Vacanze con i bimbi

bambini in vacanza, istruzioni

Con la chiusura delle scuole intorno a metà giugno è iniziato il periodo più caldo e amato dai nostri bambini: le vacanze estive! I bambini beneficiano sicuramente dei periodi di vacanza, si adattano bene all’ambiente sopratutto se il posto è confacente alle loro abitudini e alle loro esigenze: mare e montagna sono ugualmente consigliati, ma ciò che è più importante è il tempo trascorso con i propri genitori che rende la vacanza indimenticabile ed aiuta i figli a crescere in modo sano e sereno.

Dai sondaggi del Girandolaio (un portale internet dedicato ai bambini) risulta che la meta preferita è senza dubbio il mare: sole, acqua, sabbia, spazi per giocare, sport, tutto quanto serve per rilassarsi e divertirsi.

Certo c’è anche chi preferisce l’aria fresca della montagna, la vita di campagna in un agriturismo, il fascino del lago oppure il turismo nelle città d’arte o nei paesi esotici, ma la vacanza marina resta sempre quella preferita dalla maggioranza degli italiani.

Il mare è molto salutare per trascorrere una vacanza con la propria famiglia, soprattutto in presenza di bambini di qualsiasi età, anche neonati, con le dovute precauzioni. L’ansia ovviamente è da lasciare a casa. Solitamente i neo genitori si agitano per il bimbo, senza sapere però che tutte le emozioni che viviamo le trasmettiamo ai nostri figli. Quindi, tranquillità assoluta!

Può capitare che il periodo di vacanza prescelto coincida con fasi di crescita molto importanti, come per esempio la comparsa dei primi dentini, oppure l’inizio dello svezzamento o l’uso del vasino: si tratta di esperienze molto importanti per un bambino che dovrebbe vivere con la massima serenità e in ogni caso, non sono dei validi motivi per rinunciare al mare.

Nonostante si pensi comunemente che esista un periodo particolare per recarsi al mare con i bambini, questa radicata regola non è altro che una leggenda che non trova un riscontro: è vero che i primi giorni il bimbo può trovarsi un po’ “stranito”, ma questo è dovuto alla novità, al cambiamento di clima ed è il genitore che deve trasmettergli tranquillità e cercare di seguire i suoi ritmi e desideri. Se quindi la famiglia sceglie vacanze marine, nonostante in apparenza la spiaggia non riservi pericolo per i bambini, in realtà come tutti i luoghi può nascondere qualche insidia, ecco perché è bene ricordare alcuni consigli ed accortezze per trascorrere il tempo dedicato agli affetti in serenità.

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Consigli per il bagno

Il bagno in mare, per esempio, è una questione abbastanza spinosa: si sa, infatti, che i piccoli fremono dalla voglia di entrare in acqua e che, non appena arrivati in spiaggia, non vedono l’ora di tuffarsi in quella refrigerante distesa blu.
Ecco, allora, qualche consiglio e qualche regola da non scordare mai: dopo il pasto, aspettate almeno tre ore prima di dare il permesso al bimbo di fare il bagno, in questo modo sarete sicuri che la digestione sarà completata ed eviterete le congestioni.

Se il bambino ha mangiato solo una merendina o un frutto, potrà bagnarsi per qualche minuto immediatamente prima che cominci il processo digestivo: ricordate che il latte è uno degli alimenti più lunghi da digerire! Fate entrare il bambino in acqua molto gradualmente, bagnandogli prima le gambe, poi le braccia, quindi la pancia e il collo evitando, insomma, un impatto troppo brusco che potrebbe creargli problemi alla circolazione. Inoltre, se il bimbo trema o ha un colorito livido e le sue mani sono “scottate” dall’acqua, fatelo uscire immediatamente e lasciatelo per qualche tempo al sole a scaldarsi; non obbligate il bambino a fare il bagno o vivrà questo momento come una costrizione.

Per quanto riguarda, poi, il comportamento corretto da tenere nei confronti del sole, ricordate che la pelle dei piccoli è delicatissima: sì, quindi, a creme protettive resistenti all’acqua da applicare più volte nel corso della giornata, se potete, fate in modo che i bambini non rimangano sotto il sole durante l’ora di pranzo e fino alle 16: sono quelle, infatti, le ore peggiori, quando il sole scotta di più e il rischio di colpi di sole è elevato. È bene sottolineare come la sabbia chiara e la superficie dell’acqua riflettano la luce solare, l’ombrellone protegge dall’irradiazione per il 50% ma non ha azione sulla radiazione ultravioletta riflessa dalla sabbia stessa.

Inoltre durante le giornate nuvolose i raggi Uvb, che sono i più pericolosi, attraversano ugualmente lo strato di nubi, ma non si produce sensazione di calore perchè mancano gli infrarossi, per cui ci si può ustionare ugualmente. La testa dei vostri bimbi va sempre protetta con un cappellino o un fazzoletto (per esempio una divertente e colorata bandana) da bagnare ogni tanto in modo da abbassare la temperatura del corpo; nelle ore di forte calura fate indossare una t-shirt di fibre naturali che lasciano traspirare ed evaporare il sudore. Un occhio di riguardo all’alimentazione che deve essere leggera e nutriente, preferite cibi “idratanti” e vitaminici come la verdura e la frutta, non esagerate con merendine confezionate, gelati, succhi di frutta, bibite gasate, cibi salati e fritti.

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Insetti e meduse

Un piccolo, ma fastidioso inconveniente è rappresentato, inoltre, dalle punture di insetti come vespe (presenti in alcune spiagge, attratte dall’odore pungente di creme solari), zecche e meduse. Quest’ultime “pungono” grazie a particolari cellule, che, se toccate, estroflettono dei filamenti urticanti che penetrano immediatamente nella pelle. La sostanza urticante in realtà è una miscela di tre proteine a capacità paralizzante, urticante e neurotossica; subito dopo il contatto si avverte una sensazione di dolore bruciante e poi di prurito.

Le meduse che più frequentemente possiamo incontrare lungo le coste del Mediterraneo sono, per fortuna, poco pericolose e provocano solo reazioni nel punto di contatto. Una volta fuori dall’acqua va verificato che non ci siano parti di medusa rimaste attaccate alla pelle, in tal caso la prima cosa da fare è rimuovere i tentacoli ovviamente utilizzando una protezione per le mani.
La parte colpita va poi detersa con acqua salata evitando di grattare o strofinare o ricorrere a medicazioni estemporanee fai da te.

La medicazione corretta va fatta con l’applicazione di gel astringente al cloruro d’alluminio che ha un’immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine, le creme al cortisone o contenenti antistaminico entrano in azione dopo 30 minuti dall’applicazione, cioè quando il massimo della reazione si è già spenta naturalmente.
Attenzione al contatto con gli occhi per il rischio di ulcerazioni della cornea. Un occhio di riguardo anche alla puntura di zecca che si attacca alla pelle dei bimbi per succhiare il sangue di cui si nutre soprattutto nei periodi più caldi, nei prati e nelle zone marine e rurali. La zecca provoca danni se resta attaccata alla cute per almeno 36-48 ore e comunque le infezioni sono molto rare (la Malattia di Lyme è rarissima) ecco perché l’unica cosa che il genitore deve fare è controllare giornalmente per 30-40 giorni la pelle dove si era attaccata la zecca e solo se compare un qualsiasi eritema va iniziata dietro prescrizione medica una terapia antibiotica.

Attenzione infine a vespe, api, calabroni e all’apparente ed innocua zanzara che nei bambini, nella maggior parte dei casi, causano problemi solo nella sede della puntura (dolore, gonfiore, eritema) e quasi mai, contrariamente agli adulti, sintomi sistemici di anafilassi o di risposta al veleno che iniettano; quindi è bene applicare ghiaccio, una pomata di acido borico e degli stick appositi per il dopo puntura (si comprano in farmacia) ed infine se necessario iniziare una terapia topica con cortisone e antibiotico.

Chiaramente la presenza di insetti e il possibile fastidioso inconveniente che ne consegue non riguarda solamente le località marine, ma anche la montagna, perciò se la famigliola opta per vacanze più fresche, complici il desiderio di trascorrere qualche giorno immersi nella natura ed il beneficio offerto dall’altitudine, occorre, comunque, un occhio di riguardo a questo ed agli altri rischi che si possono incontrare.

Trekking come divertimento

A dispetto di quello che si pensa, i raggi solari ad alta quota sono particolarmente pericolosi per la pelle delicata di un bimbo e se al mare è bene prendere delle precauzioni per preservare il piccino dal rischio d’insolazioni e scottature, in montagna queste vanno triplicate. L’aria rarefatta, infatti, fa sì che i raggi del sole siano meno filtrati che al mare e, di conseguenza, in assenza di protezione adeguata, più dannosi. È bene, quindi, durante le passeggiate, ma anche per le giornate in piscina o all’aria aperta, proteggere la pelle del bambino con creme ad alto fattore di protezione rinnovate di anno in anno per evitare che perdano le loro proprietà protettive.

Un cappellino con visiera e un paio di occhiali da sole, poi, terranno lontano il pericolo d’insolazioni e congiuntiviti. Un problema specifico per chi trascorre in montagna le sue vacanze nel periodo estivo è costituito dai rettili, vipere soprattutto. Non è raro, infatti, incontrarli passeggiando tra i boschi o anche semplicemente prendendo il sole su un prato.

Da sapere, però, che nessuno dei serpenti presenti in Italia rappresenta davvero un pericolo, purché si intervenga immediatamente trasportando colui che è stato morso al più vicino Pronto Soccorso per un’iniezione di siero anti-vipera; in ogni caso, onde evitare qualsiasi rischio, in montagna è sempre bene camminare con scarponcini alti da trekking, calzettoni e un bastone.

Inoltre, evitare assolutamente di infilare le mani nude in cespugli, roveti o sotto le pietre: se non disturbate, le vipere tenderanno a scappare sentendo il passo e la voce dell’uomo.

Per quanto riguarda il cosiddetto mal di montagna che si presenta con giramenti di testa, sensazione di stordimento, inappetenza, affanno, nausea, non dovrebbe costituire un problema per chi soggiorna al di sotto dei 3.000 metri, consigliamo, quindi, di evitare di portare i bimbi a quote troppo elevate, soprattutto per il pernottamento, scegliendo, invece, strutture adeguate, in località tranquille immerse nel verde e nella natura, al di sotto dei 2.000 metri. Infine è indispensabile che i genitori amanti delle passeggiate e del trekking tengano a mente le esigenze dei propri figli. I piccoli, infatti, a differenza dei grandi affrontano le camminate non tanto con lo scopo di raggiungere una meta, quanto piuttosto per divertirsi, stare in compagnia e giocare. Le prime passeggiate, perciò, dovranno essere caratterizzate da percorsi semplici, di breve durata e che diano la possibilità ai piccini di dedicarsi alla loro attività preferita, il gioco appunto.

Viaggio ai tropici

Se, invece, avete pensato a vacanze in zone tropicali il rischio più grande è costituito dalle condizioni igieniche del Paese esotico prescelto… Per un bimbo, infatti, la possibilità di prendersi un’infezione, di mettere in bocca o toccare qualcosa che possa costituire un pericolo per la sua salute è molto più elevato che per un adulto, per evitare problemi, non potendo e non dovendo chiudere i baby viaggiatori in una campana di vetro, cercate quanto meno di scegliere strutture assolutamente controllate e sicure dal punto di vista igienico (se si tratta di alberghi, residence, villaggi) e dal punto di vista alimentare (se si tratta di ristoranti, bar).

È vivamente consigliato partire con un tour operator del quale vi fidate, evitando inconvenienti una volta giunti a destinazione (strutture diverse da quelle che vi erano state presentate dall’agenzia, problemi con i mezzi di trasporto, problemi alla dogana).

È bene informarsi su quelle che sono le vaccinazioni obbligatorie e quelle facoltative prescritte dal sistema medico sanitario del posto e, se non ci sono controindicazioni, vaccinate il bambino prima della partenza: un discorso a parte merita l’antimalarica che non assicura, comunque, una copertura totale e la cui profilassi varia da luogo a luogo. Anche l’alimentazione potrebbe rivelarsi un problema per un bimbo molto piccolo. Il rischio, infatti, è che non gradendo nulla di ciò che la cucina del posto offre rimanga praticamente digiuno per tutto il periodo della vacanza.

Anche in questo caso è fondamentale che la struttura scelta abbia un menu “bambino” o, quantomeno, un menu italiano da proporre al bimbo. Informatevi, infine, su quelle che sono le condizioni climatiche: i bambini molto piccoli, infatti, soffrono particolarmente il caldo e sbalzi eccessivi di temperatura potrebbero alla lunga rivelarsi dannosi per la loro salute.

Attenzione anche alla fauna e alla flora locale, escursioni in mezzo alla foresta tra animali e piante che non si conoscono non sono consigliabili per chi viaggia con un bambino. Ad ogni modo, cercate di avere sempre con voi la valigetta del Pronto Soccorso per un primo intervento in caso di punture, morsi etc.

fonte: Optima salute, luglio 2011

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