Compri oggi e paghi fra sei mesi. Minirate e poi maxirata finale. I commercianti fanno di tutto per scoraggiare chi vuole pagare tutto e subito, tanto che il comico Beppe Grillo fa scoppiare le risate nei suoi spettacoli quando fa la battuta: “ma lei è matto? Vuole pagare davvero in contanti?”.Sarà la facilità di accesso al credito, saranno i tempi difficili, sarà colpa dei bassi salari o dei tassi che volano, fatto sta che aumentano le famiglie in difficoltà con le rate del mutuo e dei prestiti bancari, oppure con il conto in rosso.
In un anno l’ammontare delle sofferenze bancarie, cioè i debiti non colorati delle famiglie italiane, è cresciuto del 8,45% e ha sfondato quota eur 11 miliardi. I dati sono stati resi noti dalla Banca d’Italia e non dalle solite associazioni di consumatori. Una situazione indubbiamente allarmante, tanto che a ottobre scorso il conto non saldato delle famiglie è salito al eur 11.292 miliardi, cioè ben 880 milioni in più degli 10.412 miliardi di un anno prima.
Eppure siamo ben lontani dei livelli di indebitamento degli americani. “L’Italia e all’ultimo posto in Europa nel ricorso al credito al consumo” chiarisce subito un Giuseppe Piano Mortari, direttore operativo di Assofin, l’associazione che riunisce le aziende del credito. “Ogni volta che si parla di conti in rosso delle famiglie sembra che la colpa sia di chi presta i soldi…”.
Vediamo allora che cosa accade in concreto quando si acquista un’auto, un televisore plasma, un computer o un frigorifero. A leggere le numerose delibere dell’autorità garante del mercato e della concorrenza (Antitrust) si scopre che le pratiche commerciali scorrette sono molto diffuse. Vere e proprie trappole finanziarie innescate da ben congegnate esche pubblicitarie, dove i veri tassi d’interesse sono nascosti nella nebbia dei contratti scritti con caratteri minuscoli.
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