17 cose che non impari a scuola

Alcuni professionisti della grafica e dell’illustrazione danno il loro parere su ciò che non ti insegnano a scuola su come affrontare nel migliore dei modi il mondo del lavoro.

1. Johanna Basford

Può essere che dopo la scuola non dovrai più fare i temi in classe, e sarai contento che il prof di italiano ti abbia promosso con la sufficienza risicata, ma nel mondo del lavoro avrai sicuramente bisogno di scrivere richieste di lavoro, richieste di finanziamento, preventivi, ecc.
Non lasciare che un po’ di frustrazione con le materie letterarie si interponga fra il tuo talento e la tua ambizione.

2. Mr Bingo

A scuola non ti insegnano il lato ‘affaristico’ del mondo del lavoro, ed una delle prime difficoltà che io ho incontrato quando ho iniziato a lavorare per conto mio è stato proprio capire quanti soldi far pagare il mio lavoro.
Vieni catapultato nel mondo come un neonato e subito chiunque inizia a parlarti di cifre e soldi: è terrificante!

3. Kervin Brisseaux

Devi relazionarti e creare una rete di contatti per lavorare bene; questa è assolutamente una cosa che avrei voluto imparare a scuola.
Senza avere idea di quanto importante sia crearsi i giusti contatti con altri professionisti del tuo settore e facile dare la cosa per scontata e sottovalutarla.
Soprattutto nel mondo di oggi, dove trovare un lavoro è più facile a dirsi che a farsi: può essere un incubo totale.
Bisogna ricordarsi che a volte non è solo questione di esser bravi a fare il proprio lavoro, ma è soprattutto questione di saper vendersi.

4. Marion Deuchars

Cerca di pensare per conto tuo cosa sia ‘figo’ e non a cosa la gente ti dice che è ‘figo’.
Alla fine tornerai a fare ciò che ami; farai gli errori che ognuno deve fare e dopo tutto quanto tornerai alle origini.
Scoprirai che ‘là’ è dove riesci a dare il massimo, dove hai le maggiori probabilità di successo.

5. Melvin Galapon

Anche io ho fatto l’errore di farmi sedurre da qualcuno che prometteva ‘mari e monti’, cioè lavoro e soldi a palate: un sacco di promesse che non si sono avverate.
Durante questo periodo l’agente dei miei sogni voleva rappresentarmi e vendere il mio lavoro, ma c’ho messo così tanto a decidermi che alla fine tutto è andato perso.
Quindi non accettate subito la prima offerta che vi viene fatta ma aspettate che qualcosa o qualcun’altro di meglio si faccia avanti, e quando succede allora accettate il più velocemente possibile.

6. Adam Hancher

Dalla scuola mi sarei aspettato un accenno riguardo trattative, pagamenti, scadenze da rispettare e quantità di lavoro da fare: sarebbe stato utile. Ho scoperto per conto mio che bisogna mercanteggiare, chiedere e fare sconti, ecc.
Non dimentichiamo che fuori da internet, fuori dai blog e da Facebook e Twitter, esiste la gente reale …e magari fate un po’ di ginnastica sennò vi verrà la gobba a forza di star seduti a mercanteggiare sul contratto!

7. Minni Havas

Una delle cose principali che ho imparato dopo la scuola è che i clienti mi ingaggiano per il mio stile, e si aspettano che io me ne venga fuori con un lavoro che abbia il mio stile.
A volte mi innervosisco quando accetto un nuovo incarico perchè non sono sicuro di cosa si aspettino da me, e cerco TROPPO di accontentare il cliente.
Ovviamente la fiducia in sè stessi cresce man mano che il proprio stile si sviluppa e prende forma. La chiave sta nel trovare la giusta misura fra i desideri del cliente ed il proprio stile.

8. Tom Hovey

Lavorare il proprio può farti sentire come Tom Hanks in Castaway. Per quelli abbastanza fortunati da lavorare in uno studio condiviso non ci sono problemi del genere, ma per il resto di noi lavoratori in proprio è dura.
Stare seduti per ore alla scrivania con nient’altro che il computer, la radio e un po’ di frutta …magari con la faccia disegnata sopra! A volte si finisce che l’unica conversazione che abbiamo avuto durante la giornata è stata con una mela con gli occhi e la bocca.

9. Linzie Hunter

Definire il tuo ruolo come professionista è un viaggio evolutivo che continua durante tutta la carriera, piuttosto che un traguardo da raggiungere.
Mentre è essenziale accettare lavori su commissione per sopravvivere finanziariamente, è ugualmente importante definire anche i nostri progetti personali in modo da mantenere il proprio stile fresco e aggiornato.
Bisogna continuare a progredire e crescere.

10. Chris Martin

Non aspettiamoci che OGNI lavoro sia meraviglioso o divertente: io ho fatto un sacco di lavori che non ho messo nel mio portfolio.
Il mondo del lavoro è incredibilmente competitivo, il che significa che si tratta di lavoro duro, ma ne vale la pena: preparatevi a sacrificare interi fine settimana se volete andare a finire da qualche parte.

11. Craig Minchington

Una delle cose più importanti che ho imparato dopo aver lasciato la scuola e che devo ricordare a me stesso perché io ami il moi lavoro: perché amo la creatività ed l’essere creativo.

12. Anna Mullin

Per me è stato importante imparare ad essere un uomo d’affari e riuscire a fare soldi facendo ciò che mi piace fare.Puoi anche essere il più bravo e talentuoso, ma se non sai venderti bene ti troverai con le tasche vuote.

13. Mike Nicholson

Ciò che non ho imparato a scuola è stato che…
…che ka scuola mi ha praparato a metà, lasciandomi mezzo impreparato;
…che anche la cosa più insignificante può avere un gran valore;
…che nel lavoro serve versatilità, adattabilità e la capacità di reinventarsi.

14. Ben O’Brien

Sii umile e disposto ad imparare e a capire che chiunque incontrerai sa qualcosa che tu non sai.
Se potessi tornare indietro non mi affretterei più così tanto a diventare una superstar, ma cercherei di lavorare in qualche buon studio, imparando dagli altri come funziona l’ambiente, come auto-promuoversi, come assicurarmi i clienti, come farmi un portfolio, tirar avanti un’impresa …e non farlo tutto da solo.

15. Serge Seidlitz

La mia curva dell’apprendimento ha avuto un’impennata appena uscito da scuola.
Ho dovuto far l’abitudina a cose come le scadenze, lavorare a più progetti assieme, prendere in carico un lavoro dal concetto iniziale fino alla preparazione per la stampa…
Niente di questo mi era stato insegnato all’istituto d’arte, ma effettivamente questo non è proprio quello a cui serve la scuola: la scuola è un ottimo momento per sperimentare e capire la strada che dovremo prendere.

16. Dave Williams

Uno dei miei più grandi problemi appena ho iniziato a lavorare era chiedere aiuto ai miei colelghi: mi sembrava di essere stupido.
Invece è una buona cosa chiedere e farsi dare una mano, perché è impossibile sapere tutto.
Inoltre consiglio di usare il proprio tempo libero per fare ciò che ci piace: la visibilità online che mi è derivata dai miei lavori personali mi ha portato un lavoro pagato come libero professionista.

17. Yekinni

Una cosa che ho imparato velocemente è che nessuno ti prende sul serio finchè qualcuno non ti vuole sul serio, quando finalmente non sei più pagato solo con ‘esperienza lavorativo’ o ‘crescita personale’.

(liberamente tradotto da digitalartsonline.co.uk)

14 regole per la vita

(tratte dal libro “50 regole che i ragazzi non impareranno a scuola” di Charles J. Sykes, erroneamente attribuite a Bill Gates)

Regola n° 1: La vita non è giusta. Abituati. I teen-ager, in media, usano la frase: “Non è giusto” 8 volte al giorno. L’hai copiata dai tuoi genitori, che la hanno ripetuta così spesso che hai deciso che la loro deve essere stata la generazione più idealista di sempre. In realtà è quando hanno cominciato a sentirla dai loro stessi figli, che i tuoi hanno realizzato cosa significasse la frase della regola n° 1.

2: Il mondo reale non si cura della tua autostima come fa la tua scuola. Forse è uno shock saperlo ma nella vita reale ci si aspetta che tu raggiunga un obiettivo prima che tu ti senta bene con te stesso. Solitamente, quando un ego ipertrofico non incontra la realtà, i bambini si lamentano dicendo “Non è giusto” (vedi regola 1)

3: Siamo spiacenti, non guadagnerai 40.000 euro all’anno dalla fine della scuola superiore. E non sarai vicepresidente, e non avrai neppure sofisticate tecnologie sulla tua macchina. Peggio: potresti persino dover indossare un’uniforme non di marca.

4: Se pensi che il tuo insegnante sia esageratamente severo, aspetta di avere un capo. Lui non ha un contratto di lavoro e così tende ad essere un po’ duro. Quando sbagli, non ti chiede come ti senti al riguardo.

5: Girare hamburger in un fast-food non è lesivo della tua dignità. I tuoi nonni avevano una diversa parola per descrivere il girare hamburger: la chiamavano opportunità. E non erano nemmeno imbarazzati dal salario minimo, piuttosto sarebbero stati in imbarazzo a star seduti a parlare di rock-star tutto il weekend.

6: Non è colpa dei tuoi genitori. Se sbagli sei tu il responsabile: è il rovescio della medaglia di “E’ la mia vita”, “Tu non sei il mio capo” e di altre dichiarazioni eloquenti della tua generazione. Quando compirai 18 anni saranno affari tuoi. Non piangerci sù o farai la figura dell’egoista viziato.

7: Prima che tu nascessi i tuoi genitori non erano così noiosi come sembrano ora. Sono diventati così a furia di pagare le bollette, pulire la tua stanza e ascoltarti quando racconti quanto sei idealista. E a proposito, prima di di andare a salvare la foresta pluviale da quei parassiti succhia-sangue dei tuoi genitori, prova a disinfestare l’armadio nella tua camera da letto.

8: La tua scuola può aver fatto fuori vincitori e vinti. La vita non l’ha fatto. In alcune scuole, ti daranno tutte le possibilità che vuoi per trovare la risposta giusta. Le insufficienze sono stati abolite e anche le bocciature; per non ferire i sentimenti di nessuno, lo sforzo è paragonato al risultato. Devi sapere però, che per quanto triste, tutto ciò non ha alcuna somiglianza con la vita reale. (Vedi la regola n°1, la regola n°2 e la regola n°4).

9: La vita non è divisa in semestri, e non c’è l’intera estate di vacanza. E non ci sono nemmeno le vacanze di Pasqua. Lo spettacolo va in onda tutti i giorni; per otto ore al giorno. Non si ricomincia da zero ogni settembre ed ogni febbraio. Si va solo avanti e avanti. Mentre ci siamo: pochi posti di lavoro ti permettono di esprimerti, realizzarti o trovare te stesso. Dovrai trovare te stesso, esprimerti, realizzarti, nelle pause (Vedi regola n° 1 e la regola n° 2)

10: La televisione non è la vita reale. La tua vita non è un telefilm. I tuoi problemi non saranno tutti risolti in 30 minuti, meno il tempo per la pubblicità. Nella vita reale, in effetti, le persone devono uscire dal bar per andare al lavoro. E i tuoi amici non saranno ne’ vivaci ne’ flessibili come Jennifer Aniston.

11: Sii gentile con i secchioni. Ci sono altissime probabilità che lavorerai per qualcuno di loro.

12: Il fumo non ti fa sembrare così figo, ti fa sembrare imbecille. La prossima volta che sei in giro, prova a guardare un undicenne con una cicca in bocca: è esattamente come sembra a chiunque abbia superato i 20 anni. Lo stesso vale per il termine “esprimere me stesso” riferito ai capelli viola o al piercing.

13: Non sei immortale. (Vedi regola n° 12.) Se hai l’impressione che vivere velocemente, morire giovani e lasciare un bel cadavere sia romantico, ovviamente non hai visto ultimamente uno dei tuoi coetanei a temperatura controllata.

14: Goditi tutto questo mentre c’è. Certo i genitori sono rompiscatole, la scuola è un fastidio e la vita è deprimente. Ma un giorno ti renderai conto com’era bello essere adolescente. Forse per non perdere tempo potresti cominciare ad apprezzarlo ora.

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