frequente. L’obiettivo della manutenzione è di preservare il film superficiale di vernice dal- l’aggressione di agenti chimici (smog, piogge acide, ecc.), che penalizzerebbero la durata della vernice stessa.

    Ritocco (cadenza semestrale)
    Il ritocco della superficie verniciata sulle finestre è un’operazione estremamente semplice, che tuttavia permette maggiore durabilità ed una maggiore efficacia protettiva della vernice stessa.
    Il ritocco, da eseguirsi semestralmente, deve essere effettuato mediante applicazione localizzata di vernice all’insorgere di screpolature, ammaccature o non continuità in genere della vernice: esse infatti possono provocare l’entrata di acqua e umidità nella fibra legnosa, con conseguente possibile distacco della vernice e con rischio di ingrigimenti del legno. Operativamente, è necessario innanzitutto effettuare un accurato controllo delle superfici verniciate della finestra, individuando eventuali fratture o non continuità del film di vernice. Una volta individuate, le fratture e screpolature verranno ripristinate attraverso l’applicazione a pennello di uno strato di vernice localizzato, per ripristinare la continuità della pellicola. A seguito di asciugatura, si potrà eventualmente intervenire con una seconda mano, effettuata con le medesime modalità. La manutenzione descritta è consigliata con cadenza semestrale, da svolgersi preferibilmente prima del periodo estivo e prima del periodo invernale. In particolari condizioni di esposizione o in caso di ammaccature derivanti da urti o sollecitazioni meccaniche di varia natura, è consigliabile intervenire in modo straordinario, ossia all’insorgere del degrado stesso. L’obiettivo della manutenzione è di mantenere integro il film superficiale di vernice, impedendo agli agenti atmosferici (acqua piovana, raggi UV, ecc.) di venire a contatto diretto con il supporto legnoso, causando degradi di varia natura (ingrigimenti del legno, distacco della pellicola verniciante, ecc.).

    Rinfresco (cadenza triennale)
    Contrariamente al ritocco, che prevede un’applicazione localizzata di vernice, il rinfresco prevede l’applicazione di uno strato di vernice sull’intera superficie della finestra. Tale intervento è consigliato con cadenza triennale, ma può variare significativamente in funzione di diversi fattori, quali: tipo di vernice utilizzata, esposizione, supporto legnoso, manutenzione preventiva (pulizia e ritocco) effettuata.

    E’ comunque importante intervenire con un rinfresco al fine di prevenire eventuali rotture o distacchi della pellicola superficiale della vernice dovuti al consumo della stessa per effetto del tempo e degli agenti atmosferici. Segnali chiari di esigenze di intervento sono il dimagrimento e la ruvidezza superficiale della vernice al tatto, la mancanza di lucentezza iniziale. In termini operativi, l’intervento di rinfresco deve prevedere innanzitutto una pulizia completa della superficie dell’infisso. Al fine di eliminare ulteriormente tracce di sedimenti e incrostazioni, è quindi consigliabile un passaggio con carta abrasiva fine, prestando attenzione a non asportare il colore sul serramento; al termine di questa operazione, la superficie dovrebbe presentarsi uniformemente opaca. Si rende quindi necessaria una asportazione delle polveri create dalla carteggiatura, realizzabile semplicemente con il passaggio di un panno pulito e umido sulle superfici. Dopo aver protetto le parti da non verniciare (ad esempio vetrocamera) con carta gommata, si può procedere all’applicazione della vernice, meglio se con l’utilizzo di un pennello a setole morbide. Dopo una asciugatura di circa 12 ore, la vernice sarà secca, e sarà possibile chiudere le ante senza pericoli di incollaggio.

    E’ preferibile inoltre eseguire tutte le operazioni all’ombra, ed evitare di verniciare guarnizioni ed eventuali materiali sigillanti (siliconi, ecc.). La manutenzione descritta è consigliata con cadenza triennale, ma, come specificato in precedenza, può variare anche significativamente in funzione di diversi fattori. E’ pertanto consigliabile eseguire comunque il rinfresco nel caso in cui si verifichino sulle superfici della finestra rugosità, mancanza di lucentezza, dimagrimento della pellicola di protezione. L’obiettivo della manutenzione è di ricostruire lo strato protettivo esterno originario di vernice, e di consolidare l’effetto di protezione del supporto legnoso.

    Rinnovo (cadenza a degrado)
    Il rinnovo è una operazione di manutenzione che si rende necessaria in casi di superfici molto degradate, con vistosi distacchi della pellicola di vernice, accompagnata, solitamente, da fessurazioni ed ingrigimenti del legno. Tali degradi derivano in larga misura dalla non esecuzione di operazioni manutentive preventive (ritocco, rinfresco); in tal senso non è possibile definire una cadenza, ma il rinnovo deve essere effettuato in modo straordinario in caso di deterioramento superficiale marcato. Nel caso in cui la superficie del legno sia molto degradata, e si renda necessaria la stuccatura di eventuali fessurazioni, è preferibile optare per una verniciatura più coprente (laccatura, verniciatura tinta), che maggiormente è in grado di coprire imperfezioni estetiche del supporto legnoso. Si procederà pertanto innanzitutto alla sverniciatura completa della finestra, sino ad arrivare a legno sano. Per la sverniciatura, che ha come obiettivo la rimozione totale del film di vernice, si utilizzerà una carta abrasiva resinata all’ossido di alluminio, con cosparsione spaziata del minerale, al fine di ritardare l’intasamento, secondo le condizioni del manufatto. L’utilizzo di grane più grosse facilita l’operazione iniziale, ma può portare all’irruvidimento marcato della superficie. L’utilizzo dell’abrasivo può essere manuale, o tramite l’utilizzo di utensili elettrici o pneumatici, meglio se collegati a sistemi di aspirazione delle polveri. Si procederà quindi stuccando fori, fessurazioni ed altri degradi superficiali; verrà quindi nuovamente passata carta abrasiva, sempre in carta resinata ma con grana più fine, preparando così la fibra legnosa alla fase di riverniciatura. Terminato il lavoro preliminare, si potrà procedere alle operazioni di riveniciatura, facendo riferimento ai cicli consigliati dal produttore della vernice. Si potrà a questo punto procedere con la stesura di una prima mano di impregnante, che andrà lasciato asciugare per 12- 24 ore. Si procederà quindi ad una ulteriore carteggiatura, con carta a grana fine, passando poi un panno pulito ed umido per asportare le polveri di carteggiatura. Come ultima fase, si procederà all’applicazione di due mani di finitura, che verranno lasciate asciugare per 12-24 ore circa (a seconda del tipo di vernice utilizzata). Il rinnovo non può essere considerato una manutenzione periodica, e deve essere effettuato nel momento in cui si verifichino sulla superficie della finestra degradi notevoli, quali fessurazioni, crepe, ingrigimenti del legno, distacchi e sfogliature della pellicola di vernice.
    Spesso tali degradi sono causa di una non appropriata manutenzione ordinaria preventiva (ritocco, rinfresco). L’obiettivo della manutenzione è di ripristinare la verniciatura originaria, ricostruendo il film di vernice superficiale. In questo modo si potrà garantire una buona protezione del legno, e si recupererà il livello estetico del prodotto.

    Ferramenta

    Pulizia ferramenta (Cadenza semestrale)
    Tra le componenti di primaria importanza della finestra vi è certamente la ferramenta: una corretta manutenzione della stessa garantisce infatti non solo l’utilizzo della finestra in modo semplice, ma anche la sicurezza dell’utente. E’ importante innanzitutto procedere con cadenza semestrale ad una opportuna pulizia, effettuata in modo semplice, ma con l’avvertenza di utilizzare prodotti non aggressivi, che non intacchino la protezione superficiale della ferramenta contro la corrosione (ad esempio acqua e sapone neutro). In tal modo sarà possibile rimuovere, specie per la ferramenta utilizzata in infissi esterni, eventuali depositi acidi (derivanti da smog, piogge acide, ecc.), prevenendo l’ossidazione e la corrosione degli elementi di sospensione e dei meccanismi di movimentazione delle ante. La manutenzione descritta è consigliata con cadenza semestrale, o anche più frequentemente in caso di ferramenta particolarmente esposta agli agenti atmosferici. L’obiettivo della manutenzione è di prevenire l’ossidazione e la corrosione superficiale della ferramenta dell’infisso.

    Ingrassaggio ferramenta (cadenza annuale)
    Il controllo dello stato di usura e il corretto ingrassaggio delle parti mobili costituisce una manutenzione di prima importanza per il mantenimento della funzionalità e della sicurezza del serramento. In generale, è comunque importante svolgere con cadenza annuale un esame visivo completo dei meccanismi di apertura e chiusura della finestra, nonché dei sistemi di sospensione (cerniere). Nel caso in cui venga verificato uno stato di usura elevato, è importante contattare un serramentista specializzato, che provveda alla sostituzione delle parti usurate, o dell’intero sistema di ferramenta. Negli altri casi, si potrà procedere all’ingrassaggio di tutte le parti mobili (cerniere, incontri, aste e nottolini di chiusura, aste di scorrimento, fermi a scatto). Per l’ingrassaggio si potrà utilizzare grasso per cuscinetti, vaselina tecnica, olio. L’effettuazione di una manutenzione programmata ben eseguita garantirà un utilizzo comodo e sicuro della finestra. La manutenzione descritta è consigliata con cadenza annuale, ma sono consigliabili maggiori verifiche in caso di forte utilizzo dei prodotti (locali pubblici,ecc.). L’obiettivo della manutenzione è di verificare lo stato di usura della ferramenta, in modo da prevenire problemi alla sicurezza dell’utente, e di provvedere all’ingrassaggio di tutte le parti mobili, al fine di assicurare un agevole utilizzo della finestra.

    Regolazione ferramenta (cadenza annuale)
    I meccanismi di sospensione e gli organi di manovra normalmente presenti sul mercato, sono dotati di dispositivi che consentono precise regolazioni, al fine di favorire il corretto ed agevole utilizzo del serramento. La regolazione della ferramenta, da effettuarsi con cadenza annuale, permette in molti casi di ovviare a movimenti e deformazioni minime proprie dei prodotti in legno.
    La registrazione andrà effettuata quando (alcuni casi esemplificativi):
    ante che urtano il telaio fisso, ante che si urtano fra loro in corrispondenza del montante centrale, mancato o impreciso accosta mento ante-telaio fisso, ante non allineate con il telaio fisso, impossibilità di chiusura del serra mento, sforzi di chiusura superiori alla norma.

    Attraverso una regolazione precisa delle cerniere e dei punti di chiusura è poi possibile ottenere un lavoro omogeneo delle guarnizioni di tenuta, a vantaggio della caratteristica di permeabilità all’aria della finestra.
    La manutenzione descritta è consigliata con cadenza annuale, o più frequentemente nei casi in cui rilevino difficoltà di manovra e di chiusura dell’infisso. La regolazione è normalmente abbastanza semplice; per sistemi di serramenti complessi, è opportuno contattare il fornitore. L’obiettivo della manutenzione è di preservare la semplicità di utilizzo della finestra ovviando ad eventuali difficoltà di manovra, di mantenere contenuti gli sforzi di apertura e chiusura dell’organo meccanico e di messa in movimento delle ante, di consentire un lavoro uniformemente elastico delle guarnizioni di tenuta.

    Guarnizioni
    Verifica evacuazione acqua (cadenza annuale)
    Una caratteristica particolarmente importante per la finestra è la capacità di tenuta all’acqua: essa è condizionata da diversi accessori, ed in particolar modo dalle camere di evacuazione acqua (anche chiamati gocciolatoi). Per poter operare in modo opportuno, i gocciolatoi vanno tenuti controllati, con cadenza annuale; in particolare è opportuno verificare:
    la pulizia complessiva del gocciolatoio, anche interna
    che i fori o le asole di scarico acqua siano sgombre da sporcizia, sedimenti o insetti

    In termini di pulizia generale, si dovrà provvedere alla pulizia (anche interna) con prodotti neutri (soluzioni di acqua con detergenti neutri, quali sapone, ecc.), che non aggrediscano le superfici trattate. Per quanto attiene alla verifica dei fori o delle asole di scarico acqua, è necessario un esame visivo, atto a verificarne l’eventuale intasamento da parte di sporcizia, insetti o sedimenti di varia natura; si dovrà di conseguenza provvedere ad asportare il materiale di
    occlusione, con normale attrezzatura, verificando di conseguenza il risultato del lavoro eseguito. E’ opportuno inoltre prestare attenzione a non danneggiare il film superficiale di vernice con ammaccature o graffi di varia natura, al fine di garantire la durabilità del legno. La manutenzione descritta è consigliata con cadenza annuale, o, in modo straordinario, nel caso in cui compaiano nella finestra infiltrazioni di acqua verso l’interno. Obiettivo della manutenzione è di mantenere efficace il dispositivo principale di evacuazione acqua della finestra, impedendo eventuali tracimazioni del gocciolatoio dovute all’occlusione dei fori o delle asole di scarico dell’acqua piovana.
    Sigillatura tappi di estremità (Cadenza annuale)
    Le camere di evacuazione acqua (gocciolatoi) realizzate in alluminio vengono normalmente montate con l’ausilio di tappi di estremità di plastica, aventi funzione di raccordo con i montanti in legno dell’infisso. E’ opportuno verificare annualmente la sigillatura del tappo in plastica con i montanti in legno, allo scopo di prevenire eventuali infiltrazioni di acqua verso l’interno dell’abitazione. La sigillatura, normalmente realizzata con materiale siliconico, deve essere verificata, ed in caso di distacco parziale o totale del materiale siliconico, è opportuno procedere come segue:
    Eliminare i residui di materiale sigillante
    Pulire adeguatamente le superfici del giunto tappo-montante
    Sigillare con materiale idoneo il giunto sopra menzionato, verificandone la continuità (nel caso in cui si utilizzi materiale siliconico, come normalmente avviene, è consigliabile scegliere un silicone a basso modulo di elasticità, in grado di adattarsi con minore difficoltà alle variazioni dimensionali proprie del materiale).

    Tale operazione di sigillatura risulta non essere necessaria in caso di utilizzo di tappi di estremità di plastica morbida (in grado di assorbire elasticamente le variazioni dimensionali del serramento in legno anche in assenza di materiale sigillate apposito). La manutenzione descritta è consigliata con cadenza annuale, o, in modo straordinario, nel caso in cui compaiano nella finestra infiltrazioni di acqua verso l’interno. L’obiettivo della manutenzione è di impedire eventuali infiltrazioni di acqua verso l’interno dell’abitazione, dovute al mancato deflusso dell’acqua piovana dai montanti alla camera di evacuazione.
    Verifica guarnizioni (Cadenza annuale)
    Tra le principali caratteristiche di una finestra vi è certamente la permeabilità all’aria, che incide fortemente sul benessere termico ed acustico degli ambienti, nonché sul risparmio energetico di una abitazione. L’accessorio fondamentale che permette alla finestra di avere buone caratteristiche in tal senso è la guarnizione di tenuta, che crea una barriera tra l’ambiente ed il clima esterno con quello presente nei locali interni. In tal senso è opportuno verificarne annualmente lo stato, e, quando necessario (guarnizioni consumate, tagliate, indurite, ecc.) provvedere alla sostituzione. La sostituzione avviene semplicemente estraendo la vecchia guarnizione ed inserendone una nuova. Per l’individuazione della nuova guarnizione è consigliabile rivolgersi al fornitore della finestra.
    La manutenzione descritta è consigliata con cadenza annuale, o, in modo straordinario, nel caso in cui si verifichino degradi sulle guarnizioni esistenti. L’obiettivo della manutenzione è di garantire al serramento le caratteristiche di permeabilità all’aria, impedendo infiltrazioni che vanno a scapito del benessere termico ed acustico dei locali, nonché del risparmio energetico ottenibile.

    Avvolgibili e cassonetti coprirullo
    Sostituzione telo avvolgibile o singole stecche

    A seguito di degrado può essere utile provvedere alla sostituzione del telo dell’avvolgibile o di parte di esso (singole stecche), l’intervento deve essere comunque effettuato da un operatore specializzato, che potrà intervenire sull’intero prodotto o su parti di esso.
    Come sostituire la cinghia dell’avvolgibile
    Prima di incominciare assicurarsi che l’avvolgibile sia aperto tutto e procuratevi una cinghia della stessa lunghezza di quella che si và a sostituire. Consiglio: per calcolare quanto è lunga la vostra cinghia, misurare l’altezza della finestra (dalla cassetta al davanzale) e moltiplicare per 2. Nel caso in cui il vostro avvolgibile sia munito di riduttore al rullo (puleggia) nella cassetta, si deve moltiplicare per 3 l’altezza della finestra. Operazioni:
    aprite il coperchio del cassonetto-coprirullo e bloccate l’avvolgibile alzato (ad es. con una tagliola);
    tagliare la corda dalla parte del rullo (puleggia) e sfilare la cinghia dalla cassetta;
    fare un nodo alla cinghia in modo che non si avvolga del tutto all’interno della placca a muro;
    prendere la nuova cinghia ed inserire un’estremità nel rullo della cassetta e passarla attraverso la feritoia che trovate accanto al rullo e formate un nodo ben saldo;
    ad avvolgibile ancora bloccato, fare passare la cinghia attraverso la fessura che si trova nella cassetta;
    svitare la placca che si trova a muro ed estrarla;
    tenere il rullo attaccato alla placca, ben saldo e srotolare la corda vecchia;

    ATTENZIONE: mentre si srotola la corda, la molla del rullo si carica e bisogna tenerla ben salda e ferma, perché può tagliare.
    Srotolata la cinghia completamente, svitare la vite che tiene saldo l’estremità della cinghia al rullo;
    ATTENZIONE: tenere sempre ben saldo il rullo, perché in questo momento può tagliare facilmente.
    avvitare l’estremità della cinghia nuova, che pende dal cassonetto coprirullo, al rullo della placca esterna facendo attenzione alla molla che può tagliare;
    infilare la placca al muro e fissarla con la vite precedentemente svitata;
    sbloccare l’avvolgibile e provare a far scendere e salire l’avvolgibile per verificare la funzionalità.
    Chiudete il coperchio del cassonetto coprirullo.

    Manutenzione cassonetto coprirullo
    E’ necessario effettuare un’accurata manutenzione al cassonetto coprirullo come per gli altri elementi del prodotto E’ pertanto necessario eseguire le operazioni di pulizia ordinaria all’esterno e all’interno, aprendo lo sportello di accesso al rullo. Dall’interno del cassonetto è inoltre utile verificare periodicamente il fissaggio di quest’ultimo agli elementi di contorno.

    Faq
    Durante la pulizia del serramento laccato lo straccio si colora leggermente. Il calore generato dallo strofinio rammollisce la vernice che rilascia anche i pigmenti colorati. Questo non pregiudica il rivestimento se non s insiste eccessivamente. Per evitare questo problema utilizzate uno straccio morbido e con acqua e detergente neutro. E’ importante non insistere eccessivamente e in modo troppo aggressivo sulla superficie
    Si formano chiazze biancastre trasparenti quando si deposita la pioggia sul film di vernice ancora non completamente fresca. Questo fenomeno è dovuto al fatto che le vernici utilizzate sono a base di acqua sono più sensibili alla pioggia e al vapore.Visto che la vernice non ha concluso il ciclo di asciugatura possono pertanto portare le particelle di resina in emulsione e creare delle chiazze che poi scompaiono con l’asciugatura completa della vernice
    La finitura trasparente (quella che lascia intravedere il legno), una volta esposta all’esterno ha subito alterazioni di colore più o meno evidenti. Il legno è costituito da vari componenti chimici che possono essere degradati dalla componente ultravioletta della luce solare, con conseguente alterazione del colore che dipende dall’esposizione , dal tipo di legno, dal colore dell’impregnante.
    Esposizione alla luce solare. Sono soggetti a cambiamenti pronunciati:
    serramenti a filo muro
    serramenti senza copertura esterna
    serramenti sottoposti a Su-Ovest

    Tipi di legno. Come reagiscono al sole:
    • Legni chiari (pino) ingialliscono o imbruniscono.
    • Legni scuri (rovere) scoloriscono Colore dell’impregnante: nelle vernici esterne colorate (tinta noce tinta ciliegio etc ) sono presenti filtri che assorbono le radiazioni ultraviolette mentre nella vernice tinta naturale non sono presenti. Questi filtri tuttavia si esauriscono con il tempo e devono essere ripristinati con l’olio ritonificante.
    Compaiono delle chiazze giallastre sui serramenti laccati (bianchi o chiari) Con la laccatura chiara o bianca su Rovere Castagno o Framirè, possono comparire entro 2-3 mesi dall’installazione, specie in condizione di forte umidità delle chiazze giallastre che seguono la venatura del legno. Questo fenomeno è dovuto alla presenza di sostanze altamente coloranti che sciolte dall’acqua, salgono in superficie. Queste chiazze tenderanno nel tempo ( da uno a tre mesi) a scomparire
    Sul davanzale esterno compaiono delle chiazze brunastre In caso di forte pioggia i serramenti in Rovere, Castagno o Framirè, cioè costruiti con legni ricchi di estratti tannici, possono rilasciare un liquido di colore scuro che si deposita sul davanzale. Questi tannini sono estratti dall’acqua dalla testa delle doghe. Per pulire i davanzali usate Amuchina al 5% e sciacquate con abbondante acqua. Applicate olio ritonificante per isolare meglio gli scuri esterni.
    I serramenti si sono rigonfiati in un periodo di grande umidità. Il legno assorbe e a cedere umidità in relazione alle condizioni esterne. Questo fenomeno è naturale e non può essere eliminato. In casi eccezionali potrebbe essere necessario una regolazione della ferramenta di chiusura.

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