Evil client /4

Dopo aver avuto a che fare con clienti non non controllano le bozze, con clienti che vogliono lavori gratis, con clienti che per pagarti 30 euro e con clienti che mi fanno scrivere dal loro avvocato pur di non pagarmi il lavoro fatto … mi è toccata anche questa!

L’altro giorno mi chiama un possibile cliente; vado a trovarlo e mi spiega che gli serve un progetto grafico.
Io gli porto il preventivo con già 2 bozzetti, per consentirgli di non comprare a scatola chiusa, e gli leggo e spiego le parti del mio preventivo, tra cui il prezzo e le modalità di pagamento (acconto, saldo alla consegnaecc.)

Dopo alcuni giorni mi richiama: evidentemente il mio progetto gli piace e vuole fare l’accordo.
Ovviamente lui tira sul prezzo – ammetto e concedo – quindi gli faccio lo sconto e gli rimando via email il documento del preventivo riformulato.

Passano i giorni e si rifà vivo per ritrattare sulle modalità di pagamento: “mai dato acconti in 30 anni di lavoro” e “il saldo a 30/60 gg.fm.”
Io avrei voluto chiedergli se da 5 anni a questa parte abbia sentito parlare di una certa “crisi globale”, oppure se quando va al supermercato lui paghi a 30/60, o quando compra casa, o macchina, … ma per rispetto ho lasciato perdere.

Faccio una controproposta e mi sento rispondere che “l’azienda non è qui per mercanteggiare” – cioè: o così o niente – e siccome appunto siamo in un periodo di crisi, e i soldi dalla parte del manico ce li ha lui, chino la testa e accetto anche questo.

Correggo il preventivo come vuole lui, gli mando il nuovo Pdf e gli scrivo anche di leggerlo bene per intero che se è d’accordo vado là e chiudiamo.
Mi risponde “OK”, quindi io vado da lui per la terza volta e – ne avevo il sentore – cerca ancora di cambiare le carte in tavola.
Sfodera il mio documento e  – facendo croci con la penna qua e là – mi dice che “di questa roba qua non voglio discutere perchè io lavoro sulla fiducia”.

Stufo di sentirmi preso in giro, ho alzato i tacchi e me ne sono andato.

Volete sapere cos’era “questa roba” che il mio ex-futuro-cliente non voleva firmare?
Quando mi appresto a fare un lavoro di grafica, quali sono le fondamenta del preventivo-contratto che firmo col mio cliente?

Siccome “carta canta e villan dorme” è giusto mettere in forma scritta certe cose, perchè poi non ci siano dubbi su chi-cosa-come-quanto.
Anche se decidiamo di lavorare sulla fiducia, se qualcosa va storto e si finisce davanti alla legge, il giudice si baserà sulla legge e non sulla fiducia.

Inoltre spesso il buon senso e la legge non vanno per mano assieme.
Per esempio, da che so io, la legge non ritiene vincolanti le email che non siano Pec, quindi io preferisco chiarire che se il cliente mi scrive una email-non-Pec dove mi chiede di fare un lavoro, io ritengo normale fare quel lavoro e poi venir pagato, ma se non ho qualcosa che sia legalmente vincolante anche per il cliente rischio di restare fregato.

Quindi, leggendo ed informandomi, dopo aver fatto diverse esperienze ed aver preso fregature di varie grandezze da parte di alcuni miei (onestissimi) clienti, negli anni sono arrivato a definire questo pacco riassuntivo di clausole che ritengo la base per un accorto…

CONDIZIONI CONTRATTUALI GENERALI, SALVO DIVERSI ACCORDI SCRITTI.
I costi si intendono al netto delle imposte. I messaggi inviati tramite fax e/o email non corredati da firme elettroniche o digitali si intendono contrattualmente vincolanti. L’intervento richiesto verrà eseguito all’accettazione del presente preventivo che deve essere restituito in copia firmata, personalmente o via fax, ed al pagamento dell’anticipo (quando indicato). Se non diversamente specificato, non sono compresi nei prezzi i costi di gestione accessori per l’esecuzione del lavoro, come viaggi, riprese fotografiche, prove colore professionali o richieste di prestazioni non previste dal presente documento. I testi e il materiale fotografico saranno forniti dal cliente, che potrà accertarsi in prima persona sull’origine della provenienza del materiale evitando eventuali violazioni del diritto d’autore. Si indica espressamente che colui che non fornirà testi e/o immagini sarà sollevato da qualsiasi responsabilità conseguente a violazioni del diritto d’autore o altre leggi. Dopo l’approvazione delle bozze da parte del cliente, il grafico sarà sollevato da responsabilità su errori presenti negli elaborati prima di tale approvazione. Tutti i servizi forniti dal grafico in base al presente accordo saranno ad uso esclusivo del cliente, salvo un loro eventuale uso promozionale da parte del grafico. Al pagamento di tutti gli onorari e delle spese dovute saranno concessi i diritti di sfruttamento commerciale per tutti i disegni definitivi approvati, creati dal grafico per questo incarico, con il divieto di usare tali disegni per lo sviluppo di opere derivate senza il consenso del grafico. Il cliente, acquisiti i diritti di sfruttamento, assume ogni rischio imprenditoriale e le responsabilità civili e penali relative alla diffusione e all’utilizzo del progetto. Se il rapporto di lavoro in atto terminasse per qualsiasi motivo prima del suo termine naturale il cliente sarà tenuto al rimborso dei costi sostenuti fino a quel momento. Le condizioni contrattuali, compresi i tempi di consegna, non posso più essere oggetto di discussione una volta che il presente documento sia stato accettato dal cliente.

Se è difficile far firmare ad un cliente una cosa come questa, figuriamo quanti salti mortali bisogna fare per farsi firmare qualcosa che somigli al contratto tipo dell’Aiap oppure al contratto standard Aiap. AUGURI!

…e se tutto questo vi è sembrato interessante, leggetevi anche l’articolo dal titolo Consigli legali per il contratto di realizzazione di pagine web.

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