Il nuoto fa bene

Nel nuoto vengono utilizzate tutte le articolazioni del nostro corpo, senza gli stress tipici degli altri sport di terra. Con quali vantaggi?

L’acqua rappresenta per l’uomo una realtà esterna, un ambiente nel quale immergersi, un ambiente da esplorare, da conoscere, un ambiente nel quale adattarsi progressivamente secondo un percorso che deve tenere conto della storia e delle caratteristiche di ciascuno.

Secondo Piaget, psicologo svizzero autore di numerosi studi sullo sviluppo del bambino e, in particolare, sullo sviluppo cognitivo, il soggetto è un attivo costruttore delle proprie conoscenze. L’organismo si modifica attraverso gli scambi con l’ambiente. L’effetto della spinta di galleggiamento libera l’uomo dal peso del corpo e fa in modo che l’elemento “acqua” lo sostenga.

Oltre alle variazioni relative alla sensibilità propriocettiva, si viene a determinare anche una perturbazione sensoriale a livello della vista e dell’udito (i rumori e i suoni sott’acqua sono molto differenti da quelli abitualmente percepiti sulla terra), del gusto e dell’olfatto, così come un’iperstimolazione della sensibilità cutanea.
In acqua si sviluppa, poco alla volta, una maggiore attenzione alle informazioni enterocettive, ovvero provenienti dagli organi interni.

Ciò è dovuto al fatto che l’essere avvolti dall’acqua pone in una condizione d’isolamento che favorisce la concentrazione e l’attenzione alle sensazioni interne.
Tutte queste perturbazioni sensoriali producono una profonda modificazione della percezione spazio-temporale e obbligano la persona immersa ad adattarsi progressivamente alle nuove condizioni.
L’acqua, specialmente se a temperatura sufficientemente calda, risulta essere un mediatore in grado di facilitare le relazioni interpersonali e in particolari quelle affettive (per esempio nel caso della relazione madre-bambino).

L’adattamento all’ambiente acquatico attraverso un percorso individuale, sebbene attuato all’interno di un gruppo, porta il soggetto a essere “acquatico”, a saper stare in acqua, a essere dotato di “acquaticità“.
Per molte persone questo percorso rappresenta il passaggio da una condizione di “malessere” a una condizione di “benessere acquatico“.

L’immersione in acqua riduce lo stress sul sistema cardiovascolare.
Quando il corpo è immerso in acqua fino al collo, aumenta la pressione sulla parte bassa del corpo, il che tende a minimizzare l’accumulo di sangue e a facilitare il ritorno del sangue al cuore, riducendo il lavoro del sistema cardiovascolare.

Inoltre, il volume plasmatico tende ad aumentare, come si evince dalla riduzione dell’emoglobina e dell’ematocrito.
Ne consegue che la frequenza cardiaca a riposo può diminuire di 5-8 battiti al minuto, con la sola immersione parziale del corpo. La frequenza cardiaca si abbassa ulteriormente se si mette il viso sott’acqua.

Questo è dovuto ad un riflesso facciale (comune a molti mammiferi) comandato dal nervo trigemino. Il nuoto è anche lo sport più consigliato, specialmente dall’ortopedico. Non è vero che guarisce la scoliosi, come qualcuno pensa, ma ha diversi benefici sull’apparato muscoloscheletrico.

Come attività sportiva, è senza dubbio uno degli sport più completi: tutti i muscoli e le articolazioni del nostro corpo vengono messe in azione, e in maniera diversa a seconda dello stile. Per esempio, lo stile libero (più propriamente detto “crawl”), potenzia tutti i muscoli dell’arto superiore (deltoide, muscoli della cuffia dei rotatori, pettorali, bicipite brachiale, muscoli dell’avambraccio e della mano), dell’arto inferiore (soprattutto se ci si allena con la tavoletta per praticare il cosiddetto “nuoto solo gambe”), gli addominali, i dorsali, i lombari, e addirittura i muscoli del collo, specie durante la respirazione.

Anche il dorso è molto completo, potenziando più del crawl i muscoli flessori (posteriori) degli arti inferiori, i muscoli del rachide e il tricipite brachiale. La rana, non adatta, per la sua specifica gambata, a coloro che soffrono di problemi al ginocchio, potenzia in particolare i muscoli della coscia e della gamba (gemelli, tibiale anteriore, etc.). Infine il delfino, anch’esso molto completo, è lo stile che potenzia di più gli addominali.

Nei vari stili vengono utilizzate in pratica tutte le articolazioni del nostro corpo, con il grande vantaggio che non vengono sottoposte a stress eccessivi (con conseguenti effetti dannosi) tipici degli sport di terra, specie quelli che prevedono contrasti o cambiamenti di direzione (calcio, rugby, basket, sci). Questo grazie alla proprietà dell’acqua di ridurre sensibilmente la forza di gravità.

Oltre alla preparazione e all’effetto di costruzione di una struttura fisica armonica, specialmente nell’età dello sviluppo, il nuoto è uno sport “salutare” anche ai fini della riabilitazione dopo un trauma o un intervento chirurgico.

fonte: Optima salute, mag.2010

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