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Archivio della Categoria 'Eco'

10 consigli per diminuire i rifiuti

Domenica 2 Marzo 2008

 Discarica abusiva a Scalea
Creative Commons License photo credit: gemma de rosa

Secondo Legambiente gli imballaggi che costituiscono la nostra normale spesa al supermercato costituiscono il 60% del volume ed il 40% del peso nel totale.
In 2 ore davanti ad un supermercato, dei volontari hanno riempito ben tre carrelli con gli imballaggi che i clienti hanno lasciato all’uscita; quindi la riduzione dei rifiuti a monte diviene una questione di primaria importanza.

Legambiente ha quindi stilato 10 consigli che consentono ad una famiglia tipo di 4 persone di ridurre fino a 2 kg la settimana i rifiuti prodotti…

  1. riutilizzare le borse della spesa, magari privilegiando quelle di tela al posto dei sacchetti in plastica usa-e-getta
  2. acquistare, se possibile, prodotti sfusi invece di quelli confezionati (frutta, verdura, …)
  3. bere acqua del rubinetto
  4. acquistare prodotti salva spazio (ricariche per i detergenti)
  5. scegliere prodotti confezionati in imballi riciclati
  6. evitare prodotti con imballaggi voluminosi ed inutili
  7. evitare i prodotti usa-e-getta come le stoviglie in plastica
  8. ricercare la vendita “alla spina” di detersivi e detergenti, e quella sfusa di alimentari quali pasta e farine
  9. scegliere i prodotti con la margherita europea (Ecolabel), il marchio di certificazione ambientale concesso ai prodotti che nel loro ciclo di vita producono un minor impatto ambientale
  10. acquistare confezioni famiglia anziché monodose

Legambiente ricorda che “il modello produttivo e lo stile di vita adottati nei paesi industrializzati producono montagne di rifiuti per le quali è sempre più complicato trovare una sistemazione”.

Petrolio: ma quanto ne resta?

Mercoledì 6 Febbraio 2008

peak-oil-gas-scenario, Petrolio: ma quanto ne resta?

Leggendo le previsioni che l’unione petrolifera italiana faceva a fine 2006 per l’anno successivo si trovavano “stime di prezzi del petrolio inflessione sebbene ancora sui livelli ancora sostenuti: 62 dollari al barile rispetto agli 66,6 stimati per il 2006″. Curiosamente c’è una nota che dice “salvo eventi imprevisti”. E meno male! Perché qualcosa di imprevisto ci deve essere stato se, dopo uno sprint durato mesi, il 2008 si è aperto col petrolio che ha superato la barriera dei 100 dollari al barile.E non ci vuole un genio per capire che da 62 a 100 significa un aumento del 50% abbondante. Quello che pareva lontano problema (il petrolio a 100 dollari) è diventato rapidamente una realtà con la quale fare i conti.

Ma non basta, perché sono tante (e documentate) le voci che evidenziano come il rischio di un prezzo del petrolio in rapida ascesa verso vette ancora più alte sia ben presente. Purtroppo occorre prendere atto che, sempre più spesso, problemi economico- ambientali e di sostenibilità dello sviluppo, che si pensava fossero destinati a un futuro lontano, sono invece già qui sull’uscio.
Non solo apparterranno sicuramente alla vita dei nostri figli, ma toccano già oggi noi, abitanti di questo mondo.
Un mondo che è ammalato di petrolio.

Ne consumiamo (dati 2006) oltre 84,5 milioni di barili e giorno. Un milione in più sull’anno prima. Su base annua fanno un po’ meno di 31 miliardi di barili. L’IEA (International Energy Agency) prevede che nel giro dei prossimi venti anni il consumo di energia aumenterà, ad un tasso annuo intorno al 2%, di circa il 50%. Secondo l’energy information administration, un ente governativo americano, nel 2025 si consumeranno in un anno 43,5 miliardi di barili all’anno.

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La Cina sosterrà le proprie foreste

Sabato 5 Gennaio 2008

Legname

Dopo il tanto parlare che ultimamente si fa sulla Cina, additata come nazione che maggiormente contribuisce all’inquinamento globale, sembra quantomeno insolito sentire una notizia come questa.

La Cina si propone di investire fino a 72 miliardi di dollari nei prossimi 5 anni per la gestione delle foreste, a fronte di una somma pari a 20 miliardi di dollari già spesa nei 5 anni passati, andando verso uno sfruttamento sostenibile delle proprie foreste.
L’obiettivo sarà il raggiungimento di una maggiorazione del 28% (entro il 2050) delle zone coperte da foreste, per migliorare la qualità dell’ambiente ed incrementare la competitività del settore a livello commerciale.

L’ostacolo più grosso pare essere il comportamento dei vari govarni locali, che preeferiscono la crescita economica spregiudicata piuttosto che essere più lungimiranti e pensare all’ambiente ed al futuro.

fonte: le scienze

Hycrete: il cemento impermeabile

Lunedì 24 Dicembre 2007

logo-main, Hycrete: il cemento impermeabileNel prossimo futuro - in realtà già adesso - sarà possibile creare cemento impermeabile già “in betoniera”.

Il fu Michael Rhodes, morto nel 2002 a 82 anni, ha creato un liquido a base d’acqua che, semplicemente aggiunto al cemento prima che esso solidifichi, gli dona delle caratteristiche simili all’olio per ciò che riguarda la repulsione idrica.

Fin’ora le tecniche di impermeabilizzazione si attuavano con l’uso di involucri plastici o materiali bituminosi, rendendo - in più - difficile il riutilizzo e il riciclaggio del materiale cementizio smantellato. Grazie alla nuova sostanza, il cemento potrà essere semplicemente frantumato e riutilizzato subito come materiale grezzo, rendendo il cemento più eco-friendly (amico dell’ambiente).

Hycrete è messo in commercio dal nipote di Rhodes, tale David Rosenberg, tramite la sua azienda.

fonte: Time, 17/12/07

L’etanolo nella motorizzazione non è la soluzione ambientale

Giovedì 31 Maggio 2007

etanolo VS benzina

Un gruppo di ricercatori della Thayer School of Engineering at Dartmouth e della società Mascoma Corporation di Lebanon, nel New Hampshire, ha scoperto un nuovo metodo che permette di produrre grandi quantità di etanolo cellulosico, uno dei maggiori candidati a costituire un’alternativa sicura e sostenibile ai combustibili derivati dal petrolio per il traffico veicolare.

Per la prima volta, il gruppo ha modificato con tecniche di ingegneria genetica un batterio termofilico - cioè in grado di crescere in condizioni di alta temperatura - in modo che tale organismo produca etanolo come unico prodotto di processi fermentativi.

“La nostra scoperta rappresenta una possibile strada per facilitare la conversione di biomasse cellulosiche inedibili, comprese quelle costituite da legno, erba e altri materiali di scarto, in etanolo”, ha spiegato Lee Lynd, docente di progettazione ambientale della Thayer School che ha sviluppato la metodica e ha firmato un articolo sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Science”.

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