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	<title>DoZ-log&#187; Salute</title>
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	<description>appunti, pensieri, ambiente, programmazione, contro-informazione, ...</description>
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		<title>Il nuoto fa bene</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 13:02:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel nuoto vengono utilizzate tutte le articolazioni del nostro corpo, senza gli stress tipici degli altri sport di terra. Con quali vantaggi? L&#8217;acqua rappresenta per l&#8217;uomo una realtà esterna, un ambiente nel quale immergersi, un ambiente da esplorare, da conoscere, un ambiente nel quale adattarsi progressivamente secondo un percorso che deve tenere conto della storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://img210.imageshack.us/img210/5679/nuoto.jpg" alt="nuoto" /></p>
<p><span>Nel <strong>nuoto </strong>vengono utilizzate tutte le articolazioni  del nostro corpo, senza gli stress tipici degli altri sport di terra.  Con quali vantaggi?</span></p>
<p>L&#8217;<strong>acqua </strong>rappresenta per l&#8217;uomo una realtà esterna, un ambiente nel quale immergersi, un ambiente da esplorare, da conoscere, un ambiente nel quale adattarsi progressivamente secondo un percorso che deve tenere conto della storia e delle caratteristiche di ciascuno.</p>
<p>Secondo Piaget, psicologo svizzero autore di numerosi studi sullo sviluppo del bambino e, in particolare, sullo sviluppo cognitivo, il soggetto è un attivo costruttore delle proprie conoscenze. L&#8217;organismo si modifica attraverso gli scambi con l&#8217;ambiente. L&#8217;effetto della spinta di <strong>galleggiamento </strong>libera l&#8217;uomo dal peso del corpo e fa in modo che l&#8217;elemento &#8220;acqua&#8221; lo sostenga.</p>
<p><span id="more-1656"></span></p>
<p>Oltre alle variazioni relative alla sensibilità <a title="propriocettore" href="http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Vocabolario_online/P/VIT_III_P_085617.xml" target="_blank">propriocettiva</a>, si viene a determinare anche una perturbazione sensoriale a livello della vista e dell&#8217;udito (i rumori e i suoni sott&#8217;acqua sono molto differenti da quelli abitualmente percepiti sulla terra), del gusto e dell&#8217;olfatto, così come un&#8217;iperstimolazione della sensibilità cutanea.<br />
In acqua si sviluppa, poco alla volta, una maggiore attenzione alle informazioni <a title="enterocettore" href="http://www.treccani.it/Portale/elements/categoriesItems.jsp?pathFile=/sites/default/BancaDati/Vocabolario_online/E/VIT_III_E_038806.xml" target="_blank">enteroc</a><a href="http://www.treccani.it/Portale/services/searchTitle.jsp?cercaTesto=enterocettore&amp;searchIn=V&amp;cercaTestoVis=&amp;x=0&amp;y=0" target="_blank">ettive</a>, ovvero provenienti dagli organi interni.</p>
<p>Ciò è dovuto al fatto che l&#8217;essere <strong>avvolti dall&#8217;acqua </strong>pone in una condizione d&#8217;isolamento che <strong>favorisce la concentrazione </strong>e l&#8217;attenzione alle sensazioni interne.<br />
Tutte queste perturbazioni sensoriali producono una profonda modificazione della percezione spazio-temporale e obbligano la persona immersa ad adattarsi progressivamente alle nuove condizioni.<br />
L&#8217;acqua, specialmente se a temperatura sufficientemente calda, risulta essere un mediatore in grado di facilitare le relazioni interpersonali e in particolari quelle affettive (per esempio nel caso della relazione madre-bambino).</p>
<p>L&#8217;adattamento all&#8217;ambiente acquatico attraverso un percorso individuale, sebbene attuato all&#8217;interno di un gruppo, porta il soggetto a essere &#8220;acquatico&#8221;, a saper stare in acqua, a essere dotato di &#8220;<strong>acquaticità</strong>&#8220;.<br />
Per molte persone questo percorso rappresenta il passaggio da una condizione di &#8220;malessere&#8221; a una condizione di &#8220;<strong>benessere acquatico</strong>&#8220;.</p>
<p>L&#8217;immersione in acqua <strong>riduce lo stress sul sistema cardiovascolare</strong>.<br />
Quando il corpo è immerso in acqua fino al collo, aumenta la pressione sulla parte bassa del corpo, il che tende a minimizzare l&#8217;accumulo di sangue e a facilitare il ritorno del sangue al cuore, riducendo il lavoro del sistema cardiovascolare.</p>
<p>Inoltre, il volume plasmatico tende ad aumentare, come si evince dalla riduzione dell&#8217;emoglobina e dell&#8217;ematocrito.<br />
Ne consegue che la frequenza cardiaca a riposo può diminuire di 5-8 battiti al minuto, con la sola immersione parziale del corpo. La frequenza cardiaca si abbassa ulteriormente se si mette il viso sott&#8217;acqua.</p>
<p>Questo è dovuto ad un riflesso facciale (comune a molti mammiferi) comandato dal nervo trigemino. Il nuoto è anche lo sport più consigliato, specialmente dall&#8217;ortopedico. Non è vero che guarisce la scoliosi, come qualcuno pensa, ma ha diversi benefici sull&#8217;apparato muscoloscheletrico.</p>
<p>Come attività sportiva, è senza dubbio <strong>uno degli sport più completi</strong>: tutti i muscoli e le articolazioni del nostro corpo vengono messe in azione, e in maniera diversa a seconda dello stile. Per esempio, lo <strong>stile libero </strong>(più propriamente detto &#8220;crawl&#8221;), potenzia tutti i muscoli dell&#8217;arto superiore (deltoide, muscoli della cuffia dei rotatori, pettorali, bicipite brachiale, muscoli dell&#8217;avambraccio e della mano), dell&#8217;arto inferiore (soprattutto se ci si allena con la tavoletta per praticare il cosiddetto &#8220;nuoto solo gambe&#8221;), gli addominali, i dorsali, i lombari, e addirittura i muscoli del collo, specie durante la respirazione.</p>
<p>Anche il <strong>dorso </strong>è molto completo, potenziando più del crawl i muscoli flessori (posteriori) degli arti inferiori, i muscoli del rachide e il tricipite brachiale. La <strong>rana</strong>, non adatta, per la sua specifica gambata, a coloro che soffrono di problemi al ginocchio, potenzia in particolare i muscoli della coscia e della gamba (gemelli, tibiale anteriore, etc.). Infine il <strong>delfino</strong>, anch&#8217;esso molto completo, è lo stile che potenzia di più gli addominali.</p>
<p>Nei vari stili vengono utilizzate in pratica tutte le articolazioni del nostro corpo, con il grande vantaggio che non vengono sottoposte a stress eccessivi (con conseguenti effetti dannosi) tipici degli sport di terra, specie quelli che prevedono contrasti o cambiamenti di direzione (calcio, rugby, basket, sci). Questo grazie alla proprietà dell&#8217;acqua di ridurre sensibilmente la forza di gravità.</p>
<p>Oltre alla preparazione e all&#8217;effetto di costruzione di una struttura fisica armonica, specialmente nell&#8217;età dello sviluppo, il nuoto è uno sport &#8220;salutare&#8221; anche ai fini della riabilitazione dopo un trauma o un intervento chirurgico.</p>
<p>fonte: Optima salute, mag.2010</p>
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		<title>Tempo di depilazione</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 05:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Geena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando arriva la bella stagione, anche noi ragazze cominciamo a mostrarci un po&#8217; di più e torna alla ribalta il problema della depilazione. Che metodo usare? Quando farla? Dove farla? Facciamo un po&#8217; di chiarezza, partendo dalle soluzioni, diverse e tutte valide, da quelle tradizionali, semplici e con risultati immediati, a quelle con effetto più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://epilation.comprendrechoisir.com/img/habillage/habillage_epilation_1.jpg" alt="ceretta" width="258" height="258" /></p>
<p>Quando arriva la bella stagione, anche noi ragazze cominciamo a mostrarci un po&#8217; di più e torna alla ribalta il problema della <strong>depilazione</strong>.<br />
Che metodo usare? Quando farla? Dove farla? Facciamo un po&#8217; di chiarezza, partendo dalle soluzioni, diverse e tutte valide, da quelle tradizionali, semplici e con risultati immediati, a quelle con effetto più duraturo nel tempo ma con qualche piccolo sacrificio. L&#8217;importante è scegliere il metodo migliore in base alle caratteristiche della pelle, se esistono problemi di capillari e se si preferisce la <strong>depilazione o l&#8217;epilazione</strong>.</p>
<p>La depilazione, infatti, elimina il pelo dalla superficie cutanea ma ha un effetto di breve durata perché il fusto in poco tempo ricresce, in compenso è una pratica di facile e veloce esecuzione, ideale per tutti quei casi in cui gli altri metodi sono controindicati.</p>
<p>Può essere realizzata sia con mezzi meccanici sia chimici: il rasoio, per gambe, ascelle e inguine, il dischetto di carta abrasiva da usare solamente sulle gambe, oppure le creme che si basano sulla distruzione della sostanza cheratinica grazie all&#8217;azione combinata di agenti riducenti e alcalini.</p>
<p><span id="more-1634"></span>L&#8217;epilazione, invece, elimina il pelo con tutto il bulbo ed é realizzata con mezzi chi<br />
mici e fisici: ceretta, epilatori meccanici, elettrocoagulazione ad ago, laser.</p>
<p><strong>LA CERETTA A CALDO O A FREDDO</strong><br />
È ancora il metodo più diffuso: ideale per le gambe, richiede la mano dell&#8217;estetista per inguine e ascelle dove la pelle è più sensibile. Non ha controindicazioni anche se a volte può succedere, soprattutto alle braccia e all&#8217;inguine, che qualche pelo si incarnisca o cresca sottopelle: un peeling eseguito prima della ceretta, che elimini le cellule morte e faccia uscire i peli cresciuti sottopelle, riduce sensibilmente il problema.</p>
<p><strong>Vantaggi</strong>. Questa tecnica estirpa il pelo alla radice e le gambe rimangono lisce per un tempo che va da uno a due mesi circa, in più indebolisce i peli, che nel tempo si riducono di densità e numero, e riduce la probabilità che ricrescano incarniti.</p>
<p><strong>Svantaggi</strong>. Un attimo di dolore al momento dello strappo, un leggero rossore sull&#8217;epidermide per un paio d&#8217;ore e cautela se la pelle è abbronzata perché la ceretta ha un effetto esfoliante.<br />
Ecco il motivo per cui è meglio farla prima di partire per le vacanze.</p>
<p>Infine, soprattutto la ceretta a caldo, è sconsigliata in caso di problemi venosi perché i capillari più sottili si potrebbero rompere.<br />
<strong>Da sapere</strong>. Dopo la depilazione è bene applicare una crema lenitiva ad azione astringente ed evitare, per almeno 24 ore, l&#8217;uso di deodoranti e profumi a base alcolica che potrebbero arrossare e disidratare la cute. Attenzione: la ceretta è da rimandare se la pelle è già arrossata o ci sono ferite anche superficiali.</p>
<p><strong>L&#8217;EPILATORE ELETTRICO</strong><br />
È il sistema più pratico per chi fa da sé: i peli sono catturati da speciali pinzette che estirpano alla radice anche quelli più corti. Ha un&#8217;azione simile alla ceretta ma non essendo uno strappo unico talvolta può rivelarsi una pratica dolorosa in zone delicate come inguine, braccia e ascelle.</p>
<p><strong>Vantaggi</strong>. L&#8217;uso regolare dell&#8217;epilatore consente di ottenere risultati rapidi e duraturi. Il dolore prodotto dallo strappo dipende dalla zona e dalla lunghezza dei peli ma di solito è ben tollerato. L&#8217;apparecchio è anche indicato se la pelle è abbronzata perché non schiarisce né esfolia.</p>
<p><strong>Svantaggi</strong>. Se l&#8217;operazione non viene eseguita correttamente può causare la comparsa di peli incarniti.</p>
<p><strong>Da sapere</strong>. Prima del trattamento la pelle deve essere massaggiata con un guanto di spugna che facilita l&#8217;erezione del pelo e quindi lo strappo. Per ovviare al problema dei peli incarniti, dopo l&#8217;epilazione, è consigliato l&#8217;uso di un esfoliante.</p>
<p><strong>IL RASOIO A LAMA O ELETTRICO</strong><br />
Indolore, rapido, perfetto per la depilazione last minute, questo metodo elimina solo la parte esterna del pelo: il rasoio a lama è ideale per la depilazione delle gambe, quello elettrico è preferibile per le zone delicate come ascelle e inguine.</p>
<p><strong>Vantaggi</strong>. Pratico ed economico, il rasoio dà buoni risultati.</p>
<p><strong>Svantaggi</strong>. L&#8217;effetto dura solo due o tre giorni al massimo poi i peli ricrescono più duri e più numerosi e la pelle risulta ruvida. Inoltre c&#8217;è il rischio che i peli ricrescano sotto pelle.</p>
<p><strong>Da sapere</strong>. Per non irritare la pelle e rischiare di provocare tagli, meglio bagnare le gambe con acqua calda che ammorbidisce la pelle e dilata i follicoli, oppure usare una normale crema da barba.<br />
Dopo il trattamento applicare una crema astringente e lenitiva.</p>
<p><strong>LE CREME</strong><br />
In assoluto più utilizzati per i trattamenti casalinghi, i depilatori chimici, come si chiamano in termine tecnico, si trovano sotto forma di creme, paste, liquidi gelatinosi e stick. Sono prodotti cosmetici a base di sostanze che attaccano chimicamente la struttura cheratinica del pelo, che distruggono, solo nella parte visibile ed è bene testarli prima dell&#8217;uso perché il loro pH assestato su valori basici può dare disturbi a una cute che abbia un pH fisiologicamente acido. Le formule sono diversificate per adattarle a ogni zona del corpo (gambe, viso, parti delicate).</p>
<p><strong>Vantaggi</strong>. Particolarmente delicato, è il metodo consigliato in caso di problemi venosi alle gambe. In più, l&#8217;uso regolare di depilatori chimici indebolisce i peli che ricrescono meno ispidi.</p>
<p><strong>Svantaggi</strong>. Prima di tutto la breve durata, in media una settimana; inoltre si tratta di prodotti che su pelli delicate possono dare un po&#8217; d&#8217;irritazione mentre risultano leggermente schiarenti sull&#8217;abbronzatura.</p>
<p><strong>Da sapere</strong>. Come per tutti i cosmetici è bene testare la crema su un angolo di pelle per accertarsi che non ci siano reazioni allergiche. In ogni caso, essendo prodotti chimici, non bisogna mai usarli su pelli ammalate o con lesioni né allungare i tempi di posa oltre i limiti indicati sulla confezione. Evitare creme e deodoranti alcolici nelle ore immediatamente successive alla depilazione.</p>
<p>from: Optima salute, apr.2010</p>
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		<title>La scoliosi</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 05:43:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Per &#8220;scoliosi&#8221; si intende una deviazione della colonna vertebrale sul piano frontale. In parole povere, se si guarda il paziente scoliotico da dietro, si dovrebbe osservare una deviazione della colonna vertebrale, ma in realtà non è così facile da diagnosticare. Nelle forme più lievi, la curva non si riesce ad evidenziare in un semplice esame [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://c0.img.v4.skyrock.net/c0d/scoliose/pics/731919341_small.jpg" alt="scoliosi" /></p>
<p>Per &#8220;<strong>scoliosi</strong>&#8221; si intende una <strong>deviazione della colonna vertebrale </strong>sul piano frontale. In parole povere, se si guarda il paziente scoliotico da dietro, si dovrebbe osservare una deviazione della colonna vertebrale, ma in realtà non è così facile da diagnosticare.<br />
Nelle forme più lievi, la curva non si riesce ad evidenziare in un semplice esame clinico.</p>
<p>Va fatta una differenziazione fra due forme completamente differenti di scoliosi: la scoliosi vera e l&#8217;<strong>atteggiamento scoliotico </strong>(o &#8220;<strong>scoliosi funzionale</strong>&#8220;). L&#8217;atteggiamento scoliotico è un cosiddetto paramorfismo (al contrario della scoliosi vera, che è un dismorfismo) e consiste nella formazione di una curva scoliotica, che però è correggibile a volte semplicemente chiedendo al soggetto che ne è affetto di &#8220;cercare di stare diritto&#8221;. L&#8217;atteggiamento scoliotico può consistere in una forma di scoliosi secondaria, cioè essere dovuta a una causa che, in un certo senso, &#8220;costringe&#8221; il paziente a stare curvo da un lato.</p>
<p><span id="more-1632"></span>Per fare alcuni esempi, una forma di <strong>scoliosi secondaria </strong>è quella dovuta a una eterometria degli arti inferiori: chi ha un arto inferiore più corto dell&#8217;altro tende a compensare, per tenersi diritto in piedi, flettendo la colonna vertebrale da un lato. Un altro esempio è la <strong>scoliosi antalgica </strong>in cui il soggetto è affetto da mal di schiena o, più frequentemente, da <strong>ernia del disco</strong>.</p>
<p>La radice nervosa (di destra o di sinistra) compressa dall&#8217;ernia, viene parzialmente &#8220;alleggerita&#8221; se il soggetto si inclina con la schiena dalla parte opposta. Oltre a queste forme secondarie (ve ne sono anche altre, che non cito), vi è l&#8217;atteggiamento scoliotico primitivo, che è una forma essenzialmente posturale.</p>
<p>Si tratta prevalentemente di adolescenti, che tendono a stare piegati da un lato, per abitudine, a volte condizionati dalla frequenza con cui portano dei pesi (es. la borsa o lo zaino scolastico) a destra o a sinistra. Per correggere questa deformità, rivestono un ruolo importante nell&#8217;educazione i genitori del ragazzo, gli insegnanti di scuola e i preparatori sportivi. Utile è la ginnastica posturale, che il paziente può fare da solo, durante la preparazione sportiva o con l&#8217;aiuto di un fisioterapista.</p>
<p>Tutt&#8217;altro discorso è quello relativo alla scoliosi vera. Nella scoliosi vera (meglio definita &#8220;<strong>scoliosi strutturata</strong>&#8220;), oltre ad una curva della colonna vertebrale sul piano frontale, vi è anche la rotazione delle vertebre, spesso la loro deformazione, e l&#8217;alterazione delle normali curve sagittali.</p>
<p>Queste ultime sono le curve che tutti noi abbiamo se osserviamo con una radiografia la colonna guardandoci di fianco.<br />
La scoliosi è una vera e propria malattia, che colpisce soprattutto le donne, nella maggior parte dei casi inizia in età scolare (8-12 anni) ed è molto spesso ereditaria.</p>
<p>Se un bambino o una bambina hanno genitori, fratelli, sorelle o altri parenti stretti affetti da scoliosi, devono essere regolarmente controllati dal pediatra (e, eventualmente, dall&#8217;ortopedico) per diagnosticare l&#8217;eventuale insorgenza di scoliosi il più presto possibile. Per fare diagnosi di scoliosi è essenziale sottoporsi alla visita medica e, se il medico lo ritiene necessario, ad una radiografia. Una volta confermata la diagnosi, lo specialista ortopedico deciderà se il paziente deve essere trattato o semplicemente seguito periodicamente.</p>
<p>Ciò dipende dal grado di scoliosi e dalla sua strutturazione, parametro che solamente l&#8217;ortopedico è in grado di verificare.<br />
In pratica, oltre alla gravità del momento, è importante fare una previsione su quanto tale scoliosi potrà peggiorare nel tempo.<br />
Quanto più la scoliosi è precoce, maggiore è il rischio che si aggravi.</p>
<p>Infatti, la scoliosi tende a peggiorare fino al termine dello sviluppo scheletrico, che mediamente è intorno ai 18-20 anni nel maschio e ai 15-16 anni nella femmina. Una previsione di aggravamento si può fare anche in base alla gravità della scoliosi della madre o della sorella. La scoliosi non dà dolore.</p>
<p>È credenza comune che un mal di schiena può essere dovuto alla scoliosi, ma in realtà, se è di un certo grado, può dare una sintomatologia dolorosa solo nell&#8217;età adulta (difficilmente prima dei 40 anni), perché facilita l&#8217;insorgenza dell&#8217;artrosi.<br />
Ma di norma la scoliosi non dà disturbi dolorosi, a meno che non sia molto grave.</p>
<p>COME SI CURA?</p>
<p>Il trattamento della scoliosi ha lo scopo di arrestare la crescita della curva scoliotica. Questo trattamento consiste essenzialmente nell&#8217;uso di un busto (ne esistono tanti tipi) o, nei casi più gravi, in un intervento chirurgico. Questi trattamenti bloccano l&#8217;aggravamento della curva scoliotica che, con la crescita del paziente, tende lentamente a ridursi.<br />
Purtroppo la ginnastica e l&#8217;attività sportiva non hanno effetto sulla scoliosi vera. La ginnastica è comunque utile per migliorare l&#8217;elasticità e il tono muscolare, sia quando si usa un busto (che tende a ridurre queste due proprietà), sia quando il busto non deve essere messo perché la curva è molto lieve.</p>
<p>fonte: Optima salute, apr.2010</p>
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		<title>Usi alimentari e curativi dell&#8217;ortica</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Apr 2010 05:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Giulio Cesare Croce definì l&#8217;ortica come &#8220;la pianta che anche il cieco riconosce&#8220;, e non facciamo certo fatica ad immaginare come! Infatti, le sue foglie sono note per l&#8217;effetto irritante (o, per l&#8217;appunto, urticante) che hanno sulla pelle. Ma, se è vero che l&#8217;abito non fa il monaco, anche l&#8217;ortica ha la sua buona dose [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://localhostr.com/files/ebf268/ortica.jpg" alt="curarsi con l'ortica" /></p>
<p>Giulio Cesare Croce definì l&#8217;<strong>ortica</strong> come &#8220;<em>la pianta che anche il cieco riconosce</em>&#8220;, e non facciamo certo fatica ad immaginare come!<br />
Infatti, le sue foglie sono note per l&#8217;effetto irritante (o, per l&#8217;appunto, urticante) che hanno sulla pelle.<br />
Ma, se è vero che l&#8217;abito non fa il monaco, anche l&#8217;ortica ha la sua buona dose di <strong>pregi e proprietà curative</strong>.</p>
<p>È infatti una delle piante selvatiche più utilizzate sia in <strong>campo alimentare che curativo</strong>, una delle più efficaci nella <strong>medicina delle erbe</strong>. L&#8217;ortica si raccoglie ovunque (sempre utilizzando guanti di gomma e pantaloni lunghi!), nei campi incolti e nei boschi, fra ruderi, adiacente a vecchi muri o ai bordi delle strade e se ne adopera tutta la pianta, radice compresa.<br />
La pianta si raccoglie tagliandola a 10 cm dal terreno.</p>
<p>Per la raccolta delle foglie a <strong>scopi officinali</strong>, che prevedono l&#8217;essiccazione della pianta, il periodo migliore è invece a fine estate, quando la pianta è fiorita.<br />
I getti giovani e freschi sono i migliori in cucina, in quanto più teneri e anche in campo medico, perché il loro <strong>potere curativo</strong> è massimo: il momento migliore per coglierli è dopo una pioggia, il periodo più adatto è la primavera (quando conviene anche farne una buona scorta per l&#8217;inverno), o l&#8217;autunno quando, dopo il taglio del fieno, crescono i nuovi getti. Una volta cotta (almeno 12 ore dopo essere stata raccolta), l&#8217;ortica non pizzica più, anzi, diventa morbidissima come il velluto.</p>
<p><span id="more-1599"></span></p>
<h3>PROPRIETÀ E UTILIZZO</h3>
<p>Tra i principi costituenti dell&#8217;ortica troviamo: acetilicolina (antiossidanti), istamina (azione vasoattiva), acido formico (urticante) e gallico (antiemorragico), carotene, vitamina C, clorofilla, tannino (astringente), potassio, calcio, ferro, manganese, silicio.<br />
L&#8217;ortica è perciò utilizzata in vari ambiti come pianta curativa, in qualità di: antianemico, antidiabetico, astringente, depurativo, diuretico, emostatico, galattagogo (per la produzione del latte materno), revulsivo (decongestionante).<br />
Inoltre cura i reumatismi, viene usata per la depurazione del sangue nelle cure primaverili ed in presenza di manifestazioni cutanee come foruncoli e per dermatosi conseguenti a disordini alimentari e a cattiva eliminazione di tossine. È estremamente efficace per eliminare il catarro dai bronchi e dai polmoni.</p>
<p>È indicata per ridare vigore sia all&#8217;intestino che allo stomaco e, grazie alle sue funzioni normalizzatrici, regolarizza le funzioni intestinali e riesce a combattere sia la diarrea che la stitichezza. Previene e combatte le anemie e l&#8217;abbassarsi della pressione arteriosa del sangue, svolge una lenta e sicura azione di sostegno del cuore. La tisana di ortica arresta i flussi mestruali troppo abbondanti.<br />
L&#8217;infuso può essere utilizzato, imbevuto in cotone, per pulire le affezioni della pelle come acne e eczema. Per uso esterno l&#8217;ortica è famosa per la cura del cuoio capelluto, combatte la forfora e arresta la caduta dei capelli.</p>
<h3>CONSIGLI UTILI</h3>
<p>* Acidi urici, anemia, colesterolo, enteriti acute e croniche, enteriti catarrali, epatopatie, insufficienza cardiaca, stanchezza, renella, obesità: 3/4 tazze al giorno di infuso e polvere d&#8217;ortica spolverizzata sui cibi.<br />
* Artrite, reumatismi, emorroidi, sciatica, tendinite, bruciature, distorsioni, punture d&#8217;insetti: 3/4 tazze al giorno di infuso e frizioni con la pomata sulle zone doloranti.<br />
* Menopausa e climaterio maschile: 10 gocce di tintura madre in un poco d&#8217;acqua prima dei pasti.<br />
* Perdita di sangue dal naso: introdurre nella narice un poco d&#8217;ovatta imbevuta in tintura d&#8217;ortica.<br />
* Stress fisico e psichico: 3/4 tazze al giorno di decotto d&#8217;ortica fresca, un bicchiere di succo a digiuno tutte le mattine.</p>
<h3>RIMEDI ERBORISTICI</h3>
<ul>
<li><strong>Infuso</strong>: è il modo più semplice per utilizzare questa pianta. Versate una tazza di acqua bollente su un cucchiaio di foglie essiccate e sminuzzate e lasciate riposare per almeno venti minuti. Potete berne 3/4 tazze al giorno, sia caldo che freddo, per 20 giorni. Sospendete per almeno 10 giorni e ripetete il ciclo.</li>
<li><strong>Decotto di erba fresca</strong>: 30gr di ortica fresca in mezzo litro d&#8217;acqua fredda, fate bollire per dieci minuti, filtratelo e bevetene 4/5 tazze al giorno lontano dai pasti, sia caldo che freddo.</li>
<li><strong>Decotto di radice</strong> (molto più energetica). Contro la caduta dei capelli fate bollire due manciate di radici essiccate in mezzo litro di aceto per dieci minuti. Frizionate il cuoio capelluto alla sera prima di coricarvi. Lavate la testa alla mattina.</li>
<li><strong>Succo</strong>: per ottenere 100 ml di succo occorrono circa 10 kg di erba fresca, vi consigliamo quindi di acquistare il succo della pianta fresca in erboristeria, è estremamente efficace come tonico cardiaco, gastrico ed intestinale, nel reumatismo articolare, come depurativo e come stimolante delle funzioni renali.</li>
<li><strong>Pomata</strong>: sciogliete 250 gr di cera d&#8217;api sbiancata in un recipiente a bagnomaria, versatevi 30 gr di ortica essiccata e fate cuocere a fuoco bassissimo per circa 2 ore.<br />
Filtrate in un recipiente coperto da un telo e mentre è ancora calda, usando guanti di gomma, spremete bene. Passate subito in vasetti di vetro scuro.</li>
<li><strong>Tintura</strong>: la potete trovare nelle erboristerie o prepararla mettendo 20gr d&#8217;ortica essiccata in 100ml di alcool a 25°C lasciando macerare per 5 giorni. Filtratela e conservatela in bottiglie scure.</li>
</ul>
<p style="text-align: right;">fonte: Optima salute, mar.2010</p>
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		<title>L&#8217;importanza di creme idratanti e solari in inverno</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Mar 2010 05:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anna Falchi è la prova vivente del fatto che il sole è nocivo alla pelle: non si espone ai raggi solari da 9 anni e può permettersi di apparire senza make-up sulle pagine dei tabloid, sfoggiando una pelle da bambina, nonostante i suoi 37 anni. Ma non crediate che il problema dei raggi UV sia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.femina.fr/var/femina/storage/images/beaute/shopping/hiver-je-prends-soin-de-ma-peau/2503553-1-fre-FR/hiver_je_prends_soin_de_ma_peau_rubrique_article_une.jpg" alt="" /></p>
<p>Anna Falchi è la prova vivente del fatto che il sole è nocivo alla <strong>pelle</strong>: non si espone ai raggi solari da 9 anni e può permettersi di apparire senza make-up sulle pagine dei tabloid, sfoggiando una pelle da bambina, nonostante i suoi 37 anni. Ma non crediate che il problema dei raggi UV sia solo un fattore estivo.<br />
Infatti, il sole c&#8217;è anche d&#8217;inverno, anche dietro le nuvole e penetra anche attraverso i finestrini delle macchine e le finestre degli uffici.</p>
<p>I raggi ultravioletti sono i principali responsabili dell&#8217;<strong>invecchiamento della pelle</strong> (per i 2/3 secondo recenti studi) ed è erroneo credere che vengano assorbiti maggiormente in estate. Infatti, solo il 48% dei raggi UV colpisce la nostra pelle nelle stagioni calde, mentre il restante 52% lo fa nel resto dell&#8217;anno.<br />
È quindi sbagliato credere di dover iper-proteggere la pelle solo in spiaggia e lasciarla in balia degli elementi in tutte le altre stagioni, perchè è qui che entra in gioco il cosiddetto &#8220;fotoinvecchiamento&#8221;, ovvero un tipo d&#8217;invecchiamento della pelle non legato all&#8217;età, ma all&#8217;esposizione, appunto, ai raggi UV, siano essi naturali o artificiali (ovvero, le ormai abusate lampade abbronzanti).</p>
<p>In inverno, a differenza delle altre stagioni, bisogna avere particolarmente cura delle parti del corpo più esposte ai raggi solari: <strong>viso e mani</strong>. Più nel dettaglio, la pelle del viso, approssimativamente, riceverebbe il 25% dell&#8217;irradiazione totale annua rispetto al resto del corpo.<br />
Per correre ai ripari prima della comparsa di <strong>rughe</strong> e altri inestetismi, in questi mesi invernali, bisogna tenere conto di alcune regole base per proteggere il viso dagli agenti esterni; infatti, non solo si dovrà combattere contro i raggi UV, ma anche contro lo smog e le polveri tipiche dell&#8217;ambiente cittadino.<br />
I &#8220;comandamenti&#8221; da seguire da oggi a giugno saranno dunque:</p>
<p><span id="more-1587"></span></p>
<p>1. <strong>Idratare</strong>, sia dall&#8217;esterno (con umidificatori per ambienti) che dall&#8217;interno (bevendo molta acqua, almeno 8 bicchieri al giorno);</p>
<p>2. Applicare la vostra <strong>crema quotidiana idratante</strong>, sia prima di esporsi al freddo che dopo, quando si rientra nel tepore degli ambienti chiusi. Se la pelle appare più provata del solito, risultano efficaci anche le maschere nutrienti e decongestionanti (al miele, alle alghe, alla soia) e l&#8217;applicazione di olii idratanti (ad es. quello di Argan, ricco di acidi grassi insaturi che svolgono un&#8217;azione idratante, formando una barriera sulla pelle per diminuire la perdita di acqua transepidermica tramite evaporazione). A questo proposito, una ricetta infallibile per proteggere la pelle del viso nei mesi invernali è quella della maschera ai fosfolipidi di soia. Si tratta di proteine vegetali che formano la lecitina (usata anche contro il colesterolo).</p>
<p>Questi fosfolipidi, altro non sono che delle sostanze grasse &#8220;buone&#8221;, ad azione <strong>emolliente</strong>. Per la scelta, fatevi consigliare dal farmacista, ma tenendo conto del fatto che le maschere in gel sono più adatte alle pelli mature o secche (in quanto contengono delle piccole percentuali di alcool che distruggono la pellicola lipidica cutanea per far penetrare i principi attivi della maschera), mentre quelle in crema hanno una funzione di mantenimento (e non d&#8217;urto) e sono perciò indicate per le pelli più giovani.<br />
In entrambi i casi, la mattina successiva all&#8217;applicazione si consiglia, dopo aver lavato il <strong>viso</strong>, di applicare un prodotto <strong>nutriente</strong>, possibilmente a base di vitamine, enzimi e aminoacidi.</p>
<p>3. Soffermarsi, quando si applica la <strong>crema idratante</strong>, maggiormente sulle zone a rischio come le guance e il contorno occhi e applicarla sulla pelle umida, subito dopo aver lavato il viso con acqua tiepida, evitando così di estrarre tutta l&#8217;umidità dalla pelle (cosa che invece avviene con l&#8217;acqua calda) e riparando i danni del freddo.</p>
<p>4. Combattere i raggi nocivi con <strong>creme solari</strong>, ma non quelle estive, troppo untuose, bensì con dei prodotti ad hoc con effetto idratante, emolliente e <strong>antietà</strong>, utili a stimolare il metabolismo cutaneo e riparare i danni. Esistono in commercio anche dei fondotinta con filtri solari, dalle forti proprietà idratanti. Per la scelta del fattore di protezione, ci si basa sul fototipo, ovvero il tipo di incarnato che caratterizza ciascuno di noi.</p>
<p>5. Proteggere la pelle anche tramite l&#8217;<strong>alimentazione</strong>, assumendo cibi sani e &#8220;anti-smog&#8221;, come: cereali integrali, cavoli, carote, agrumi e frutti di bosco con proprietà antiossidanti.</p>
<p>6. Indagare, con l&#8217;aiuto del vostro <strong>dermatologo</strong> di fiducia, sulle ultime novità in fatto di trattamenti cutanei.<br />
Di recente utilizzo, ad esempio, è il picotage (dal francese &#8220;pizzicotto&#8221;), che consiste in microiniezioni di acido ialuronico sul viso, a un centimetro di distanza una dall&#8217;altra. È un&#8217;operazione rapida (circa 15 minuti) e indolore, il cui costo si aggira sui 400-600 euro a seduta, a cadenza generalmente trimestrale.</p>
<p>Esistono comunque anche altri metodi per salvare la vostra pelle dall&#8217;invecchiamento, a seconda delle condizioni cutanee, dell&#8217;età e di altri fattori, che uno specialista è in grado di rilevare per una soluzione ottimale.</p>
<p style="text-align: right;">fonte: Optima salute, feb 2010</p>
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		<title>Convivere con l&#8217;Herpes</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 05:19:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi ne soffre lo riconosce ancor prima che riaffiori. L&#8217;herpes labiale, detto comunemente &#8220;febbre delle labbra&#8220;, è quell&#8217;odioso virus (l&#8217;herpes simplex) che si manifesta puntuale con gli stessi sintomi: un iniziale bruciore e prurito che in poche ore degenera in vescicole arrossate, bollicine che cicatrizzano lentamente, nel giro di una settimana. Purtroppo non c&#8217;è scampo: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dent.ucla.edu/pic/visitors/herpes/images/HLabial1.jpg" alt="herpes" width="450" /></p>
<p>Chi ne soffre lo riconosce ancor prima che riaffiori. L&#8217;<strong>herpes labiale</strong>, detto comunemente &#8220;<strong>febbre delle labbra</strong>&#8220;, è quell&#8217;odioso virus (l&#8217;<strong>herpes simplex</strong>) che si manifesta puntuale con gli stessi sintomi: un iniziale bruciore e prurito che in poche ore degenera in vescicole arrossate, bollicine che cicatrizzano lentamente, nel giro di una settimana. Purtroppo non c&#8217;è scampo: dopo che si è stati contagiati la prima volta, l&#8217;herpes spesso rimane latente nel sistema nervoso e si presenta quando il nostro organismo è indebolito a causa di malattie (può bastare anche un semplice raffreddore) o di eventi stressanti.</p>
<p>Fra le cause più comuni alla base del suo insorgere vi sono comunque disturbi gastrointestinali, eccessi alimentari, quindi una indigestione, un&#8217;eccessiva esposizione alla luce solare, come conseguenza di altre malattie o dell&#8217;assunzione prolungata di alcuni farmaci.<br />
È molto importante, specie per chi è già stato colpito dal virus altre volte, riconoscere i propri sintomi premonitori, che generalmente si manifestano sei-dodici ore prima dell&#8217;insorgenza dell&#8217;eritema, che dà il via alla sequenza delle lesioni labiali.</p>
<p><span id="more-1585"></span></p>
<p>La comparsa delle tipiche e sgradevolissime <strong>bollicine </strong>intorno alle labbra è solitamente preceduta da una sensazione di calore e tensione, da un <strong>bruciore </strong>localizzato nella zona in cui comparirà il grappolo di lesioni, che a volte può addirittura assumere le sembianze di una vera trafittura, oppure un inspiegabile prurito.<br />
Saper riconoscere questi segnali è fondamentale per poter intervenire tempestivamente limitando così l&#8217;eruzione attraverso l&#8217;applicazione di apposite pomate a base di zinco e/o eparina.</p>
<p>Ma se non si interviene nel giro di poche ore, nella zona dove si è avvertita la sensazione di formicolio iniziano a svilupparsi le classiche vescichette fastidiose, e spesso dolorose, ripiene di liquido. Bollicine che sono in realtà dei veri e propri serbatoi di virus, per cui durante tutto questo periodo il rischio di infettare un&#8217;altra persona tramite contatto diretto (bacio) aumenta notevolmente.<br />
In particolare il massimo rischio di contagio si ha quando le vescichette si aprono lasciando fuoriuscire gli <strong>herpes virus</strong>.<br />
Purtroppo, non esiste alcun medicinale in grado di curare definitivamente l&#8217;herpes labiale, considerato però dal mondo scientifico, con efficace sintesi, &#8220;inguaribile, ma sempre più dominabile&#8221;.</p>
<p>Per esempio assumendo medicinali efficaci nell&#8217;accelerare la guarigione e nel diminuire la sensazione di dolore e prurito come l&#8217;<strong>aciclovir </strong>ed i suoi derivati più recenti: famciclovir, penciclovir, valaciclovir.<br />
L&#8217;aciclovir, la sostanza maggiormente usata nel trattamento di queste lesioni, è efficace nel contrasto del virus. Il farmaco deve essere applicato durante la fase iniziale, prima che abbia concluso il suo processo di duplicazione arrivando fino alle labbra e provocando la lesione.<br />
Le creme a base di Penciclovir, sono ritenute efficaci da numerosi studi clinici, nel ridurre durata ed entità dei sintomi, anche quando si interviene dopo che la lesione è comparsa.</p>
<p>Quando il prurito è particolarmente intenso e fastidioso, si può ottenere qualche beneficio assumendo farmaci analgesici come gli antistaminici (seguendo le indicazioni del proprio medico o farmacista) e applicando sulle labbra creme protettive specifiche, o burrocacao per un effetto emolliente.<br />
In ogni caso la cura migliore, da seguire costantemente contro questo fastidiosissimo ceppo di virus, consiste nel migliorare e rinforzare il nostro sistema immunitario, per cui è consigliabile mantenerlo efficiente ed attivo con una sana alimentazione e un po&#8217; di attività fisica, che aiuta a rilassarsi e potenziare le difese dell&#8217;organismo.</p>
<p>In particolare l&#8217;alimentazione deve assolutamente soddisfare il fabbisogno di <strong>vitamina C</strong>, magnesio e ferro, ma senza esagerare con l&#8217;assunzione di queste sostanze dato che un eccesso potrebbe, paradossalmente, avere l&#8217;effetto contrario a quanto sperato. Alimenti particolarmente indicati per migliorare l&#8217;efficienza del sistema immunitario sono gli agrumi, le alghe, l&#8217;echinacea ed i prodotti dell&#8217;alveare come miele, pappa reale e propoli.<br />
Un rimedio piuttosto antico, ma senz&#8217;altro efficace nel favorire la risoluzione dei sintomi, consiste proprio nell&#8217;applicazione di una goccia di tintura di <strong>propoli </strong>sulla parte malata prima di coricarsi. Molto efficace anche il tea tree oil, estratto dall&#8217;albero del tè.</p>
<p>Carne, pesce e latticini non devono mancare nella dieta in quanto ricchi di un aminoacido, la <strong>lisina</strong>, che sembrerebbe contrastare l&#8217;insorgenza di recidive. Un altro aminoacido l&#8217;arginina è stato invece messo in relazione con gli episodi di riattivazione dell&#8217;herpes virus. Questo aminoacido è contenuto soprattutto nella frutta secca, nel cioccolato, in alcuni tipi di vino rosso e negli integratori proteici per sportivi.</p>
<p>fonte: Optima salute, feb.2010</p>
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		<title>La Beauty Farm fai-da-te</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 06:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggeri come una piuma, rilassati dalla testa ai piedi, con una pelle così liscia che sembra di velluto. Un sogno? No, è il benefico effetto che si ottiene quando si mette piede in una beauty farm. Quando si pianifica un ingresso alle terme per coniugare sotto un unico appuntamento il piacere del relax e la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://img24.imageshack.us/img24/6217/beautyfarm1.jpg" alt="Fanghi, acqua, creme e relax: il meglio delle cure termali a casa" /></p>
<p>Leggeri come una piuma, rilassati dalla testa ai piedi, con una pelle così liscia che sembra di velluto. Un sogno? No, è il benefico effetto che si ottiene quando si mette piede in una <strong>beauty farm</strong>. Quando si pianifica un ingresso alle terme per coniugare sotto un unico appuntamento il piacere del relax e la cura per la salute.</p>
<p>L&#8217;antica usanza di sfruttare il beneficio delle proprietà terapeutiche dell&#8217;acqua è tornata in gran voga negli ultimi anni, tanto che le <strong>vacanze termali </strong>sono diventate un must anche tra i più giovani. Dalla mezza giornata, al week-end, alla settimana intera sono sempre più numerosi coloro che decidono di staccare la spina immergendosi in calde e fredde acque, di farsi cospargere d&#8217;argilla, di inalare sostanze decongestionanti, di provare l&#8217;effetto dei sali e dell&#8217;aromaterapia.</p>
<p><strong>Andare alle terme è impegnativo?</strong><br />
Solo pensare di vestirvi, infilare le chiavi nell&#8217;auto e fare un po&#8217; di strada vi basta per rinunciarci? Non rassegnatevi, l&#8217;esperienza curativo-sensoriale può essere riprodotta a casa propria circondati da barattoli di creme, fanghi e lozioni, armati di guanto di crine e pellicola da cucina.</p>
<p>Per una pausa di benessere si può provare a farsi bastare la vasca da bagno, un po&#8217; di tempo a disposizione e qualche prodotto di quelli distribuiti in Farmacia e il gioco è fatto: dalla cellulite alla tensione muscolare, dalle cellule morte alla pelle elastica, dovete solo decidere da quale parte del corpo cominciare.</p>
<p><span id="more-1491"></span></p>
<h3>PRIMA TAPPA: Scrub</h3>
<p>Per iniziare alla grande ed ottenere gli effetti migliori, si dovrebbe iniziare con un bel peeling, con uno scrub: si tratta di una &#8220;pulitura&#8221; profonda della cute, che si ottiene applicando una sostanza granulosa in grado di togliere meccanicamente il primo strato dell&#8217;epidermide, quello più secco e meno lucido. Una volta eliminato, la pelle risulterà più ricettiva e i trattamenti saranno più efficaci.</p>
<p>Una raccomandazione: usate sempre prodotti testati e procedete con mano delicata e senza troppa pressione, altrimenti arrosserete la pelle. Soprattutto, non insistete con lo sfregamento se avete problemi di capillari, ancor più di vene varicose, se la pelle è già irritata in qualche punto o se soffrite di malattie della cute come dermatite atopica o psoriasi.<br />
Risciacquatevi con una doccia tiepida. A questo punto, siete pronti per i trattamenti.</p>
<h3>SECONDA TAPPA: Fanghi Termali</h3>
<p>Scegliete voi: massaggiarvi semplicemente una crema anticellulite sulle cosce, rassodante sui glutei, elasticizzante sul seno, o farvi un bell&#8217;<strong>impacco di argilla</strong>. I fanghi stimolano la circolazione sanguigna e l&#8217;ossigenazione cellulare, oltre a favorire l&#8217;eliminazione delle cellule morte. Sono molto utili per prevenire la cellulite e per arginarla allo stadio iniziale. In commercio ne esistono di diverso tipo: da quelli dall&#8217;azione rinfrescante, a quella riscaldante (da evitare se si soffre di capillari).</p>
<p>In Farmacia si possono acquistare fanghi termali dalle proprietà emollienti e idratanti, che aiutano la pelle a ritrovare elasticità e morbidezza. Applicateli su pancia, fianchi, cosce e glutei direttamente nella doccia, in modo che se dovesse cadere qualche goccia potrete sciacquarla. Avvolgete la parte trattata con la pellicola trasparente, che riscaldandosi a contatto con il corpo riprodurrà un effetto simile a quello della sauna. Copritevi con un asciugamano e stendetevi, godendovi il relax per almeno venti minuti.<br />
Sciacquate con acqua tiepida o fredda per tonificare la pelle. Per ottenere effetti visibili sono consigliate due applicazioni settimanali per due-tre mesi, da alternare allo scrub.</p>
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		<title>Le pomate: farmaci da spalmare</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Dec 2009 05:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Capita a tutti di dover intervenire per placare un dolore causato da un torcicollo, una distorsione, un reumatismo&#8230; &#8220;Una pomata antidolorifica in questi casi è l&#8217;ideale perché ci evita di dover assumere farmaci per via orale che possono causare problemi gastrointestinali&#8221;, dice il dottor Carlo Lazzari, medico a Pescara. Vediamo in base ai disturbi più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dozarte.com/wordpress/2009/12/30/le-pomate-farmaci-da-spalmare/" target="_blank"><img src="http://img138.imageshack.us/img138/2483/pomata.png" alt="pomate" /></a></p>
<p>Capita a tutti di dover intervenire per placare un dolore causato da un torcicollo, una distorsione, un reumatismo&#8230; &#8220;Una pomata antidolorifica in questi casi è l&#8217;ideale perché ci evita di dover assumere farmaci per via orale che possono causare problemi gastrointestinali&#8221;, dice il dottor <strong>Carlo Lazzari</strong>, medico a Pescara. Vediamo in base ai disturbi più comuni quali sono le creme o i gel adatti&#8230;</p>
<h3>CRAMPI MUSCOLARI</h3>
<p>Sono violente contrazioni muscolari involontarie, improvvise e dolorose. Si presentano con un dolore acuto e localizzato al muscolo colpito.</p>
<p><strong>LA POMATA</strong><br />
Creme (o gel) antinfiammatorie a base di <strong>glucosaminoglicano </strong>e <strong>naprossene</strong>.<br />
Modalità d&#8217;uso<br />
Due/tre applicazioni al giorno sulla parte dolente, massaggiando fino a completo assorbimento.<br />
Controindicazioni<br />
La fotosensibilizzazione è il rischio più serio. Evitare l&#8217;esposizione alla luce solare diretta.</p>
<h3>MIALGIE E REUMATISMI</h3>
<p>Le prime si annunciano con un dolore localizzato a uno o più gruppi muscolari che diventano dolenti alla palpazione. Le cause: infiammazione acuta delle articolazioni o protratta attività fisica. I reumatismi, invece, sono malattie, acute o croniche, che interessano articolazioni, muscoli, tendini e i tessuti intorno alle articolazioni. Si manifestano con dolore, articolare o muscolare, rigidità, gonfiore, cute calda e arrossata in corrispondenza della zona interessata.</p>
<p><span id="more-1495"></span></p>
<p><strong>LA POMATA</strong><br />
Creme a base di <strong>diclofenac </strong>(antinfiammatorio non steroideo, cioè senza cortisone). La terapia è sintomatica, cancella il dolore ma non interviene sulle cause.<br />
Modalità d&#8217;uso<br />
Applicare 3 o 4 volte al dì sulla zona da trattare, frizionando leggermente: 2-4 g (dimensioni variabili tra una ciliegia e una noce) bastano per 400-800 cm2.<br />
Controindicazioni<br />
Allergia all’acido acetilsalicilico o altri antinfiammatori non steroidei.</p>
<h3>STIRAMENTI-CONTUSIONI</h3>
<p>Lo strappo muscolare è dovuto a uno sforzo o a un movimento sbagliato.<br />
Si manifesta con dolore acuto, rigidità del muscolo e impossibilità di compiere movimenti.<br />
Talvolta, la zona della lesione si gonfia per l’ematoma dovuto alla rottura dei vasi sanguigni. Le contusioni sono l’effetto di un trauma che comprime i tessuti sottostanti e lede i piccoli vasi.</p>
<p><strong>LA POMATA</strong><br />
Creme a base di <strong>ketoprofene</strong>.<br />
Modalità d&#8217;uso<br />
Applicare, in strato sottile, una o due volte al dì sulla zona interessata, massaggiando delicatamente.<br />
Controindicazioni<br />
Ipersensibilità al principio attivo. Non applicare il farmaco in prossimità di ferite aperte o lesioni.</p>
<p><img title="Pagina successiva..." src="http://www.dozarte.com/wordpress/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /></p>
<h3>DISTORSIONI</h3>
<p>Si verificano, in genere, in seguito a movimenti scorretti delle articolazioni. A rischio caviglia, ginocchio e spalla. Sono caratterizzate da gonfiori, lividi, dolore e blocco dell’articolazione colpita.</p>
<p><strong>LA POMATA</strong><br />
Massaggiare due/tre volte al dì creme a base di <strong>ketoprofene</strong>.<br />
Modalità d&#8217;uso<br />
Non più di 15 g al dì per massimo 1 settimana.<br />
Controindicazioni<br />
Precedenti reazioni di ipersensibilità (asma, rinite allergica o orticaria).</p>
<h3>PSORIASI</h3>
<p>E&#8217; caratterizzata dalla comparsa di chiazze rosse ricoperte di scaglie bianche che colpiscono soprattutto gomiti, ginocchia, piedi, mani.</p>
<p><strong>LA POMATA</strong><br />
E&#8217; a base di <strong>calcipotriolo</strong>, una molecola che agisce sulla replicazione cellulare, associata a betametasone, un antinfiammatorio cortisonico che elimina il prurito.<br />
Modalità d&#8217;uso<br />
Applicare sulle zone interessate una volta al giorno, fino alla scomparsa delle lesioni.<br />
Controindicazioni<br />
Ipersensibilità ai principi attivi.</p>
<h3>HERPES LABIALE</h3>
<p>E&#8217; un’infezione causata da un virus (herpes simplex) che compare sulle labbra. Inizialmente, si manifesta con un leggero pizzicore e un senso di calore su un punto arrossato del labbro. In poche ore, nella zona si sviluppano vescicole ripiene di liquido, spesso dolorose. Terminato il processo infiammatorio, le vescicole si asciugano e formano una crosticina giallastra che scompare nel giro di 7-10 giorni.</p>
<p><strong>LA POMATA</strong><br />
L&#8217;applicazione di <strong>aciclovir </strong>sopprime i virus responsabili dell&#8217;infezione bloccandone la replicazione.<br />
Modalità d&#8217;uso<br />
Applicare 4-5 volte al dì sulla zona colpita, per almeno tre giorni.<br />
Controindicazioni<br />
In rari casi, può causare fenomeni quali orticaria, prurito o fotosensibilizzazione.</p>
<p>fonte: Optima salute</p>
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		<title>Insufficienza renale: attenti ai gatti</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 06:52:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;insufficienza renale è una degenerazione lenta, graduale e irreversibile della funzionalità renale. E quando i reni, il cui compito è quello di depurare il sangue dalle sostanze tossiche di rifiuto, non funzionano bene, le tossine si accumulano nell&#8217;organismo del gatto e provocano i sintomi tipici della patologia. Dunque, se vi accorgete che il gatto beve [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>insufficienza renale</strong> è una degenerazione lenta, graduale e irreversibile della funzionalità renale. E quando i reni, il cui compito è quello di depurare il sangue dalle sostanze tossiche di rifiuto, non funzionano bene, le tossine si accumulano nell&#8217;organismo del gatto e provocano i sintomi tipici della patologia.</p>
<p>Dunque, se vi accorgete che il gatto beve molto e fa tanta pipì, se il suo pelo diventa opaco, se mangia poco, se è debole e apatico o vomita spesso portatelo subito dal veterinario per una visita di controllo.<br />
Anche perché quando i sintomi si manifestano, in genere la malattia è ormai già ad uno stadio avanzato.</p>
<h3>Il trattamento</h3>
<p>Nella maggior parte dei casi, la cura prevede la somministrazione giornaliera di un <strong>ACE inibitore</strong>, per rallentare la progressione della malattia e migliorare la qualità di vita del gatto. I farmaci dovranno essere dati quotidianamente e per tutta la vita dell&#8217;animale.<br />
Superati i 7 anni di età e, in ogni caso, con gatti predisposti o con precedenti malattie renali, è necessario un cambio di dieta.</p>
<p><span id="more-1493"></span></p>
<p>Occorre, infatti, ridurre al minimo il sovraccarico renale, eliminando un eccessivo apporto di proteine. Per i gatti abituati all&#8217;alimentazione casalinga, è opportuno sostituire la carne rossa con pollo o tacchino, ma in commercio esistono prodotti (definiti in generale &#8220;senior&#8221;) caratterizzati da un basso apporto proteico ideali per prevenire, o tenere sotto controllo questo disturbo.</p>
<p><strong>link di interesse</strong>: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insufficienza_renale" target="_blank">insufficienza renale</a> , <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/ACE_inibitore" target="_blank">ACE inibitore</a></p>
<p>fonte: Optima salute</p>
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		<title>Tommaso ha la febbre alta</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 21:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DoZ</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute]]></category>

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		<description><![CDATA[ATTENZIONE: io non sono un medico! Consultare sempre un dottore prima di qualsiasi terapia con farmaci! E&#8217; da lunedì notte che mio figlio di 3 anni ha la febbre alta e male ad un orecchio: otite. Noi abbiamo cominciato a dargli paracetamolo (Tachipirina) per la febbre e ibuprofene (Nureflex) per il dolore, di nostra iniziativa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.reply-mc.com/wp-content/uploads/2008/09/fever.jpg" alt="" /></p>
<p><strong>ATTENZIONE: io non sono un medico! Consultare sempre un dottore prima di qualsiasi terapia con farmaci!</strong></p>
<p>E&#8217; da lunedì notte che mio figlio di 3 anni ha la febbre alta e male ad un orecchio: otite.<br />
Noi abbiamo cominciato a dargli <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paracetamolo">paracetamolo</a> (Tachipirina) per la febbre e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ibuprofene">ibuprofene</a> (Nureflex) per il dolore, di nostra iniziativa, ma solo durante i picchi di febbre e dolore.<br />
La pediatra ci ha detto di continuare con 5 ml di paracetamolo ogni 8 ore.<br />
Oggi è mercoledì e il bimbetto ha ancora la febbre a 39° e rotti!</p>
<p>Stasera l&#8217;abbiamo portato al pronto soccorso, dove ci hanno mandato al reparto pediatria dell&#8217;ospedale; là, una dottoressa ci ha detto che invece di aspettare il momento del bisogno per dargli l&#8217;antiinfiammatorio o l&#8217;antidolorifico è meglio prevenire la cosa e dargli 7 ml di paracetamolo e dopo 4 ore altri 7 ml di ibuprofene, e dopo 4 ore ricominciare daccapo.<br />
In questa maniera si riesce a mantenere sfiammata la zona dolorante e a tenere la febbre bassa, mentre l&#8217;antibiotico farà il suo dovere di guarire l&#8217;infezione.</p>
<p>Conclusione: non si finisce mai di imparare!</p>
<p><strong>ATTENZIONE: io non sono un medico! Consultare sempre un dottore prima di qualsiasi terapia con farmaci!</strong></p>
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