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Archivio della Categoria 'Scienze'

Il biodiesel verrà dalle alghe

Martedì 8 Luglio 2008

CIANOFÍCEA DESCONOCIDA
Creative Commons License photo credit: aguilleno

Con il petrolio alle stelle, la mobilità del futuro sarà sempre più affidata a fonti di energia alternative, tra cui anche i biocarburanti. L’ultima novità, a riguardo, è la possibilità di ricavare combustibile dalle alghe. Ma questa volta anche l’Italia è all’avanguardia. Le ultime società a investire nell’estrazione di biocarburanti dalle alghe sono state Inventure Chemical e Seambiotic.

Il sistema appare complesso ma ingegnoso: nel caso dell’impianto sperimentale costruito in Israele, le alghe sono coltivate sfruttando le emissioni di una vicina centrale elettrica alimentata a carbone. In sostanza la materia prima utilizzata per produrre carburante viene generata dall’inquinamento prodotto da un’altra struttura, in una logica di riciclo integrale.Per ora si tratta di sperimentazioni, tuttavia sembra che le prospettive di sviluppo, per quanto lente, siano concrete, tanto che intorno a questa forme di produzione è nata un’associazione, la Algal Biomass Organization.

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Chi dorme bene non si ammala di diabete

Sabato 5 Gennaio 2008

 
Creative Commons License photo credit: Spaceinvader!

La soppressione del sonno profondo, quello durante il quale l’elettroencefalogramma registra una netta prevalenza di onde lente, interferisce con la capacità dell’organismo di regolare i livelli di glucosio nel sangue e aumenta il rischio di sviluppare un diabete di tipo 2.

È quanto risulta da una ricerca condotta presso l’University of Chicago Medical Center e pubblicata in anteprima on line sul sito dei Proceedings of the National Academy of Science (PNAS).

Il sonno profondo è da sempre considerato quello che dà maggior ristoro all’organismo, ma finora non si era riusciti a dimostrare quale fosse il suo specifico influsso sul benessere fisico dell’organismo. Lo studio appena pubblicato mostra che già dopo tre soli giorni di soppressione selettiva del sonno a onde lente i soggetti diventano meno sensibili all’azione dell’insulina. Per di più, all’aumentato fabbisogno di insulina, non corrisponde una maggiore secrezione dell’ormone da parte del pancreas. La diminuzione della sensibilità all’insulina è pari a circa il 25%, ed è comparabile a quella che si ha in seguito a un aumento ponderale fra i 10 e i 15 chilogrammi.

“Dato che la riduzione dei periodi di sonno profondo – ha osservato Eve Van Caute, che ha diretto la ricerca – sono tipici dell’invecchiamento e dei disturbi del sonno correlati all’obesità, come per esempio l’apnea ostruttiva, questi risultati suggeriscono che strategie miranti al miglioramento della qualità del sonno possano concorrere a prevenire o quanto meno a ritardare l’insorgenza del diabete di tipo 2 nella popolazione a rischio.”

Per ottenere la soppressione selettiva del sonno profondo, non appena l’elettroencefalogramma indicava che i soggetti monitorati stavano entrando in questa fase del sonno, i ricercatori inviavano attraverso altoparlanti posti vicino al letto una serie di suoni calibrati in modo da non svegliare la persona ma da impedire comunque il manifestarsi delle onde lente.

Al risveglio i soggetti ricordavano vagamente di essere stati disturbati “tre o quattro volte”, ma in media gli interventi erano stati fra i 250 e i 300, aumentando via via dalla prima notte a quelle successive, una circostanza che indica che l’organismo accumula progressivamente un sempre maggiore bisogno di sonno profondo.

“La diminuzione di sonno a onde lente che abbiamo indotto – hanno osservato i ricercatori – corrisponde al cambiamento nella struttura del sonno a cui si assiste dopo un invecchiamento di 40 anni. I giovani adulti passano nel sonno profondo dagli 80 ai 100 minuti per notte, mentre le persone oltre i 60 anni godono di meno di 20 minuti di sonno a onde lente per notte. Nell’esperimento abbiamo dato ai volontari ventenni il sonno dei loro futuri 60 anni.” (gg)

fonte: Le Scienze

Ricavate cellule staminali da cellule adulte (non embrionali)

Venerdì 30 Novembre 2007

Il gruppo di ricerca dell’Università di Tokyo diretto da Shinya Yamanaka è riuscito a riprogrammare cellule adulte umane in modo da farle funzionare come cellule staminali embrionali pluripotenti. La scoperta, pubblicata sull’ultimo numero della rivista “Cell”, potrà dare un notevole impulso alla ricerca sulle staminali, affiancandosi alla metodologai sviluppata dai ricercatori dell’Università del Wisconsin, che con il loro annuncio hanno “bruciato” sul tempo i colleghi nipponici.

Lo scorso anno Yamanaka aveva già annunciato di essere riuscito a riprogrammare in questo modo cellule epiteliali di topo, grazie all’identificazione e all’utilizzo di quattro fattori di trascrizione genetica.

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Più caffè contro il declino cognitivo

Sabato 18 Agosto 2007

caffèLa caffeina può proteggere le capacità cognitive delle donne anziane, secondo quanto afferma un recente studio ora pubblicato sull’ultimo numero della rivista “Neurology”, organo ufficiale dell’American Academy of Neurology.

La ricerca ha coinvolto 7000 donne con più di 65 anni, seguite per alcuni anni, in una serie di test di laboratorio che riguardavano soprattutto la memoria, per valutare il grado di declino cognitivo.

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L’etanolo nella motorizzazione non è la soluzione ambientale

Giovedì 31 Maggio 2007

etanolo VS benzina

I veicoli a etanolo combustibile (E85) potrebbero ridurre le concentrazioni atmosferiche di due cancerogeni come il benzene e il butadiene, ma incrementare quelle di due altri composti tossici, come la formaldeide e l’acetaldeide.

L’etanolo è ritenuto – soprattutto negli Stati Uniti – un combustibile pulito e molti progetti di motori innovativi puntano sullo sfruttamento di questo alcol. Ma se fosse adottato su larga scala nel campo dei trasporti il numero di morti e di ricoveri dovuti a patologie polmonari aumenterebbe.

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