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Archivio della Categoria 'Eco'

Il cappotto termico

domenica 29 marzo 2009

Il cappotto termico, barriera isolante a difesa della casa, è una componente indispensabile per un corretto risanamento; risanare energeticamente un edificio significa adeguarlo alle esigenze di oggi, in termini di spazio e comfort, e ottenere allo stesso tempo un notevole risparmio nei consumi rispettando l’ambiente.

Il cappotto (sistema integrato di isolamento termico)

Il cappotto esterno è adatto a facciate intonacate ed è costituito da pannelli di materiale isolante; quest’ultimi vengono applicati direttamente sull’intonaco esterno con un’apposita malta adesiva. In quasi tutti i casi vengono ulteriormente fissati con tasselli.
Sulla superficie dei pannelli, incollati e ben accostati fra loro, viene applicata una malta, al cui interno è annegata una rete di armatura che compensa i forti sbalzi termici ai quali la rasatura è sottoposta (evitando così crepe e fessurazioni). Tale rete consente l’adesione della rasatura finale al pannello isolante.

In questo procedimento è importante curare che tutti i componenti impiegati (isolante, collante, rete, ecc.) facciano parte di un sistema integrato in modo che risultino perfettamente compatibili fra loro.
Le pareti umide dovranno essere asciugate con procedimenti ad hoc prima di applicare l’isolante, altrimenti è facile prevedere futuri danni agli elementi costruttivi.
Che altro c’è da sapere sull’isolamento termico?

Nuovi pannelli solari più economici

martedì 30 settembre 2008

 

Applied Materials Inc, di Santa Clara, California, è stato selezionato al 2008 Technology Innovation Awards  nella categoria Energia per la sua linea di produzione SunFab, che può produrre una potenza energetica estremamente alta utilizzando pannelli solari con una pellicola sottile di materiale fotovoltaico.

Producendo pannelli solari più rapidamente e più a buon mercato rispetto ai tradizionali metodi di produzione, SunFab promette di ridurre i costi di produzione di energia solare in modo che sia più competitiva rispetto all’energia elettrica prodotta in maniera più tradizionale.
Tra le altre cose, i  nuovi tipi di pannelli hanno un tempo di posa e messa in funzione estramamente inferiore ai pannelli tradizionali; si può vedere un video nel sito dell’azienda produttrice.

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La vernice fotovoltaica:: Photon Inside

venerdì 22 agosto 2008

Un pannello solare liquido, spalmabile come una vernice. Ecco la straordinaria invenzione nata in Italia, frutto del lavoro di un team di ricercatori che operano nell’ambito dell’Istituto per lo studio dei materiali nano-strutturati del CNR di bologna e commercializzata dall’austriaca Bleiner AG.

L’idea di creare una vernice capace di trasformare in energia la luce del sole, operando come un vero e proprio pannello solare, non è nuova: decine di università ed aziende in tutto il mondo hanno provato e stanno cercando di realizzarla.

“Ma a riuscirci” spiega Thomas Bleiner, presidente dell’azienda “siamo stati noi per primi. Si tratta dell’esito di una serie di studi compiuti da un gruppo capeggiato da Fabio Cappelli, Antonio Maroscia e Stefano Segato, che mette l’Italia all’avanguardia nel settore”.

Photon Inside, questo il nome del prodotto brevettato, è una vera e propria vernice, “diversa da tutti gli altri prodotti simili. Non ha bisogno di nessun supporto: può essere applicata direttamente sulla superficie e spalmata anche più volte mano a mano che si degrada”.

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Mercato dell’energia elettrica: nuovi scenari

giovedì 19 giugno 2008

Elettrosmog?
Creative Commons License photo credit: Hop-Frog

Nel 2007, il passaggio da un regime energetico di tipo monopolistico ad uno liberalizzato ha cominciato a riguardare anche i cittadini, i quali possono adesso scegliere il fornitore.

In Italia, il decreto che introduce la liberalizzazione del mercato energetico (il cosidetto Decreto Bersani, n.79 del 1999) stabilisce che anche operatori diversi dal vecchio monopolista possano produrre, importare e vendere energia elettrica.

Fino a pochi anni fa era l’ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) l’unico gestore della risorsa; ora la legge ha stabilito che l’ente cedesse frazioni della propria attività (i Generition Company) ai nuovi operatori; in più, a partire dal 2003, esiste il divieto per qualsiasi società di detenere più del 50% della generazione e dell’importazione di energia elettrica in Italia.

Un altro importante effetto della nuova legge è stata la separazione tra la proprietà e la gestione della Rete di Trasmissione Nazionale, che trasporta l’energia elettrica dagli impianti in cui viene prodotta e quella acquistata dalle centrali all’estero fino al consumatore finale; oggi infatti la gestione della RTN è affidata alla società Terna, mentre il suo accesso è garantito a tutti gli operatori.

Chi può acquistare energia?

La liberalizzazione del mercato energetico si è concretizzata gradualmente: nel 1999 erano solo le grandi industrie a poterne usufruire; nel 2003 si sono aggiunte le aziende di media grandezza, le piccole imprese e i negozi; nel 2004, è stata la volta di tutti i titolari di partita IVA.

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La riforestazione può combattere il riscaldamento globale

giovedì 17 aprile 2008

Insieme con il taglio delle emissioni da combustibili fossili, le campagne per piantare nuove foreste o la gestione più efficace di quelle esistenti e delle aree agricole è in grado di capitalizzare la capacità della natura di funzionare come “pozzo per l’assorbimento del carbonio”.Secondo una ricerca ora pubblicata sull’ultimo numero della rivista ad accesso libero “Carbon Balance and Management“, per quanto il solo piantare alberi abbia una minima probabilità di risolvere i nostri problemi climatici, le piantagioni su larga scala potrebbero avere un impatto significativo sul lungo periodo.

Rik Leemans e colleghi della Wageningen University, nei Paesi Bassi, e della Netherlands Environmental Assessment Agency sono arrivati a questa conclusione grazie a un modello al computer sugli effetti futuri delle piantagioni per il sequestro del carbonio. In particolare, lo studio ha preso in considerazione il potenziale di assorbimento del carbonio delle piantagioni sia dal punto di vista fisico sia da quello sociale per tutto il XXI secolo, e l’efficacia in termini di rallentamento delle concentrazioni atmosferici della CO2.

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Masdar City: l’utopia elettrica

venerdì 14 marzo 2008

Quando si pensa ad Abu Dhabi senza dubbio la prima e forse l’unica cosa che ci viene in mente è: petrolio.
Infatti questo piccolo ed opulento emirato si piazza al quinto posto tra i paesi produttori di petrolio al mondo, ed al sesto tra i produttori di gas naturale.

Quindi non ci si può non stupire nell’apprendere che proprio in pieno deserto, in direzione sud-ovest rispetto all’aeroporto internazionale di Abu Dhabi, sta per sorgere una città che verrà interamente alimentata con energia ricavata da fonti rinnovabili.

Masdar City, progettata dall’architetto inglese Norman Foster, sarà il centro operativo e sperimentale di un vero e proprio piano di sviluppo ed innovazione che prevede di alimentare l’intero Paese con fonti energetiche rinnovabili, che, a differenza del petrolio, sono praticamente inesauribili.
Al momento, nel luogo in cui sorgerà Masdar si stanno testando 25 diversi tipi di pannelli solari, per capire quale di questi possa rispondere meglio alle esigenze di fornitura energetica della città.

Senza dubbio quella di Abu Dhabi è una scelta innovativa, che da una parte risponde all’esigenza di creare e sviluppare fonti di energia pulita che contribuiscano a ridurre le emissioni di gas-serra per il bene del Pianeta intero; dall’altra parte questo progetto contribuirà a dare maggior prestigio ad un Paese che sta investendo moltissimo sull’energia futura, quell’energia che dovrà supplire alla mancanza di idrocarburi naturali, destinati ad esaurirsi, prima o poi.

E sicuramente ciò che distingue il progetto di Masdar da tutte le varie iniziative ecologiche proposte in molti altri Paesi, è la grande disponibilità economica di Abu Dhabi che può contare su centinaia di milioni di dollari provenienti dai fondi governativi. Finora la compagnia che ha ideato il progetto Masdar ha investito 250 milioni di dollari in aziende che sviluppano tecnologia “pulita”, mentre altri 2 miliardi di usd verranno spesi per costruire le prime centrali elettriche ad idrogeno del mondo, in collaborazione con British Petroleum e Rio Tinto.

Se tutto procede come previsto, secondo Foster entro il 2016 almeno 50.000 individui vivranno nella città e la maggior parte di essi lavoreranno nelle aziende del settore delle energie rinnovabili, che verranno attirate lì grazie all’altissima specializzazione tecnologica di Masdar (oltre che da un sistema fiscale favorevole).