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Archivio della Categoria 'Lavoro, arti grafiche'

Il buttafuori tipografico

venerdì 15 gennaio 2010

buttafuori tipografico

Il buttafuori tipografico è quella misura per cui le pagine di una pubblicazione vengono spostate verso l’interno o l’esterno, per sopperire allo spostamento dovuto allo spessore dei fogli che si sormontano; viene usato soprattutto per confezioni a punto metallico, ma comunque può essere usato anche in brossure.
Calcolare il buttafuori, magari da usare in programmi di imposition come Preps, è relativamente semplice…

Se abbiamo a disposizione un calibro, possiamo prima di tutto misurare lo spessore della carta; altrimenti, conoscendone la grammatura, possiamo ricavare una stima approssimativa dello spessore dividendo per il valore della grammatura per 1000.
Conoscendo il numero di pagine della nostra pubblicazione, possiamo ora eseguire il semplice calcolo per calcolare lo spessore della carta:
Numero di pagine × Spessore carta ÷ 4.

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Lo studio di settore non prova l’evasione fiscale

lunedì 4 gennaio 2010

Come scampare agli studi di settore?

Gli studi di settore non saranno più un criterio certo sulla cui base l’Agenzia delle Entrate potrà emettere la cartella di accertamento fiscale sulla presunzione che lo spostamento dai binari dei parametri di reddito, introdotti con la legge finanziaria del 1996, nasconda evasione fiscale.
Lo dice la Cassazione con le sentenze 26635, 26636, 26637 e 26638 depositate venerdì 18 dicembre 2009 destinate a rimescolare le carte – a favore del contribuente – nella creazione della prova nelle cause giudiziarie con il fisco.

Da adesso in avanti gli studi di settore, anche se scaturiti dalla collaborazione con le categorie interessate, sono da considerarsi solamente “una elaborazione statistica, il cui frutto è una ipotesi probabilistica che, per quanto seriamente approssimata, può solo costituire una presunzione semplice”.

D’ora in poi sono perciò da considerarsi senza valore gli accertamenti fiscali che si basano solamente sulle indicazioni provenienti dagli studi di settore. Anche nelle cause con il fisco la prova si formerà in sede di dibattimento, e il contribuente avrà “la più ampia facoltà di prova” per contestare “l’applicabilità degli standard al caso concreto”.

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La stampa in bianca e volta in voltura

lunedì 16 novembre 2009

L’esecuzione di alcune tipologie di stampati diviene più economica e veloce se vengono adottate macchine pluricolori dotate di un particolare cilindro di trasferimento, dal diametro maggiorato, che rende possibile la stampa su ambo i lati del foglio in un unico passaggio. Il cuore di queste linee è denominato “gruppo di voltura”.

La necessità di eseguire comesse in tempi sempre più stretti talvolta porta a commettere imprecisioni che rischiano di compromettere la qualità del lavoro. Un esempio pratico, se la tempistica di esecuzione di un lavoro impedisce di attendere la totale essiccazione dei fogli stampati in bianca prima di procedere con la stampa della volta, vi è il serio pericolo di rovinare il lavoro con eventuali effetti di controstampa o di sfregamento dell’inchiostro ancora fresco. In questo caso l’adozione di una linea di stampa studiata appositamente per ovviare a questi problemi diviene un investimento da prendere in considerazione.

Tra l’altro, oltre all’allungamento dei tempi di produzione, la stampa della bianca della volta con due passaggi in macchina comporta un aumento dei costi ed è spesso causa idi difetti di registro, tra una facciata e l’altra, originato della possibile variazione dimensionale del foglio.
La soluzione si potrebbe presentare con la scelta di una macchina offset per la stampa in bianca e volta in un unico passaggio.

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La PEC è obbligatoria per legge

giovedì 29 ottobre 2009

Tutte le aziende, i professionisti iscritti ad albi o elenchi (quindi i professionisti privi di iscrizione a specifici albi o elenchi NON dovrebbero essere obbligati a tale adempimento) e le pubbliche amministrazioni devono dotarsi di PEC (posta elettronica certificata).

Il decreto legge 185 del 29 novembre 2008 stabilisce l’obbligo, per le società di capitali, per le società di persone e per i professionisti iscritti in albi o elenchi e le pubbliche amministrazioni, di dotarsi di una casella di posta elettronica certificata (PEC):
per le società di nuova costituzione la PEC è immediatamente obbligatoria e deve essere richiesta alla costituzione della società (la mancata comunicazione dell’indirizzo PEC determina la sospensione del procedimento di iscrizione al Registro Imprese);
per le società già costituite al 29/11/2008 la PEC deve essere richiesta entro e non oltre il 29/11/2011 e deve essere comunicata al Registro Imprese competente;
per i professionisti (avvocati, ingegneri, architetti, consulenti del lavoro, dottori commercialisti ed esperti contabili, ecc…) diviene obbligatoria dal 29/11/2009 e va comunicata all’ordine o collegio di appartenenza;

TABELLA RIASSUNTIVA DELLE SCADENZE:

  • Società di nuova costituzione – obbligo PEC: immediato
  • Società costituite prima del 29/11/2008 – obbligo PEC: entro il 29/11/2011
  • Professionisti – obbligo PEC: entro il 29/11/2009
  • Ditte individuali – PEC consigliata

(continua…)

Dati obbligatori sui siti web

giovedì 22 ottobre 2009

Dopo l’obbligatorietà nel segnalare la partita IVA (preferibilmente) sulla home page dei siti web di soggetti che ce l’hanno, ecco un’altra novità sulle indicazioni obbligatorie da inserire nei siti internet per le aziende, in particolare le società:

(Art. 42 L. 88/2009)
La Legge Comunitaria 2008 ha modificato l’art. 2250 del codice civile imponendo alle S.p.a., alle S.r.l. e alle S.a.p.a. l’obbligo di inserire nel proprio sito web i dati sociali seguenti:

  1. la sede della società di iscrizione;
  2. il capitale sociale versato e quale risulta esistente dall’ultimo bilancio;
  3. lo stato di liquidazione e la presenza dell’unico socio, ove esistenti.

Inoltre, integrando l’art. 2630 del codice civile, ha disposto la sanzione pecuniaria amministrativa da € 206 ad € 2.065 in caso di mancata osservanza di tali obblighi.

Pantone su iPhone: myPantone

giovedì 24 settembre 2009

Pantone, autorità mondiale nel colore e fornitore di standard professionali di colore, ha annunciato il lancio sul mercato di myPANTONE, un’applicazione per iPhone che viene incontro ai bisogni dei designer di oggi.

myPANTONE offre ai designer grafici, digitali, multimediali, di moda, di interni e industriali la libertà di individuare, creare e condividere le Pantone Color Palettes ovunque si trovino e in ogni momento siano colti da ispirazione.
L’applicazione, sfruttando la fotocamera integrata dell’iPhone, riesce ad estrarre i colori dalle fotografie scattate per poi accoppiarli ai colori Pantone più vicini alla tonalità originale.

Una volta create nuove tavolozze di colori, possono essere condivise con altri utenti iPhone e notificate tramite un post su Facebook o Twitter. Inoltre le tavolozze possono essere inviate via email a colleghi o clienti come patch o file di campionario per l’utilizzo con applicazioni quali Adobe Creative Suite, CorelDraw e QuarkXPress.
I designer possono anche condividere le proprie tavolozze di colori con altri designer inviandole al sito mypantone.com.

fonte: stampamedia