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Archivio della Categoria 'Lavoro, arti grafiche'

I Box del Pdf

martedì 3 agosto 2010

L’esatta dimensione di una pagina in un file Pdf non è così elementare come sembra; in realtà ci sono ben 5 (cinque) diverse descrizioni relative a questa dimensione, e queste “dimensioni” sono chiamate “page box“.

In un Pdf il mediabox è sempre definito, mentre gli altri box non sono devono obbligatoriamente esserci.

  • Art Box: individua l’area della pagina che sarà usata quando il PDF verrà importato in un altro software
  • Bleed box (pagina al vivo, formato intonso): è la dimensione della pagina con l’aggiunta dell’abbondanza (0 rifili) sui quattro lati
  • Trim Box (formato finito della pagina): corrisponde alla dimensione finale della pagina, dopo la rifilatura finale (le operazioni di taglio e piega)
  • Media box (dimensione pagina): corrisponde alla dimensione del supporto scelta al momento della stampa del documento PDF
  • Crop Box: Il box di visualizzazione di Acrobat. Nella visualizzazione normale, Adobe Acrobat visualizza solo gli elementi che si trovano all’interno del CropBox
  • BBox o Bounding Box: è una cornice rettangolare che circonda un oggetto qualsiasi impaginato nel pdf (immagine, font, …); questo non ha nulla a che fare con i box della pagina. A causa di bug presenti nei software di creazione o visualizzazione dei pdf, degli errori che si riferiscono al BBox possono a ovlte apparire in una finestra pop-up, come “The Font “ArialMT” contains a bad /BBox

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Stampa digitale: vernice UV in rilievo

lunedì 26 luglio 2010

La verniciatura UV è quel tipo di nobilitazione di uno stampato che finora era possibile fare solamente nella stampa litografia, quindi per tirature medio-alte (per il contenimento del prezzo a singola copia)

All’IPEX 2010 l’azienda israeliana Scodix ha presentato la prima – per quanto so io – macchina digitale per la stampa di UV a rilievo: la Scodix 1200!

La tecnologia usata è quella a getto d’inchiostro, permette una risoluzione massima di 720×360 dpi ad una velocità di 1200 fogli A3 all’ora.
La vernice usata per il rilievo può essere sia lucida che opaca è viene eseguita in un singolo passaggio con uno spessore che arriva fino a 70 micron, su supporti cartacei da 135 a 500 grammi.

Purtroppo il prezzo non è fra i più accessibili, perché da quanto ho potuto appurare da un rappresentante europeo che ha risposto ad una mia email, il prezzo a cui la macchina è venduta finora nella sua configurazione base si aggira sui 265.000 euro!
Per la cronaca, al momento non hanno ancora definito un distributore per l’Italia.

http://www.scodix.com/uploadimages/greeting_card_karen_final_640x360.flv

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Il buttafuori tipografico

venerdì 15 gennaio 2010

buttafuori tipografico

Il buttafuori tipografico è quella misura per cui le pagine di una pubblicazione vengono spostate verso l’interno o l’esterno, per sopperire allo spostamento dovuto allo spessore dei fogli che si sormontano; viene usato soprattutto per confezioni a punto metallico, ma comunque può essere usato anche in brossure.
Calcolare il buttafuori, magari da usare in programmi di imposition come Preps, è relativamente semplice…

Se abbiamo a disposizione un calibro, possiamo prima di tutto misurare lo spessore della carta; altrimenti, conoscendone la grammatura, possiamo ricavare una stima approssimativa dello spessore dividendo per il valore della grammatura per 1000.
Conoscendo il numero di pagine della nostra pubblicazione, possiamo ora eseguire il semplice calcolo per calcolare lo spessore della carta:
Numero di pagine × Spessore carta ÷ 4.

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Lo studio di settore non prova l’evasione fiscale

lunedì 4 gennaio 2010

Come scampare agli studi di settore?

Gli studi di settore non saranno più un criterio certo sulla cui base l’Agenzia delle Entrate potrà emettere la cartella di accertamento fiscale sulla presunzione che lo spostamento dai binari dei parametri di reddito, introdotti con la legge finanziaria del 1996, nasconda evasione fiscale.
Lo dice la Cassazione con le sentenze 26635, 26636, 26637 e 26638 depositate venerdì 18 dicembre 2009 destinate a rimescolare le carte – a favore del contribuente – nella creazione della prova nelle cause giudiziarie con il fisco.

Da adesso in avanti gli studi di settore, anche se scaturiti dalla collaborazione con le categorie interessate, sono da considerarsi solamente “una elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice”.

D’ora in poi sono perciò da considerarsi senza valore gli accertamenti fiscali che si basano solamente sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore. Anche nelle cause con il fisco la prova si formerà in sede di dibattimento, e il contribuente avrà “la più ampia facoltà di prova” per contestare “l’applicabilità degli standard al caso concreto”.

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La stampa in bianca e volta in voltura

lunedì 16 novembre 2009

L’esecuzione di alcune tipologie di stampati diviene più economica e veloce se vengono adottate macchine pluricolori dotate di un particolare cilindro di trasferimento, dal diametro maggiorato, che rende possibile la stampa su ambo i lati del foglio in un unico passaggio. Il cuore di queste linee è denominato “gruppo di voltura”.

La necessità di eseguire comesse in tempi sempre più stretti talvolta porta a commettere imprecisioni che rischiano di compromettere la qualità del lavoro. Un esempio pratico, se la tempistica di esecuzione di un lavoro impedisce di attendere la totale essiccazione dei fogli stampati in bianca prima di procedere con la stampa della volta, vi è il serio pericolo di rovinare il lavoro con eventuali effetti di controstampa o di sfregamento dell’inchiostro ancora fresco. In questo caso l’adozione di una linea di stampa studiata appositamente per ovviare a questi problemi diviene un investimento da prendere in considerazione.

Tra l’altro, oltre all’allungamento dei tempi di produzione, la stampa della bianca della volta con due passaggi in macchina comporta un aumento dei costi ed è spesso causa idi difetti di registro, tra una facciata e l’altra, originato della possibile variazione dimensionale del foglio.
La soluzione si potrebbe presentare con la scelta di una macchina offset per la stampa in bianca e volta in un unico passaggio.

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La PEC è obbligatoria per legge

giovedì 29 ottobre 2009

Tutte le aziende, i professionisti iscritti ad albi o elenchi (quindi i professionisti privi di iscrizione a specifici albi o elenchi NON dovrebbero essere obbligati a tale adempimento) e le pubbliche amministrazioni devono dotarsi di PEC (posta elettronica certificata).

Il decreto legge 185 del 29 novembre 2008 stabilisce l’obbligo, per le società di capitali, per le società di persone e per i professionisti iscritti in albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni, di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC):
per le società di nuova costituzione la PEC è immediatamente obbligatoria e deve essere richiesta alla costituzione della società (la mancata comunicazione dell’indirizzo PEC determina la sospensione del procedimento di iscrizione al Registro Imprese);
per le società già costituite al 29/11/2008 la PEC deve essere richiesta entro e non oltre il 29/11/2011 e deve essere comunicata al Registro Imprese competente;
per i professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, dottori commercialisti ed esperti contabili, ecc…) diviene obbligatoria dal 29/11/2009 e va comunicata all’ordine o collegio di appartenenza;

TABELLA RIASSUNTIVA DELLE SCADENZE:

  • Società di nuova costituzione – obbligo PEC: immediato
  • Società costituite prima del 29/11/2008 – obbligo PEC: entro il 29/11/2011
  • Professionisti – obbligo PEC: entro il 29/11/2009
  • Ditte individuali – PEC consigliata

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