Usi alimentari e curativi dell’ortica

curarsi con l'ortica

Giulio Cesare Croce definì l’ortica come “la pianta che anche il cieco riconosce“, e non facciamo certo fatica ad immaginare come!
Infatti, le sue foglie sono note per l’effetto irritante (o, per l’appunto, urticante) che hanno sulla pelle.
Ma, se è vero che l’abito non fa il monaco, anche l’ortica ha la sua buona dose di pregi e proprietà curative.

È infatti una delle piante selvatiche più utilizzate sia in campo alimentare che curativo, una delle più efficaci nella medicina delle erbe. L’ortica si raccoglie ovunque (sempre utilizzando guanti di gomma e pantaloni lunghi!), nei campi incolti e nei boschi, fra ruderi, adiacente a vecchi muri o ai bordi delle strade e se ne adopera tutta la pianta, radice compresa.
La pianta si raccoglie tagliandola a 10 cm dal terreno.

Per la raccolta delle foglie a scopi officinali, che prevedono l’essiccazione della pianta, il periodo migliore è invece a fine estate, quando la pianta è fiorita.
I getti giovani e freschi sono i migliori in cucina, in quanto più teneri e anche in campo medico, perché il loro potere curativo è massimo: il momento migliore per coglierli è dopo una pioggia, il periodo più adatto è la primavera (quando conviene anche farne una buona scorta per l’inverno), o l’autunno quando, dopo il taglio del fieno, crescono i nuovi getti. Una volta cotta (almeno 12 ore dopo essere stata raccolta), l’ortica non pizzica più, anzi, diventa morbidissima come il velluto.

PROPRIETÀ E UTILIZZO

Tra i principi costituenti dell’ortica troviamo: acetilicolina (antiossidanti), istamina (azione vasoattiva), acido formico (urticante) e gallico (antiemorragico), carotene, vitamina C, clorofilla, tannino (astringente), potassio, calcio, ferro, manganese, silicio.
L’ortica è perciò utilizzata in vari ambiti come pianta curativa, in qualità di: antianemico, antidiabetico, astringente, depurativo, diuretico, emostatico, galattagogo (per la produzione del latte materno), revulsivo (decongestionante).
Inoltre cura i reumatismi, viene usata per la depurazione del sangue nelle cure primaverili ed in presenza di manifestazioni cutanee come foruncoli e per dermatosi conseguenti a disordini alimentari e a cattiva eliminazione di tossine. È estremamente efficace per eliminare il catarro dai bronchi e dai polmoni.

È indicata per ridare vigore sia all’intestino che allo stomaco e, grazie alle sue funzioni normalizzatrici, regolarizza le funzioni intestinali e riesce a combattere sia la diarrea che la stitichezza. Previene e combatte le anemie e l’abbassarsi della pressione arteriosa del sangue, svolge una lenta e sicura azione di sostegno del cuore. La tisana di ortica arresta i flussi mestruali troppo abbondanti.
L’infuso può essere utilizzato, imbevuto in cotone, per pulire le affezioni della pelle come acne e eczema. Per uso esterno l’ortica è famosa per la cura del cuoio capelluto, combatte la forfora e arresta la caduta dei capelli.

Curare in modo naturale con l'Ortica
Sin dall’antichità sono conosciute le proprietà terapeutiche dell’ortica, che negli ultimi decenni la scienza è andata confermando. Ricca di vitamine, ferro, flavonoidi e carotenoidi, l’ortica, sotto forma di tisana o di succo può essere di grande aiuto in modo naturale. Di facile utilizzo, è alla portata di tutti e a costo praticamente zero.

CONSIGLI UTILI

* Acidi urici, anemia, colesterolo, enteriti acute e croniche, enteriti catarrali, epatopatie, insufficienza cardiaca, stanchezza, renella, obesità: 3/4 tazze al giorno di infuso e polvere d’ortica spolverizzata sui cibi.
* Artrite, reumatismi, emorroidi, sciatica, tendinite, bruciature, distorsioni, punture d’insetti: 3/4 tazze al giorno di infuso e frizioni con la pomata sulle zone doloranti.
* Menopausa e climaterio maschile: 10 gocce di tintura madre in un poco d’acqua prima dei pasti.
* Perdita di sangue dal naso: introdurre nella narice un poco d’ovatta imbevuta in tintura d’ortica.
* Stress fisico e psichico: 3/4 tazze al giorno di decotto d’ortica fresca, un bicchiere di succo a digiuno tutte le mattine.

RIMEDI ERBORISTICI

  • Infuso: è il modo più semplice per utilizzare questa pianta. Versate una tazza di acqua bollente su un cucchiaio di foglie essiccate e sminuzzate e lasciate riposare per almeno venti minuti. Potete berne 3/4 tazze al giorno, sia caldo che freddo, per 20 giorni. Sospendete per almeno 10 giorni e ripetete il ciclo.
  • Decotto di erba fresca: 30gr di ortica fresca in mezzo litro d’acqua fredda, fate bollire per dieci minuti, filtratelo e bevetene 4/5 tazze al giorno lontano dai pasti, sia caldo che freddo.
  • Decotto di radice (molto più energetica). Contro la caduta dei capelli fate bollire due manciate di radici essiccate in mezzo litro di aceto per dieci minuti. Frizionate il cuoio capelluto alla sera prima di coricarvi. Lavate la testa alla mattina.
  • Succo: per ottenere 100 ml di succo occorrono circa 10 kg di erba fresca, vi consigliamo quindi di acquistare il succo della pianta fresca in erboristeria, è estremamente efficace come tonico cardiaco, gastrico ed intestinale, nel reumatismo articolare, come depurativo e come stimolante delle funzioni renali.
  • Pomata: sciogliete 250 gr di cera d’api sbiancata in un recipiente a bagnomaria, versatevi 30 gr di ortica essiccata e fate cuocere a fuoco bassissimo per circa 2 ore.
    Filtrate in un recipiente coperto da un telo e mentre è ancora calda, usando guanti di gomma, spremete bene. Passate subito in vasetti di vetro scuro.
  • Tintura: la potete trovare nelle erboristerie o prepararla mettendo 20gr d’ortica essiccata in 100ml di alcool a 25°C lasciando macerare per 5 giorni. Filtratela e conservatela in bottiglie scure.

fonte: Optima salute, mar.2010

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4 pensieri su “Usi alimentari e curativi dell’ortica”

  1. sono cresciuta con le ortiche e devo dire che funziona alla grande!non bisogna essere un medico per sapere queste cose certo ci vuole la giusta dose in tutto d’altronde comunque complimenti al autore del bloge per quanto riguarda i medici non possono avere tutta la conoscenza del universo…..

  2. salve vorrei sapere più o meno a quanto corrispondono le due manciate di ortica ( cucchiai o gr.) e quale tipo di aceto usare ( so che quello di mele è ottimo)

  3. beh, ad oggi non ho mai sentito che un medico della medicina academica abbia mai considerato valide le esperienze di altri:
    non conoscono la medicina della nonna.
    conoscono solo quello che hanno letto sui libri di testo universitari, altro ahimè guai ; gente madre natura ha tantissime risorse ; il laureato solo la sua memoria e speriamo che sia buona !!!!
    Non è bello mettere una recensione del tipo : attenzione non è medico ecc….
    forse avrebbe fatto meglio provare prima l’ortica, documentarsi sulle proprietà benefiche o tossiche sulle piante o dovrebbe mettere nel suo minestrone qualche foglia di oleandro ( attenzione : leggere prima le proprietà tossiche dell’oleandro )
    credo che se lo facesse non sarebbe piu in grado di scrivere e si documenterebbe sulle qualità delle radici delle margherite 😉

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