La casa 2

Dopo l’avventura quasi terminata della ristrutturazione della mia vecchia casa, voglio scrivere questo articolo con lo scopo di dare una mano, dare un punto di partenza per chiunque – come me – potrà trovarsi imbarcato in un viaggio del genere senza averne mai provato simile primo d’ora.

Qualcuno avrà letto il mio post su una fantomatica sceneggiatura cinematrografica, e magari aveva già capito che si trattatava di fatti reali.

La ristrutturazione di una vecchia casa può trasformarsi in una voragine succhia soldi, come suggerisce il titolo originale – The money pit – di un vecchio film con Tom Hanks!
La cosa migliore che possiamo quindi fare è ponderare ogni scelta con molta attenzione ad ogni dettaglio.

Dunque, partiamo!

Cosa c’è da fare?

Avete una vecchia casetta, non potete venderla, volete sistemarla per viverci dentro.
I lavori da eseguire saranno probabilmente: demolizione muri e impianti vecchi, rifacimento impianto idraulico, rifacimento impianto elettrico, nuovi serramenti, nuovi pavimenti, pitture.
Il primo consiglio che vi do, se non siete degli esperti “direttori di cantiere” è di rivolgersi ad un’impresa che faccia tutto, o almeno quelli che hanno bisogno di una buona sincronia e “collaborazione” fra di loro.

Per capirci, cronologicamente parlando i lavori principali devono in linea di massima seguire questo ordine: demolizione, sgombero macerie, posa tubi impianto idraulico/riscaldamento, prima posa di mattoni (contropareti o pareti divisorie), posa canalette impianto elettrico (quindi scanalature e conseguente loro chiusura), malte grosse, massetto per il pavimento, malte fine, posa pavimento (e battiscopa), pittura, montaggio radiatori. In mezzo ci va pure l’elettricista che metterà giù i cavi per l’impianto elettrico.

Se siete così bravi da arrangiarvi, questo articolo non vi serve, e sarete capaci di chiamare singole imprese per ogni tipo di lavoro di cui avete bisogno, farle comunicare tra loro in maniera efficace, farle lavorare assieme come ingranaggi di un orologio, ecc.ecc.
Altrimenti avrete bisogno di chiamare qualcuno che metta in sincronia tutti questi interventi; può essere anche il direttore dei lavori ma meglio ancora se è l’impresa stessa.

Chi chiamare?

Personalmente ho per prima cosa interpellato un geometra, il quale ha messo giù un progettino dopo aver ascoltato le mie richieste.
Ha poi anche contattato dei professionisti e delle imprese per avere dei preventivi sul computo metrico che lui aveva calcolato.

Il computo metrico – edile, idraulico o elettrico – è una stima di ciò che prevedono i lavori che dovranno essere fatti.

Per conto mio ho poi sentito un paio d’imprese che potevano eseguire quasi tutto.
Fra i due preventivi che mi sono arrivati ho trovato una differenza di oltre il 30% e quindi ho chiamato un’altra impresa per avere un terzo preventivo.
Poi ho scelto uno dei prezzi più bassi, ma ho tenuto conto anche del mio istinto, cioè ho dato i lavori ad una ditta che non costava meno di tutte ma che mi ispirava anche fiducia.

L’impresa che ho scelto poteva svolgere i lavori edili, idraulici, elettrici e fare i pavimenti.

Per i serramenti ho seguito ugualmente la strada di farmi fare 3 o 4 preventivi da altrettante aziende, ed ho scelto quella che preferivo; casualmente il minor costo l’ho avuto da una ditta che conoscevo già.

Patti chiari, amicizia lunga

Dalla questa esperienza ho imparato una cosa importantissima: fatevi mettere tutto per iscritto, fate solo accordi scritti e firmati.
Potrei coniare un motto: “Se non te lo mettono per iscritto, te lo metteranno altrove”.
Fatevi scrivere per filo e per segno qualsiasi lavoro e qualsiasi prezzo, discutete con persone terze – come il geometra – se i preventivi sono chiari, attendibili e comprendono tutto il necessario.
Se per caso saltano fuori dei problemi in corso d’opera allora discutetene e fatevi preventivate; può capitare soprattutto nel caso di case vecchie, dove non si sa mai cosa può saltare fuori quando si fa un buco nel muro.
E dite chiaro e tondo che nessuno faccia niente se non ce l’approvazione di chi deve pagare.

Il fatto di avere un’impresa che segue la maggior parte dei lavori significa anche avere un unico interlocutore invece di molti; un unico referente con cui mettersi d’accordo è molto più gestibile di molti individui con cui dover dialogare e capirsi.

Lo so che può sembrare una cosa un po’ “forte”, in un mondo ideale dove tutti lavorano per il bene di tutti, ma nel mondo reale, dove la maggior parte della gente opera per il proprio interesse pensando a come fregare il prossimo, questo è l’unico appiglio che potete crearvi per proteggervi dal cadere nella spirale dei conti da pagare.

Assolutamente non fate fare nessun lavoro nessuno senza esservi messi d’accordo su “cosa e quanto”, ricordando che una stretta di mano non basta!

Cercate inoltre di avere sempre delle persone con voi ogni volta che discutete di affari con qualcuno, in modo che possano testimoniare su chi ha detto cosa; altrimenti, se vi trovate soli faccia a faccia, successivamente chiunque potrebbe negare le cose dette in precedenza.

Piccoli suggerimenti

Prima dell’intonaco, fate mettere le retine di rinforzo – almeno – in corrispondenza degli scavi nei muri per gli impianti: questo eviterà che un mese dopo aver dato la pittura – cioè: aver finito i lavori – si creino delle crepe lungo tutto il muro!
La retina costa poco, per metterla non ci vuole un lavoraccio, e vi salverà dalle crepe.

L’ammortizzatore per il colpo di ariete sembra il nome di un dispositivo di sicurezza medioevale contro gli assalti ai castelli, ma non lo è.
E’ un pezzo importantissimo di un impianto idraulico, che serve a mantenerlo in salute per gli anni futuri.
Fatevelo installare.

Chiarite che “chi sporca pulisce” e “chi rompe paga”.
A me è capitato di trovarmi il pavimento esterno, dove i muratori si sono messi a far la malta, sporco da morire, e per pulirlo ho dovuto strofinare due giorni.
Sarebbe bastato solo coprire prima con un telo!

Non chiedete soldi alle banche (o agli sconosciuti).
Le banche e gli usurai sono quasi la stessa cosa, il consiglio che io mi sento di darvi è questo: tentate piuttosto di farvi prestare dei soldi da amici, da parenti, dal comune, … cioè da persone di cui vi fidate e che si fidano di voi, e mettetevi d’accordo per restituirgli il dovuto con gli stessi interessi che vi avrebbe fatto la banca.
La cosa buona è, che se sono veramente vostri amici, probabilmente non vi pignoreranno nulla se ritarderete qualche rata, non finirete nel registro dei cattivi pagatori e potrete sempre relazionarvi con qualcuno che non ha in mente solo i soldi.

La fattura conviene

Ricordate che c’è la possibilità di detrarre il 50% delle spesa per ristrutturazione edile in 10 anni: la metà dei soldi spesi vi può tornare indietro.
Questo ovviamente dipende anche da quanto Irpef pagate ogni anno, e anche da quante persone hanno il diritto di usufruire di questa detrazione; ad esempio, se c’è un proprietario ed un usufruttuario, entrambi hanno questo diritto.

La fattura vi tutela in caso di problemi: è un documento che prova chi ha fatto cosa. Se per esempio l’elettricista non vi fa la fattura dopo aver fatto dei lavori in casa vostra, come farete a provare che è stato lui quando la casa brucerà dopo che l’impianto elettrico fatto male sarà andato in corto circuito?
Inoltre, sempre nell’esempio dell’elettricista, non potrete avere il Di.Co. (dichiarazione di conformità dell’impianto) che credo sia obbligatorio in caso di vendita po affitto.

Infine – non dovrei nemmeno dirlo – far fare i lavori in nero è illegale!

L’antenna TV

Un capitoletto a parte merita l’impianto televisivo+antenna satellitare…

Se avete l’antenna parabolica per vedere la tv satellitare, sappiate che normalmente questa è fornita con un ricevitore LNB universale a 1 o 2 uscite: ogni uscita per un televisore.
Se volete attaccare qualche televisore in più dovrete cambiare l’LNB con uno a 4 uscite.

Per la TV “normale che ora è solo “digitale terrestre” non basta più il vecchio impianto di un tempo: il cavo dev’esere in perfette condizioni, ogni parte dell’impianto dev’essere perfetta. Se volete attaccare un televisore in più non basta più una “tripla” come si faceva una volta, ma servirà un nuovo “miscelatore”.

Insomma: tutto diventa ogni giorno più elettronico di prima, e quindi aumentano i problemi risolvibili solo chiamando un tecnico specialista.

A me è successo di chiamare l’antennista per farmi sistemare l’impianto, ed è venuto la prima volta e l’ho visto lavorare (e io pago!)
E’ venuto una seconda volta perchè i canali non si vedevano dopo che l’elettricista aveva messo mano all’impianto, ed io non ero in casa (e io pago!)
E’ venuto una terza volta (più una) per sostituire un miscelatore che riteneva guasto; voleva addirittura sostituire tutto il cavo dell’antenna (oltre 5 metri!) finchè si è ricordato di un altro miscelatore che aveva nascosto alla fine del cavo antenna (dove c’erano i problemi), ha sistemato un po’ i fili e quello è bastato (ma nel frattempo aveva già sostituito il miscelatore, e col lavoro e tutto è risultato un conto di 100 euro inutilmente spesi!). E io pago!!!

La morale? Come ho detto prima, suggerisco di assistere sempre ai lavori che vengono fatti, segnarsi ogni intervento/cambiamento/modifica che viene eseguita, in modo da sapere sempre cosa succede.
Non affidarsi mai ciecamente alla professionalità di nessuno, che per quanto bravo e onesto può sempre lasciarsi sfuggire qualcosa, col risultato di farvi pagare più volte per lo stesso lavoro.

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