Ma la nostra vita è veramente nostra?

È ovvio ed è lampante che sul livello personale noi siamo liberi di fare le nostre scelte e decidere le strade da intraprendere, se farci una famiglia, se andare a mangiare la pizza, ecc. ecc.

Ma su scala più grande quante sono le volte in cui un evento su cui non non abbiamo potere, qualcosa su scala più ampia della nostra piccola sfera personale, ha invaso la nostra vita e quella delle persone a noi vicine, causando delle conseguenze simili in ogni individuo?

Prendiamo ad esempio i fatti recenti: il crollo economico della Grecia, la crisi finanziaria mondiale, il 9/11, … Sono tutti eventi in cui il nostro ruolo è assente ma che però si sono ripercossi sulla nostra vita, sulla vita delle famiglie dei nostri amici, sulla vita del nostro paese, … hanno avuto una ripercussione internazionale.

Questo meccanismo è rilevabile su molte scale di grandezza, perché in ogni gradino della scala sociale c’è qualcuno che effettua scelte che poi avranno conseguenze su altre (migliaia?) di persone, senza che queste possano fare nulla per contrastare ciò.

L’altra sera ho visto un programma che parlava degli Illuminati e del Club Bilderberg

Senza entrare nei particolari di questa storia, e senza per forza credere a tutto quello che ci viene detto, quando ti fermi e rifletti un istante su come effettivamente certi episodi della storia recente e il conseguente eco mediatico (che è chiaramente di parte) vanno a modificare l’opinione pubblica e le decisioni di intere nazioni, ti inizi a chiedere quanto possa esserci di vero.

Quando scopri che i pretesti o le cause che hanno scatenato certi eventi di grande portata non hanno più le solide fondamenta su cui si reggevano saldamente (ad esempio: Saddham aveva le armi di distruzione di massa, quindi GUERRA; ma poi si scoprì che non ce l’aveva; i “cavernicoli” afghani hanno distrutto le Torri gemelle, ma poi si scoprono certi dettagli…) cominci a farti qualche altra domanda.

E alla fine cosa ti rispondi?

2 pensieri su “Ma la nostra vita è veramente nostra?”

  1. L’OMBRA DEL BILDERBERG E DELLA TRILATERAL SULLA CRISI DEL DEBITO GRECO E SU QUELLA DEGLI ALTRI PAESI EUROPEI

    Vi consiglio la lettura di questo articolo che ho tradotto dal francese dal sito geostrategie.com. Viene fuori che i vertici europei, in accordo con le immarcescibili oligarchie occulte, tanto economiche che politiche, stanno mettendo in atto (per conto di chi ce lo siamo detti tante volte…) un colpo gobbo al fine di togliere sovranità ai popoli continentali attraverso le solite e immancabili sporche manovre finanziarie. Inoltre, tenete conto che le proposte che i vertici dell’UE stanno mettendo sul piatto sono molto simili a quelle fatte da profittatori incalliti già resisi responsabili, in passato, di vertiginose speculazioni monetarie (negli anni novanta sulla lira e sulla sterlina) per danneggiare gli stati anelli deboli della catena europea. Ecco cosa scrive George Soros in un editoriale di ieri pubblicato sul Sole 24 ore, dopo aver ovviamente rimproverato (non si capisce a che titolo!) gli europei per non aver saputo dar vita ad un’autorità comune che tassasse i cittadini dei paesi membri: “[all’Europa servono]: sistemi istituzionali e di controllo più intrusivi per un assistenza condizionale, e sarebbe auspicabile la creazione di un mercato di eurobond ben organizzato”. Insomma, si chiede che organi come la Commissione, non eletti dal popolo, possano disporre della nostra libertà a loro piacimento e ad esclusivo vantaggio dei peggiori affaristi agenti come giannizzeri della grande finanza americana.

    Fine della partita per i paesi dell’Unione europea
    Le manipolazioni generali a favore di un nuovo ordine economico sono diventate così dense che si dispiegano in pieno giorno. Tuttavia, le vere influenze restano nascoste, e le intenzioni ultime possono soltanto essere difficilmente percepite, quasi mai comprese.
    La crisi finanziaria permetterà di ricapitalizzare le banche con il denaro pubblico. Oggi sono queste stesse istituzioni che minacciano di distruggere gli stati che le hanno salvate. Chi può credere un solo istante che queste operazioni di destabilizzazione sarebbero dovute alla sola irrazionalità dei mercati, e che non obbediscano, in primo luogo, ad un ordine del giorno nascosto?

    Cronologia della crisi in corso
    L’agenzia di rating Flitch Ratings, controllata dalla holding francese Fimalac, è stata la prima a degradare la Grecia, nello scorso dicembre. In seguito sono stati i dirigenti della banca centrale europea (BCE) che hanno dato fuoco alle polveri, annunciando che “se prima della fine dell’anno la Grecia non ha ritrovato il livello di rating che aveva prima della crisi, non garantiamo che il debito greco possa essere rifinanziato dalla BCE. Non è del resto un nostro problema, ma della Grecia soltanto”.
    Successivamente, come confermano molte fonti, è una grande banca americana d’investimenti e due hedge funds (fondi di gestione speculativi) che hanno deciso di fare correre il panico sui mercati. Questi “investitori” hanno innanzitutto scommesso sul ribasso del prezzo delle obbligazioni emesse dal tesoro greco, portoghese o spagnolo, quindi, si sono precipitati sui prodotti derivati che permettono di garantirsi contro il rischio di mancato pagamento di uno Stato o di un’impresa, chiamati Credit Default Swap.
    Prima della riunione del G7, alla fine della settimana scorsa, Dominique Strauss-Kahn, il Direttore generale del FMI, ha creato un nuovo effetto panico annunciando che “la sua istituzione era disponibile per volare in soccorso della Grecia”.

    Menzogne
    Ma in realtà il fallimento della Grecia è impossibile. Ciò per una ragione semplice, che non può, in virtù della sua appartenenza alla zona euro, trovarsi in mancanza di liquidità (in raffronto, quando l’Argentina si dichiarò insolvente nel 2001 era perché non aveva più valute in dollari per finanziare le sue importazioni). Inoltre, i trattati europei prevedono che l’UE debba assistere gli stati in caso “di minaccia seria di gravi difficoltà”. È dunque menzognero sostenere che l’UE potrebbe sacrificare la Grecia. La maggior parte degli analisti ammette del resto che si tratta di un’operazione pianificata. In realtà, la destabilizzazione della Grecia non ha per scopo che quello di dare l’illusione che l’UE sia impegnata in una braccio di ferro con gli speculatori, mentre si tratta in realtà “di un’azione concertata”, come indicava il primo ministro greco la settimana scorsa.
    Gli statuti della BCE non permettono di emettere un debito pubblico, ma soltanto di riacquistare questi debiti attraverso gli istituti bancari privati, non sarà dunque possibile per l’UE rifinanziare direttamente la Grecia e gli altri paesi in difficoltà, la cui condizione rovinosa richiederà anche “un piano di salvataggio„ nelle settimane o mesi a venire. Per ora, “per coprire” la Grecia, sarà necessario creare un nuovo “organo” per mettere in comune una grande parte della politica di bilancio europea. La Grecia sarà dunque costretta a fare altre concessioni rispetto a quelle degli ultimi giorni, per aprire la via alle riforme sociali che, per cominciare, saranno in seguito promulgate in Spagna, in Italia ed in Portogallo. L’idea centrale è di utilizzare questa crisi degli stati allo scopo di forzare al federalismo economico la maggioranza degli stati membri che finora lo rifiutava.

    L’uomo dell’ombra
    Il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy avevano evocato, in novembre scorso, la creazione “di un governo economico” dei 27 stati membri, così come l’introduzione di un’imposta europea. Il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso aveva seguito l’esempio alcuni giorni più tardi, dinanzi al Parlamento europeo: “Non sono contro l’idea di un’imposta europea per permettere all’UE di beneficiare di risorse proprie rispetto ai contributi degli stati. Ho l’intenzione di esaminare tutte le questioni della fiscalità nell’Unione europea, dobbiamo passare in rassegna tutte le risorse (finanziarie) dell’UE (…) Il programma sul quale sono stato eletto dice che occorre valutare la possibilità di risorse proprie”.
    L’11 novembre 2009, Mario Borghezio, membro italiano del Parlamento europeo, aveva evocato la possibilità che i candidati ai posti di presidente e ministro degli esteri dell’UE, come Jan Peter Balkenende, David Miliband, Herman Van Rompuy fra altri, potessero essere quelli “dei gruppi occulti” Bilderberg e Trilateral e non semplicemente quelli delle forze politiche dei paesi. Il giorno dopo, Herman Van Rompuy si recava al castello de Val Duchesse per una riunione del gruppo Bilderberg per dare, in un discorso, la sua visione circa la gestione dell’Europa e la necessità di centralizzare i flussi finanziari degli Stati membri.
    La messa in atto di questo “governo” non avrà lo scopo di salvare la Grecia, la Spagna o il Portogallo, ma di unificare i bilanci degli Stati membri dell’UE per poter disporre delle loro risorse, cioè, per essere più precisi, per porre fine alla loro sovranità economica. Le disposizioni del Trattato di Lisbona, entrate in vigore il 1° dicembre scorso, danno tutto il margine di manovra necessaria per questo.
    È in una situazione di crisi che Herman Van Rompuy potrà dunque presentarsi come salvatore della zona euro al vertice che riunirà i capi di Stato europei questo giovedì 11 febbraio, a Bruxelles. Tuttavia, le soluzioni che raccomanderà non saranno state decise nell’urgenza, in quanto i paesi europei potrebbero trovarsi in fallimento. È in realtà tutto preparato da oltre venti anni dal presidente europeo, dai suoi complici e dalle oligarchie finanziarie che le hanno messe in atto.
    Naturalmente, questo governo non sarà effettivo alla mattina del 12 febbraio. Per fare piegare gli stati e far accettare alle popolazioni europee di essere interamente predominate da Bruxelles, così come tutte le riforme necessarie che saranno imposte sotto il pretesto di rilanciare la zona euro, occorre che la situazione peggiori ancora. Ma la trappola è dorata e si sta già chiudendo.
    La democrazia europea, che era sorta in Grecia nel 507 A.C:., sarà morta, anche in Grecia, nei primi mesi dell’anno 2010.

    fonte:/sitoaurora.altervista.org/Impero/impero176.htm

  2. Italian MP Denounces Bilderberg Influence During European Parliament Meeting

    Mario Borghezio, an Italian member of European Parliament, dropped a bomb shell at the EU this week. In the video below, during a session of the parliament in Brussels Borghezio questioned the nominations of Bilderberg and Trilateral attendees and cohorts for the posts of EU President and EU foreign minister.

    “Is it possible,” Borghezio asked, “that no one has noticed that all 3 frequently attended the Bilderberg or Trilateral meetings? I believe we need to apply the principles of transparency, so often mentioned here in our institutions. We need to establish clearly whether these are the candidates of their own countries’ political forces, or whether they are simply the candidates of these occult groups that meet behind closed door to decide matters over the heads of the people.”

    The candidates in question are Jan Peter Balkenende, David Miliband, and Herman Van Rompuy.

    Dutch Prime Minister Balkenende attended the Bilderberg meeting held at the Westfields Marriott hotel in Chantilly, Virginia on June 5-8, 2008. As Paul Joseph Watson noted on May 22 of that year, the Dutch embassy went out of its way to hide the fact Balkenende had attended the elite confab.

    Balkenende and his European Affairs Minister Frans Timmermans were formally petitioned over their involvement with Bilderberg by Dutch MP Harry van Bommel. Timmermans referred directly to research conducted by Watson and Bilderberg researcher Daniel Estulin.

    “Prime Minister Balkenende attended the Bilderberg Group conference in Washington DC last year, before meeting with President Bush, along with Queen Beatrix and her son William-Alexander. Queen Beatrix is a regular attendee of the elitist confab and was photographed by our reporters arriving at Bilderberg last year,” Watson noted on May 15, 2009.

    David Miliband, the current Secretary of State for Foreign and Commonwealth Affairs of Britain, is an EU operative pushing “environmental reform” and the globalist climate change agenda. In 2006, he pushed the idea of carbon trading “credit cards” for everyone. He is considered “ideal material” for the post of High Representative of the Union for Foreign Affairs and Security Policy for the European Union. Miliband went to Oxford and was a Kennedy Scholar at MIT, a scholarship with intimate ties to Anglo-American elitism. His father, Ralph Miliband, was a noted Marxist intellectual.

    Herman Van Rompuy is the current Prime Minister of Belgium and a member of the King’s Crown Council. Van Rompuy also pushes the globalist “green” agenda, as Flanders Today has reported.

    Van Rompuy “showed his hand” at a Bilderberg meeting when he “told the elite club that the European government leaders are increasingly becoming proponents of Europe tapping off green income,” in short fleecing the plebs under cover of the climate change ruse. “Van Rompuy accepted the invitation of Etienne Davignon to address the gathering because the discretion of the Bilderberg Group has attained legendary status, and what is said at its meetings has never leaked out,” the newspaper added.

    In fact, thanks to Bilderberg sleuths Jim Tucker and Daniel Estulin, much of what the Bilderbergers have in mind for us has leaked out.

    from http://www.infowars.com/italian-mp-denounces-bilderberg-influence-during-european-parliament-meeting/

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