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Al lavoro nella prestampa e arti grafiche

Kodak Pandora

Nel mio attuale ambiente di lavoro ho a che fare tutti i giorni con un programma che si chiama Pandora, versione 3.2.0.
Pandora era della Creo, che poi è finita dentro la Kodak.
Serve ad impaginare file grafici su file di fustelle, e altro.

Purtroppo il nome scelto dai loro ideatori non è stato di buon auspicio!

Mi è capitato di riscontrare dei bug piuttosto antipatici, e ho pensato di scriverne qui.
Se non siete un addetto ai lavori, quindi, potete anche andarvi a leggere un altro dei miei post, perché questo sicuramente vi annoierà a morte 😉

La mia umile conclusione è stata che Pandora è un bel collo di bottiglia in un flusso di pre-stampa che, basandosi su un rip APPE (Adobe Pdf Print Engine), dovrebbe tranquillamente lavorare con l’ultima versione di Pdf.
…e invece no!

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Script per Illustrator

Il fatto che Adobe Illustrator si possa “scriptare” mi ha sempre affascinato, soprattutto per il lato artistico della cosa.
Se qualcuno si ricorda, avevo per esempio già citato Scriptographer, un bellissimo set di script ottimi per creare immagini più o meno artistiche.

Illustrator però, oltre che uno strumento per l’illustrazione, è anche uno strumento di lavoro, quindi mi pare cosa buona et giusta che gli script servano a darci una mano anche nelle mansioni di tutti i giorni.

Al lavoro mi piace automatizzare le operazioni ripetitive.
Ma anche quelle operazioni che non eseguo troppo spesso, se si possono rendere automatiche, ben venga!

Allora ecco qua qualche script per Adobe Illustrator che ho trovato in giro per la rete, con alcune funzioni che ho ritenuto molto utili da usare nel mio attuale lavoro da litografo/pre-stampatore.

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Altri sono arrivati qui cercando:
quotature misure illustrator, elaborare codice barre illustrator.

ADDIO!

Addio WordPress, addio Html5, addio Css3, addio continuo aggiornamento sulle tecnologie web, addio social network (addio Facebook, addio Twitter, addio Google Plus) addio clienti, addio compra-e-rivendi, addio autonomia, addio nuove esperienze, addio fatture, … addio Partita IVA.

E’ da un bel pezzo che non mi faccio vivo qui nel mio blog, ma un motivo c’è.
Da ottobre ho iniziato (un’altra volta) la mia nuova vita come dipendente a tempo pieno, tornando al mio “vecchio amore”: la prestampa.

Un po’ sono contento, un po’ mi spiace.

Sono contento perchè in un periodo di crisi come questo e la famiglia da mantenere, la sicurezza economica che può dare un posto di lavoro fisso in un’azienda solida è una cosa difficile da trovare.

Mi spiace perchè di tutte le mie conoscenze, esperienze e capacità… nel nuovo posto di lavoro ne userò circa il 25%, tornando a fare l’impiegato sottomesso, che deve rigare diritto e dire sempre sì ai superiori.

Se penso a tutti i clienti che ho avuto e i lavori che ho fatto in questi anni di attività in proprio … anche come docente, come insegnante privato di software grafici, come consigliere di colleghi che erano sempre un passo indietro …

Addio a tutti!
Ma speriamo di rivederci … chissà … un giorno o l’altro.

PS: crisi di merda!

A far bene si fa male?

Ora vi riassumo una storia…

Il mio amico Mr.X viene chiamato dalla DITTA Z per fare un colloquio di lavoro.

Mr.X in quel momento non sta cercando un nuovo lavoro – anzi, sta bene con quello che ha – e oltretutto sa che Mr.Y, un suo amico disoccupato con 2 figli piccoli, ha mandato un curriculum alla DITTA Z con richiesta di assunzione

Decide allora di declinare l’offerta della DITTA Z e li chiama dicendo “So che avete il curriculum del mio amico Mr.Y … vorrei mettere una buona parola a suo favore”.

Passa un mese e la sicurezza lavorativa di Mr.X cambia, tanto che pensa di richiamare la DITTA Z chiedendo se stanno ancora cercando qualcuno per quel posto.
La DITTA Z lo invita per il colloquio.

Il colloquio però, per 9/10 del tempo, si trasforma in una lavata di capo da parte del titolare nei confronti di Mr.X, perchè Mr.Y è andato là vantandosi del fatto di sapere che Mr.X aveva “messo una buona parola”, e Mr.Z voleva proprio vedere che faccia aveva questo Mr.X che “si fa bello con gli amici mettendo buone parole”.

Epilogo: Mr.X si è bruciato un nuovo posto di lavoro ancora prima di inziare a cercarlo, tentando di fare un piacere ad un amico bisognoso.

E ora vi chiedo: la morale è che “a fare del bene ci si rimette sempre”?

O forse è perché quando si fa del bene lo si fa con un secondo fine?

Vendere la credibilità

Carlo Baldassi analizza il cambiamento nei modi di proporre beni e servizi: oggi, con la crisi, bisogna fare bene le cose e vedere nel cliente un autentico partner

La nuova pubblicazione di Carlo Baldassi, intitolata “La vendita relazionale in tempi di Sales 2.0”, parte da una considerazione: con la crisi sono anche cambiati i criteri e i modi di consumare.

“Siamo diventati tutti più attenti, i consumi sono più oculati. E poi c’è un aspetto culturale nuovo: il consumismo, così come lo abbiamo conosciuto in passato, non è più praticabile in termini di ecosostenibilità.

Minor spreco e minor disattenzione verso l’ambiente sono fattori che la crisi sta accelerando e di cui si deve tener conto quando si va a vendere un prodotto”.

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