Il solare è veramente green?

Dopo la chimera della vernice fotovoltaica, sfumata presumibilmente in “niente”, mi pareva giusto citare anche questo articolo apparso su Venerdì, che parla a modo suo del gran giro di soldi attorno ai pannelli solari di bassa qualità, e delle loro presunte mancanze in ambito ecologico…

Prendere un mito dei nostri tempi, passatelo al setaccio di una mente preparata: un giovane cervello italiano all’estero.
Il mito ne uscirà sfrondato degli allori, acciaccato e con qualche macchia.
Un’operazione verità, insomma: dolorosa, ma opportuna.

La guerra del clima. Geopolitica delle energie rinnovabili“La retorica fa danni. E di retorica sulle energie rinnovabili se ne fa troppa” dice Stefano Casertano, docente di Politica internazionale all’Università di Postdam ed ex responsabile, a 31 anni, dei progetti di riorganizzazione dei negoziati internazionali dell’Eni.

Al grido di “non tutto ciò che è rinnovabile è verde”, Casertano ha dato alle stampe La guerra del clima – geopolitica delle energie rinnovabili, dove mette in guardia tra l’altro sui rischi connessi a migliaia di pannelli solari installati in Italia negli ultimi anni.
Gli anni del boom prima dei tagli recenti, ma anche quelli in cui la generosità degli incentivi pubblici ha fatto la fortuna degli ‘sviluppatori’, gli intermediari a caccia di terreni per gli impianti, che guadagnano in percentuale ai watt installati.

Spiega Casertano…

“Sul mercato esistono due tipi di pannelli: i policristallini, i migliori ma anchei più cari, e gli amorfi, spesso di fabbricazione cinese, meno buoni e però economici. Sono amorfi gran parte dei pannelli installati in Italia su suggerimento degli sviluppatori più spregiudicati. Alcuni sono prodotti con composti di tellururo al cadmio, sostanza classificata in Europa come velenosa. Tanto che in Germania, il paese europeo con la più alta produzione di energia solare, esistono associazioni “per il solare non tossico” che pongono il problema dello smaltimento di questi pannelli, quando sarà l’ora di sostituirli e, in California, la Silicon Valley ha stilato una lista di produttori che istruiscono i clienti sulla corretta dismissione degli impianti”

Ora, su 7000 MW di pannelli solari – in gran parte amorfi – prodotti nel 2010, la Cina ne ha esportati oltre 6000.

“Significa che l’Italia e l’Europa dipendono sempre più da Pechino. Ed è un guaio: innanzitutto perchè in oriente la produzione di pannelli funziona a carbone, per cui la riduzione di CO2 generata nel vecchio continente dal fotovoltaico è parzialmente vanificata dall’aumento delle emissioni in Cina. E poi perchè la nostra industria sta a guardare: a parte le eccellenze, che costano, è tutto un importare tecnologia a basso costo, la cui efficacia antiemissioni può ridursi fino a 2 volte e mezzo quella prevista!”

Che fare allora?

Per Alessandro Beulcke, presidente dell’Agenzia di ricerche informazione e società promotrice del Festival dell’Energia

“l’arrivo di imprese straniere in un settore così complesso e soggetto a normative incerte dovrebbe fare da stimolo per la costruzione di una filiera industriale italiana”.

Invece per ora hanno trovato terreno fertile gli avventurieri. E la Cina, più che vicina, sembra aver piantato radici.

Fonte: Venerdì di Repubblica, 23set2011

Ho poi personalmente interpellato una persona che per diverso tempo ha lavorato con una ditta che importava pannelli solari dalla Cina per sentire il suo parere riguardo questo articolo…

“Non mi stupisce affatto il contenuto dell’articolo, quello che mi sorprende, in realtà è il fatto che se ne siano accorti solo ora. Ho lavorato nel settore per qualche anno e quindi conosco bene la differenza tra i pannelli policristallini e gli amorfi, differenza che a livello di costi è davvero notevole. E i bassi costi dei pannelli cinesi sono dovuti alla loro bassa e pessima – il più delle volte – qualità e resa finale.
Il problema dello smaltimento poi non è secondario, visto che al momento i pannelli amorfi son quelli più venduti, temo.

Un consiglio: prima di farvi installare qualsiasi cosa, fatevi dare più dettagli possibili, magari se potete fatevi mostrare cosa andranno a mettere sul vostro tetto e fatevi dare delle schede tecniche (e relative certificazioni AUTENTICHE). E se i prezzi dei pannelli son davvero bassi e convenienti, pensateci bene prima di procedere. Meglio spendere di più ma avere un prodotto che davvero vi consente di avere energia pulita per anni e anni, piuttosto che una robaccia da pochi soldi che porebbe darvi più rogne che altro.”

Anche da Wikipedia si possono trarre altre notizie di approfondimento…

Silicio policristallino: celle più economiche, ma meno efficienti del monocristallino, il cui vantaggio risiede nella facilità con cui è possibile tagliarle in forme adatte ad essere unite in moduli.
Rendimento: 15% nei moduli in silicio monocristallino, 13% nei moduli in silicio policristallino.

Silicio amorfo depositato da fase vapore: hanno un’efficienza bassa ma sono molto più economiche da produrre. Uno dei principali vantaggi del silicio amorfo rispetto a quello cristallino sta nella tecnica di produzione, dato che è possibile depositare film sottili di silicio amorfo su grandi superfici.
Rendimento: 6% nei moduli in silicio amorfo.

Ne consegue che ad esempio a parità di produzione elettrica richiesta, la superficie occupata da un campo fotovoltaico amorfo sarà più che doppia rispetto ad un equivalente campo fotovoltaico cristallino

“Pannelli fotovoltaici in silicio amorfo: il modulo fotovoltaico più economico, ma anche quello con il minor rendimento e, purtroppo, anche soggetto ad un degrado del rendimento nel tempo.” (fonte)

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Un pensiero su “Il solare è veramente green?”

  1. Salve,
    Pomodori e salse cinesi,aglio spagnolo,arance israeliane,bistecche dell’est piene di estrogeni,noi li compriamo perchè troviamo nei s.m. solo quelli:più ne vendono,più calano i prezzi:ma non sono regalati-si strapagano anche loro.
    Quindi: produzione.stoccaggio,trasporto,2°stoccaggio=prezzo appena sostenibile per uno stipendio medio.
    Il contadino locale,pensando di essere furbo, non raddoppia, perchè giustamente ha più spese, il prezzo del RACCOLTO, ma vende il suo prodotto al doppio del prezzo del s.m., raddoppiando spese che non ha.
    Ma veniamo a Noi:
    L’Est produce pannelli di pessima qualità (come tutto,d’altronde), l’Italia ne produce di ottimi e, con le attuali tecniche di PRODUZIONE, anche questi non dovrebbero costare, alla fonte, più del doppio dei cinesi.
    Ma,come per l’aglio,al consumatore finale il prodotto viene a costare mooolto di più.
    Chi cerca il tetto f.v.lo fa, nell’ordine:1) per risparmiare, 2)per non inquinare.NON siamo più disposti ad ingrassare i parassiti intermediari o i produttori furbi.
    I produttori seri scelgano dei magazzini seri in ogni regione e vendano direttamente all’utente finale che, con oculatezza, potrà scegliere anche l’eventuale montatore.
    Ripeto: simo stanchi di furbastri e parassiti.
    Saluti.

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